Uomo dai molteplici interessi, è stato un artista influente nel suo tempo, maestro di incisione all'Accademia di Brera di Milano, trascrittore di musiche antiche, insegnante al primo corso di Paleografia musicale in Italia, profondo conoscitore della musica e degli strumenti musicali in particolare del Rinascimento.

Biografia

Gli anni della formazione Benvenuto Disertori nasce da Giuseppe a Anna Bortolotti nel 1887 e frequenta il liceo classico tra Trento e Rovereto, diplomandosi nel 1906. A 17 anni viene ammesso come secondo violino nell'orchestra della Società Filarmonica di Trento. Diventa amico del barone Carlino Buffa da Carzano, che gli trasmette l'amore per la viola.

Tra il 1906 e il 1907 si iscrive all'Accademia di Venezia, dove frequenta la scuola di paesaggio di Guglielmo Ciardi, ottenendo il primo premio. L'anno successivo è a Monaco di Baviera, dove frequenta una scuola di nudo ed espone alcuni paesaggi ad olio al Kunstverein. Dopo un soggiorno a Roma, nel 1910 si iscrive all'Università di Vienna al corso di letteratura romanza. Si conclude così il periodo che lo stesso Disertori ha definito «la preistoria del mio itinerario artistico».

Trascorrono alcuni anni di peregrinazioni nel centro Italia, dove inizia la sua attività di incisore. Si sofferma inizialmente a Perugia, per poi toccare le città di Gubbio, Roma, San Gimignano, Arezzo, Ronciglione.

Roma e Firenze Si trasferisce a Roma, dove frequenta la Biblioteca Casanatense e copia a penna le illustrazioni degli incunaboli lì conservati. In questo periodo pubblica una serie di articoli sulla rivista "Emporium", in cui descrive le matrici calcografiche custodite presso la Regia Calcografia, che all'epoca erano poco conosciute in ambito nazionale. Nel dicembre del 1922 riceve da Luigi Siciliani l'incarico formale di rivedere il Catalogo dell’Istituto e di attuare una scelta dei rami migliori del fondo antico, ma la prematura morte dell'on. Siciliani rende impossibile portare a termine il progetto.

Nel 1925 sposa la pittrice olandese Regina Philippona (Amsterdam, 1886 - Milano, 1977), che nel 1927 dà alla luce il loro unico figlio Andrea, architetto di professione che ha ereditato dai genitori la poliedricità e la passione per l'arte.

Tra il 1927 e il 1931 si trova a Firenze, dove pubblica alcuni articoli sul tema dell'incisione con la rivista "La Bibliofilia" di Olschki. Sulla stessa rivista inizia anche la pubblicazione di un catalogo ragionato delle matrici della Calcografia di Roma, interrotto però dopo tre puntate. Nel 1931 riesce a pubblicare in volume un sunto gli articoli apparsi sulla rivista Emporium. In questi anni Disertori si appassiona anche all'astrologia, pubblicando un articolo sulla citata rivista di Olschki e dando vita ad un ciclo di grandi acqueforti solo parzialmente realizzate, di cui restano però i disegni preparatori.

Milano e Cremona Sempre nel 1931 gli viene affidata "per chiara fama" la cattedra di tecniche di incisione all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, incarico che manterrà fino al 1960.

Nell'autunno del 1950 l'Istituto Cesari inaugura a Cremona un corso di Paleografia musicale, incluso nell'offerta didattica dell'Università di Parma. Disertori viene chiamato a tenere gli insegnamenti di "Paleografia musicale instrumentale e intabulatura", grazie agli alti livelli raggiunti nella musicologia e nella trascrizione di antiche fonti musicali, anche se da autodidatta. A lui si deve l'istituzione dell'insegnamento di "Teoria e storia della notazione musicale del Rinascimento", da lui proposto sulla base della propria esperienza scientifica. Il suo periodo di insegnamento a Cremona si chiude nel 1954, sostituito da Federico Mompellio. Durante gli anni l'assetto di questo corso di studi è mutato fino ad assumere l'attuale forma, ovvero la Facoltà di Musicologia afferente all'Università degli Studi di Pavia.

Opere e pubblicazioni

Grafica Durante i viaggi in Umbria, Toscana e Lazio, Benvenuto Disertori ha trovato la sua vocazione nell'incisione, diventando particolarmente abile nella tecnica xilografica, nell'esecuzione di acqueforti e incisioni a bulino e punta secca. Fra le sue opere principali possiamo ricordare: L'arco della Mandola a Perugia, Ronciglione nel Cimino, I Pianeti Venere, Giove e Mercurio, Il muro e molte altre. Negli anni sono stati stilati diversi elenchi delle opere di Disertori, iniziando dagli anni Trenta fino ai giorni nostri.Si veda ad esempio e

Ha partecipato a moltissime mostre, cominciando dalla Mostra degli Xilografi Italiani a Levanto nel 1912. È stato invitato nove volte alle esposizioni della Biennale di Venezia dal 1926 al 1950; da ricordare per importanza la Biennale del 1934 dove espone la serie di incisioni dei tre liutai Bisiach e quella del 1942 con una sala dedicata.

Tra il 1920 e il 1930 si dedica all'illustrazione di libri per la casa editrice Mondadori e per gli spartiti delle edizioni Suvini e Zerboni di Milano: ad esempio La tela di Penelope, commedia di R. Calzini e L'aurea leggenda di Madonna Chigi, commedia di E. Corradini. Ha collaborato con diverse riviste di letteratura e xilografia attive nella prima metà del 1900: "La tempra", "La lettura", "Il secolo XX", "L'Eroica2, "Emporium": con quest'ultima ha contribuito nella doppia veste di scrittore di articoli e di illustratore, in particolare per le copertine.

Dal 1904 al 1955 esegue circa 70 ex libris, sia per sé che per altri, raccolti in volume dopo la sua morte.

Esemplari delle sue opere sono conservate al Gabinetto delle Stampe agli Uffizi di Firenze e al Metropolitan Museum di New York. Il MART di Rovereto oltre ad una collezione di grafiche originali, possiede anche una ricca serie di suoi legni per xilografia.

Musica

In ambito musicale pubblica molti articoli in particolare sulla "Rivista Musicale Italiana" con cui collabora assiduamente dal 1937; suoi contributi compaiono anche su "Ricordiana", "Studi Trentini di Scienze Storiche" e altri. Molti dei suoi articoli sono stati raccolti in volume postumo dal figlio e dalla moglie. La sua formazione artistica lo ha portato agli studi musicologici partendo dalle fonti visive: spesso ha studiato e trascritto musiche presenti in dipinti, in particolare di epoca rinascimentale. Anche la sua formazione musicale di violinista e violista lo ha condotto a fare ricerca su strumenti musicali medievali e rinascimentali, comparando le lire da braccio e studiando altri strumenti come la viola d'amore, utilizzando primariamente le fonti visive dell'epoca.

Dopo essersi progressivamente allontanato dall'incisione, si dedica alla trascrizione di musica antica. Inizialmente si dedica ai Codici musicali trentini pochi anni dopo la loro restituzione all'Italia da parte dell'Austria. Si dedica poi a musiche di compositori italiani: di grande rilevanza l'edizione e lo studio delle frottole di Franciscus Bossinensis.

Lascito Benvenuto Disertori durante gli anni si è costruito una biblioteca musicale fatta di copie, trascrizioni, adattamenti per trio o quartetto d'archi tratte da fonti antiche. Dopo gli anni di insegnamento a Cremona la sua fama si accresce e così anche la sua biblioteca: gli vengono infatti inviate dagli editori edizioni musicali moderne, sperando in una sua recensione. Ha inoltre accumulato un'importante biblioteca musicologica, fondamentale strumento di lavoro per i suoi studi, composta da più di mille opere in gran parte molto rare. Ha avuto una ventina di violini oltre a strumenti più antichi, come viole da gamba e viole d'amore.

Dopo la sua morte la moglie Regina e il figlio Andrea, per salvare l'integrità della collezione ne hanno fatto dono a diversi enti, in base ai loro ambiti di competenza. La sua raccolta di strumenti musicali si trova nel Museo degli strumenti musicali di Milano, nelle sale del Castello sforzesco e in piccola parte al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. All'Istituto di storia della musica (oggi Biblioteca di Storia dell'arte, della musica e dello spettacolo) dell'Università degli studi di Milano sono state donate le opere di argomento musicologico. Le edizioni musicali più recenti sono state affidate alla Civica scuola di musica di Milano, mentre alla Biblioteca Braindese nel 1990 sono stati donati i materiali più legati alla sua attività musicale: appunti, bozze di articoli e saggi, riproduzioni di codici rinascimentali, edizioni moderne di musiche antiche. Di particolare rilevanza per gli studi di paleografia musicale è la sezione di manoscritti dello stesso Disertori di trascrizioni e adattamenti di antologie di frottole, mottetti e chansons del XV-XVI secolo, tratte soprattutti dai codici trentini.

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni