Biografia

Maffeo Barberini nacque a Firenze da Antonio, un ricco mercante, e da Camilla Barbadori, quinto di sei figli. Fu battezzato il 5 aprile 1568. Originari di Barberino Val d'Elsa, gli ascendenti del papa avevano cambiato l'originario cognome di Tafani prima in da Barberino (a Firenze) poi in Barberini (a Roma), così come i tre tafani presenti sullo stemma in tre api. Maffeo nacque in una casa signorile in piazza Santa Croce.

All'età di tre anni perse il padre; si occupò pertanto della sua educazione lo zio Francesco Barberini, protonotario apostolico. Studiò a Firenze e a Roma, nel Collegio dei Gesuiti (Collegio Romano), dove si laureò in legge«Aveva Egli in Roma abbreviatore Apostolico Monsig. Francesco suo Zio paterno per la cui direzione e consiglio gli avvenne di fare gli studi di Belle Lettere nel Collegio Romano presso i Padri della Compagnia.» Cfr. Giuseppe Allegrini, Elogj degli uomini illustri toscani, Volume 3, Lucca, 1772, pp. 377-381.. Fu il secondo futuro pontefice a laurearsi in un collegio gesuita. Nel 1589 ottenne il dottorato in utroque iure all'Università di Pisa. Appena ventenne era entrato nell'Accademia Fiorentina e in seguito fece parte anche dell'Accademia degli Alterati di Firenze, di quella degli Insensati di Perugia, di quella degli Umoristi di Roma e di quella dei Gelati di Bologna..

Tre anni prima del dottorato, il 7 aprile 1586, aveva ricevuto la tonsura (rito che precede il conferimento degli ordini sacri); il 24 giugno 1592 fu ordinato diaconoUn suo ritratto, nel decennio successivo a quest'evento, compare nel quadro con cui Caravaggio raffigura la famiglia del cardinale Del Monte: Peter Rietbergen, "Maffeo Barberini—Urban VIII, The Poet-Pope, or: The Power of Poetic Propaganda, in Power and Religion in Baroque Rome: Barberini Cultural Policies, Leiden-Boston, Brill, 2006, pp. 106-107.. Fu ordinato sacerdote il 24 settembre 1604.

Morto lo zio che, da giovane, lo aveva ospitato a Roma, ne ereditò il cospicuo patrimonio, con il quale acquistò un prestigioso palazzo, arredandolo in maniera estremamente sfarzosa, sullo stile rinascimentale, lussuoso a tal punto da diventare il personaggio più in vista e importante della città.

La sua carriera nella Curia romana fu rapida: il 20 ottobre 1604 era già arcivescovo. Nel 1606 ottenne la porpora cardinalizia.

«Formatosi alla scuola di quel finissimo umanista latino quale era stato Aurelio Orsi [...] per il quale avrebbe poi sempre nutrito la più affettuosa memoria, Maffeo assimilò il senso e il gusto per la bella forma latina e italiana.» Cultore della letteratura classica, fu autore di versi, in latino e anche in greco. Alcuni di questi carmina, dedicati al suo magister Aurelio Orsi, vennero pubblicati a Brescia nel 1595, altri a Perugia nel 1606, mentre una raccolta più cospicua di circa trenta poesie latine fu data alle stampe a Parigi nel 1620 su iniziativa dell'erudito provenzale Nicolas-Claude Fabri de Peiresc. «Barberini, anche dopo divenuto papa nel 1623 con il nome di Urbano VIII, dedicò particolarissime cure ai Poëmata, di cui tra il 1620 e il 1643 apparvero non meno di quindici edizioni, via via accresciute di nuovi componimenti e tutte (a eccezione forse di quella del 1620, pubblicata dal Peiresc di propria iniziativa) approvate dall'autore, stampate in molti casi addirittura presso la tipografia della Camera Apostolica.» Un'edizione, quella del 1631, fu curata dai Gesuiti e illustrata dal Bernini.Francesco Galluzzi, Il barocco, Newton Compton Editori, Roma 2005, p. 81

Il cardinale Barberini partecipò a due conclavi: quello del 1621, che elesse il papa Gregorio XV, e quello del 1623, che lo vide eletto.

Cronologia incarichi

1º luglio 1589: è abbreviatore nella Cancelleria apostolica; nello stesso anno passa al tribunale della Segnatura apostolica come referendario; 13 febbraio 1592: è Governatore di Fano; 24 ottobre 1593: è Protonotario apostolico; Nel marzo 1597 entra nel ristretto gruppo degli addetti al servizio personale del papa assumendo l'incarico di chierico di Camera; Gennaio 1598: è al seguito del cardinale Pietro Aldobrandini, nominato legato apostolico di Ferrara; Nel 1601 è nunzio straordinario in Francia; Nel 1603 è presidente della XIII Congregazione (incaricata della costruzione e della manutenzione di strade, ponti e acquedotti); Dal 20 ottobre 1604 al 27 ottobre 1608 è arcivescovo titolare di Nazareth; risiede a Barletta, in Puglia;. 4 dicembre 1604: è nominato nunzio a Parigi; 11 settembre 1606: è creato cardinale; la berretta cardinalizia gli viene imposta dalle mani di Enrico IV, re di Francia;I re di Francia hanno il privilegio di imporre la berretta cardinalizia al nunzio apostolico a Parigi. Il privilegio sarà usato anche dai presidenti della Repubblica francese. Nel 1607 è nominato protettore della Scozia; Il 12 novembre 1607 è nominato cardinale presbitero di San Pietro in Montorio; il 5 maggio 1610 assume il titolo di Sant'Onofrio; Dal 27 ottobre 1608 al 17 luglio 1617 è vescovo di Spoleto; L'8 gennaio 1610 è nominato prefetto del tribunale della Segnatura apostolica; Dal 31 agosto 1611 al 1614 è cardinale legato di Bologna.

Il conclave del 1623

Maffeo Barberini fu eletto papa il 6 agosto 1623 nel Palazzo Vaticano; fu consacrato il 29 settembre (San Michele) dal cardinale protodiacono Alessandro d'Este. La consacrazione fu rinviata a causa di una malattia.

Al conclave, che si tenne dal 19 luglio al 6 agosto, parteciparono 55 cardinali. Andrea Baroni Peretti Montalto lasciò il conclave il 3 agosto, per cui i cardinali che parteciparono all'elezione furono 54. Urbano VIII fu eletto al 37º scrutinio con cinquanta voti. In precedenza Giovanni Garzia Mellini aveva raggiunto 22 voti.

Il pontificato

Governo della Chiesa Il 29 aprile 1624, con la bolla Omnes Gentes plaudite manibus, indisse il XIII Giubileo. Concesse ai religiosi di clausura, agli ammalati e ai carcerati di potere acquistare l'indulgenza senza recarsi a Roma (bolla Pontificia sollicitudo). La porta santa fu aperta nel pomeriggio della vigilia di Natale. Durante l'anno giubilare giunsero a Roma circa mezzo milione di pellegrini. Il pontefice rese più comode le visite alle sette chiese, sostituendo a quelle fuori le mura (San Sebastiano, San Paolo e San Lorenzo) visite cittadine a Santa Maria del Popolo, Santa Maria in Trastevere e San Lorenzo in Lucina. Nella prospettiva di ridurre lo scomodo dei fedeli con questo giubileo venne introdotta la novità, divenuta poi usanza comune, di lucrare l'indulgenza del Giubileo ogni volta che si ripetessero a Roma le opere prescritte.Per il giubileo del 1625 si veda Vittorino Grossi, Il Giubileo del 1625, l'Anno Santo dell'Età moderna.

Urbano VIII indisse poi otto giubilei straordinari, con queste motivazioni: 31 agosto 1627: per i fedeli dell'Impero d'Etiopia; 8 aprile 1628: per invocare l'aiuto di Dio nel mondo cattolico; 22 ottobre 1629: per invocare l'aiuto di Dio nel mondo cattolico; 15 dicembre 1631: per le necessità della Chiesa; 24 marzo 1634: per allontanare i pericoli dalla Chiesa; 11 luglio 1636: per invocare l'aiuto di Dio; 3 marzo 1638: per chiedere la pace sulla penisola italiana; 12 dicembre 1643: per chiedere l'aiuto di Dio su Roma.

Relazioni con le istituzioni della Chiesa Camera Apostolica La carica di «maestro di casa del Papa» fu rinominata «Maggiordomo Pontificio»Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro..., 1841, p. 60.. Congregazioni Il 22 giugno 1626 creò la Congregazione dell'Immunità ecclesiastica ("Congregatio controversiarium iurisdictionalium"); Il 13 gennaio 1631 (bolla Pastoralis Romani Pontificis) soppresse la Congregatio Jesu, istituita dall'inglese Mary Ward. Il 6 febbraio 1626 soppresse la Congregazione dei frati Conventuali Riformati; il 2 dicembre 1643 estinse l'Ordine regolare dei Santi Ambrogio e Barnaba al Bosco; Nel 1633 approvò la Congregazione di Calabria e Lucania, che riuniva sette abbazie cistercensi dell'Italia meridionale; Nel 1634 approvò gli statuti delle Monache cistercensi della Divina Provvidenza, nate in Savoia e in Francia, che seguivano la regola benedettina; nello stesso anno sancì l'unione degli eremiti camaldolesi toscani con quelli coronesi Nel 1630, con la costituzione Ad uberes et suaves fructus, divise i Foglianti in due congregazioni nazionali; Nel 1622 Urbano VIII estese l'indulgenza a tutte le chiese del Primo e del Terz'Ordine di San FrancescoCandido Chalippe Recolletto, Vita del serafico patriarca s. Francesco di Assisi, 1837, p. 302.; il 5 maggio 1628 approvò le nuove costituzioni dell'Ordine francescano, dette “Costituzioni Urbane” in sua memoriaLe Costituzioni Urbane rimasero in vigore fino alle attuali Costituzioni, approvate ad Assisi nel 1930.; Nel 1628 dichiarò soppressi i monasteri con un numero di religiosi inferiore a sei ; Nel 1643 decretò la soppressione dell'Ordine di Sant'Ambrogio ad Nemus, fondato a Milano nel XIV secolo. Procedura di canonizzazione Il 5 luglio 1634 Urbano VIII emanò la lettera apostolica Coelestis Hierusalem cives. Nacque la distinzione netta tra beatificazione e canonizzazione, inoltre la Sede Apostolica si riservò sia il diritto di canonizzazione sia quello di beatificazione. Il 12 marzo 1642 la Decreta servanda in beatificatione et canonizatione Sanctorum regolò ulteriormente la procedura di entrambi gli atti. Concessioni pontificie Nel 1631 Urbano VIII confermò i privilegi concessi alle Annunziate turchine, ordine monastico fondato da Maria Vittoria De Fornari; Il 20 agosto 1631 approvò con lettera in forma di breve l'Ordine basiliano di San Giosafat; Il 14 aprile 1633, con un breve, il pontefice concesse l'approvazione della istituenda Confraternita dei Marchigiani a Roma, oggi Pio Sodalizio dei Piceni. Nel 1625 confermò l'Ordine della Immacolata Concezione, già sanzionato ecclesiasticamente dal predecessore Gregorio XV; Nello stesso anno approvò la Congregazione d'Austria, facente capo all'Abbazia di Melk; Nel 1627, con il Breve Salvatoris et Domini (28 giugno 1627), sancisce definitivamente la legittimità «francescana» dell'Ordine dei frati minori cappuccini, nato attorno al 1520; Nel 1628 approvò la Congregazione del Nostro Salvatore, fondata nel 1624 da Pietro Fourier. Il 12 gennaio 1633 approvò le costituzioni della Congregazione della missione (comunemente chiamati “lazzaristi”), fondata nel 1625 da Vincenzo de' Paoli. Nel 1633 concesse una Bolla per l'erezione dell'Ordine del Verbo Incarnato, fondato dalla religiosa Jeanne Chézard de Matel nel 1625.

Decisioni in materia dottrinale Con la bolla Inscrutabilis Iudiciorum Dei (1º aprile 1631) il pontefice, confermando un analogo pronunciamento di Papa Sisto VNonostante la forte condanna papale degli oroscopi da parte di Sisto V nel 1589, gli astrologi erano ampiamente consultati all'inizio del XVII secolo., proibì l'utilizzo dell'astrologia giudiziaria per emettere pronostici sulla sorte dei papi o dei loro consanguinei fino al terzo grado. Urbano VIII intese così tacitare le voci su una sua presunta simpatia per le pratiche magico-astrologiche, connesse con la sua decisione di far scarcerare il filosofo e astrologo Tommaso Campanella per utilizzarlo come "consulente astrale".I nemici di Urbano VIII pensavano di poter approfittare del favore da lui accordato a queste pratiche pubblicando la loro versione del suo oroscopo. Essi erano fiduciosi che le eclissi del 1628 e 1629 avrebbero preannunciato la morte del Papa. Il Papa era convinto che solo Campanella sarebbe stato in grado di aiutarlo e di proteggerlo dai pericoli delle imminenti eclissi.