Noto soprattutto per la sua iniziativa di compiere una spedizione passata alla storia come crociata norvegese, Sigurd assunse le redini del regno di Norvegia assieme ai suoi due fratelli Øystein e Olav alla morte del padre Magnus III, di cui era il secondogenito. Dal 1107 al 1110 fu impegnato nel viaggio verso la Terra Santa, mentre nel 1111 ritornò in patria e trovò un regno solido e rafforzato.
Quando nel 1123 rimase unico sovrano a seguito della morte dei suoi fratelli, cercò di rafforzare la posizione della Norvegia e di eseguire alcune riforme interne, ma negli ultimi anni della sua vita fu affetto da un qualche disturbo psichico che ne compromise la sua salute mentale. Quando nel 1130 si spense, il suo regno passò nelle mani di un suo figlio illegittimo, Magnus IV, ma la successione non fu pacifica e finì per generare una lunghissima serie di guerre civili terminate soltanto più di un secolo dopo, nel 1240.
Biografia Origini e primi anni
Figlio illegittimo del re Magnus III di Norvegia e della concubina Thora, Sigurd era il secondo di tre fratelli nati da relazioni diverse. La sua nascita si colloca in una fase in cui il sovrano norvegese, tra la fine del XI e l'inizio del XII secolo, era riuscito in meno di un anno a imporre il proprio dominio in varie isole situate dall'altra parte del mare del Nord, ossia le isole Orcadi, le Ebridi e l'isola di Man, compiendo altresì delle razzie nel nord del Galles.. Presso le isole Orcadi, Magnus aveva rimpiazzato il vecchio conte con il giovane Sigurd, che all'epoca aveva nove anni e lo aveva accompagnato nel corso della campagna di conquista..
Nominato «signore di tutte le isole a ovest del mare» sottomesse dai norvegesi, o più correttamente di tutte quelle a ovest della Scozia, inclusa l'isola di Man, il piccolo Sigurd fu affiancato nella sua attività da fidati consiglieri. In veste di reggente, egli trascorse una porzione consistente della sua adolescenza lontano dalla sua terra di origine, ovvero un lustro.
Spinto dalla sete di conquista, Magnus tornò nuovamente a ovest. Sbarcato in Irlanda, cercò di negoziare un'alleanza matrimoniale con Muircheartach Ua Briain, re supremo dell'isola. L'intento fu raggiunto e vennero combinate le nozze tra Sigurd e Bjaðmunjo, la giovane principessa irlandese figlia di Muircheartach.. Tuttavia, nel 1103, cadde vittima di un'imboscata per lui fatale nei dintorni di Dún Pádraig, morendo a soli ventinove anni. Appresa la notizia, nell'autunno del 1103 Sigurd fece ritorno in patria assieme al seguito sopravvissuto di Magnus e decise di rompere il matrimonio previsto con Bjaðmunjo, adducendo come motivazione che esso non fosse stato consumato. Dalle fonti, la decisione presa dal giovane viene ritenuta frutto del rammarico e dalla tristezza generata dalla notizia della dipartita del padre. In realtà, è più credibile l'ipotesi secondo cui il ritorno avvenne per prendere possesso della propria porzione di eredità, considerando che la necessità più impellente appariva quella di colmare il vuoto al potere lasciato in Norvegia. Rispettando le consuetudini dell'epoca, secondo cui tutti i discendenti diretti di sesso maschile di un sovrano defunto avevano egual diritto a succedergli, il regno fu spartito tra i tre giovani figli di Magnus.. Il meccanismo nasceva con la speranza di evitare faide o guerre intestine; per quanto talvolta, esso generò instabilità politica, fino ad allora non si erano mai verificati cruenti scontri fratricidi nella storia del regno di Norvegia. Sul tema, le saghe enfatizzano «lo spirito di concordia e collaborazione» che pervase i tre giovani fratelli nel momento in cui andarono a spartirsi il potere. A Øystein, che era il maggiore e aveva pochi anni più di Sigurd, toccò la parte settentrionale, a Sigurd la parte sud-orientale e al piccolo Olav, che aveva al massimo cinque anni, fu assegnata quella sud-occidentale...
A giudizio di Dan Jones, questo compromesso dovette forse risultare stretto a Sigurd, che cominciò ad avvertire il desiderio di allontanarsi dalla Norvegia. È probabile che lo incuriosirono particolarmente le gesta che aveva udito a proposito della conquista di Gerusalemme del 1099 compiuta durante la prima crociata, alla quale, come attesta l'autore medievale Guglielmo di Malmesbury, avevano preso parte anche dei «crucesignati nordici».. A mano a mano che trascorrevano gli anni, questa sensazione di eccitazione per le vicende che avvenivano in Terra Santa pervase molti angoli della Norvegia, fino a tramutarsi in qualcosa di più concreto di un semplice interessamento grazie alla decisione che di lì a poco avrebbe preso Sigurd...
La crociata norvegese
Preparativi e Inghilterra
Nel 1107, al suo terzo o quarto anno di regno,. Sigurd aveva ormai raggiunto i diciassette anni e aveva deciso di compiere un viaggio nel mar Mediterraneo. A livello storiografico, vi è incertezza sulla natura della spedizione compiuta dal re norvegese e su come essa vada classificata.... Tra gli scopi dichiarati dal re rientrava la sua intenzione di guadagnare fama (in norreno frægð) e buona reputazione (orðstírr), ma non bisogna dimenticare che nel mondo norvegese le incursioni o le guerre di conquista venivano ritenute un'opportunità di arricchimento cruciale per la sopravvivenza. In questo meccanismo sociale, il ruolo del re appariva pertanto essenziale, quasi come se egli fosse chiamato ad adempiere a una sorta di dovere.. Non si può escludere che tra i favorevoli al viaggio in Oriente rientrasse chi aveva accompagnato Magnus nelle scorrerie compiute nelle isole occidentali e desiderava godere di nuovo della compagnia di Sigurd, presente nella traversata di ritorno dalle isole Orcadi.. Øystein, dal canto suo, non aveva invece mai lasciato la Norvegia.
In quel contesto, Sigurd strinse a quel punto un patto con il fratello maggiore Øystein, accettando di cedergli pro tempore il controllo dei suoi domini mentre egli era lontano da casa sua. Sigurd inviò dei messaggeri in vari angoli della Norvegia alla ricerca di uomini valorosi che intendessero unirsi alla spedizione, indicando come luogo di raduno Bergen, sulla costa sud-occidentale norvegese, da cui sessanta navi (un numero questo riferito da tutte le saghe) si prepararono per alcuni mesi a salpare. È verosimile credere che Sigurd avesse radunato tra i e i uomini (con meno probabilità ).. Resta comunque una cifra ragguardevole, considerando che in quel preciso periodo storico la Norvegia era uno dei paesi meno popolosi d'Europa.
La lunghezza della traversata impose una tappa intermedia, il Inghilterra.. Secondo le saghe, Sigurd venne caldamente accolto dal re Enrico I, figlio di Guglielmo il Conquistatore. Malgrado gli storici moderni tendano a dubitare della veridicità di questo incontro, non si può escludere che Enrico concesse a Sigurd sostegno di tipo economico e materiale per la spedizione.. Pare che, per ricambiare il trattamento riservatogli, il sovrano norvegese accettò di destinare una grossa somma di denaro a varie chiese inglesi.. La prolungata sosta sull'isola terminò soltanto quando migliorarono del tutto le condizioni climatiche, ossia nella primavera del 1108.
al-Andalus
La traversata delle coste francesi si rivelò estenuante, trascinandosi per l'intera estate per via della costante necessità di approdare in cerca di viveri e acqua.. Doppiato il golfo di Biscaglia, i norvegesi giunsero in Galizia (Galizuland) soltanto in autunno, dove forse Sigurd si recò in pellegrinaggio a Santiago de Compostela (Jákobsland, cioè la terra di [san] Giacomo).
Fu in Galizia che, per la prima volta, il gruppo di guerrieri scandinavi entrò in contrasto con la popolazione locale, a dispetto di confronti sempre pacifici con gli inglesi e con i francesi. Un conte/duca (jarl nelle saghe) locale dal nome non indicato nelle fonti medievali venne a patti con gli stranieri, promettendo loro che avrebbero potuto beneficiare di un mercato permanente per trascorrere in modo sereno l'inverno del 1108. Quando una carestia sconvolse però la regione, l'offerta fu ritirata e, come conseguenza abbastanza prevedibile, Sigurd finì per scontrarsi con il conte, che preferì fuggire dal suo castello anziché combattere e lasciò che gli stranieri si impadronissero di gran parte delle scorte per riprendere il viaggio..
Ristabilita la pace con i galiziani, i norvegesi lasciarono la regione soltanto nella primavera del 1109, «addentrandosi per la prima volta in acque nemiche».. Si narra quindi di uno scontro avvenuto in mare che coinvolse Sigurd e alcuni pirati (víkingr)Il termine víkingr ("pirata") «non aveva alcuna valenza etnica e assumeva un'accezione positiva o negativa a seconda del contesto: in questo caso, esso si riferisce non a dei guerrieri nordici bensì semplicemente a dei pirati o predoni»: . saraceni a bordo di galee (galeiðr), una cruenta lotta terminata con la cattura da parte del re norvegese di sette (oppure otto) imbarcazioni nemiche e di un grande bottino..
Raggiunta la foce del fiume Colares, gli uomini approdarono e si allontanarono per ben nove chilometri dalla costa, raggiungendo l'imponente castello moresco di Sintra (Sintré), in Portogallo.. Sigurd si convinse ad attaccarlo, ma gli abitanti e le guardie del posto resistettero strenuamente ai loro aggressori, rifugiandosi al suo interno.. Malgrado ciò, alla fine i difensori dovettero capitolare e il sovrano norvegese disse loro che gli avrebbe risparmiato la vita qualora si fossero convertiti al cristianesimo; poiché nessuno di loro optò per questa scelta, i catturati furono tutti uccisi. Ritornati alle imbarcazioni, i guerrieri si diressero verso Lisbona (Lizibón), che aveva la fama di città ricca, «per metà cristiana e per metà musulmana» e ben fortificata (borg) e dove, di certo, ci si aspettava di imbattersi in ricchissimi bottini. Preparatosi a colpire Lisbona, Sigurd seppe brillantemente espugnarne il distretto occidentale. Stavolta non ne massacrò però la popolazione, in quanto diverse persone accettarono la conversione religiosa.. Ripartito da Lisbona, Sigurd ebbe modo di compiere un'ultima tappa sulla terraferma ad Alkasse, una località generalmente associata alla moderna Alcácer do Sal, presso la foce del fiume Sado. Invertendo la tendenza di Lisbona, le fonti riferiscono che il re si astenne da qualsiasi atto di clemenza e si lasciò andare a un massacro senza pari, sterminando gli abitanti e depredandoli di ogni avere. Sigurd concluse infine la lunga traversata dell'Atlantico superando lo stretto di Gibilterra (Nörvasund) e facendo l'ingresso nel mar Mediterraneo..
Baleari
Sigurd non aveva superato da molto Gibilterra che subito alcune bande di pirati saraceni assalirono la sua flotta.. Tuttavia, gli aggressori furono costretti alla fuga e i norvegesi poterono proseguire in serenità la propria navigazione.. È verosimile che Sigurd avesse raggiunto il Mediterraneo prima dell'estate del 1109, avendo dunque attraversato nel giro di una stagione un territorio ostile e pericoloso.