La battaglia di Bardia fu combattuta per tre giorni tra il 2 e il 5 gennaio 1941, come parte dell'operazione Compass, la prima operazione militare della campagna del Nordafrica nella seconda guerra mondiale. Fu la prima battaglia della guerra alla quale prese parte una formazione dell'Esercito australiano, la prima comandata da un generale australiano e pianificato da staff australiano. La 6ª Divisione australiana del generale Iven Mackay assaltò la fortezza italiana di Bardia, in Libia, assistita da supporto aeronavale e sotto la copertura del fuoco d'artiglieria. La 16ª Brigata australiana attaccò all'alba da ovest, dove le difese erano ritenute deboli. I genieri aprirono dei varchi nel filo spinato con i siluri bangalore, riversandosi nei varchi stessi e smantellando le sponde dei fossati anticarro con picconi e badili. In questo modo permisero alla fanteria e a 23 carri Matilda II, del 7º Reggimento reale carri, di penetrare nella fortezza e catturare tutti i loro obiettivi, inclusi 8 000 prigionieri.
Nella seconda fase dell'operazione, la 17ª Brigata di fanteria australiana sfruttò la breccia fatta nel perimetro difensivo e proseguì a sud fino ad una seconda linea difensiva conosciuta come Switch Line. Il secondo giorno, essa e la 16ª Brigata australiana catturarono la cittadina di Bardia, tagliando le fortificazioni nemiche in due. Migliaia di prigionieri furono presi e la guarnigione italiana ora manteneva il controllo solo della parte più a nord e a sud della fortezza. Il terzo giorno, la 19ª Brigata avanzò verso sud da Bardia, supportata dai carri Matilda, ridotti ad un gruppo di sei elementi. La loro avanzata permise alla 17ª Brigata di ottenere anch'essa dei progressi e alle due brigate di ridurre ulteriormente il settore meridionale della fortezza. Nel frattempo, la guarnigione italiana nel nord si arrese alla 16ª Brigata e al Gruppo di supporto della 7ª Divisione corazzata britannica. In tutto furono fatti circa 36 000 prigionieri.
La vittoria a Bardia permise alle forze Alleate di continuare l'avanzata in Libia e infine di catturare quasi tutta la Cirenaica. A sua volta, tutto ciò portò all'intervento tedesco in Nordafrica, cambiando la natura del conflitto in quel teatro di battaglia. La battaglia di Bardia crebbe la competenza e la reputazione dell'esercito australiano.
Antefatti e territorio Invasione italiana dell'Egitto
L'Italia dichiarò guerra al Regno Unito il 10 giugno 1940.. Ai confini orientali della colonia italiana della Libia vi era il Regno d'Egitto. Anche se era un paese neutrale, l'Egitto era occupato dai britannici sotto i termini del trattato anglo-egiziano del 1936, che concedeva agli inglesi di occupare militarmente il paese se il canale di Suez fosse minacciato.. Una serie di raid cominciarono oltre i confini con schermaglie lungo la frontiera tra Libia ed Egitto. Il 13 settembre 1940, una consistente forza italiana avanzò attraverso la frontiera libico-egiziana, raggiungendo Sidi Barrani, il 16 settembre,. dove l'avanzata si fermò finché non furono risolte alcune difficoltà logistiche..
La posizione dell'Italia al centro del mar Mediterraneo trasformò in un azzardo inaccettabile inviare navi dalla Gran Bretagna fino al Medio Oriente, attraverso il Mediterraneo stesso, così i britannici inviarono i rifornimenti e i rinforzi circumnavigando l'Africa. Per questa ragione, fu ritenuto più conveniente inviare al Middle East Command (Comando del Medio Oriente) del generale Archibald Wavell truppe dall'Australia, dalla Nuova Zelanda e dall'India britannica. Nonostante tutto, anche quando il Regno Unito era minacciato dall'imminente invasione tedesca, dopo la campagna di Francia e l'urgente necessità di re-equipaggiare la Forza di spedizione britannica dopo l'evacuazione di Dunkerque, i rinforzi continuarono a giungere al Middle East Command. Un convoglio partito dal Regno Unito nell'agosto 1940 portò in Egitto armi, provviste, munizioni e tre reggimenti corazzati, incluso il 7º Reggimento Reale Carri, equipaggiato con i carri Matilda II.
Il 9 dicembre 1940, la Western Desert Force, sotto il comando del generale Richard O'Connor, attaccò gli italiani a Sidi Barrani. Le posizioni nemiche furono catturate, furono fatti 38 000 prigionieri e gli italiani rimanenti furono fatti arretrare.. La Forza britannica spinse gli italiani fino in Libia e la 7ª Divisione Corazzata britannica si posizionò a ovest di Bardia, tagliando fuori le comunicazioni tra la guarnigione di Bardia stessa e la città di Tobruch.. L'11 dicembre, Wavell decise di ritirare la 4ª Divisione indiana e inviarla in Sudan per partecipare alla campagna dell'Africa Orientale. La 6ª Divisione australiana del generale Mackay fu inviata dall'Egitto a rimpiazzare gli indiani. Mackay assunse il comando dell'area il 21 dicembre 1940.
Geografia Diversamente dal deserto egiziano, le porzioni di costa del deserto libico sono rocciose più che sabbiose ma non meno aride e possiedono una ridotta vegetazione. Vicino alla costa, il terreno è rotto dagli uadi. I veicoli militari potevano attraversare questo territorio senza troppe difficoltà, anche se il calore, la polvere e il vento causavano un rapido deterioramento degli stessi. Dato che il paese era molto poco popolato, le bombe e i proiettili esplosivi potevano essere usati con un rischio minimo per i civili. Le notti invernali potevano essere fresche, nonostante il giorno fosse ancora insopportabilmente caldo. Non vi era quasi cibo né acqua ed erano comunque poco protetti dal freddo, dal caldo e dal vento. Il deserto era, inoltre, libero da malattie..
Pianificazione e preparazione Italia Dopo il disastro a Sidi Barrani e la ritirata dall'Egitto, il XXIII Corpo d'armata del generale Annibale Bergonzoli si scontrò con i britannici alle resistenti difese di Bardia. Mussolini scrisse a Bergonzoli: "Vi ho dato un compito difficile ma perseguibile dal Vostro coraggio e dalla Vostra esperienza da vecchio e intrepido soldato - il compito di difendere la fortezza di Bardia fino all'ultimo. Sono certo che la 'Barba Elettrica' e i suoi impavidi soldati resisteranno ad ogni costo, leali fino all'ultimo." Bergonzoli replicò: "Sono consapevole di questo onore e ho riportato oggi alle mie truppe il Vostro messaggio - semplice ed inequivocabile. A Bardia siamo e ci resteremo.".
Bergonzoli aveva approssimativamente 45 000 uomini sotto il suo comando. Il settore settentrionale (Gerfah) era difeso dalla 2ª Divisione CC.NN. "28 ottobre"; il settore centrale (Ponticelli) dalla 1ª Divisione CC.NN. "23 marzo" e da elementi della 62ª Divisione fanteria "Marmarica"; il settore meridionale (Mereiga) dalla 63ª Divisione fanteria "Cirene" e dal resto della 62ª Divisione.. Bergonzoli poteva contare anche sui restanti membri della disciolta 64ª Divisione fanteria "Catanzaro", circa 6 000 uomini della Guardia di Frontiera, tre compagnie di Bersaglieri, parte del reggimento di cavalleria Vittorio Emanuele e una compagnia della 60ª Divisione fanteria "Sabratha"..
Queste divisioni erano stanziate a protezione di un perimetro di 29 km con un fossato anticarro, una recinzione di filo spinato e una doppia serie di punti chiave ben difesi. I punti difesi si trovavano più o meno a 750 m di distanza l'uno dall'altro. Ognuno di essi possedeva un proprio fossato anticarro, celato sotto pannelli sottili. Le postazioni italiane erano armate con uno o due cannoni da 47 mm e due o quattro mitragliatrici. Le armi aprivano il fuoco da alcune rientranze in cemento nel terreno, collegate da trincee ad un profondo bunker, sempre di cemento, che offriva protezione dal fuoco d'artiglieria nemica. Tuttavia, le trincee non avevano fasi di fuoco e le postazioni non avevano una copertura dall'alto. Ogni postazione era occupata da un plotone o compagnia. Le postazioni più interne erano costituite allo stesso modo, a parte l'assenza dei fossati anticarro. Le postazioni erano numerate in sequenza da sud a nord, con le postazioni esterne numerate con i numeri pari mentre quelle interne con i dispari. La numerazione era conosciuta agli australiani grazie alle mappe trovate a Sidi Barrani.. Nella zona più meridionale vi era una terza linea di postazioni difensive, la Switch Line. Vi erano sei campi minati difensivi e qualche zona minata di fronte ad alcune postazioni italiane. La debolezza più marcata nel sistema difensivo si poteva riscontrare nel momento in cui i nemici fossero riusciti a penetrare nel perimetro: le postazioni infatti potevano essere conquistate così dai due lati in cui non vi erano le trincee..
La difesa era supportata da componenti d'artiglieria che includevano 41 contraeree Breda 20/65 Mod. 1935 da 20 mm, 85 cannoni anticarro da 47 mm, 26 cannoni anticarro Solothurn S-18/1000, 41 cannoni per supporto alla fanteria 65/17 Mod. 1908/1913 da 65 mm, 147 75/32 Mod. 1937(?) da 75 mm e cannoni da campo da 77 mm, 76 Škoda 10 cm Vz. 1914 e SSchneider 105 mm Mle. 1913 da 105 mm, 27 da 120 mm e obici medi škoda 15 cm Vz. 1914 da 149 mm.. Il gran numero di modelli d'artiglieria, molti dei quali abbastanza vecchi, crearono difficoltà con i rifornimenti. I cannoni più vecchi erano rivestiti con delle botti che ne minavano l'efficienza. Anche le munizioni erano vecchie e probabilmente circa i due terzi delle spolette erano troppo usurate, causando troppi colpi inesplosi.. Vi erano inoltre diversi modelli di mitragliatrici, con sette differenti tipi di munizioni. La Breda Mod. 30, la principale mitragliatrice leggera, aveva un basso rateo di fuoco ed era famosa per incepparsi. La Fiat-Revelli Mod. 1914 fu un'arma ingombrante e complicata, soggetta a interruzioni. Alcune di queste furono rimpiazzate con la Fiat Mod. 14/35 le quali, senza un miglioramento, erano ancora inaffidabili. La principale mitragliatrice pesante, la Breda Mod. 37, aveva i suoi difetti; il principale era l'utilizzo di cartucce da 20 colpi che ne ridusse il rateo di fuoco.. La mancanza di materie prime, in accoppiata con la crescente sofisticazione tecnologica delle armi moderne, portarono a problemi di produzione che ridussero i carichi di rifornimento degli equipaggiamenti migliori all'intero Regio Esercito.. Per questi motivi, la potenza di fuoco dei difensori italiani fu minore, come l'efficacia, di quanto avrebbero dovuto essere..
Come "riserva mobile" vi erano 13 carri medi M13/40 e 115 CV35. Mentre i CV35 erano di poco valore, gli M13 erano efficaci carri medi con quattro mitragliatrici e una torretta mobile con cannone anticarro da 47 mm, come suo armamento principale che era "in molti modi equivalente a quelli dei veicoli da combattimento corazzati britannici".. Tuttavia, le loro corazze potevano essere penetrate dai cannoni Ordnance QF 2 lb britannici e i CV35 non potevano competere con i Matilda britannici come corazza e armamento. Nessun carro a Bardia era equipaggiato con una radio, rendendo un contrattacco coordinato molto difficile da portare a termine..
Bergonzoli sapeva che se Bardia e Tobruch fossero state tenute dagli italiani, un'avanzata britannica in Libia avrebbe sicuramente vacillato sotto il peso delle difficoltà logistiche di mantenere operativa una forza militare nel deserto usando una linea di rifornimento molto estesa.. Non conoscendo quanto a lungo avrebbe dovuto resistere, Bergonzoli fu costretto a razionare il cibo e l'acqua così sperando di impedire a O'Connor di far soffrire la fame agli italiani durante l'assedio. Di conseguenza però, la fame e la sete colpirono il morale dei difensori italiani che erano già scossi dopo la sconfitta a Sidi Barrani.. Anche le condizioni mediche minarono il morale italiano, in particolare per colpa dei pidocchi e della dissenteria, provocati dalle povere condizioni sanitarie..
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