Figlio del notaio Giuseppe, destituito per “pessima condotta nelle turbolenze del 1848” e perciò “sottoposto a vigilanza di polizia”, a sedici anni si unì ai volontari di Giuseppe Garibaldi che formarono la brigata "Cacciatori lucani" in transito a Sala Consilina (7 settembre 1860). Partecipò all'impresa garibaldina fino a Napoli (19 settembre).
Nel 1860 aderì al programma liberale del Comitato dell'Ordine, fu sottotenente della Guardia Nazionale e prese parte alla lotta contro il brigantaggio. Come soldato semplice partecipò alla campagna del 1866 (36º Reggimento Fanteria, matricola 4172, numero 4362, p. 231, Archivio San Martino della Battaglia, Libro 1 della Provincia di Potenza), la Terza guerra d'indipendenza.
Nominato “delegato di Pubblica sicurezza nell'istituzione delle nuove cariche”, venne assegnato a prestare servizio a Bologna. Trasferito successivamente nelle Puglie, operò a Molfetta e a Bari. In quest'ultima sede, durante una manifestazione di popolane che chiedevano "pane", disattese l'ordine prefettizio di aprire il fuoco sulle manifestanti, rispondendo che un garibaldino non può sparare sul popolo affamato. Con preavviso di sole quarantott'ore, venne perciò trasferito per punizione in Sicilia, a Petralia Sottana, e degradato nelle sue funzioni. Non ha redditimpersonali che rendano possibile portare con sé l'intera famiglia, specialmente negi trasferimenti in locaìità per lo più remote. Questo lo fece precipitare improvvisamente nell'indigenza e lo costrinse ad affidare i singoli familiari alla solidarietà di parenti sparsi per l'Italia. Costretto a lasciare a Bari la famiglia, a causa delle difficili condizioni economiche in cui era improvvisamente precipitato, privato delle originarie funzioni di servizio, verrà continuamente trasferito in nuove località siciliane. Ne ebbe delle enormi sofferenze morali, che causarono anche il suo rapido decadimento fisico.
Concluderà il servizio come semplice archivista, a Palermo, dove morirà di "crepacuore".
Note
Bibliografia Carlo Pesce, Storia della città di Lagonegro, Grafiche Zaccara, Lagonegro, 1994, p. 255. Tommaso Pedio, Dizionario dei patrioti lucani. Artefici e oppositori. (1700-1870), vol. V, Società di Storia Patria per la Puglia, Bari, 1990, pp. 257, 411-412. Ministero della Guerra. Stato maggiore del R. Esercito. Ufficio Storico, La campagna di Garibaldi nell'Italia meridionale (1860), Libreria dello Stato, Roma, 1928 (capitolo Itinerario dei volontari garibaldini da Sapri a Salerno). Archivio centrale dello Stato, Roma (Ministero dell'Interno, cartella personale).
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