Audemars Piguet è un'azienda svizzera produttrice di orologi da polso di lusso, fondata nel 1875 da Jules-Louis Audemars ed Edward Auguste Piguet. La sede si trova a Le Brassus, nella vallée de Joux, nel Canton Vaud, in Svizzera..
Una discendente dei fondatori, Jasmine Audemars pronipote di Jules-Louis Audemars, è nel 2013 a capo del Consiglio di Amministrazione dell'azienda..
Il marchio è presente in 88 paesi, ha 1.200 dipendenti (di cui 900 in Svizzera) e dispone di una dozzina di filiali che assieme a 23 negozi assicurano la commercializzazione dei prodotti in tutto il mondo. L'azienda produce oltre 26.000 pezzi all'anno, interamente confezionati a mano.
È stato lo sponsor principale del Team Alinghi durante le edizioni dell'America's Cup del 2003 e del 2007.
Storia Le origini e lo sviluppo internazionale (1875-1920) Il 17 dicembre 1875, Jules-Louis Audemars decide di aprire una bottega di orologeria nella fattoria di famiglia situata a Le Brassus, nella Vallée de Joux, nel Canton Vaud, in Svizzera, dopo aver seguito un apprendistato in orologeria presso suo padre. Jules-Louis si occupa del ripasso degli orologi a complicazione, con la responsabilità del controllo finale degli articoli prima della commercializzazione.
Gli ordini cominciarono ben presto ad arrivare, per cui Audemars chiese aiuto a un vecchio compagno di studi, Edward-Auguste Piguet, che aveva pure appreso in famiglia la tecnica dell'orologeria.
I due lavorarono assieme per sei anni, finché decisero di associarsi per creare e vendere i propri modelli. Il 17 dicembre 1881 decisero di firmare un contratto per la costituzione della loro azienda e fondano la fabbrica di orologi "Audemars Piguet & Cie"..
Fin dall'inizio l'azienda si specializzò nella produzione di orologi a complicazione e meccanismi di precisione. Jules-Louis Audemars e Edward-Auguste Piguet costruirono la loro fama grazie alla qualità del loro lavoro e alla modernità dei loro orologi. Jules-Louis si occupava della produzione, mentre Edward-Auguste apportava il tocco finale ai prodotti, indirizzati a un pubblico alto di gamma che apprezza le loro creazioni originali. Audemars Piguet punta all'innovazione, arrivando anche a personalizzare i modelli per i propri clienti.
A partire dal 1880 circa, Audemars Piguet presenta i primi modelli con calendario perpetuo, ripetizione dei minuti e cronografo. Questo modello viene definito anche Triple Complication. L'azienda comincia ad assumere nuovo personale e si specializza negli orologi a suoneria. Ben presto i due fondatori riorganizzano i loro compiti: Jules-Louis continua ad occuparsi della produzione, mentre Edward-Auguste si dedica allo sviluppo commerciale dell'azienda.
La società aprì la prima filiale a Ginevra nel 1885. Nel 1886 è stato realizzato il primo cronografo di dimensioni contenute (meno di 23mm, quindi adatto per essere incassato in un orologio da polso). Nel 1888, la gamma prodotti viene venduta in negozi indipendenti a Berlino, New York, Parigi e Buenos Aires. L'entrata ufficiale sul mercato francese avviene l'anno successivo, quando l'azienda presenta la sua collezione di orologi da taschino all'Esposizione universale di Parigi del 1889. Con 70 dipendenti, Audemars Piguet diviene il terzo più importante datore di lavoro del Canton Vaud.
Nel 1892 viene realizzato il primo orologio da polso con ripetizione dei minuti, in una cassa di 18mm di diametro, costruito in collaborazione con l'atelier Louis Brandt & Frére della fabbrica di orologi Helvetia. Si tratta di un'innovazione mondiale.
Nel 1897 la Maison vende una spilla contenente un movimento a carica manuale dotato di ripetizione minuti: siamo agli albori della tecnica orologiera, ma con questa realizzazione la Maison dimostra di padroneggiare anche le importanti complicazioni e di saperle miniaturizzare.
Nel 1899, l'azienda lancia un orologio da taschino a grande complicazione, sfruttando un movimento realizzato da Louis-Elisée Piguet (orologiaio di Le Brassus dal 1859, che forniva calibri per numerose aziende orologiere nei dintorni). Le funzionalità comprendono una grande e una piccola suoneria, un meccanismo di ripetizione dei minuti con carillon, la sveglia, calendario perpetuo e cronografo. L'orologio è stato ribattezzato "Universelle" (all'epoca veniva chiamato "Grande Sonnerie Compliquée 22") e oggi è custodito al museo Audemars Piguet.
Lo scoppio della prima guerra mondiale porta a un rallentamento della produzione e dello sviluppo di nuovi modelli.
La ripresa tra le due guerre mondiali (1920-1950)
Dopo la morte di Audemars e di Piguet, rispettivamente nel 1918 e 1919, la società passò ai rispettivi figli (Jacques-Louis Audemars e Paul Edward Piguet) e continuò a crescere ottenendo un notevole successo al punto che altri marchi come Tiffany & Co., Cartier e Bulgari, acquistavano orologi dalla Audemars Piguet e li rivendevano col loro nome. Oggi questi orologi sono identificabili guardando il loro numero di serie. Più tardi Audemars Piguet lanciò sul mercato vari orologi, come, nel 1921, il primo salterello da polso, nel 1922 il più sottile ripetitore di minuti al mondo, nel 1924 il primo orologio da polso con calendario perpetuo (che entrerà ufficialmente a catalogo come complicazione a partire dal 1941) e nel 1925 l'orologio da tasca più sottile (da 1,32mm).
Tra la fine degli anni '20 e l'inizio dei '30, Audemars Piguet come molte altre aziende accusò il periodo di crisi e il crollo del mercato azionario, entrando in un periodo buio. Negli anni Trenta, per contenere i costi e rafforzare la produttività, Audemars Piguet entra a far parte della SAPIC, un consorzio orologiero in cui si riunivano anche altre aziende come Jaeger-LeCoultre e Vacheron Constantin. L'ingresso in SAPIC consentì ad Audemars Piguet di stringere un importante, proficuo e duraturo rapporto di collaborazione con Jaeger, la quale fornì numerose ébauches (movimenti base grezzi) ad Audemars Piguet (e a Vacheron), la quale si occupava invece di regolarle, rifinirle e incassarle nei suoi segnatempo. In questo periodo vengono realizzate numerose complicazioni, come i cronografi, i calendari completi, le ripetizioni minuti, le ore saltanti, i quadranti scheletrati. Il primo movimento ultrasottile solotempo montato da Audemars Piguet risale alla fine degli anni Trenta, con il calibro 9ML a carica manuale, realizzato da Louis Elisée Piguet (dell'azienda Frédéric Piguet).Durante la Seconda Guerra Mondiale l'azienda fu in grado di tornare prepotentemente sul mercato grazie alla produzione di un cronografo ultra sottile il cui movimento era il Calibro 2003. Anni Cinquanta e Sessanta: Gli anni d'oro dell'orologeria svizzera Le vendite incrementarono tra gli anni '40 e '50, ed Audemars Piguet incassò nei suoi orologi il primo movimento automatico: il calibro 2498, che non era un calibro ultrasottile. Il movimento automatico più sottile allora in produzione entra in commercio nel 1967, e fu ribattezzato Audemars Piguet 2120, basato sull'ébauche realizzata da Jaeger-LeCoultre col nome di 920. Questo movimento è dotato di un rotore in oro da 21 carati ed è spesso solamente 2,45mm, ed è tutt'oggi il calibro automatico a rotore centrale più sottile del mondo (superato solamente da alcuni movimenti con massa oscillante periferica).
Un altro esempio di proficua collaborazione tra JLC ed Audemars Piguet è testimoniata anche nel movimento Audemars Piguet 2001 (base Jaeger-LeCoultre 901), un calibro a carica manuale ultrasottile di ottima qualità e dalle rifiniture eccellenti. Un altro importante calibro ultrasottile (a carica manuale) viene incassato dall'azienda, soppiantando il vecchio 9ML di realizzazione Frédéric Piguet: si tratta dell'Audemars Piguet 2003 (realizzato su ébauche Jaeger-LeCoultre 849, e montato anche da Vacheron Constantin con il nome di 1003).
Nel 1945 Georges Golay entra in azienda, fino a diventare Amministratore Delegato a partire dal 1966.I primi orologi da polso dotati della complicazione del calendario perpetuo non presentavano l'indicazione dell'anno bisestile, che viene integrata nel 1955 con la ref. 5516 (già la ref. 5516 esisteva, a partire dal 1948, ma inizialmente era sprovvista dell'indicazione dell'anno bisestile). Si tratta (com'era stato per il primo orologio da polso dotato di calendario perpetuo) di una prima mondiale. Montava un calibro Valjoux VZSSQP. Diversi movimenti Valjoux VZ sono stati adottati da Audemars Piguet per molteplici segnatempo, come cronografi, ore del mondo, orologi da polso solotempo certificati cronometri, ed altri.
Anni Settanta: l'avvento del Royal Oak
Il Royal Oak è stato introdotto nel 1972 e fu progettato da Gérald Genta, e fortemente voluto dall'allora Amministratore Delegato del marchio Georges Golay. Si tratta di un orologio da polso elegante, ma nello stesso tempo sportivo, realizzato originariamente in acciaio (poi declinato in doppia combinazione acciaio e oro e solo in materiale pregiato), caratterizzato da una lunetta ottagonale serrata con viti, la quale richiama l'oblò di una nave, o la visiera di una tuta da palombari. Il nome "Royal Oak" deriva da quello di tre vascelli costruiti in acciaio dalla Royal Navy. Il movimento originariamente montato dal Royal Oak era l'Audemars Piguet 2120, basato sull'ébauche Jaeger-LeCoultre 920, che è ancor oggi il calibro automatico con rotore centrale più sottile di sempre. Il celebre designer Gérald Genta, già noto ai tempo per aver collaborato con Hamilton, Universal Geneve (ha disegnato il Polereuter) e Omega (per il Constellation) ha riferito che l'idea della lunetta ottagonale gli fu ispirata da una sua giovanile reminiscenza di un casco di un sommergibile che stava per immergersi nel Lago di Ginevra. Al momento del commercio, il Royal Oak si distingue, oltre che per l'audacia delle linee, come l'orologio in acciaio più caro mai venduto, con i suoi 3300 franchi svizzeri. Inizialmente, tuttavia, il modello non ottiene il successo sperato, sia per via dell'eccessivo costo, sia per le sue forme assai moderne, di rottura con la tradizione. Inoltre, si trattava di un orologio non semplice né economico da produrre. Infine la gente era legata maggiormente agli orologi in materiale pregiato, specie se di marchi prestigiosi. Alla fine del primo anno vennero prodotti 565 Royal Oak ref. 5402. Uno dei volani che innescarono le vendite del Royal Oak fu la pubblicità fatta da Gianni Agnelli, che lo indossava sopra il polsino della camicia, spingendo altri uomini di stile a fare lo stesso. Dopo un paio d'anni dal lancio, il successo dell'orologio diviene tangibile: Audemars Piguet nel 1974 raddoppia il fatturato, che tocca i 25 milioni di franchi svizzeri, e arriva a dar lavoro a 125 dipendenti: numeri in controtendenza rispetto al panorama orologiero elvetico, fiaccato dalla crisi portata dalla rivoluzione del movimento al quarzo, che ha causato la chiusura di circa un migliaio di marchi produttori di orologi.
Nel corso dei decenni l'orologio, diventato leggenda, è stato poi proposto con diverse complicazioni e dimensioni, anche per i polsi femminili. Questo orologio è stata una vera fortuna per Audemars Piguet, grazie al quale è riuscito a imporsi anche nei decenni di maggior crisi provocati dall'avvento della precisa ed economica tecnologia del quarzo.
Il successo di questo orologio è tale che anche altre case orologiere ne replicano l'estetica, e più in generale il design di Genta (anche grazie al Patek Philippe Nautilus, disegnato anch'esso da costui nel 1976) diventa il simbolo di un'epoca in cui ci si allontana dall'orologio di lusso in materiale pregiato, per abbracciare l'utilizzo dell'acciaio anche in alta orologeria e aprirsi a forme meno convenzionali. La fortuna del Royal Oak lo rese un segnatempo facilmente omaggiabile da numerose altre case orologiere (come ad esempio Bulova, Eberhard e Breil negli anni Ottanta).