Macomer (AFI: ), (AFI: ), è un comune italiano di abitanti della provincia di Nuoro, situato a 563 metri sul livello del mare, alle pendici della catena del Marghine, di cui è il centro principale, arroccata sulle rive del rio S'Adde. Insignito del titolo di città, è inoltre il capoluogo dell'unione dei comuni del Marghine.

Geografia fisica

Macomer, arroccata sulle alte sponde basaltiche del rio S'Adde, ha una superficie di 122,5 chilometri quadrati, la casa comunale si trova a 563 m s.l.m. (altezza minima 390 metri, altezza massima 808 metri, escursione altimetrica 418 metri).

Il territorio macomerese è caratterizzato da una grande varietà di paesaggi, da quello collinare e montuoso della catena del Marghine e del monte di Sant'Antonio, a quello steppico degli altopiani di Campeda e Abbasanta. La vegetazione presenta boschi misti a roverella e sughera. Nell'altopiano di Campeda sono presenti 9 entità endemiche e 23 specie di uccelli.

Territorio La conformazione geologica del suo territorio è contraddistinta da vulcaniti basiche plio-quaternarie costituite da basalti che fanno parte di diverse serie (trachiti, trachiti fonolitiche, fonoliti, trachibasalti e alcalibasalti, basalti alcalini e subalcalini, basaniti analcitiche).

Monte Sant'Antonio

Il monte Sant'Antonio, che misura fino a quota 808 m s.l.m., è ricoperto da varie specie arboree, tra cui diverse querce, alcune delle quali hanno più di 100 anni.

Clima

Storia Preistoria e periodo punico-romano

In una grotta, situata in località Marras, in una gola del rio S'Adde, è stata rinvenuta, nel 1949, una statuetta, detta Venere di Macomer, oggi custodita nel Museo archeologico nazionale di Cagliari. Il manufatto, raffigurante una Dea Madre risalente stilisticamente al Paleolitico superiore, è alto circa 14 cm, ed è stato realizzato con pietra basaltica locale.

Abitato fin dalla più remota antichità, come testimonia la presenza del complesso nuragico di Santa Barbara (antecedente al 1100 a.C.), e di quello di Tamuli (un nuraghe, tre tombe di giganti e sei betili), le numerose tombe di giganti, le domus di Filigosa e una moltitudine di rovine nuragiche sparse per il territorio, Macomer, fu all'inizio un insediamento punico (l'antica Macopsissa, descritta dal geografo alessandrino Tolomeo). Nel 238 a.C. la Sardegna passò sotto il dominio romano e Macomer conservò la sua importanza strategica in qualità di luogo di passaggio obbligato tra il nord e il sud dell'isola. Sono scarse le testimonianze archeologiche lasciateci dai Romani, che per lo più si riducono a circa sei pietre miliari e a qualche lapide. Due di queste pietre miliari si trovavano di fronte alla chiesa di San Pantaleo e attualmente sono custodite nel museo archeologico Sanna di Sassari.

Bizantini, periodo giudicale e aragonese Nella città rimangono alcune tracce della dominazione Bizantina, ravvisabili nelle chiese della Nostra Signora d'Itria e di Nostra Signora del Soccorso. Di origine bizantina era anche la chiesa di Santa Barbara arroccata sul Monte Manai, ora ridotta a un cumulo di pietre.

Nel 1259, Macomer, facente parte della curatoria del Marghine, passò dal Giudicato di Torres a quello d'Arborea. Nel 1478 vi si svolse la storica battaglia di Macomer tra i Sardi del marchesato di Oristano e le truppe Aragonesi del Regno di Sardegna. Il 19 maggio di quell'anno infatti, Leonardo Alagon, Marchese di Oristano, e Nicolò Carroz, Viceré di Sardegna, si affrontarono nei pressi del castello di Macomer, di cui ora possiamo osservare solo pochi resti. Il Viceré, forte dell'aiuto del Re di Napoli, del Viceré siciliano, e soprattutto del Governatore del Logudoro, sconfisse definitivamente il Marchese Leonardo Alagon, che venne incarcerato in Spagna, nel castello di Xàtiva. Nel centro storico della città si possono osservare antiche case che presentano chiari segni del dominio aragonese nello stile degli architravi delle finestre. Risale a quel periodo anche la costruzione della Chiesa di San Pantaleo, di fronte alle rovine del castello. La costruzione del campanile della chiesa fu affidata a Michele Puig nel 1573.

I Savoia

Nel 1720 la Spagna perse definitivamente il controllo sull'Isola, che passò sotto il dominio dei Duchi di Savoia. Il 28 luglio del 1767 venne istituito dal Regno di Sardegna il Marchesato del Marghine con sede in Macomer. Il Marchesato comprendeva Birori, Bolotana, Borore, Bortigali, Dualchi, Lei, Mulargia, Noragugume e Silanus; venne abolito nel 1839. Nel 1795 Giovanni Maria Angioy giunse a Macomer con 500 cavalieri, alla ricerca del sostegno della popolazione locale. La città invece insorse contro di lui, e gli angioini penetrarono in città e saccheggiarono la chiesa di San Pantaleo.

Dall'unità d'Italia in poi Nel 1935 ci fu la visita di Benito Mussolini. Fino al 1948, anno in cui divenne comune autonomo, Birori risultava una frazione di Macomer. Nel dopoguerra ci furono anche le visite dell'allora Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana Alcide De Gasperi e dei Presidenti della repubblica Giovanni Gronchi e Francesco Cossiga. La creazione dell'Unione dei comuni del Marghine portò Macomer a divenirne il capoluogo, essendo il comune stato designato come sede dell'ente.

Simboli Lo stemma e il gonfalone del comune di Macomer sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 9 maggio 1985.

Il gonfalone è un drappo di rosso.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Chiese urbane Chiesa Parrocchiale di San Pantaleo, patrono della città (1635), a tre navate, con una facciata contraddistinta da un portale a timpano, posta all'estremità sud-occidentale del centro abitato, in una posizione da cui si gode un eccezionale panorama, sino al Campidano. Si conservano al suo interno un retablo del Quattrocento di autore sconosciuto e una statua di san Pantaleo ritenuta miracolosa in quanto, secondo la traduzione, nell'anno 1627 avrebbe sudato. Chiesa Parrocchiale Beata Vergine Maria Regina delle Missioni Chiesa Parrocchiale San Francesco d’Assisi, aperta nel 1962, è caratterizzata da una vasta e bassa facciata esterna con tetto a doppio spiovente al centro del quale si apre il portale ligneo di forma rettangolare. Nel nucleo centrale della Chiesa si eleva un grandioso corpo rettangolare con croce vetrata frontale. Chiesa Parrocchiale Santa Famiglia di Nazareth Chiesa di Santa Croce, è situata nel Centro Storico, fu costruita nella metà del cinquecento, riedificata nel diciassettesimo secolo e ristrutturata nel 1981, e fu sede dall'omonima confraternita sino alla fine del diciannovesimo. È suddivisa in tre navate da setti divisori forati da grosse arcate che consentono l'accesso alle piccole navate laterali. La copertura doveva essere in legno su capriate a vista, mentre il presbiterio si presenta con volte a vela rivelate all'esterno dalla copertura a padiglione. Chiesa della Vergine d'Itria, è la più antica Chiesa cittadina, edificata in periodo bizantino tra l'undicesimo e il dodicesimo secolo. È la Chiesa del Cimitero di Macomer. Chiesa della Vergine del Soccorso, è situata nel rione di Santa Maria, fu costruita agli inizi del dodicesimo secolo in blocchi di tenero tufo verdastro, restaurata nel 1609 e infine nel ventesimo secolo. Gode di un'unica navata perfettamente direzionata, con un’abside semicircolare e semicolonne., La sua copertura era tetto a doppio spiovente con travatura in vista. I restauri hanno, purtroppo, modificato e sfigurato la struttura originaria per via dell’aggiunta della sacrestia e per via di alcune mutazioni delle parti originarie dell'edificio. È stata probabilmente la prima Chiesa Parrocchiale di Macomer. Chiesa di Maria Ausiliatrice Chiesa di Sant'Antioco (distrutta), era situata nell'area circostante l'attuale municipio.

Chiese campestri

Chiesa di Sant'Antonio Chiesa di Santa Barbara (rovine) Chiesa di San Giorgio (distrutta) Chiesa di Sa Maddalena (distrutta)

Architetture civili

Palazzo Ravasi Palazzo Brasile Villa Salmon Villa Pasquini Palazzo Bozzano Ex Albergo delle ferrovie Casa Attene Casa Melchiorre Murenu Su Ponte de Antoni Fiore Su Palatu

Monumenti

Monumento ai Caduti di tutte le guerre sito in piazza della Vittoria Monumento ai Caduti del lavoro presente nell'omonima piazza Monumento ai Caduti del mare sorge in piazza Italia. Cippo in memoria del Tenente Colonnello Alberto Bechi Luserna

Siti archeologici Nel territorio di Macomer sono presenti 207 aree e testimonianze archeologiche, includenti 128 nuraghi, 29 tombe dei giganti (con 20 betili associati ad esse), 13 fonti e pozzi di età nuragica, 6 necropoli ipogeiche di domus de janas, 8 dolmen, 1 allée couverte, 1 muraglia megalitica, 1 recinto megalitico, 6 siti di ripari sottoroccia, 11 testimonianze di epoca romana e 1 di epoca medievale.

Nuraghi

Nuraghe Ascusa (Monte Sant'Antonio), è un nuraghe monotorre con scala, nicchia d’andito e camera marginata da due nicchie contrapposte. Deteriorata per via di un crollo, è, tuttavia, tra i più suggestivi nuraghi del territorio per via della sua invidiabile posizione all'interno del fitto bosco del Monte di Sant'Antonio. Nuraghe Columbos, è un monotorre con scala, nicchia d’andito e camera centrale marginata da due nicchie contrapposte. La sua tholos è crollata, ma, nonostante ciò, è probabilmente il più bel nuraghe situato nell'altopiano di Campeda. Nuraghe Ruggiu, è un nuraghe monotorre, costruito con filari regolari, caratteristica che denota un suo antico splendore vista la tecnica costruttiva assai minuziosa. Si presenta con un enorme cedimento, probabilmente causato nel periodo delle guerre. Nuraghe Sa Crabarza, è un monotorre con camera marginata da una nicchia e da un vano scala ora obliterato i seguito alla costruzione della polveriera adiacente. Molto caratteristica è la sua torre perfettamente tagliata in obliquo in seguito al crollo. Nuraghe Santa Barbara, è un nuraghe complesso con torre centrale racchiusa in un bastione quadrilobato con cortile a cielo aperto. È situato su un ripiano basaltico dove svetta dinanzi alla valle del rio S'Adde. È sicuramente il nuraghe più noto della cittadina macomerese, per via della sua imponenza e maestosità. Nuraghe Solene, è un monotorre con scala d’andito e camera marginata da tre nicchie disposte a croce. È purtroppo interessato da un grosso crollo per cui sta rischiando di crollare definitivamente. Nuraghe Succoronis, è un nuraghe monotorre con tholos intatta, che conserva la camera, accessibile attraverso un andito con scala e nicchia, e dotata di tre vani sussidiari. È situato su un ripiano trachitico ai piedi di Monte Manzanu. Nuraghe Tamuli, è un nuraghe complesso a corridoio, al quale alla struttura principale è stato addossato un bastione bilobato. È incerta, comunque, la sua reale planimetria in quanto non è mai stato, praticamente, oggetto di scavo. Attorno ad esso, si estende un villaggio composto da capanne circolari e rettangolari. Sono altresì presenti delle particolari capanne allungate dette "suiles", successive all'epoca nuragica.

Nuraghe Aeddo Nuraghe Arculentu Nuraghe Ascusa (Campeda) Nuraghe Badde Figu Protonuraghe Bantine Piano o Pedru Oe o Orosu Nuraghe Basones o Padru Pizzinnu Nuraghe Bidda Edra o Badde Edra Nuraghe Bidui (al confine con Birori) Nuraghe Cabudebbene A Nuraghe Cabudebbene B Nuraghe Campeda Nuraghe Castigadu Nuraghe Chentu Istradas A Nuraghe S’Iscobargiu A o Chentu Istradas B Nuraghe S’Iscobargiu B o Chentu Istradas C Nuraghe Cherchizzu Nuraghe Coa ‘e Sa Mela Nuraghe Coa Nuraghe (al confine con Bonorva) Nuraghe Cogolattu Nuraghe ‘e Corte Nuraghe Craba (al confine con Borore) Nuraghe Crabarida Nuraghe Cuccuru ‘e Cresia A Nuraghe Cuccuru ‘e Cresia B Nuraghe Cuccuru Ladu A Nuraghe Cuccuru Ladu B Nuraghe ‘e Mesu Nuraghe Edrosu Nuraghe Erbeghiles A Nuraghe Erbeghiles B Nuraghe Ferulaghes Nuraghe Figados A o Elighe Nuraghe Figados B