Il parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), originariamente parco nazionale d'Abruzzo, è uno dei parchi nazionali più antichi d'Italia, inaugurato il 9 settembre 1922 e istituito ufficialmente l'undici gennaio 1923 con regio decreto-leggeIl "Parco Nazionale Gran Paradiso", di poco precedente, è stato istituito con il Regio decreto-legge 3 dicembre 1922, n. 1584 (G.U. 13 dicembre 1922, n.291) . Il "parco nazionale d'Abruzzo" è stato istituito ufficialmente con il Regio decreto-legge dell'11 gennaio 1923, n. 257 (G.U. 22 febbraio 1923, n.44) . L'area protetta ricade nella provincia dell'Aquila, in Abruzzo, e in parte nelle province di Frosinone, nel Lazio e Isernia, in Molise. Descrizione Già costituito il 25 novembre 1921 con direttorio provvisorioErminio Sipari "Relazione del Presidente del Direttorio provvisorio dell'Ente Autonomo del Parco Nazionale d'Abruzzo alla commissione amministratrice", Tipografia Maiella, Tivoli, 1926. Tutti i documenti del periodo sono riportati in "Scritti scelti di Erminio Sipari sul Parco Nazionale d'Abruzzo (1922-1933)" a cura di Lorenzo Arnone Sipari, Temi editrice, Trento, 2011., inaugurato il 9 settembre 1922 a Pescasseroli, sede amministrativa, e istituito ufficialmente come "parco nazionale d'Abruzzo" l'11 gennaio 1923, subito dopo l'istituzione del parco nazionale del Gran Paradiso, è divenuto "parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise" con legge n. 93 del 23 marzo 2001. È uno dei tre parchi nazionali presenti in Abruzzo, uno dei tre parchi nazionali del Lazio e l'unico parco nazionale esistente in Molise, noto a livello internazionale per il ruolo avuto nella conservazione di alcune tra le specie faunistiche italiane più importanti, quali il lupo, il camoscio d'Abruzzo e l'orso bruno marsicano, nonché per le prime e numerose iniziative per la modernizzazione e la diffusione localizzata dell'ambientalismo.
Orografia
Si estende prevalentemente nel territorio montano e pastorale del bacino dell'Alto Sangro, ai confini meridionali della Marsica, circondato dai monti Marsicani, uno dei sottogruppi montuosi principali dell'Appennino abruzzese, ricoperti da boschi di faggio per circa due terzi della superficie e dove non è praticabile per la quota la coltura della vite e dell'ulivo, sconfinando nel piano delle colture nella valle del Giovenco e in quella di Comino. A nord-est è diviso dalla Maiella e dal relativo parco dall'area degli altipiani maggiori d'Abruzzo e dalle valli del Gizio e del Tasso-Sagittario. Dal punto di vista orografico l'area può essere raggruppata in quattro sottogruppi montuosi fondamentali dei monti Marsicani. Gruppo della montagna Grande e monte Marsicano, tra Bisegna, Pescasseroli, Scanno, Villalago, Opi e Villetta Barrea. Rappresenta la dorsale più orientale del parco, estesa tra l'alta valle del Sangro e la valle del Sagittario facendo da spartiacque fra i due bacini fluviali. Le cime più alte sono la montagna Grande (monte Argatone, che arriva a ), la Serra della Terratta, il monte Godi e il monte Marsicano, che raggiunge i . Caratterizzato da rocce calcaree, corrisponde ad una lunga faglia che si sviluppa parallela al corso del fiume Sangro. Debole carsismo a Bisegna (Fonte Appia), Pescasseroli (Pratorosso) e Scanno (Ferroio). Sorgenti sgorgano a passo Godi, fonte della Regina (con tracce di mercurio) e Scanno.
Gruppo del monte Marcolano (), tra Pescasseroli e l'altopiano del Fucino. È il sistema centrale tra il gruppo montuoso della Serra Lunga a nord e quello del monte Tranquillo a sud, spingendosi da Pescasseroli verso l'altopiano fucense, tra l'alta val di Sangro, la Vallelonga (Aceretta) e l'alta valle del Giovenco. I monti non presentano brusche pendenze o dirupi, salvo qualche rottura di faglia nel vallone Cavuto, nel territorio di Pescasseroli. Valli e altipiani carsici caratterizzano fortemente l'area attorno alle sorgenti del Sangro. Grotte e inghiottitoi si trovano in località Cicerana (Lecce nei Marsi), mentre nel comune di Gioia dei Marsi è situata la cascata di Acqua Ventilata. Gruppo del monte Tranquillo (), propaggine meridionale del gruppo del monte Marcolano fino al valico di Forca d'Acero. Si sviluppa tra Pescasseroli, Alvito e Campoli Appennino, caratterizzato dalla presenza di evidenti fenomeni carsici quali campi di doline (Macchiarvana, La Difesa), inghiottitoi, grotte e corsi d'acqua sotterranei affioranti per brevi tratti (Capo d'Acqua a Campoli Appennino). Forti pendenze del versante comiense, ricco anche di sorgenti (Lacerno, piana di Alvito). Gruppo dei monti della Meta, dal valico di Forca d'Acero alle Mainarde. Le cime più alte sono il monte Petroso () e il monte Meta () situato al confine tra il versante laziale, molisano ed abruzzese. Quest'ultimo caratterizzato dal pianoro dei Biscurri (). Nella zona di protezione esterna svettano i del monte Greco che con i monti circostanti costituisce la più alta, massiccia ed imponente giogaia del circondario.., i della Serra Lunga e parte del gruppo del monte Genzana.
Geologia
Tettonica La storia geologica del territorio ricadente nel parco è la stessa di tutto l'appennino centrale. Le giogaie dei monti sono grossi sistemi calcarei generatisi tra il Giurassico inferiore ed il Cretacico a seguito dell'emersione nel Paleocene dei grossi giacimenti lagunari della piattaforma carbonatica (estesa ipoteticamente a est di Pescasseroli) e della scogliera corallina (zona del monte Marsicano e Montagna Grande di Scanno). A seguito dell'emersione nel Miocene la laguna ed il mare aperto sono sostituite dai bassifondi che con la definitiva orogenesi del Quaternario formeranno gli strati di argilla ed arenaria che oggi si alternano alle montagne calcaree e ai depositi continentali.
Dove emergono gli strati argillosi passa anche la grossa faglia di sovrascorrimento, debolmente attiva: da Pizzone si dirama verso Alfedena e Barrea per poi proseguire diretta verso Villetta Barrea e Scanno lungo la valle del torrente Profluo. Faglie dirette minori sono presenti attorno a Pescasseroli e sui monti di Pescosolido e Campoli Appennino. La mobilità tettonica è causa dei terremoti che in passato hanno colpito l'area. Fra i più distruttivi del centro Italia figura quello che il 13 gennaio 1915 distrusse la città di Avezzano e gran parte del suo circondario.
Glaciazioni Le cime più alte presentano tracce evidenti dell'ultima glaciazione del Quaternario con circhi e rispettive tracce di morene ancora superstiti. I più evidenti sono quelli dei monti della Meta, Serra delle Gravare, del monte Petroso e del monte Palombo con la morena al Coppo della Polinella.
Idrografia
Un territorio così spiccatamente calcareo sente fortemente dell'azione del modellamento idrico. Vasti campi di doline si distribuiscono sulla Serra Traversa di San Donato Val di Comino, sui monti di Settefrati e Pescasseroli. Disseminate per il territorio inoltre numerose grotte di piccole e medie dimensioni, nonché abbondanza di sorgenti carsiche. Se infatti le sorgenti in quota sono limitate e a portata piuttosto discreta, alle falde dei principali complessi montuosi attorno a circa - sgorgano abbondanti le acque delle sorgenti Tornareccia e Grotta delle Fate in val Fondillo nel comune di Opi, Aia Santilli, Iannanghera e Sorgente delle Donne di Civitella Alfedena, Rio Torto di Alfedena e valle di Canneto a Settefrati (sorgente del Melfa), e la polla cristallina lungo il fiume Sangro di Fonte della Regina a Villetta Barrea con la portata media di litri d'acqua al secondo.
Sorgenti.AltitudinePortataBacinoComuneMorrone del Diavolo137010SangroGioia dei MarsiMadonna di Canneto10201000MelfaSettefratiRio Torto1340300SangroBarrea-AlfedenaSorgente delle Donne1150420SangroBarreaIannanghera1242180SangroCivitella AlfedenaRegina9802000SangroVilletta BarreaAia Santilli117050SangroCivitella AlfedenaTornareccia1100180SangroOpi Tra i fiumi il Sangro nasce nei pressi della località passo del Diavolo (Gioia dei Marsi) e scorre nel cuore del parco fino ad uscire dai suoi confini ad Alfedena occupando la valle principale in cui si sviluppa la riserva. Riceve la maggiore quantità di acque dai torrenti Scerto e Fondillo, la vera e propria linfa vitale del fiume. A Barrea una diga genera con le sue acque il lago di Barrea.
Il settore laziale del parco ricade nello spartiacque del Liri ed entro i margini della riserva ricadono i fiumi Melfa a Settefrati e Mollarino che sorge presso San Biagio Saracinisco. Il Giovenco, la cui omonima valle è quasi completamente inserita nel parco, è uno degli immissari del bacino del Fucino. Nel Molise le acque cadono entro lo spartiacque del Volturno che sorge nel comune di Rocchetta a Volturno, nel cui percorso si immettono il Rio Jemmare di Pizzone e il Rio San Pietro di Scapoli.
Nel comprensorio del parco esistono alcuni interessanti laghi naturali come il lago Vivo, stagionale, il lago Pantaniello, la cui riserva statale importante per l'elevata altitudine e per le presenze ittiche ricade fra le cime del monte Godi, e il lago di Scanno, sorto a seguito di una frana nella valle del fiume Sagittario, presso Villalago e ai piedi dell'abitato di Frattura nel territorio comunale di Scanno. Il suo immissario principale è il torrente Tasso, alimentato da un sistema di sorgenti minori attorno a Scanno quasi tutte captate per il fabbisogno civico di risorse idriche di qualità.
Alcuni laghi artificiali sono stati realizzati nel secondo dopoguerra nella zona di protezione esterna: il lago di Cardito a Vallerotonda, il lago di Grotta Campanaro a Picinisco e il lago della Montagna Spaccata nel territorio di Alfedena, tutti attrezzati per la ricezione del turismo ecosostenibile..
Zonazione, centri visita e progetti di ampliamento
Per una migliore amministrazione il territorio del parco è stato suddiviso nella sua gestione nel 1987 in quattro differenti settori di protezione. Zona A – Riserva integrale: ricadono in questo provvedimento protezionistico le cime più impervie popolate dal camoscio d'Abruzzo, il fondovalle dello Scerto e del torrente Fondillo, ma anche porzioni di faggete nei comuni di Villetta Barrea e Pescasseroli. L'accesso è interdetto o severamente regolamentato come nel caso della riserva naturale integrale della Camosciara. Zona B – Riserva generale: i territori in cui la presenza umana è sempre stata storicamente costante sono allo stesso modo protetti dai vincoli della riserva generale, che regolamentano l'accesso motorizzato, il prelievo di legname e di prodotti del sottobosco. L'escursionismo è libero. Zona C – Protezione: l'area, prevalentemente estesa nel fondovalle del Sangro, è quel territorio intorno ai centri abitati tradizionalmente dedicato alle attività agricole e all'uso privato delle risorse naturali. Zona D – Sviluppo: i centri urbani inglobati nel perimetro del parco dopo i vari ampliamenti gestiscono in quest'area i piani regolatori dello sviluppo edilizio in collaborazione con l'ente parco che qui promuove le attività ricettive e di orientamento del flusso turistico.
Il parco divide il suo territorio in diversi settori turistici per le relazioni con i visitatori e le promozioni editoriali: il settore Valle di Comino in provincia di Frosinone, il settore Mainarde in provincia di Isernia e il settore Marsica fucense che comprende i comuni del parco ricadenti nello spartiacque dell'alveo del Fucino.
Nella maggior parte dei comuni sono allestiti centri di visita tematici o uffici di zona in cui è possibile disporre di materiale divulgativo sul parco e organizzare i percorsi turistici ed escursionistici: Centro parco, museo naturalistico, museo storico del parco, giardino botanico, arboreto appenninico e area faunistica a Pescasseroli. Museo e area faunistica del lupo appenninico, area faunistica della lince a Civitella Alfedena. Museo del camoscio ad Opi.
Centro Parchi Internazionale e Museo dell'acqua a Villetta Barrea.