A Dictionary of the English Language (Un dizionario della lingua inglese), pubblicato anche semplicemente come Johnson's Dictionary (Dizionario di Johnson), è tra i più autorevoli e influenti dizionari nella storia della lingua inglese, compilato da Samuel Johnson e pubblicato il 15 aprile 1755.
All'epoca vi era insoddisfazione per i dizionari in circolazione, quindi nel giugno del 1746 un gruppo di librai londinesi stipularono un contratto con Johnson perché compilasse un dizionario per la somma di 1.500 ghinee, equivalenti a 230.000 sterline del 2010. Johnson impiegò circa nove anni per completare il lavoro, benché in un primo momento avesse sostenuto di poterlo fare in tre anni. Sorprendentemente, egli fece tutto da solo, con la sola assistenza di aiutanti per ricopiare le citazioni che lui aveva già segnato nei libri che consultava. Johnson, durante la sua vita, produsse diverse edizioni rivedute del Dizionario.
Fino al completamento del Oxford English Dictionary, 173 anni dopo, quello di Johnson è stato considerato come il dizionario più autorevole della lingua inglese. Secondo Walter Jackson Bate, il Dizionario "si può facilmente classificare come uno dei più grandi successi della erudizione e probabilmente il più grande successo mai conseguito da un uomo solo che lavorò svantaggiato di mezzi e di tempo".
Antefatto Un centinaio di anni prima, i libri erano stati considerati come un qualcosa da venerare, ma alla metà del XVIII secolo non era più così. L'incremento dell'alfabetizzazione nella popolazione, combinato con i progressi tecnici nella stampa e nella rilegatoria, fece sì che per la prima volta, libri, testi, mappe, opuscoli e giornali furono alla portata di tutti e ad un costo ragionevole. Una tale esplosione della parola stampata richiese un insieme di modelli per conoscere la grammatica, il significato e l'ortografia di quelle parole. Ciò poteva essere realizzato per mezzo di un autorevole dizionario della lingua inglese. Nel 1746, un consorzio di editori fra i più noti a Londra, tra cui Robert Dodsley e Thomas Longman, - nessuno infatti poteva permettersi di affrontare da solo una tale impresa - si misero d'accordo per sfruttare economicamente e soddisfare questa esigenza della sempre più crescente popolazione istruita. Il Dizionario di Johnson non è stato il primo dizionario inglese. Nel corso dei precedenti 150 anni in Inghilterra erano stati pubblicati più di venti dizionari, il più dei quali fu il dizionario Latino-Inglese pubblicato nel 1538 da Sir Thomas Elyot.
Il successivo ad essere pubblicato nel 1583 fu quello di Richard Mulcaster, un direttore di scuola. Mulcaster compilò ciò che egli definì "una tabella generale [di ottomila parole] che usiamo comunemente...[ma] sarebbe una cosa veramente encomiabile...se qualcuno ben istruito...riunisse tutte le parole che usiamo nella lingua inglese..in un dizionario..."Hitchings 2005, London p.48; New York p.53
Nel 1598 venne pubblicato da John Florio un dizionario Italiano-Inglese. Fu il primo dizionario inglese ad usare citazioni ("illustrazioni") per spiegare il significato delle parole; sorprendentemente, in nessuno di questi dizionari fino ad allora vi era stata una reale definizione delle parole. Questo stato di cose cambiò, in piccola parte, nella Tabella Alfabetica pubblicata nel 1604 dal maestro Robert Cawdrey. Anche se conteneva solo 2.449 parole, e di queste nessuna che iniziasse con le lettere W, X o Y, quest'opera è da considerare come il primo dizionario monolingua inglese.
Nel tempo seguirono diversi dizionari: in Latino, Inglese, Francese e Italiano. La Lingua Britannica Reformata (1749) di Benjamin Martin e il Thesaurus Linguae Latinae (1737) del lessicografo Robert Ainsworth sono entrambi significativi, in quanto definiscono le voci in significati separati. In Inglese (fra gli altri), il giurista John Cowell pubblicò nel 1607 Interpreter, un dizionario giuridico, Edward Phillips pubblicò nel 1658 The new world of English words e nel 1721 Nathan Bailey allestì un dizionario di 40.000 parole, tuttavia nessuno di questi è stato, per completezza e per stile, all'altezza del dizionario di Johnson.
Il problema con questi dizionari era che tendevano ad essere poco più che dei mal organizzati e poco affidabili glossari di "parole difficili": parole di carattere tecnico, di origine straniera, sconosciute o antiquate. Ma forse la colpa più grave di questi primi lessicografi era, come uno storico ha precisato, che essi "non riuscirono a dare al linguaggio [inglese] il giusto significato così come si presentava nell'uso quotidiano."Hitchings 2005, London p.49; New York p.55 In questo senso, il dizionario del Dr Johnson fu il primo a documentare in modo completo il lessico inglese.
Preparazione del Dizionario Il dizionario fu compilato da Johnson, tra gli anni 1746 e 1755, nella sua casa londinese sita al n.17 di Gough Square. Nel 1747 Johnson aveva scritto il suo Progetto di un Dizionario della Lingua Inglese, in cui espose le sue idee e la metodologia che avrebbe usato per preparare la sua opera. Egli chiaramente vide un vantaggio nel rifarsi a precedenti tentativi e considerò questo procedimento come un parallelo del precedente giurisprudenziale (in questo fu probabilmente influenzato dal giurista John Cowell):
Il progetto di Johnson fu incoraggiato da Philip Stanhope, 4º Conte di Chesterfield ma comunque in un modo non gradito da Johnson.Lane p. 117–118 Sette anni dopo il primo incontro con Johnson per discutere dell'opera, Chesterfield scrisse due saggi che comparvero su The World per raccomandare il Dizionario.Lane p. 118 Chestefield si lamentava per la carenza di una struttura nella lingua inglese e sostenne:
Johnson, tuttavia non apprezzò il tono del saggio e ritenne che Chesterfield non avesse onorato la promessa che aveva fatto di essere il mecenate della sua opera.Lane p. 121" Nella Lettera a Chesterfield scritta il 7 febbraio 1755, Johnson spiegò cosa ne pensava sulla faccenda:
Struttura materiale del libro A Dictionary of the English Language al momento della stampa si presentò alquanto voluminoso e molto costoso. La dimensione delle pagine era di 46 cm in altezza e 50 cm in larghezza. La carta usata era della migliore qualità disponibile, il cui costo si aggirò intorno alle £1.600; più di quanto era stato pagato Johnson per la realizzazione del dizionario. Lo stesso Johnson definì il libro "Vasta mole superbus" ("Splendido nella sua grande mole").Hitchings 2005, London p.195; New York p.209 Nessun libraio poteva permettersi di stampare questo libro contando solo sui propri mezzi; al di fuori di alcune speciali edizioni della Bibbia, nessun libro di questo peso e dimensioni era stato mai impostato per la stampa.
Le parole "Samuel Johnson" ed "English Language" erano stampate in color rosso; il resto era stampato in nero. La prefazione e le intestazioni di pagina erano in carattere "Inglese" da 4.6 mm "English", il testo- su due colonne -era in carattere da 3.5 mm. La prima edizione del dizionario raccoglieva un elenco di 42.773 parole, a cui solo poche altre vennero aggiunte nelle edizioni successive. Un'importante innovazione portata da Johnson fu quella di illustrare il significato delle parole elencate mediante citazioni letterarie, di queste ve ne sono 114.000. Gli autori più frequentemente citati da Johnson sono Shakespeare, Milton e Dryden. A differenza dei più moderni lessicografi, Johnson introdusse un po' di humour o a volte un po' di pregiudizio in un buon numero delle sue definizioni. Fra le più note vi sono:
"Excise: a hateful tax levied upon commodities and adjudged not by the common judges of property but wretches hired by those to whom excise is paid"See online copy of sixth edition
(Accisa: una odiosa imposta sui prodotti di consumo, stabilita non in base ai criteri comuni di proprietà ma sciaguratamente stabilita da coloro ai quali l'accisa è corrisposta)
"Lexicographer: a writer of dictionaries; a harmless drudge that busies himself in tracing the original and detailing the signification of words"See online copy of sixth edition
(Lessicografo:compilatore di dizionari; un innocuo sgobbone che si affanna a rintracciare l'origine e ad esporre dettagliatamente il significato delle parole)
"Oats: a grain which in England is generally given to horses, but in Scotland supports the people"See online copy of sixth edition
(Avena: un cereale che in Inghilterra è usato come foraggio per i cavalli, ma in Scozia sfama la popolazione) Da un punto di vista dell'impegno posto dall'autore, il Dizionario di Johnson evidenziò una meticolosità fino ad allora mai vista. A differenza di tutti i dizionari che erano stati pubblicati in precedenza, a partire da Johnson per definire la completezza di un dizionario bisognava tener conto, imprescindibilmente, della cura minuziosa applicata non solo alle citazioni ("illustrations") ma anche alle definizioni, per es.:
La parola "turn" presentava 16 definizioni con 15 citazioni
La parola "time" presentava 20 definizioni con 14 citazioni
La parola "put" si sviluppava lungo 3 pagine con ben 5.000 parole
La parola "take" presentava 134 definizioni, che occupavano 5 pagine con 8.000 parole
Originariamente il dizionario doveva essere pubblicato in due volumi folio: A-K e L-Z. Ma ben presto si vide che questa soluzione era ingombrante, non remunerativa e non realistica. Le edizioni successive furono in 4 volumi; anche questa soluzione si rivelò ingombrante; in aggiunta al peso puramente fisico del dizionario di Johnson c'era anche un prezzo abbastanza gravoso che oggi equivarrebbe a circa £675 odierne. Il prezzo era così poco invitante che nel 1784, trenta anni dopo la pubblicazione della prima edizione, quando il dizionario era giunto alla quinta edizione, vi erano in circolazione solo copie.
Le etimologie di Johnson sarebbero considerate abbastanza scarse per gli standard moderni e, in più, non viene offerto molto aiuto per la pronuncia; un esempio può essere per (tosse): "Cough: A convulsion of the lungs, vellicated by some sharp serosity. It is pronounced coff". Gran parte del suo dizionario si basava su di una Grammatica prescrittiva, ed era linguisticamente un po' riluttante ad accettare il nuovo, infatti sosteneva la grafia tradizionale, per esempio olde invece di "old", piuttosto che la semplificazione che sarebbe stata preferita 73 anni più tardi dal lessicografo Noah Webster.
Cronistoria del gradimento Accoglienza iniziale Subito si manifestò un apprezzamento generale non solo per il contenuto del Dizionario ma anche per la sua realizzazione compiuta in solitario da parte di Johnson:"Quando Boswell trattò questa parte della vita di Johnson, più di tre decenni dopo, si espresse in questi termini 'il mondo contemplò con stupore una così stupenda opera realizzata da un uomo solo, mentre in altre nazioni si era pensato che tali imprese erano possibili solo per accademie al completo'."Hitchings 2005, p.198 "Il Dizionario, sin dal momento della sua progettazione, fu considerato come qualcosa che apparteneva a Johnson, e dal momento del suo completamento fu per antonomasia il Dizionario di Johnson —il libro di sua proprietà, il suo monumento, la sua imperitura testimonianza."Hitchings 2005, p.200