Biografia Nato nell'Istria asburgica, studiò archeologia e storia antica all'Università di Vienna, lavorò poi all'Österreichisches Archäologisches Institut, attuando scavi in varie località della costiera dalmata, come sull'isola di Veglia e a Signo (dal 1909 al 1913). Brigitta Mader, "Die Forschungen der Prähistorischen Kommission auf der Insel Krk (Veglia) von 1895 und 1912. – II: Die Untersuchungen eisenzeitlicher Gräber durch Josef Szombathy und Michael Abramić in Besca nuova (Baška) - Flur Sveti Kristofor 1912 und Eduard Nowotny in Bescavalle (Draga Bašćanska) 1895", in Annalen des Naturhistorischen Museums in Wien, 107 A (maggio 2006), pp. 239-266. Consultabile sul sito del Naturhistorisches Museum. Diresse in seguito il Museo archeologico di Aquileia, seguendone la transizione dallo Stato austriaco a quello italiano. Nel 1920 passò a quello di Spalato, di cui tenne la direzione dal 1926 al 1950.Una medaglia onorifica per la sua trentennale e appassionata attività nel Museo archeologico a Spalato e Salona fu coniata in bronzo nel 1950 al momento del suo ritiro dal lavoro. La medaglia, che reca sul Dritto la testa di Abramić, è conservata nella Gliptoteca di Zagabria e si può vedere sul sito della Gliptoteca stessa (nn. 26 e 27).
Si occupò di archeologia classica ed epigrafia antica, dedicandosi in particolare allo studio della colonizzazione greca nell'Adriatico e della cultura illirica in età romana. Condusse varie campagne archeologiche in Grecia, Nordafrica, Italia e soprattutto in Dalmazia, da Ptuj in Slovenia (dove, nell'area dell'antica città romana di Poetovio, nel 1918 riportò alla luce il grande tempio di Mitra)Sugli scavi di Mihovil Abramić e Hans Winkler a Ptuj nel primo Novecento, si può vedere Andreja Dolenc Vičič, "Neobjavljena Winklerjeva in Abramićeva raziskovanja Petovione", in Arheološki vestnik, 57 (2006), pp. 183-218. Consultabile sul sito della rivista Arheološki vestnik. a Salona e nell'isola di Lissa in Croazia.
Collaboratore di diverse pubblicazioni storiche sia jugoslave che straniere, fondò e diresse la rivista Vjesnik za arheologiju i historiju dalmatinsku (Bollettino di archeologia e storia dalmate). Dopo la morte, nel 1962, la sua biblioteca personale di circa quattrocento volumi fu donata alla biblioteca del Museo archeologico di Zara. Knjižnica Arheološkoga muzeja Zadar, sul sito dell'Arheološki Muzej Zadar.
Opere pubblicate Poetovio. Führer durch die Denkmäler der römischen Stadt, Vienna, Österreichische Staatsdruckerei, 1925. Split i okolica, Belgrado, Jadranska Straza, 1928. "Die 'Asiatische Aphrodite' aus Virunum", in Beiträge zur älteren europäischen Kulturgeschichte. Festschrift für Rudolf Egger, Klagenfurt, Geschichtsvereins für Kärnten, 1954, pp. 135–138. "Denkmäler der Ostgoten im byzantinischen Dalmatien", in Pepragmena tu th' Diethnus Byzantinologiku Synedriu, Atene, Myrtide, 1955-1958, vol. I, p. 109. "Gli Ostrogoti nell'antica Dalmazia", in I Goti in Occidente. Problemi, Spoleto, Centro italiano di studi sull'alto medioevo, 1956, pp. 37–41. "Die christliche Archäologie in Jugoslawien in den letzten zwanzig Jahren", in Actes du V Congrès International d'Archéologie Chrétienne, Città del Vaticano, Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, 1957, pp. 177–183. Jedan doprinos k pitanju oblika hrvatske krune, Zagrabia, 1959.
Note
Bibliografia Emerico Ceci, "Ricordo di Mihovil Abramić", in Rivista di archeologia cristiana, 39 (1963), pp. 169–171. Collegamenti esterni