In seguito allo scioglimento dell'unione tra Norvegia e Svezia nel 1905, il governo norvegese gli offrì la corona. Il principe subordinò tuttavia la propria accettazione alla conferma popolare della forma monarchica dello Stato; dopo il referendum del 12 e 13 novembre, conclusosi con una larga maggioranza favorevole alla monarchia, il 18 novembre lo Storting lo elesse all'unanimità re di Norvegia. Assunse il nome regale di Haakon VII, mentre il figlio Alexander prese quello di Olav, richiamandosi così alla tradizione monarchica norvegese medievale; scelse inoltre come motto Alt for Norge («Tutto per la Norvegia»). Il 25 novembre 1905 giunse con la famiglia a Kristiania, l'odierna Oslo, e il 22 giugno 1906 fu incoronato insieme alla regina Maud nella cattedrale di Nidaros a Trondheim; quella di Haakon VII e Maud fu l'ultima incoronazione di sovrani norvegesi.
Durante il suo lungo regno Haakon VII contribuì al consolidamento della nuova monarchia norvegese, interpretando il proprio ruolo secondo i principi della monarchia costituzionale e riconoscendo la centralità degli organi elettivi nell'esercizio del potere politico. Durante la prima guerra mondiale sostenne la politica di neutralità della Norvegia.
Dopo l'invasione tedesca della Norvegia del 9 aprile 1940, rifiutò la richiesta tedesca di nominare un governo presieduto dal collaborazionista Vidkun Quisling, dichiarandosi disposto ad abdicare qualora il governo norvegese avesse invece ritenuto di accettare le condizioni imposte dalla Germania. Dopo essersi ritirato con il governo verso il nord del paese, il 7 giugno 1940 lasciò Tromsø insieme al principe ereditario Olav e ai membri del governo, raggiungendo il Regno Unito. A Londra operò insieme al governo norvegese in esilio, divenendo durante l'occupazione uno dei principali simboli della resistenza nazionale contro la Germania nazista.
Haakon rientrò a Oslo il 7 giugno 1945, esattamente cinque anni dopo la partenza per l'esilio, e negli anni successivi partecipò simbolicamente alla ricostruzione del paese dopo la guerra. Morì il 21 settembre 1957, all'età di 85 anni, nel Palazzo reale di Oslo e fu sepolto nel mausoleo reale della fortezza di Akershus. Gli succedette l'unico figlio, salito al trono con il nome di Olav V.
Biografia Giovinezza
Il principe Christian Frederik Carl Georg Valdemar Axel di Danimarca, comunemente chiamato Carl, nacque il 3 agosto 1872 al Palazzo di Charlottenlund, nei pressi di Copenaghen. Era il secondogenito maschio del principe ereditario Federico di Danimarca, futuro re Federico VIII, e di Luisa di Svezia, nonché nipote del re Cristiano IX di Danimarca.
Come i fratelli ricevette inizialmente un'educazione privata a palazzo. Orientatosi verso la carriera militare marittima, nel 1886 iniziò la propria formazione nella marina danese e successivamente frequentò la scuola per ufficiali di marina. Durante gli studi fu sottoposto alla stessa disciplina degli altri cadetti e non beneficiò di particolari privilegi legati alla propria condizione principesca. Completò la formazione nel 1893, venendo nominato sottotenente e, l'anno successivo, tenente della Regia marina danese; negli anni successivi prese parte a diverse missioni navali in Europa e fuori dal continente.
Matrimonio e famiglia
Il 22 luglio 1896 sposò nella cappella di Buckingham Palace la propria prima cugina, la principessa Maud del Galles, figlia del principe di Galles, futuro re Edoardo VII del Regno Unito, e della principessa Alessandra di Danimarca, sorella di Federico VIII. Il matrimonio rafforzò i già stretti rapporti dinastici tra le case reali danese e britannica e avrebbe successivamente contribuito ai legami personali del futuro sovrano norvegese con il Regno Unito.
La coppia ebbe un solo figlio, Alexander Edward Christian Frederik, nato il 2 luglio 1903 ad Appleton House, nel Norfolk. Dopo l'ascesa del padre al trono norvegese nel 1905, il principe assunse il nome di Olav e divenne principe ereditario di Norvegia.
Re di Norvegia Elezione al trono
Il 7 giugno 1905 lo Storting dichiarò sciolta l'unione personale tra Norvegia e Svezia, ponendo fine al regno norvegese di Oscar II di Svezia. In un primo momento il Parlamento norvegese offrì la corona a un principe della dinastia Bernadotte, nel tentativo di rendere meno traumatico lo scioglimento dell'unione, ma Oscar II non accolse la proposta.
Il governo guidato da Christian Michelsen aveva nel frattempo individuato nel principe Carl uno dei candidati più adatti al trono. A suo favore venivano considerate l'appartenenza a una dinastia scandinava, la familiarità con lingua e cultura nordiche, l'esistenza di un erede maschio e i legami con la famiglia reale britannica attraverso la moglie Maud.
Carl pose tuttavia come condizione per accettare la corona che la forma monarchica dello Stato fosse confermata dalla popolazione. Nel referendum del 12 e 13 novembre 1905 una netta maggioranza degli elettori si espresse a favore del mantenimento della monarchia. Il 18 novembre lo Storting elesse quindi all'unanimità Carl re di Norvegia; il principe accettò l'elezione e assunse il nome di Haakon VII, mentre il figlio Alexander prese quello di Olav. La scelta dei due nomi intendeva richiamare la tradizione monarchica norvegese medievale e sottolineare la continuità storica del nuovo regno indipendente.
Haakon adottò inoltre come motto reale Alt for Norge («Tutto per la Norvegia»). Il 25 novembre 1905 la nuova famiglia reale giunse a Kristiania, l'odierna Oslo, e il 27 novembre il sovrano prestò giuramento sulla Costituzione davanti allo Storting. Haakon VII e la regina Maud furono incoronati il 22 giugno 1906 nella cattedrale di Nidaros a Trondheim; fu l'ultima incoronazione celebrata in Norvegia.
Primi anni di regno
Nei primi anni di regno Haakon e Maud intrapresero numerosi viaggi nel paese con l'obiettivo di conoscere direttamente il territorio e consolidare il rapporto tra la nuova dinastia e la popolazione. Il viaggio compiuto in occasione dell'incoronazione fu seguito nel 1907 da una lunga visita nella Norvegia settentrionale.
Il sovrano cercò inoltre di inserirsi nella vita culturale e sociale norvegese. Fridtjof Nansen avvicinò la coppia reale allo sci, e dal 1906 Haakon iniziò a presenziare regolarmente alle gare di Holmenkollen, inaugurando una tradizione proseguita dai suoi successori. Durante il suo regno si consolidò anche l'usanza della famiglia reale di assistere dal balcone del Palazzo reale alla sfilata dei bambini di Oslo in occasione della festa nazionale del 17 maggio.
La corte mantenne uno stile relativamente sobrio rispetto ad altre monarchie europee, con un numero limitato di funzionari e spese contenute. Questa impostazione rispondeva sia alle condizioni economiche del paese sia all'esigenza di consolidare una monarchia che, al momento dell'indipendenza, era stata oggetto di un significativo dibattito politico.
Haakon interpretò fin dall'inizio il proprio ruolo secondo i principi della monarchia costituzionale. Pur interessandosi direttamente agli affari di Stato e chiedendo di essere costantemente informato dal governo, riconobbe la preminenza politica dello Storting e del Consiglio di Stato e si attenne alle decisioni della maggioranza, evitando di manifestare pubblicamente preferenze partitiche.
Un passaggio significativo si verificò nel 1928, quando, dopo che il Partito laburista era risultato la maggiore forza parlamentare alle elezioni del 1927, Haakon incaricò Christopher Hornsrud di formare il primo governo laburista della storia norvegese, nonostante le resistenze degli ambienti conservatori e le indicazioni contrarie del primo ministro uscente. La decisione viene generalmente considerata una conferma dell'adesione del sovrano al principio parlamentare.
Haakon mostrò un particolare interesse per la politica estera e le questioni militari, anche in ragione della propria formazione navale e dei legami dinastici con diverse corti europee. Durante la prima guerra mondiale sostenne la linea di neutralità seguita dal governo norvegese e partecipò agli incontri tra i sovrani scandinavi volti a ridurre le tensioni regionali.
Nel 1938 morì la regina Maud, mentre si trovava nel Regno Unito. Haakon rimase vedovo per il resto della vita.
Seconda guerra mondiale
Il 9 aprile 1940 la Germania nazista invase la Norvegia nell'ambito dell'Operazione Weserübung. L'avanzata tedesca verso Oslo aveva anche l'obiettivo di catturare il re, il governo e i membri dello Storting, ma la famiglia reale, il governo e gran parte dei parlamentari riuscirono a lasciare la capitale prima dell'arrivo delle truppe tedesche.
Riunito a Elverum, lo Storting conferì al re e al governo i poteri necessari a governare il paese durante la guerra. Il 10 aprile Haakon incontrò l'inviato tedesco Curt Bräuer, che gli chiese di nominare primo ministro il leader fascista Vidkun Quisling. Nel successivo Consiglio di Stato tenuto a Nybergsund, il re dichiarò di non poter accettare la richiesta tedesca e affermò che, qualora il governo avesse ritenuto necessario accoglierla, avrebbe preferito abdicare piuttosto che nominare Quisling.
Il governo condivise la posizione del sovrano e respinse l'ultimatum. Il giorno seguente l'aviazione tedesca bombardò Nybergsund, dove si trovavano il re e il principe ereditario Olav, che riuscirono tuttavia a mettersi in salvo.
Haakon, Olav e il governo continuarono quindi la ritirata verso nord. Dopo essere rimasti per alcune settimane nella Norvegia settentrionale, il 7 giugno 1940 lasciarono Tromsø a bordo dell'incrociatore britannico HMS Devonshire e raggiunsero il Regno Unito. A Londra continuò a operare il governo norvegese in esilio, riconosciuto dagli Alleati quale governo legittimo della Norvegia.
Le autorità d'occupazione cercarono successivamente di ottenere l'abdicazione del sovrano, considerata necessaria per creare un nuovo assetto politico collaborazionista in Norvegia. In una dichiarazione radiofonica dell'8 luglio 1940 Haakon respinse anche questa richiesta, sostenendo di dover rimanere fedele al mandato ricevuto dal popolo norvegese nel 1905.
Durante i cinque anni di occupazione il sovrano divenne uno dei principali simboli della continuità dello Stato norvegese e della resistenza all'occupazione tedesca. I suoi discorsi trasmessi dalla BBC da Londra furono utilizzati per mantenere il collegamento con la popolazione in patria, mentre il monogramma reale «H7» divenne uno dei simboli della resistenza civile.
Ritorno e ultimi anni
Dopo la liberazione della Norvegia, Haakon fece ritorno a Oslo il 7 giugno 1945, esattamente cinque anni dopo la partenza per l'esilio. Il principe ereditario Olav era già rientrato nel paese il 13 maggio. Il sovrano fu accolto nella capitale da grandi folle e riprese immediatamente le proprie funzioni costituzionali.
Tra il 1945 e il 1946 compì diversi viaggi nelle zone maggiormente colpite dal conflitto per osservare direttamente i danni provocati dalla guerra e l'avanzamento della ricostruzione.
In occasione del suo settantacinquesimo compleanno, nel 1947, una sottoscrizione nazionale raccolse i fondi necessari all'acquisto dello yacht britannico Philante, successivamente trasformato nel panfilo reale Norge. Il sovrano lo utilizzò in numerosi viaggi lungo le coste norvegesi; l'ultima navigazione di Haakon a bordo del panfilo ebbe luogo nell'estate del 1955, durante una visita nel Møre og Romsdal.
Nell'estate del 1955 Haakon subì una frattura al femore in seguito a una caduta. L'incidente ne ridusse fortemente la mobilità e negli ultimi anni il principe ereditario Olav assunse progressivamente maggiori funzioni pubbliche, svolgendo anche il ruolo di reggente durante la lunga malattia del padre.
Morte e sepoltura