La , che prese il nome da Iwakura Tomomi (1823-1886), l'ambasciatore plenipotenziario posto a capo di essa, fu un importante viaggio diplomatico intorno al mondo organizzato dal governo Meiji. Il Giappone era in una fase di modernizzazione e la missione rientrava nella serie di misure prese dal governo volte a rinnovare il paese. La missione partì da Yokohama il 23 dicembre del 1871 sulla nave a vapore America alla volta degli Stati Uniti e dell'Europa. In tutto i delegati visitarono dodici paesi e il viaggio durò un anno e dieci mesi.

Membri della missione A capo della missione fu nominato Iwakura Tomomi, Ministro della destra (Udaijin), con il ruolo di ambasciatore speciale plenipotenziario. Lo affiancarono alcuni dei più influenti uomini del governo Meiji tra cui: Ōkubo Toshimichi (1830-1878), Ministro delle Finanze; Kido Takayoshi (1833-1877), Consigliere (sangi); Itō Hirobumi (1841-1909), Vice-ministro all'industria; Yamaguchi Naoyoshi (1839-1894), Vice-ministro vicario agli esteri, tutti con la carica di vice-ambasciatori. Assieme a loro quarantasei funzionari governativi con diciotto persone del seguito e quarantatré studenti, di cui otto ragazze, per un totale di centosette persone, secondo i dati riportati da Kume Kunitake (1839-1931), attendente al seguito dell'ambasciatore Iwakura e cronista ufficiale della missione, il quale durante il viaggio raccolse molte informazioni prendendo appunti dettagliati in base ai quali, successivamente, fu redatta la relazione ufficiale dell'ambasceriaTokumei zenken taishi, Bei-O kairan jikki. Trad. inglese: The Iwakura embassy 1871-73, trad. Peter F. Cornicki, Matsudo, The Japan Documents, 2002, 5 voll. pubblicata nel 1878. Mentre ambasciatori e vice-ambasciatori facevano tutti parte dell'oligarchia Meiji, i segretari erano di diversa provenienza, per lo più ex vassalli dello shōgun che in alcuni casi erano già stati all'estero. Una caratteristica importante è la giovane età di tutti i componenti della missione: questa infatti partì in un momento di radicali trasformazioni e c'era il bisogno di persone duttili e dinamiche che affrontassero il “mondo nuovo”.

Obiettivi della missione Gli scopi della missione erano: Avviare i negoziati per la revisione dei trattati ineguali prevista nel luglio del 1872; Studiare i sistemi amministrativi, educativi, industriali delle potenze occidentali; Presentare le proprie credenziali diplomatiche ai capi di Stato delle potenze occidentali con cui erano stati firmati i trattati ineguali..

Revisione dei trattati La revisione dei trattati ineguali, nonostante fosse molto importante per il governo Meiji, si rivelò assai complessa: lo stesso ambasciatore Iwakura era consapevole della difficoltà a rinegoziare i trattati durante la missione, infatti la linea ufficiale era di cercare di mantenere lo status quo, posticipando la revisione dei trattati al ritorno della missione (previsto dopo dieci mesi) e limitarsi a verificare la disponibilità delle potenze occidentali a rinegoziare la questione dell'extra-territorialità e del controllo sulle tariffe doganali.. Tuttavia, già durante il soggiorno negli Stati Uniti la questione passò in secondo piano e la missione si concentrò sullo studio dei vari paesi visitati.

Studio dei paesi occidentali Il governo giapponese doveva studiare a fondo le caratteristiche delle diverse civiltà occidentali per adottare, dopo un'analisi approfondita delle istituzioni e dei sistemi dei paesi più avanzati, quelli più adeguati al proprio progetto di modernizzazione. In particolare la missione analizzò: il sistema politico e quello legislativo di ciascun paese, l'organizzazione dei tribunali, il Parlamento, i segretariati internazionali, gli uffici contabili; le leggi sulle imposte, i sistemi da adottare nella gestione delle finanze, le obbligazioni di stato, banconote, la gestione pubblica e privata dei cambi, l'assicurazione sugli incendi, sugli incidenti marittimi, sui furti; i regolamenti e i sistemi degli scambi commerciali con l'estero, i trasporti ferroviari, le linee telegrafiche, il funzionamento delle compagnie postali, la zecca, le industrie; i diversi sistemi di istruzione; la legge di reclutamento nell'esercito e in marina, lo stipendio pagato ai soldati. Nei porti andavano studiati la situazione della dogana marittima, dei depositi d'armi, dei cantieri navali, delle scuole militari e degli stabilimenti siderurgici.

La missione fu suddivisa in diversi sottogruppi incaricati di formarsi un'immagine precisa dei vari settori essenziali.

Origine della missione e i suoi preparativi Un grande impulso al progetto della spedizione di una missione giapponese all'estero fu dato inizialmente da Ōkuma Shigenobu (1838-1922), il quale avrebbe dovuto prendervi parte personalmente.. Durante il periodo del bakumatsu, Ōkuma aveva studiato a Nagasaki con Guido Verbeck (1830-1898), missionario olandese giunto in questa città nel 1859. Verbeck nel 1869 fu nominato consigliere straniero (oyatoi gaikokujin) del governo Meiji e consegnò a Ōkuma il progetto di una missione che doveva visitare Stati Uniti ed Europa con dettagli sull'itinerario, sugli obiettivi e sui componenti della missione, intitolato Brief Sketch. Verbeck, infatti, per far fronte alle continue domande che gli venivano poste sui diversi sistemi governativi, educativi e religiosi dei paesi occidentali, si era deciso a presentare la proposta per una missione all'estero così da permettere ai rappresentanti del governo Meiji di vedere di persona il grado di sviluppo dell'Occidente. Tuttavia, Ōkuma riteneva i tempi non fossero ancora maturi per una missione all'estero, visto il risentimento ancora forte verso gli stranieri. Il Brief Sketch rimase inutilizzato per circa due anni, quando Iwakura Tomomi chiese un incontro con Verbeck che riscrisse la relazione consegnata a Ōkuma. Il progetto, che inizialmente era nato sotto il patrocinio del Primo Ministro Sanjō Sanetomi (1837-1891) come “missione Ōkuma”, passò nelle mani del Ministero degli Esteri quando si cominciò a parlare concretamente di revisione dei trattati con le potenze occidentali. Ōkuma vide quindi sfumare il progetto della missione che portava il suo nome, ma appoggiò la partecipazione di molti statisti alla missione Iwakura e propose di stilare un documento affinché durante la loro assenza dal paese non venissero attuate riforme: in caso di necessità, l'ambasciatore Iwakura sarebbe stato tempestivamente contattato. L'accordo fu accettato di buon grado dai membri della missione che si vedevano così tutelati durante il periodo di assenza. I partecipanti alla missione e i membri del governo che rimanevano in Giappone si impegnarono inoltre a fornire delle relazioni informative due volte al mese. Tuttavia, l'accordo non fu rispettato: infatti, mentre la missione era all'estero fu effettuata la revisione della tassazione fondiaria, si passò dal calendario lunare a quello gregoriano, fu eliminato il Ministero degli Affari Militari, al posto del quale furono creati il Ministero della Guerra e quello della Marina. Le due relazioni mensili si ridussero a una al mese, o addirittura una ogni due mesi e inoltre, a causa dei frequenti ritardi postali, spesso le comunicazioni giungevano a riforme già ultimate.

Itinerario Stati Uniti Gli Stati Uniti furono la prima tappa della missione, che raggiunse San Francisco il 15 gennaio 1872 e Washington il 29 febbraio. Dal punto di vista dei rapporti internazionali e della revisione dei trattati, la missione non ottenne risultati concreti. I delegati della missione durante il colloquio con il segretario di Stato Hamilton Fish per la rinegoziazione dei trattati scoprirono presto che non disponevano di sufficienti poteri plenipotenziari. Infatti la lettera dell'Imperatore Mutsuhito, che costituiva le credenziali della missione, affidava a Iwakura e agli altri membri della missione il compito di discutere le questioni principali relative alla negoziazione, ma era vaga nel dare alla missione l'autorità per firmare un nuovo trattato. Fish quindi fece pressione su Iwakura affinché chiarisse quale fosse lo scopo della missione e chiese nuove credenziali per autorizzare la firma del trattato; Ōkubo e Kido dovettero perciò tornare in Giappone per ottenere le credenziali necessarie.. Intanto Iwakura avanzò la proposta di tenere in Europa la conferenza per la revisione dei trattati del Giappone con le altre potenze occidentali, proposta che però non fu accettata da Fish. Questo bloccò definitivamente le trattative e quando Ōkubo e Kido tornarono dal Giappone, la questione della revisione dei trattati era stata ormai accantonata. A causa di questa impasse diplomatica, il soggiorno negli Stati Uniti fu il più lungo (15 gennaio-6 agosto 1872) e consentì ai membri della missione di studiare a fondo la complessa realtà americana. L'America di quegli anni costituiva l'immagine stessa del “nuovo mondo” dotato di iniziativa, di capacità produttive e di un alto potenziale tecnologico, e così fu percepita dai delegati, soprattutto da Kido e Ōkubo, che poterono constatare quanto il cammino fosse ancora lungo prima che il Giappone potesse competere con gli occidentali. La missione si era prolungata più di quanto previsto ed era già in ritardo sul programma di visita in Gran Bretagna. La missione, infatti, raggiunse Liverpool soltanto il 17 agosto.

Gran Bretagna L'ambasciatore e i vice-ambasciatori, durante il loro soggiorno in Gran Bretagna intendevano studiarne la giustizia, il governo e le istituzioni politiche ed analizzare la struttura economica, industriale e il sistema educativo. Agosto non era il periodo migliore per una visita ufficiale a Londra, dato che i lavori del Parlamento erano sospesi e i Ministri erano fuori dalla capitale. Inoltre la regina Vittoria era in Scozia per le vacanze estive, e non sarebbe stata disponibile per udienze a Londra fino alla fine dell'anno. Questo lasciò molto tempo alla missione per studiare la realtà inglese: tra settembre e novembre i membri della delegazione visitarono venti città inglesi, tra cui Londra, Liverpool, Manchester, Birmingham, e ispezionarono fabbriche, banche, centri commerciali, scuole, biblioteche e nodi di comunicazione per trarne ogni insegnamento possibile. Quando discussero con il segretario degli Esteri Lord Granville, i membri fecero presente che il loro obiettivo definitivo erano le modifiche ai trattati, ma preferirono ascoltare le opinioni del governo inglese in merito, piuttosto che avanzare proposte specifiche. Granville sollevò la doppia questione della tolleranza religiosa e del diritto degli stranieri a viaggiare in tutto il Giappone:. tali questioni sarebbero emerse in tutte le discussioni tenute con gli altri paesi europei. Quando gli si chiese se la clausola dell'extraterritorialità avrebbe potuto essere rimossa al più presto, Grandville rispose che ciò sarebbe stato fatto non appena il Giappone si fosse dotato di un codice di leggi che la Gran Bretagna avesse potuto riconoscere. Due settimane dopo l'udienza ufficiale con la regina presso il Castello di Windsor il 5 dicembre, la delegazione partì alla volta della Francia.

Francia e Germania La missione giunse in Francia il 16 dicembre del 1872, il soggiorno durò due mesi e viene ritenuto dagli storici poco significativo rispetto a quello negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Il soggiorno e le attività dei delegati, ad eccezione di una breve escursione nel centro tessile di Elbeuf di Itō Hirobumi, si concentrarono per lo più nella zona di Parigi. La Francia avrebbe potuto ispirare molte idee ai giovani patrioti giapponesi ma al momento della visita l'esempio francese apparve negativo agli occhi di chi cercava una via di salvezza per il proprio paese. La Francia, infatti, era appena stata sconfitta dalla Prussia, rivelando impreparazione militare, scarsa capacità organizzativa e un basso livello di coesione civile.