Civitanova Marche (Citanò in dialetto locale) è un comune italiano di abitanti della provincia di Macerata nelle Marche.

Il comune assunse la denominazione di Civitanova Alta il 25 maggio 1913 quando la frazione di Porto Civitanova venne scorporata e divenne comune autonomo. I due comuni furono riunificati il 27 luglio 1938 con il nome attuale e la sede comunale fu trasferita a Porto Civitanova.

Dal 2017 il comune ha superato per numero di abitanti il capoluogo di provincia.

Geografia fisica

Territorio La città poggia su di un terreno eterogeneo. A sud il territorio comunale, indicativamente per i quartieri Risorgimento, Centro e Santa Maria Apparente la città poggia sulla piana alluvionale del fiume Chienti, formatasi nell'olocene. Lungo la zona costiera, i quartieri del Centro, Fontespina e San Gabriele poggiano parzialmente sui depositi della piana costiera, anch'essa formatasi nell'olocene. La zona collinare dove poggia Civitanova Alta è invece interamente costituita da argille azzurre e formazione di fermo (arenarie) formatesi nel pleistocene.

Il territorio comunale si sviluppa per 46,07 km² ed ha conformazione di collina litoranea, con un livello di altitudine compreso fra 3 e 223 m s.l.m. in Contrada San Savino. La tipica conformazione a pettine delle colline marchigiane è riconoscibile dall'opposizione della Valle del Chienti con il gruppo collinare dove poggia Civitanova Alta, che degrada dolcemente verso il mare sulla suggestiva strada del Palazzaccio, con un'altitudine di e a poche centinaia di metri dal mare Adriatico.

Dal punto di vista orografico il territorio comunale si sviluppa partendo dalla Valle del Chienti a sud e prosegue a nord alternandosi fra fasce collinari e piccole vallate, altalenando man mano fino a raggiungere Civitanova Alta e proseguendo poi verso l'area di Villa Conti, del Palazzaccio, Mori e Alviano. Piccole aree collinari poste ad altitudine di 100–120 m s.l.m. dalle quali si può osservare il vicino mare Adriatico.

Il luogo dove sorge Civitanova rientra nella zona a sismicità medio-alta, è classificata di livello 2 dalla Protezione civile.

Clima Di seguito è riportata la tabella con le medie climatiche e i valori massimi e minimi assoluti registrati nel trentennio 1971-2000 e pubblicati nell'Atlante Climatico d'Italia del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare. I dati sono stati registrati dalla Stazione meteorologica di Ancona Falconara situata a circa di distanza da Civitanova Marche.

In base alle medie climatiche del trentennio 1971-2000, le più recenti in uso, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, è di +5,3 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +22,6 °C.

Le precipitazioni medie annue si attestano attorno ai 740 mm, con minimo relativo in primavera e un picco massimo in autunno.

L'umidità relativa media annua fa registrare un valore pari al 76%, con un minimo del 71% a luglio e un massimo dell'82% a novembre.

Storia Età antica Gli insediamenti preistorici scoperti dagli archeologi, dimostrano che l'uomo abitava l'area geografica occupata ora da Civitanova Marche fin dal periodo Paleolitico. Dalla seconda metà del VI secolo a.C. i greci utilizzano il Mare Adriatico per i loro commerci, la foce del fiume Chienti (Kleos in greco, il glorioso) viene utilizzata dalle loro navi come approdo.

Cluana è il nome più antico di Civitanova Marche, viene probabilmente fondata nell'VIII secolo a.C., quindi in epoca pre-romana, a nord della foce del fiume Chienti (che cambiò nome in Cluentum in epoca romana) lungo la costa adriatica.

Nel 268 a.C. il popolo piceno viene sconfitto in guerra dai romani, la sua terra annessa al territorio di Roma e con essa anche Cluana.

Nel 50 d.C. su una collina vicina al mare, nei pressi di Cluana, sorge un nuovo piccolo centro abitato: Cluentis Vicus, l'attuale Civitanova Alta (frazione di Civitanova Marche), la sua fondazione ci è testimoniata da un'epigrafe di pietra, oggi conservata nell'atrio della Delegazione comunale. I due centri, pur diversi, uno sul mare l'altro arroccato sull'altura, nel corso dei secoli, tra alterne vicende, rimangono sempre legati e collegati tra loro.

Nel periodo delle invasioni barbariche Cluana viene distrutta dai Visigoti e quasi tutti i superstiti si rifugiano nel vicus. In quest'epoca di decadenza dell'Impero romano d'Occidente il Piceno è teatro di continue invasioni, saccheggi e devastazioni.

Età medievale

Cluentis Vicus riesce a sopravvivere a questo duro periodo storico e nel 1009 lo si menziona con i nomi Civitate Nova, Civitas Nova, Civitatem Novam e Nova Civitas. La vita riprende e le persone pian piano ritornano ad abitare più vicino alla costa, sulla collina San Marone, dove fin dal II secolo sono presenti le salme del santo martire, oggi patrono di Civitanova Marche.

Con l'arrivo dei Franchi si impone il sistema feudale, e sempre più frequenti sono le sottomissioni e le aggregazioni al Comune di feudatari e monasteri. L'antica famiglia degli Aldonesi (o Aldonensi) nel 1075, si fa garante, con il vescovo di Fermo Pietro I, della difesa della città.

Nei secoli successivi sono molti i domini che si avvicendano: la Chiesa, i Varano da Camerino, i Malatesta da Rimini, Francesco Sforza da Milano, Filippo Maria Visconti e i Cesarini da Roma.

Età rinascimentale Nel 1440, sotto la signoria degli Sforza, viene costruita una nuova cinta muraria chiamata "Scarpata" e modificate le quattro torri a difesa delle porte (Porta Zoppa, Porta Girone, Porta Mercato e Porta Marina). Il porto, per proteggersi dai pirati barbareschi viene fornito di una fortezza di difesa poiché nonostante la presenza di pirati che infestano le coste non si arresta l'insediamento sulla costa di famiglie di pescatori e commercianti. Della fortezza oggi rimane solo parte del basamento delle mura volte a nord e a est. Tutto il resto è stato inglobato o sostituito dall'attuale palazzo comunale Cesarini-Sforza e dal cine-teatro Rossini.

Età moderna Nella prima metà del XVI secolo la città vive un altro periodo difficile, subendo lotte interne, scorrerie, incursioni turche, dispute tra signorotti locali e anche la peste, che fa una strage tra la popolazione. Alla fine di questo periodo la città è in piena decadenza e nel 1551 viene ceduta da papa Giulio III al nobile romano Giulio Cesarini per risanare un debito contratto dalla Camera Apostolica.

Papa Sisto V (nato a Grottammare, non lontana da Civitanova) alla fine del Cinquecento trasforma il marchesato dei Cesarini in ducato, che nel 1674 assume il nome di Cesarini–Sforza, per il matrimonio di Livia Cesarini con Federico Sforza di Santa Fiora. Questo evento segna un periodo di rinascita e di rinnovamento urbanistico: vengono costruite nuove mura per la Città Alta, nuove strade e palazzi. Rinascita che però non porta benessere ai cittadini, che continuano a vivere in misere condizioni. Fra i duchi di Civitanova è da ricordare Virginio Cesarini, poeta italiano, amico di Galileo Galilei e membro dell'Accademia dei Lincei.

Nel Seicento e nel Settecento la Città Alta continua a trasformarsi, viene ampliata la piazza principale e costruita la chiesa di San Paolo, che prende il posto dell'omonima Collegiata, la Torre civica è rimpiazzata dalla Torre dell'orologio.

La città nel frattempo continua a svilupparsi nonostante il pericolo di invasioni turche, albanesi e dalmate, il Porto cresce e prende forma una nuova cittadina. Civitanova nel 1782 conta abitanti di cui 5717 nella Città Alta, 65 a San Marone e 275 al Porto.

Età contemporanea Il 12 dicembre 1828 papa Leone XII concede il titolo di Città alle due sedi, quella Alta e il Porto. Nel 1833 la città conta abitanti.

Nel 1841 nella frazione Porto viene costruita la prima chiesa, San Pietro, completata nel 1853.

Nel 1913 la frazione di Porto Civitanova viene elevata a comune autonomo; nel 1938 Porto Civitanova e Civitanova Alta si riuniscono in un unico comune con il nome di Civitanova Marche.

Il seguente sviluppo industriale fa diventare Porto Civitanova sede di villeggiatura estiva di nobili famiglie dell'entroterra. Il conte Pieralberto Conti costruisce un ippodromo e, nel 1910, una villa in stile liberty finanziata dalla sua prima moglie, la contessa Augusta Morrone Mozzi.

La città si arricchisce di nuove strade, ville signorili, edifici in stile liberty, spiagge e spazi ricreativi che davano a Civitanova la configurazione di centro turistico balneare.

Civitanova fu sede vescovile. Secondo tradizione nella Chiesa cattolica il titolo delle diocesi soppresse è conferito ai vescovi destinati a cariche di curia o a funzioni diplomatiche.

Simboli L'attuale stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 30 luglio 2021.

Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di giallo.

Porto Civitanova aveva un proprio stemma concesso con regio decreto del 6 ottobre 1927 ispirato ad un disegno del marchese Adriano Colocci (1855-1941), membro della Consulta Araldica del Regno dal 1921 al 1930: troncato: nel primo di rosso, alla ruota d'ingranaggio d'argento; nel secondo d'azzurro, al mare fluttuante d'argento, con la barca da pesca navigante, alla vela latina spiegata, il tutto al naturale, la vela caricata in alto di una stella di cinque raggi d'oro. L'immagine della paranza, tipica imbarcazione adriatica, stava ad indicare la vocazione peschereccia del porto, a cui venne aggiunta una ruota dentata d'argento in campo rosso, simbolo dell'industria.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Santuario di San Marone Martire La chiesa sorge nel quartiere San Marone, nella parte bassa della città. Originariamente di impianto romanico, fu eretta sul luogo del martirio del santo patrono Marone, primo martire del Piceno. Oggi la chiesa-santuario, si presenta con una navata centrale e due laterali e conserva resti architettonici antichi provenienti dall'antico complesso; la facciata presenta una lunetta sul portale principale dove sono rappresentati la Vergine con Bambino tra San Marone e Santa Domitilla, opera eseguita alla fine dell'Ottocento dall'artista Sigismondo Nardi. Sotto l'altare maggiore sono custodite le reliquie del santo. In questo santuario il 13 maggio 1823 si sposarono Sante Possenti, governatore dello Stato Pontificio e Agnese Frisciotti di Civitanova, genitori di san Gabriele dell'Addolorata compatrono della città.

Chiesa di Sant'Agostino L'impianto originale della chiesa è del XIII secolo ed era inizialmente intitolata a Sant'Antonio. Nel XVIII secolo la chiesa è stata rimaneggiata e intitolata a Sant'Agostino. L'intervento di ristrutturazione ha fatto sì che l'edificio venisse notevolmente rialzato, una cupola venisse realizzata al centro del transetto, nuove cappelle dotate di altari venissero aperte lungo la navata e gli interni stuccati secondo lo stile dell'epoca. Fra gli autori degli stucchi si segnala la presenza dello scultore anconetano Gioacchino Varlè, attivo nella chiesa di Santa Chiara a Montelupone, ed al suo stile aggraziato, legato ai modelli di Camillo Rusconi.

Chiesa di San Francesco

La chiesa, eretta nel XIV secolo e rimaneggiata nel XVIII secolo, dell'impianto originario trecentesco conserva il portale gotico, resti della decorazione romanico-gotica sui fianchi e la torre campanaria. Oggi è adibita a spazio multimediale, per convegni, proiezioni, mostre.

Collegiata di San Paolo Apostolo