Biografia Dopo iniziali studi di medicina, si volse allo studio delle lingue antiche e alla storia della lingua francese. Si dedicò pure con abnegazione alla vita politica, prima attraverso il giornalismo e in seguito come membro dell'Assemblea. Venne eletto all'Accademia nel 1871.

Allievo, campione e amico di Auguste Comte, si fece ardente promotore delle posizioni del padre del Positivismo, pubblicando, fra il 1844 e il 1850, articoli settimanali su Le Nation fornendo al grande pubblico esposizioni sulla filosofia, la politica e la religione positiva. Membro della Società Positivista fin dalla sua costituzione l'8 marzo 1848, fu incaricato di redigere un Rapporto sulla natura e il piano del nuovo governo rivoluzionario della Repubblica francese che presentò alla Società il 2 agosto dello stesso anno. Fu Littré a proporre, istituire e guidare il Sussidio positivista, destinato a finanziare il mantenimento di Auguste Comte a seguito della Spoliazione politecnica, che lo esautorò definitivamente dalle accademie e da ogni guadagno, e - in prospettiva - del Sacerdozio dell'Umanità. Entrato in opposizione con la Società Positivista a seguito del Colpo di Stato del 2 dicembre 1851, guidato da Luigi Napoleone Bonaparte - interpretato dal Presidente, Fabien Magnin, in concerto con Comte, come rappresentante uno sviluppo politico positivo, ponendo fine all'anarchia parlamentare - si dimise, salvo poi riavvicinarsi nel corso dell'anno successivo. Secondo quanto riporta Jean-François Eugène Robinet, questo non fu che un pretesto: entrato da tempo in rottura con il positivismo, visto il suo temperamento liberale, i suoi pregiudizi accademici e le sue abitudini letterarie non poté rimanere in un ambiente intellettuale e sociale che pretendeva l'abolizione del parlamentarismo e delle Accademie, la separazione tra Chiesa e Stato e l'effettiva integrazione del proletariato nella società. Ufficializzata la rottura, Littré avviò una campagna diffamatoria verso il positivismo e il proprio maestro, soprattutto per gli elementi religiosi, pur avendoli egli stesso approvati adottando, per primo, il motto Religione dell'Umanità - pubblicando il programma del Corso filosofico sulla storia generale dell'Umanità tenuto da Comte nel 1849 - ed essendo stato padrino nella prima cerimonia religiosa della Chiesa Positivista.

Dopo la scomparsa di Auguste Comte, avvenuta il 5 settembre 1857, Littré intraprese insieme a Caroline Massin - moglie ripudiata da Comte fin dal 1842 - una battaglia legale contro i discepoli del filosofo riuniti nell'Esecuzione Testamentaria d'Auguste Comte perché lei non accettò il testamento redatto dal filosofo perché sostenne essere opera di un pazzo e di un ateo. Ciononostante, il 9 settembre 1857, i discepoli di Comte, in conformità con le sue disposizioni, si offrirono - per mezzo del Presidente dell'Esecuzione Testamentaria, Pierre Laffitte - di pagare tutti i debiti del patrimonio, saldare tutte le spese e continuare, per il resto della sua vita, a versare la pensione annua di 2.000 franchi che riceveva da già quindici anni, a condizione che rinunciasse a qualsiasi pretesa sull'eredità e sui diritti d'autore delle opere. Sebbene tale proposta fosse materialmente molto vantaggiosa, fu interamente respinta sostenendo di non poter accettare senza disonore una rendita che suo marito considerava un obbligo derivante dall’errore che aveva commesso sposandola - rendita che aveva regolarmente percepito e persino richiesto dal 1842. Proclamandosi erede di diritto, la signora Comte poteva far vendere gli effetti personali del marito e annullare il suo testamento: fu questa la linea di condotta che adottò. Il 12 settembre 1857, pochi giorni dopo il funerale di Comte, ignorando un divieto formale, Littré e Massin si introdussero nell'appartamento del filosofo impedendo l'ingresso ai positivisti e la commemorazione che avrebbero dovuto tenervi per onorare la memoria e ricordare la perdita del loro maestro. Per appoggiare le azioni di Caroline, Littré fece un appello pubblico - sotto il titolo di Circolare positivista, il 1 dicembre 1857 e pubblicata ne La Rivista filosofica e religiosa di Fauvety - chiedendo finanziamenti per la vedova, sostenendo che fosse rimasta senza alcun sostentamento dopo la ripartita del marito. Per ordine della Massin, il 14 e 15 dicembre dello stesso anno, si misero all'asta tutti i beni di Comte - ignorando completamente le indicazioni testamentarie dello stesso e profanando le reliquie della Religione dell'Umanità. Nel 1867, Littré fondò e diresse la Revue de philosophie positive. Nel 1868, Littré e Massin tornarono all'attacco rivolgendosi al tribunale civile della Senna per ottenere l'annullamento del testamento e l'ottenimento di tutti i suoi scritti. I giudici della 9a camera del tribunale civile della Senna respinse le richieste. La magistratura, così intervenuta per mezzo del procuratore imperiale d'Herbelot, respinse ogni accusa di follia e di ateismo di Comte con le seguenti parole: «Ateo e filosofo egli ha pensato ai bisogni dell'Umanità; ha giudicato che essa non potesse fare a meno di una Religione e gliene ha data una, una Religione puramente naturale, normale, razionale, scientifica, umana: non ammette né misteri, né rivelazioni, né volontà soprannaturali; non accetta alcuna credenza di cui la sua ragione non abbia potuto dimostrare l'esattezza. Tale è questa Religione. È una follia? Non credo proprio. [...] Ebbene, nel caso di Comte, credo di poter affermare che la vitalità cerebrale non si è spenta prima che il corpo fosse diventato impotente, e che il suo testamento non è quello d'un folle»(IT) Paul Émile Dubuisson, Il Positivismo dopo la morte d'Augusto Comte [Le Positivisme depuis la mort d'Auguste Comte], a cura di Mattia Caneppele, collana Biblioteca Positivista, traduzione di Mattia Caneppele, 3, n. III, Padova, Società Editrice Positivista Italiana, CCXXXIV, p. 90, ISBN 9791281601345..

L'8 luglio 1875, quando aveva già 70 anni, fu iniziato in Massoneria nella Loggia del Grande Oriente di Francia « La Clémente amitié », in una seduta solenne, assieme a Jules Ferry e a Grégoire Wyroubof, e fu fatta una grande pubblicità al discorso da lui pronunciato in quest'occasione.

Legò il proprio nome all'imponente Dictionnaire de la langue française (1863-72), subito riconosciuto un modello inarrivabile di lessicografia; a un dizionario di medicina e chirurgia (1854); a una storia della lingua francese (1862); alla traduzione dell'Inferno dantesco (1879) e delle opere d'Ippocrate di Coo (1839-61).

Note

Bibliografia Di Littré in italiano si può leggere: L'invenzione del mio dizionario, traduzione e cura di Marco Lanterna (il quale ha aggiunto in appendice anche un utile Glossario Littré), Luni, Milano, 2024. In francese su Littré rimangono imprescindibili le biografie di Alain Rey (anch'egli lessicografo), Littré, l'humaniste et les mots, Gallimard, Parigi, 1970, e di Jean Hamburger (medico), Monsieur Littré, Flammarion, Parigi, 1988

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