Origine Famiglia

Apparteneva alla casata dei Trauttmansdorff, una delle più antiche e distinte famiglie nobili cattoliche d'Austrianaquit ... de l'une des familles les plus distinguées de l'Autriche, cfr.: Louis-Gabriel Michaud, Volume 84, Parigi, 1857, op. cit.Per fare un esempio, l'Annuaire généalogique & historique (Volume 3, Parigi, 1821) alla voce TRAUTMANNSDORF recita: Il n'y a pas de nom plus illustre dans l'histoire militaire et politiqne de la maison d'Autriche que celui de Trautmannsdorf. Ainsi que les Fabius des Romains, on compte les Trautmaunndorf qui ont péri dans les batailles livrées par les empereurs de cette maison., che faceva risalire la propria ascendenza sin dal 984 e vantava alcuni personaggi celebri, quali il bisnonno Maximilian, gratificato del titolo di conte von Trauttmansdorff nel 1623 dall'Imperatore Ferdinando III e, soprattutto, plenipotenziario imperiale alla Pace di Vestfalia. Il titolo nobiliare era legato a una contea sita nelle immediate vicinanze di Vienna, l'odierna Trautmannsdorf an der LeithaLawrence Echard, Dictionnaire géographique-portatif, p.945, Parigi, 1806..

Il padre, Francesco Norberto conte di Trauttmansdorff-Weinsberg (11 gennaio 1709-18 giugno 1786), era stato consigliere di Stato e ciambellano dell'Imperatore; poi gran-maestro della corte dell'arciduchessa Maria Elisabetta, sorella dell'Imperatore Carlo VI e, per ben 17 anni, dal 1724 al 1741, Governatrice dei Paesi Bassi Austriaci: in quel periodo, il 4 dicembre 1726, aveva sposato una gran nobile vallona, Florence-Josephe contessa De Gavre, morta nel 1742Il fratello maggiore della de Gavre (dunque ziastro del Ferdinand von Trauttmansdorff) era il principe Charles-Emmanuel-Joseph De Gavre, gran nobile a corte (ciambellano dell'Imperatore, cavaliere del Toson d'Oro) e nei Paesi Bassi del Sud#Paesi Bassi austriaci (grand-échanson héréditaire de Flandre, bailli du pays et comté de Namur, fra i molti altri titoli). Morì a Bruxelles l'8 novembre 1773, a 79 anni. Cfr.: Félix-Victor Goethals, Dictionnaire généalogique et héraldique des familles nobles du Royaume de Belgique, Volume 2, Bruxelles, 1849.. In seconde nozze aveva sposato, Maria Anna, contessa di Herberstein (28 marzo 1723-7 febbraio 1815) e dama dell'Ordine della Croce Stellata: la madre del nostro Trauttmansdorff e di un fratello a lui maggiore.

Matrimonio La posizione alla corte di Vienna venne ulteriormente elevata dal matrimonio, avvenuto il 18 maggio 1772, con Carolina di Colloredo, nona ed ultima figlia sopravvissuta del principe Rodolfo di Colloredo: basti pensare che il padre, cavaliere del Toson d'oro, era stato vice-cancelliere imperiale dal 1737 al 1742, e poi dal 1746 al 1763Anton Victor Felgel, Colloredo-Waldsee, Rudolph Fürst von, in Allgemeine Deutsche Biographie (ADB), Tomo 4, p.420-422, Lipsia, 1876.; il primo figlio era Franz de Paula Colloredo-Mannsfeld, cavaliere del Toson d'oro dal 1772, alto diplomatico e commissario imperiale alla Camera Imperiale di WetzlarAnton Victor Felgel, Colloredo-Mannsfeld, Franz de Paula Gundaker Fürst von, in Allgemeine Deutsche Biographie (ADB), Tomo 4, p.413 ss., Lipsia, 1876.; terzo figlio era Hieronymus von Colloredo, principe-arcivescovo di Salisburgo dal 1771Franz Valentin Zillner, Colloredo-Waldsee, Hieronymus Graf von, in Allgemeine Deutsche Biographie (ADB), Tomo 4, p. 416 ss., Lipsia, 1876.; il quarto era Joseph Colloredo, tenente-feldmaresciallo dal 1771Wilhelm Edler von Janko, Colloredo-Waldsee, Joseph Graf von, in Allgemeine Deutsche Biographie (ADB), Tomo 4, p. 419 ss., Lipsia, 1876.; il quinto era Wenzel Joseph Colloredo, Oberst dal sicuro avvenireColloredo-Mels und Wallsee Wenzel Joseph Graf, in Österreichisches Biographisches Lexikon 1815-1950 (ÖBL), Tomo 1, p.152, Vienna, 1957..

Inizio della carriera diplomatica Studi ed ingresso alla cancelleria imperiale In quanto figlio secondo e cadetto, fu in gioventù destinato al servizio civile, ciò che determinò la sua formazione scolastica, insolitamente completa: prima presso l'Università di Vienna, poi presso l'Ufficio centrale della legge imperiale poi, nel 1769, presso la Corte Suprema di Wetzlar. La conclusione degli studi fu seguita, secondo l'uso del tempo, da un grand tour per l'Europa. Nel frattempo, la morte del fratello maggiore lo aveva reso erede del grande patrimonio familiare e allargato immensamente il suo rango e le sue prospettiveGustav Buchholz, op. cit.. Rientrato dal lungo viaggio, venne impiegato presso l'amministrazione della Bassa Austria, ma brevemente, poiché, in virtù del rango e della posizione a corte della famiglia, nel 1774 poté intraprendere l'assai più distinta carriera diplomatica, presso la Cancelleria di Vienna, allora sotto la direzione del celebre principe di Kaunitz. E, già nel 1780 diveniva uno degli inviati della Provincia Imperiale di Boemia alla Dieta Imperiale di RatisbonaGustav Buchholz, op. cit. Anche il Cobenzl lo ricorda fi averlo fatto entrer dans la carrière à la Diète de Ratisbonne comme ministre de Bohème, cfr.: Johann Philipp Cobenzl, (ed. Alfred Arneth), op. cit..

La "guerra della marmitta"

L'occasione di mettersi in mostra venne con la nomina, nel 1783 a rappresentante imperiale presso il Circolo di Franconia. Da circa due anni, il successore di Maria Teresa, l'Imperatore Giuseppe II, andava mettendo in atto una complessa serie di manovre diplomatiche e militari, per affrancare i Paesi Bassi austriaci dai detti notevoli diritti di ingerenza delle Province Unite. L'occasione per forzare la situazione venne nel maggio 1784, allorché queste ultime erano impegnate nella, per loro, disgraziata quarta guerra anglo-olandese: Vienna ingiunse agli Stati Generali dell'Aia la cessione di alcuni territori e, soprattutto, la libera navigazione della ScheldaGeorge Edmundson, History of Holland, ap.XXV, op. cit.. Ne seguì una breve crisi militare, che indusse le due parti ad accettare la mediazione francese con il trattato di Fontainebleau dell'8 novembre 1785.

Nel vortice della spirale militare, Vienna dovette garantirsi il passaggio delle truppe verso i Paesi Bassi, per il quale ebbe difficoltà ad assicurarsi il consenso della Dieta Imperiale: Federico il Grande oppose un netto rifiuto, mentre altri stati posero varie difficoltà. Al contrario, nel Circolo di Franconia tutto andò senza intoppi, grazie all'attivismo del Trauttmansdorff, che si era garantito personalmente il consenso dei differenti principi e soggetti sovrani interessati. Ciò che gli guadagnò l'attenzione dell'imperatore e la fiducia del vicecancelliere Philipp CobenzlTrauttmansdorff devait tout ce qu'il était, au bon rapport que j'ai fait de lui à l'Empereur, d'abord pour le faire entrer dans la carrière à la Diète de Ratisbonne comme ministre de Bohème, et puis pour le faire nommer ministre près des Electeurs du Bas-Rhin et enfin au ministère des Pays-Bas, en remplacement du comte de Belgiojoso, cfr.: Johann Philipp Cobenzl, (ed. Alfred Arneth), op. cit..

La crisi del Fürstenbund

Risolta la questione dei 'diritti olandesi', l'Giuseppe II riprese il suo antico progetto di scambiare i Paesi Bassi austriaci con la Baviera, una provincia assai più prossima e potenzialmente preziosa a ViennaChristophe Koch, op. cit., capitolo XIX.. Dal momento che questo scambio avrebbe fortemente rafforzato la posizione della Casa d'Austria (riducendone i confiniIl 17 maggio 1784 Giuseppe II scriveva a Caterina la Grande di volere lo scambio della Baviera con i Paesi Bassi austriaci le plus sûr des avantages que je retirerais de ce troc, serait la possibilité de pouvoir un jour me vouer à Elle avec toutes mes forces (Lettre CIII-Joseph an Katharina). Il 23 maggio 1784 Caterina la Grande scrivendo a Giuseppe II, conveniva: Elle en sera bien dédommagée par l'augmentation de forces qu'un tel arrondissement de Ses Etats doit Lui procurer en ce que la diminution de l'étendue de Ses frontières Lui facilitera les moyens de se porter plus aisément du côté où le besoin pourra l'exiger (Lettre CV-Katharina an Joseph). Cfr.: Alfred von Arneth, Joseph II und Katharina von Russland, Vienna 1869.), essa suscitò la fiera opposizione del principale avversario di Vienna: l'ormai vecchio Re di Prussia Federico il Grande. Nel 1785, quest'ultimo andava organizzando l'opposizione di quanti più principi imperiale possibile, unendoli in una 'Lega di principi' (Fürstenbund), intesa ad ostacolare il tentativo dell'ImperatoreIn una relazione a corte del 6 febbraio 1786, Trauttmansdorff scriveva di non conoscere " quasi nessun principe nell'impero, sul quale l'Austria potesse contare" - er wüßte fast gar keinen Fürsten im Reich anzugeben, auf den Österreich zählen könne. Cfr.: Österreich und das Heilige Römische Reich, op. cit.. Tutto ciò procurò al Trauttmansdorff, in quel 1785, il primo incarico diplomatico rilevante: intervenire, con il titolo di ministro plenipotenziario dell'Imperatore, di intervenire presso l'Elettore di Magonza von Erthal, al fine di evitarne l'adesione al Fürstenbund. Tuttavia, la missione si presentava particolarmente ardua, in quanto, alla corte di Magonza, i sentimenti verso la corte imperiale erano già sommamente compromessi, a causa della politica religiosa portata avanti dall'ImperatoreUna delle questioni di fondo era stato il tentativo di Giuseppe II, appena dopo la morte di sua madre nel 1780, di separare quelle parti delle diocesi imperiali che includevano territorio austriaco, per assegnarle a diocesi austriache. Una politica sicuramente ispirata ai medesimi principii di uniformità che andava applicando in tutta l'amministrazione. Ma che aveva violato i diritti dei 'clienti' tradizionalmente più fedeli alle istituzioni imperiali: i principi vescovi. Alla fine della sua vita nel 1790 Giuseppe II, aveva distrutto un importante legame tra l'Austria e l'Impero. Cfr.: Österreich und das Heilige Römische Reich, op. cit.. Ciò che aveva contribuito grandemente a determinare la volontà del principe elettore a cercare il sostegno prussiano. Accadde così che, pochi mesi dopo l'arrivo del Trauttmansdorff e nonostante i suoi sforzi, il Principe vescovo garantì la propria adesione ed il proprio forte sostenere alla lega.

Questo primo fallimento del Trauttmansdorff poté essere attribuito a un grave incidente fra il von Erthal e il precedente ambasciatore imperiale presso la corte di Magonza, Franz Georg Karl von Metternich (il padre del più celebre Clemens) e che era stato richiamato giusto nel maggio 1785Karl Otmar Freiherr von Aretin, Franz Georg Graf von Metternich, op. cit.. Da qui nacque una profonda ostilità reciproca fra i due diplomatici imperiali, destinata ad influenzare anche significativamente la carriera di entrambe.

La disputa sulla successione all'elettorato di Magonza Assunse, così, una particolare rilevanza politica la scelta del coadiutore (ovvero il successore in pectore) del von Erthal, carica per la quale Vienna voleva assolutamente un uomo di propria fiducia. Ma, per come si erano messe le cose, a Vienna venne considerato un successo anche la nomina, il 1º aprile 1787, del candidato sostenuto dalla parte avversa, nella persona del von Dalberg, dal momento che l'uomo veniva giudicato incerto e un poco perso in vacui progetti di riconciliazione dell'ImperoSembrano estremamente scorrette le fonti che riportano come il nuovo Re di Prussia Federico Guglielmo II mirasse ad attribuire l'autorità di coadiutore del von Erthal al proprio secondo figlio, considerato che era di fede luterana e queste differenze, all'epoca, contavano parecchio. Cfr.: ad esempio, Antoine-Vincent Arnault, op. cit..