Il seguente articolo illustra le linee guida della grammatica spagnolaIl contenuto è interamente basato su Nissenberg (2004). I verbi spagnoli sono approfonditi in un articolo a parte. L'appendice contiene i verbi più diffusi in lingua spagnola suddivisi per coniugazioni, i convenevoli e alcuni vocaboli base in spagnolo suddivisi per area semantica e comprensivi di articolo, genere e numero.
Articoli e genere L'articolo determinativo e indeterminativo In spagnolo, l'articolo è dotato di genere (maschile e femminile) e numero (singolare e plurale). L'articolo determinativo, come nelle lingue romanze e nell'arabo ed ebraico, serve a indicare un nome determinato e già noto, mentre quello indeterminativo gli dà un contorno di vaghezza. In più, quest'ultimo non si usa solo al singolare, ma anche al plurale per dire "alcuni, certi...", fermo restando che comunque esiste un vocabolo preciso per dire "alcuno, alcuni". Quest'uso al plurale è presente anche in portoghese. In più, si usa al plurale anche davanti a cifre per indicare l'approssimazione come in italiano estremamente colloquiale, fermo restando che esistono espressioni per tradurre "circa, più o meno, grossomodo...", e.g. "Costa un cinquanta euro" > Cuesta unos cincuenta euros, "Questa casa ha un cinquanta stanze" > Esta casa tiene unos cincuenta habitaciones.
L'articolo determinativo maschile è el, mentre al plurale diventa los. Contrariamente all'italiano, non subiscono fusioni e contrazioni quando si affiancano a nomi inizianti per vocale o quando si combinano con le preposizioni semplici per formare le preposizioni articolate (ma subiscono delle fusioni quando si formano le preposizioni articolate). L'articolo determinativo al femminile è la, mentre al plurale diventa las. Anche questi non subiscono fusioni o contrazioni. Da una visione d'insieme, si ricava come gli articoli determinativi plurali finiscano in -s. L'articolo indeterminativo maschile è un, che al plurale diventa unos. Al femminile è una, plurale unas. Anche in questo caso non subiscono contrazioni davanti a nomi che iniziano per vocale. Non formano preposizioni articolate. I plurali finiscono entrambi in -s. Per una questione fonetica, i nomi femminili singolari che cominciano per a o ha tonica vogliono l'articolo maschile. El/Un aguila, El/Un hada
I generi in spagnolo, nomi invariabili in genere e numero e formazione del plurale (nomi, aggettivi); passaggio dal maschile al femminile Il genere e numero sono indicati con delle modifiche morfologiche alla radice delle parole, come in italiano. Le eccezioni sono i nomi che cambiano completamente la radice nel passaggio di genere come in italiano, e.g. il padre > la madre VS il professore > la professoressa. Il genere e il numero riguarda non solo i nomi, ma anche gli articoli e gli aggettivi: tutte queste componenti grammaticali devono avere l'accordo in genere e numero tra loro. L'accordo in numero riguarda anche i verbi e, in particolare, alla terza persona si distingue tra maschile e femminile. In sintesi, lo spagnolo funziona come l'italiano e le altre lingue neo-romanze.
I nomi maschili, che sono di genere invariabile eccetto se sono nomi comuni di persona e alcuni nomi di animale, solitamente finiscono in -o, -or, -és, -al, -a e in -e. Sei esempi sono "el gato, el trabajador, el Marqués, el hospital, el dentista, el estudiante" (il gatto, il lavoratore, il Marchese, l'ospedale, il dentista, lo studente). Per ottenere il plurale maschile, si aggiunge la -s e, nel caso il nome finisca già in consonante, si aggiunge una "e", come se fosse un separatore. Eventuali accenti presenti nell'ultima sillaba di parola cadono. Si ottengono quindi le terminazioni -os, -ores, -eses (perde l'accento acuto), -ales, -as e -es. Sei esempi sono "los gatos, los trabajadores, los Marqueses, los hospitales, los dentistas, los estudiantes". I nomi dei giorni della settimana sono invariabili al plurale e finiscono in -es non accentato (e.g. el lunes > los lunes) tranne el sábado ed el domingo (peraltro maschile, contrariamente all'italiano). Attenzione alla minuscola, come in italiano, ma al contrario dell'inglese. I nomi femminili finiscono solitamente in -a, -ad, -ud, -ión, -is e -iz. Sei esempi sono "la planta, la universidad, la virtud, la acción, la crisis, la actriz". I plurali femminili funzionano in modo analogo al maschile (in più, si registra un cambio in ortografia in -iz > -ices) e sono rispettivamente -as, -ades, -udes, -iones e -ices (quelli in -is, che sono grecismi, sono invarabili in numero e la differenza di numero è indicata per esempio dall'articolo). Sei esempi sono "las plantas, las universidades, las virtudes, las acciones, las crisis, las actrices". Di base, c'è corrispondenza tra maschili e femminili in italiano, ma sporadicamente ci sono delle eccezioni nell'uso dell'articolo, e.g. el agua, el arma, el aula, el hambre (l'acqua, l'arma, l'aula, la fame): sono tutti nomi femminili, ma solo per rendere agevole la pronuncia per gli spagnoli si usa l'articolo maschile. I nomi dei colori e dei verbi usati come soggetto sono sempre maschili come in italiano (e.g. il verde, il rosso, il giallo; il mangiare, il bere, il dormire). Sempre come in italiano, mari, fiumi e oceani sono al maschile, mentre le isole sono al femminile (e.g. il Rio delle Amazzoni, il Mar Mediterraneo, l'Oceano Pacifico; le Maldive) ma non se si indicano arcipelaghi (e.g. el archipiélago caribeño). Davanti ai nomi di continenti (sono femminili come in italiano), non si mette l'articolo, e.g. "Europa", come pure davanti ai nomi di nazioni, città e nome e cognome di persona (ma in italiano e portoghese, davanti al nome proprio di persona, si antepone l'articolo a partire da un'usanza colloquiale). I nomi di alberi da frutto sono al maschile, mentre la frutta di solito è al femminile, come in italiano (e.g. el cerezo > la cereza, "il ciliegio > la ciliegia"; si paragoni al dialetto siciliano 'a ciràsa). I nomi di lingue sono al maschile, come in italiano, e non sono in maiuscola (e.g. el español, el inglés, el italiano). L'articolo si usa pure davanti a titoli professionali, contrariamente all'inglese (e.g. il Dottor Hernandez > spagnolo El Doctor Hernandez VS inglese Doctor Hernandez), e davanti ai nomi di famiglia come in entrambe le lingue (e.g. i Contreras > spagnolo los Contreras, inglese the Contreras). Ma non si usa davanti a comuni e generici titoli onorifici e con i nomi dei santi, come in inglese (e.g. il Signor Ribera > Señor Ribera, Don Pedro > Don Pedro, San Paolo > San Pablo). Dalle regole sul maschile e femminile si ricava come i nomi in -e siano invariabili in genere (e.g. el estudiante > la estudiante; los estudiantes > las estudiantes): la differenza si capisce in base al contesto o ad altri elementi che si accordano in genere, come l'articolo stesso. Anche dei nomi in -a sono invariabili in genere (e.g. el dentista > la dentista; los dentistas > las dentistas). L'invariabilità di genere (ma non in numero) riguarda anche gli aggettivi in -iz e in -e e corrisponde all'italiano, e.g. el hombre feliz, hombre triste > la mujer feliz, la mujer triste; los hombres felices, los hombres tristes > las mujeres felices, las mujeres tristes. Quanto all'invarianza di numero, essa colpisce i grecismi in -is, come appena visto, ma anche delle parole non contabili, cioè quantificabili solo con delle unità di misura in tutte le lingue, e.g. latte > due casse/bottiglie/cartoni/litri/tipi di latte. Anche qualche concetto astratto per logica non può avere il plurale, e.g. "la felicità, la schiavitù" (la felicidad, la esclavitud). Nel maschile e femminile ci sono solo delle sporadiche eccezioni allo schema sopraindicato per riconoscerli. Uno degli esempi più famosi è "la mano > las manos": a prima vista può sfuggire perché è identico all'italiano, ma solitamente i nomi in -o vengono subito collegati al maschile. Alcuni nomi composti sono a priori terminanti al plurale come a volte accade italiano, e.g. el abrelatas, el lavaplatos, el parabrisas, el paraguas (l'apriscatole/"l'aprilatte", la lavastoviglie, il parabrezza, l'ombrello). In questi nomi composti non si usa il trattino/hyphen per separare i componenti. Altri nomi sono a priori al plurale, come in italiano e usarli al singolare darebbe una sensazione di straniamento (e.g. gli occhiali > gafas; le forbici > las tijeras). Il genere è stabilito di default, ma in alcuni animali e nei nomi comuni di persona (eccetto il caso in cui cambia totalmente il vocabolo e se sono invariabili) ci può essere il passaggio di genere. Se il nome al maschile singolare finisce in -o, la vocale finale muta in -a (e.g. el gato, los gatos > la gata, las gatas). Se finisce in consonante, si aggiunge una -a (eventuali accenti a fine parola cadono pure in questo caso), e.g. el director, los directores > la directora, las directoras; el Marqués, los Marqueses > la Marquesa, las Marquesas. Anche con gran parte degli aggettivi di nazionalità si ha questo pattern (tutti gli altri sono invariabili in genere come in italiano, e.g. "el timorense > la timorense" per indicare qualcuno che viene da Timor Est/Timor Leste; "el belga > la belga" per indicare qualcuno che viene dal Belgio). Solo poche parole mostrano delle irregolarità, tra cui per esempio "el actor > la actriz". A questi nomi singolari, si applicano tutte le regole già viste per ottenere il plurale. Cambiano a cascata anche tutti i componenti grammaticali riferiti a questi nomi, e.g. il genere degli articoli. Tutte le regole elencate valgono pure per il passaggio di genere negli aggettivi, che di default nei dizionari sono al maschile singolare (qualche dizionario online può reperirli a partire da qualunque forma o offrire subito sia il maschile e femminile sia il singolare e plurale): -o diventa -a, mentre se finisce in consonante si aggiunge -a. In più, si aggiungono che svariati aggettivi che corrispondono al participio passato al maschile singolare finiscono in -ado (quindi in -o, se si isola chirurgicamente la vocale finale) e al femminile dunque mutano in -ada (plurale -ados > -adas). Attenzione: se sono participi legati a un verbo ausiliare in tempi composti (e.g. il passato prossimo), sono in -ado invariabile: è solo l'ausiliare (sempre e solo "haber") a cambiare il numero, come in italiano (e.g. io ho attaccato, noi abbiamo attaccato, il soldato ha attaccato, la soldatessa ha attaccato). Alcuni aggettivi sono invariabili in genere sia in spagnolo sia in italiano, eg. facile, difficile, naturale, piacevole/gradevole, superiore, ottimista, felice (fácil, difícil, natural, agradable, superior, optimista, feliz). Di contro, hanno il plurale, come in italiano, pertanto un confronto con l'italiano e/o con un buon dizionario può sbrogliare eventuali dubbi. Solo in casi molto sporadici sono invariabili sono in spagnolo, e.g. azzurro, grigio (azul, gris): in italiano si può dire "azzurra, grigia", in spagnolo no. Il plurale in aggettivi composti (e.g. multicultural) si mette solo in fondo, come in italiano (> multiculturales). Gli aggettivi si mettono dopo il nome a meno che sono presenti inversioni enfatiche e simili e possono subire delle cadute di vocale finale al maschile (apocope), come in italiano (e.g. bueno amigo > buen amigo).