La sua opera è legata alla corrente dell'iperrealismo. De Andrea è conosciuto per i suoi polivinili estremamente realistici. Laureatosi all'università del Colorado in Belle Arti ha studiato all'Università del Nuovo Messico. Vive a Denver.

Nel 1972 ha preso parte alla quinta edizione della Documenta di Kassel e nel 1978 alla Biennale di Venezia, dedicata in quell'occasione al rapporto tra l'arte e la natura (l'opera esposta è visibile nel film Dove vai in vacanza? nell'episodio "Le vacanze intelligenti").

Biografia Ritenuto uno dei membri più importanti del movimento iperrealista statunitense che si sviluppò dagli anni 1970, assieme a Duane Hanson, Chuck Close oppure Richard Estes, De Andrea si concentrò sulla sua visione della storia dell'arte sia come scultore che come pittore.

De Andrea nacque a Denver, in Colorado, il 24 novembre del 1941. Quando John De Andrea si laureò nel 1965, l'astrazione dominava la scena artistica. Quando si trovava ancora all'università del Nuovo Messico, ad Albuquerque, iniziò a lavorare sulle tecniche dei calchi che permettevano di creare una scultura iperrealista. Sempre da giovane entrò nella galleria nuovaiorchese O.K. Harris, che difendeva questo nuovo movimento: il fotorealismo, o iperrealismo, del quale erano esponenti anche Chuck Close, John Salt, Richard Estes, Ralph Goings, Robert Bechtel e Duane Hanson. Il movimento prese il decollo rapidamente e divenne molto noto in breve tempo.

Nel luglio del 2018, la galleria Georges-Philippe & Nathalie Vallois presentò la sua prima mostra personale a Parigi dopo più di trent'anni.

Opere All'inizio degli anni 1960, il calco da un modello vero era una tecnica dimenticata e inesplorata.Kultermann 2002, p. 66. John De Andrea, cercando il realismo maggiore possibile, sviluppò un metodo di modellazione del silicone che gli permette di catturare con più precisione i dettagli. Cominciò con dei positivi in fibra di vetro, poi in resina di polivinile e infine in bronzo. Inizialmente De Andrea utilizzava la vernice per le automobili, per poi passare all'acrilico e infine alla pittura a olio.

In effetti, se ogni opera richiede circa mille ore per essere completata, è perché al lavoro iniziale per lo stampo e la scultura si aggiunge un lavoro minuzioso mediante la pittura a olio, sovrapponendo centinaia di strati fino a creare l'illusione della vita e della carne.

Per accentuare questo paradigma, De Andrea si impegna nel riprodurre le pose e i temi classici della storia dell'arte, come i riferimenti all'arte antica (dal Galata morente a Pigmalione,Kultermann 2002, p. 74. passando per la scultura greca del V secolo a.C.), al Rinascimento (le Veneri tizianesche o di Velázquez) fino alla pittura francese del secolo diciannovesimo (da Manet a Courbet fino a Cabanel). Alla documenta 5 svoltosi a Kassel nel 1972, espose Arden Andersen and Nora Murphy, una scultura ritraente una coppia di giovani modelli nudi, mentre nel 1991 realizzò un'opera che è considerata il suo apice, American Icon: questa scultura mette a nudo i due personaggi principali di una celebre fotografia scattata da John Filo durante la sparatoria dell'università di Kent, avvenuta nel 1970.Kultermann 2002, p. 75.

Si stima che l'insieme delle sue opere ammonti a 350 sculture, la maggior parte delle quali si trovano già nei musei e nelle collezioni private.

Note

Bibliografia Robert Darmstädter: Reclams Künstlerlexikon. Philip Reclam jun., Stuttgart 1979, ISBN 3-15-010281-2 Udo Kultermann, Ideal i zbilja. John de Andrea i njegova umjetnost, 2002, pp. 64–75. documenta 5. Befragung der Realität – Bildwelten heute. Ausstellungskatalog (als Aktenordner) Band 1: (Material); Band 2: (Exponatliste); Kassel 1972 Museum Ludwig (Hrsg.): Handbuch Museum Ludwig. Kunst des 20. Jahrhundert. Köln 1979; S. 49 f.

Voci correlate Ron Mueck

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