Biografia Sopravvivono almeno quindici delle sue canzoni mentre altre sette gli vengono attribuite in alcuni manoscritti medievali. Con il nome latino Namericus de Belnui è citato nel De vulgari eloquentia, anche se Dante Alighieri lo colloca erroneamente tra gli ispanici"Hoc etiam Yspani usi sunt - et dico Yspanos qui poetati sunt in vulgari oc: Namericus de Belnui" (Dante, De vulgari eloquentia).
Il luogo di nascita di Aimeric fu il castello di Lesparra nel Bordolese (metropolis civitas Burdigalensium, l'attuale Gironda).Egan, 1–2. Era stato in rapporti con un altro trovatore, suo zio Peire de Corbiac. La sua vida ci dice che è stato chierico e successivamente giullare prima di iniziare a "inventare buone canzoni, che fossero belle e affascinanti". Sembra sia poi stato il signore feudale di Belenoi, uni'ignota località.
Il soggetto principale delle sue canzoni era una signora chiamata Gentile di Rieux (Gentilis de Gienciaco), una guascona di Gensac-Saint-Julien e moglie di Raimon de Benque. Il suo biografo ricorda che lui rimase nella Guascogna per lungo tempo "per lei" prima di andarsene infine in Catalogna, dove morì nel 1242, alla corte de Ferdinando III di Castiglia, detto «Il Santo».
La poesia di Aimeric fa riferimenti a eventi accaduti a Tolosa, Provenza e Italia, il che fa pensare che egli avesse viaggiato moltissimo. È stato alla corte degli Este a Ferrara negli anni 1210-1220, dove probabilmente ha avuto contatto con Aimeric de Pegulhan, Albertet de Sestaro, Guillem Augier Novella e Peirol.. Probabilmente fece la conoscenza di Peire Cardenal.
Aimeric arrivò in Castiglia prima di affrontare il suo ultimo viaggio verso la Catalogna. Il suo ultimo lavoro databile è Nulhs hom en res no falh, un planh per Nuño Sánchez, che morì nel 1242. Questo planh era rivolto alla comtessa Beatris, moglie di Raimondo Berengario IV di Provenza, e al senher N'Imo, suo fratello Aimone, figlio di Tommaso I di Savoia Aimeric è stato particolarmente apprezzato da Margherita di Ginevra (v.1180-25 aprile 1236), moglie del conte Tommaso I di Savoia (1178-1233), alla quale dedicherà una delle sue poesie. Fu anche molto stimato e protetto da Aimone di Savoia, signore del Chiablese che risiedeva nel Castello di Chillon sulle rive del Lemano.. Sebbene negli chansonniers l'opera sia stata spesso attribuita a Rambaldo di Vaqueiras, il riferimento a questa coppia e lo stile, favoriscono un'attribuzione ad Aimeric. È il solo lavoro di Aimeric rimasto comprensivo di melodiaLa melodia varia da stanza a stanza in modo sempre diverso (in inglese through-composed), anche se questa melodia nel suo unico manoscritto viene ascritta (insieme alle liriche) a Peirol.. Per la "motivic construction" di Aimeric, vedi ..
I versi di Aimeric sono stati per la prima volta assemblati da Maria Dumitrescu come Poésies du troubadour Aimeric de Belenoi e pubblicate a Parigi nel 1935. Nella sua esegesi critica la studiosa definisce l'opera del trovatore "banale", ma nell'Alto medioevo godette (con il suo variegato intreccio di temi morali, religiosi e amorosi) di una vasta popolarità, specialmente in ItaliaGaunt and Kay, 279.
Opere Aimeric compose molte opere:
Descort S'a midons plazia
Cansos Aissi quo'l pres que s'en cuja fugirSolo nel ms. P attribuita a Giraut de Bornelh Ara'm destrenh AmorsSolo nel ms. M attribuita a Folchetto di Marsiglia Selh que promet a son coral amic Domna, flor (canzone religiosa) Ja non creirai q'afanz ni cossirersSolo nel ms. L attribuita a Aimeric de Belenoi, in a1 a2 ad Aimeric de Sarlat, in T a Peire Rogier Meravilh me cum pot hom apelharNel registro di C e nel ms. R attribuita a Aimeric de Peguilhan No'm laissa ni'm vol retener Nulhs hom no pot complir adrechamen Per Crist s'ieu crezes Amor Pos Dieus nos a restaurat Pus de Joy mou e de Plazer Puois lo gais temps de pascorNei mss. Fa I K d attribuita a Uc Brunet Can mi perpens ni m'arbireNel ms. Da attribuita a Willems e'N Aimerics. (canzone religiosa)
Canso de crosada Consiros, cum partitz d'amor
Planh Ailas per que viu lonjamen ni dura Aissi cum hom pros afortitz A'l prim pres de'ls breus jorns brausSolo nel ms. C attribuita a Guillem Ademar
Sirventes Anc, puois qe giois ni canc Tant es d'Amor honratz sos senhoratges
Tenso Aimeric, cill que·us fai aman languirResta solo l'incipit di questa tenso con Arnaut Catalan
Componimenti contesi ad altri trovatori Aissi cum cel c'am' e non es amazSolo nel registro di C e nel ms. R attribuita ad Aimeric de Belenoi, in M a Cadenet, in f a Folchetto di Marsiglia (canso di Arnaut de Mareuil) Aissi quon hom que senher ochaizonaSolo nel ms. f attribuita ad Aimeric de Bélenoi, in C a Guillem de Berguedan, nel registro di C e in R al Monge de Montaudon, in E a Guillem Magret (canso di Berenguier de Palazol) Era m'agr' ops que m'aizis (canso Raimon de Miraval) Ara nos sia guitzSolo nel ms. E attribuita ad Aimeric de Belenoi (canso de crosada di Gaucelm Faidit) En greu pantais m'a tengut longamenSolo nel ms. R attribuita ad Aimeric de Belenoi, in R a Peire Vidal (canso di Aimeric de Peguilhan) Fins e leials e senes tot enganNei mss. L S U c attribuita ad Aimeric de Bélenoi, in N a Peirol (Aimeric de Sarlat) Mas comiat ai de far chanso (canso di Elias de Barjols) Mout es greus mals de qu'om no s'auza planherSolo nel registro di C attribuita ad Aimeric de Belenoi, in F ad Aimeric de Sarlat (canso di Albertet de Sisteron) Nulhs hom en re no falh (canso di Rambaldo di Vaqueiras)
Note
Bibliografia
Egan, Margarita, ed. and trans. The Vidas of the Troubadours. New York: Garland, 1984. ISBN 0-8240-9437-9. Gaunt, Simon, and Kay, Sarah (edd.) The Troubadours: An Introduction. Cambridge: Cambridge University Press, 1999. ISBN 0 521 574730.
Voci correlate Lista di trovatori e trobairitz
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