Vita e opere Dei suoi componimenti lirici sopravvissuti, cinque sono cansos, due descorts, un congé, un planh e un vers (poesia "vera"). Scrisse anche un ensenhamen burlesco (poesia didattica) intitolata Fadet juglar.

Non si sa di preciso quale fosse il suo luogo di nascita, forse Calanso in Guascogna o una delle due località chiamate Chalançon, una situata nell'Ardèche e un'altra nel Drôme.Egan, 41. In base a alla sua vida, sappiamo che Guiraut dapprincipio era un giullare molto colto nelle lettere, oltre che un "abile compositore di canzoni: desplazens e descortz". Il significato di desplazens è soggetto a dispute: potrebbe riferirsi a un tipo di componimento che esprime malcontento o essere un aggettivo ("spiacevole nel tono") che modifica le "canzoni" (cansos). L'autore della vida annota che questi lavori erano del tipo d'aquella saison, "di quel tempo", e non erano amati in Provenza, dove egli non era apprezzato nella società cortigianesca. Questo potrebbe indicare una tradizione letteraria guascone o un mania distinta per questa regione e impopolare fuori di essa. Un indizio di questa tradizione potrebbe essere trovato nella vida di Peire de Valeira, il quale scrisse ugualmente canzoni "di quel tempo" che erano "di poco valore".Wilson, 516.

Guiraut fu spesso presente alle corti di Castiglia, León e Aragona. Il suo unico planh (lamento) viene scritto alla morte di Ferdinando, l'erede in linea diretta di Alfonso VIII di Castiglia, il quale morì di malattia durante una campagna contro i mori. Guiraut lo descrive così:

Del restante corpus di Guiraut almeno due componimenti sono imitazioni consapevoli. Il suo unico vers è l'imitazione di Arnaut Daniel. Il Fadet juglar attacca beffardamente un vezzo del giullare imitando un lavoro similare di Guiraut de Cabreira.Chaytor, 122. Molto più tardi, nel 1280, Guiraut Riquier scrisse, per una competizione, un commentario su un lavoro di Guiraut de Calanso per Enrico II di Rodez.Harvey, 23. Nessuna partitura musicale di Guiraut, ammesso che ne abbia scritta alcuna, ci è pervenuta.

Componimenti

Cansos Celeis cui am de cor e de saberNei mss. A e a attribuita a Gaucelm Faidit Ara s'es ma razos vouta El mon non pot aver Li mey dezir Los grieus dezirs que⋅m solon far dolerNei mss. I K d attribuita a Guilhem de Saint-Leidier Si tot l'aura s'es amaraNel registro di C e nel mss. R attribuita a Peire Vidal Tan doussamenNel ms. C attribuita ad Ademar de Rocaficha, nel registro di C ad Arnaut de Mareuil Una doussa res benestan

Descortz Ab la verdura Bel semblan

Planh Belh senher Dieus, quo pot esser sufritz

Sirventes-ensenhamen Fadet juglar

Componimenti contesi ad altri trovatori Mot era dous e plazensNel ms. R attribuita a Guiraut de Calanson (sirventes di Guiraut de Borneil) Ges sitot m'ai ma voluntat fellona (sirventes di Guiraut de Luc) Ses alegratge / chant per agradatgeSolo nel registro di C attribuita a Guiraut de Calanson (descort di Guillem Augier Novella)

Note

Bibliografia Aubrey, Elizabeth "References to Music in Old Occitan Literature." Acta Musicologica, 61:2 (May–Aug., 1989), pp. 110–149. Chaytor, H. J. The Troubadours. Cambridge: Cambridge University Press, 1912. Egan, Margarita, ed. e trad. The Vidas of the Troubadours. New York: Garland, 1984. ISBN 0-8240-9437-9. Gaunt, Simon, and Kay, Sarah (edd.) The Troubadours: An Introduction. Cambridge: Cambridge University Press, 1999. ISBN 0 521 574730. Harvey, Ruth. "Courtly culture in medieval Occitania" (pp. 8–27). The Troubadours: An Introduction. Simon Gaunt and Sarah Kay, edd. Cambridge: Cambridge University Press, 1999. ISBN 0 521 574730. Wilson, Elizabeth R. "Old Provençal "vidas" as Literary Commentary." Romance Philology, 33:4 (1980:May), pp. 510–518.

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