Il ratto delle Sabine è una leggenda fondativa della storia di RomaIl ratto sarebbe avvenuto il quinto anno dopo la fondazione di Roma, ossia nel 749 a.C., il 21 agosto, giorno dedicato al dio Conso. Luigi Pompili Olivieri, Annali di Roma, pg. 25, Tipografia Perego Salvioni, Roma, 1836.. Secondo la tradizione Romolo, dopo la fondazione dell'Urbe, si rivolge alle popolazioni vicine per stringere alleanze e ottenere delle donne con cui procreare e popolare la nuova città. Al rifiuto dei vicini risponde con l'inganno: organizza un grande spettacolo per attirare gli abitanti della regione e rapire le loro donne.Strabone, Geografia, V, 3,2.
Antefatto
Romolo, divenuto unico re di Roma, decise per prima cosa di fortificare la nuova città, offrendo sacrifici agli dei secondo il rito degli Albani e in onore di Ercole secondo quello dei Greci, così com'erano stati istituiti da Evandro.Livio, Ab Urbe condita libri, I, 7-8. Con il tempo Roma andò ingrandendosi, tanto da apparire secondo Livio «così solida da poter fare fronte in guerra a qualsiasi delle città confinanti». Erano le donne che scarseggiavano.Floro, Epitoma de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC, I, 1.10. Questa grandezza era destinata a durare una sola generazione se i Romani non avessero trovato sufficienti mogli con cui procreare nuovi figli per la città.Livio, Ab Urbe condita libri, I, 9.
Secondo Plutarco, Romolo programmò il ratto per costituire in qualche modo l'inizio della fusione tra il popolo dei Romani e quello dei Curiti Sabini.Plutarco, Vite parallele, Vita di Romolo, 14, 2.
La gioventù romana non la prese di buon grado, tanto che la soluzione che andò prospettandosi fu quella di usare la forza. Romolo, invece, nel terzo anno del proprio regnoDionigi di Alicarnasso, Antichità romane, II, 31, 1. decise di dissimulare il proprio risentimento e di allestire dei giochi solenni, chiamati Consualia, dedicati al dio Conso.Plutarco, Vite parallele, Vita di Romolo, 14, 3-5.Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, II, 31, 2. Quindi ordinò ai suoi di invitare allo spettacolo i popoli vicini: dai Ceninensi, agli Antemnati, Crustumini e Quiriti, questi ultimi stanziati poi sul vicino colle Quirinale. L'obiettivo era quello di compiere un gigantesco rapimento delle loro donne proprio nel mezzo dello spettacolo. Arrivò moltissima gente, con figli (tra cui molte vergini) e consorti, anche per il desiderio di vedere la nuova città.
Secondo la leggenda dei Consualia narrata da Tito LivioTito Livio, Ab Urbe condita libri, I, 9 nella valle Murcia dove venne edificato il Circo Massimo, sarebbe avvenuto il mitico episodio del ratto delle SabineIl Ratto delle Sabine: "Uno degli episodi fondanti di Roma". Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma, Circo Massimo, pag 201,220, Vol. 119, Paola Ciancio Rossetto, 2018, in occasione dei ludi indetti da Romolo in onore del dio Consus, con corse di asini, cavalli o muli, a cui assistevano anche gli equini non concorrenti, agghindati con ornamenti floreali e per quel giorno esentati da ogni lavoro.Dionisio di Alicarnasso, Antichità romane, II, 31, 2-3.
Il rapimento
Romolo prese posto tra la folla e al segnale convenuto, i suoi uomini estrassero le spade e catturarono le figlie dei Ceninensi, Crustumini, Antemnati e dei Curiti SabiniCuriti o Quiriti, abitanti provenienti da Cures Sabini, lasciando fuggire i loro padri, che abbandonarono la città promettendo vendetta. Alcuni raccontano che furono rapite solo trenta fanciulle, Valerio Anziate 527, Giuba II 683,Plutarco, Vite parallele, Vita di Romolo, 14, 6.Dionisio di Alicarnasso, Antichità romane, II, 30, 6. mentre Plutarco stima non fossero meno di 800.Plutarco, Vite parallele, Comparatio tra Teseo e Romolo, 35, 6. .Plutarco, Vite parallele, Vita di Romolo, 14, 7. Il ratto avvenne il 21 agosto nel giorno in cui si celebrarono le feste dei Consualia.Plutarco, Vite parallele, Vita di Romolo, 15, 7.
Durante il rapimento si sarebbe verificato l'episodio da cui i Romani deriverebbero la tradizione di gridare Talasius durante le feste di matrimonio.
Conseguenze
Livio sostiene chiaramente che non vi fu violenza sessuale. Al contrario, Romolo offrì alle fanciulle libera scelta e promise loro pieni diritti civili e di proprietà. Egli stesso trovò moglie tra queste fanciulle, il cui nome era Ersilia.Plutarco, Vite parallele, Vita di Romolo, 14, 7-8. I popoli che avevano subito l'affronto chiesero la liberazione delle fanciulle, ma il nuovo re di Roma, non solo si rifiutò di rilasciarle, al contrario chiese loro di accettare i legami di parentela con i Romani. Questo significava solo una cosa: la guerra.Plutarco, Vite parallele, Vita di Romolo, 16, 1.
Dei popoli che avevano subito l'affronto, furono sconfitti prima i Ceninensi,Livio, Ab Urbe condita libri, I, 10; Fasti trionfali celebrano per l'anno 752/751 a.C. il trionfo di Romolo sul popolo dei Ceninensi (Caeniensi) Fasti Triumphales : Roman Triumphs.Plutarco, Vite parallele, Vita di Romolo, 14, 1., poi gli Antemnati,Tito Livio, Ab Urbe condita libri, I, 11.Fasti trionfali celebrano per l'anno 752/751 a.C. il trionfo di Romolo sugli abitanti di Antemnae (Antemnates) Fasti Triumphales : Roman Triumphs. ed i Crustumini, la cui resistenza durò ancora meno dei loro alleati. Portate a termine le operazioni militari, il nuovo re di Roma dispose che venissero inviati nei nuovi territori conquistati alcuni coloni.
L'ultimo attacco portato a Roma fu quello dei Curiti Sabini, come ci raccontano Livio e Dionigi di Alicarnasso,Dionigi di Alicarnasso, VII, 35, 4; VIII, 78, 5. che prima presero il Campidoglio, con il tradimento di Tarpeia, poi impegnarono i romani in un durissimo scontro nella battaglia del lago CurzioTito Livio, Ab Urbe condita libri, I, 12-13..
Fu in questo momento che le donne sabine, che erano state rapite in precedenza dai Romani, si lanciarono sotto una pioggia di "proiettili" tra le opposte fazioni per dividere i contendenti e placarne la collera.Tito Livio, Ab Urbe condita libri, I, 13.Plutarco, Vite parallele, Vita di Romolo, 19, 1-7.
Con questo gesto entrambi gli schieramenti si fermarono e decisero di collaborare, stipulando un trattato di pace, sulla via che per questo fatto da allora sarebbe stata chiamata Via SacraAppiano di Alessandria, Storia romana (Appiano), Liber I, IV, varando l'unione tra i due popoli con comunanza di potere e cittadinanza, associando i due regni (quello di Romolo e Tito Tazio), lasciando che la città dove ora era trasferito tutto il potere decisionale continuasse a chiamarsi Roma,Floro, Epitoma de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC, I, 1.14. anche se tutti i Romani furono chiamati Curiti (in ricordo della patria natia di Tito Tazio, che era Cures),Plutarco, Vite parallele, Vita di Romolo, 19, 8-10. che vedeva così raddoppiata la sua popolazione (con il trasferimento dei Sabini sul vicino colle del Quirinale). Anche Tito Livio racconta che, per venire incontro ai Curiti Sabini, i Romani presero il nome di Quiriti, dalla città di Cures, mentre il vicino lago nei pressi dell'attuale foro romano fu chiamato, in ricordo di quella battaglia e del comandante sabino scampato alla morte (Mezio Curzio), Lacus Curtius.
Critica storica
Roma è stata appena fondata, ma appare già come la più forte città della regione. In realtà ci vorranno alcuni secoli perché emerga sulle città vicine. Secondo un'ottica tipica delle società guerriere e patriarcali, Roma è presentata come una città maschile: fondata e resa forte da uomini. Le donne servono per la procreazione e come strumento per stabilire vincoli e alleanze con i popoli vicini. Secondo l'ideologia militare, il rapimento non si configura come un atto di violenza, ma come una risposta necessaria a un affronto. La guerra costituisce la base della forza dello Stato, che però deve essere anche capace di inglobare i popoli conquistati. Il mito del ratto delle Sabine diventa un modello politico: le donne, rapite con la forza, entrano a far parte della cittadinanza, ma il loro matrimonio costituisce la premessa di un'alleanza con il popolo sabino.
Se, da un lato, questo racconto riveste un interesse antropologico (il ratto delle Sabine può essere ricondotto a un particolare rituale matrimoniale che avveniva per rapimento), non si può sottacere che la storiografia latina ha mitizzato l'episodio. In ogni modo appare più probabile che la loro penetrazione a Roma sia stata pacifica: forse i Sabini hanno abbandonato i monti della Sabina poiché vedevano nel trasferimento a Roma la prospettiva di una sistemazione in un centro abitativo nuovo e più vivace. Essi si sarebbero così stabiliti sul Quirinale (o forse sul Campidoglio) nell'attesa di venire incorporati nel nascente organismo urbano.L. Bessone & R. Scuderi, Manuale di Storia Romana, Monduzzi, Bologna, 1994, pp.30-2.
Questo mito può essere stato inventato anche per spiegare i conflitti accaduti tra le 2 civiltà subito dopo la fondazione di Roma.
Ad onor del vero, non si può ignorare il fatto che uno dei miti fondativi di Roma fosse nient'altro che una violenza sessuale di massa. Tale racconto, ed il valore simbolico che rivesti' in seguito, è indicativo della natura patriarcale e sopraffattoria della cultura romana.
Per questi motivi, è importante, nella narrazione odierna, sottolineare la violenza che caratterizza l'avvenimento narrato nel mito del ratto delle sabine.
Filmografia Il ratto delle Sabine del 1945 Romolo e Remo del 1961 Sette spose per sette fratelli del 1954
Note
Bibliografia Eutropio, Breviarium historiae romanae (testo latino), I . Floro, Epitoma de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC (testo latino), I . Livio, Ab Urbe condita libri (testo latino) ; Periochae (testo latino) . Plutarco, Vite parallele, Vita di Romolo.
Voci correlate Cures Sabini Valle del Tevere
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