Leducazione (dal verbo latino educĕre o educare, entrambi con il significato di «trarre fuori») è l'attività, influenzata nei diversi periodi storici dalle varie culture, volta allo sviluppo e alla formazione di conoscenze e facoltà mentali, sociali e comportamentali in un individuo.Secondo il Vocabolario Treccani indica la trasmissione delle regole comportamentali nei vari contesti della società (diversi a seconda della cultura, luogo e del tempo)
Il termine è spesso ritenuto complementare a insegnamento o istruzione anche se quest'ultima tende a indicare metodologie più spiccatamente "trasmissive" dei saperi. Tuttavia, sebbene le strategie istruzionali possano essere parte di un percorso educativo, il significato di educazione è più ampio e mira a estrapolare e potenziare anche qualità e competenze inespresse. Se dal punto di vista etimologico il significato della parola appare chiaro, nella lingua italiana il suo utilizzo, rispetto a termini come istruzione o formazione, è talvolta equivoco anche in testi normativi e pedagogici.
In italiano il termine educato è anche sinonimo di un individuo che segua una condotta sociale corretta rispetto a norme non necessariamente codificate (benché di generale condivisione), le cosiddette "buone maniere" quali la "gentilezza", l'"urbanità", ecc. Un altro motivo di confusione è dovuto al diverso uso che si fa del termine educazione in altre lingue (ad es. nella lingua inglese con "education" si tende spesso a indicare "istruzione").In italiano una persona laureata ma irrispettosa non è considerata educata, bensì istruita (mentre in inglese sarà educated); viceversa una persona analfabeta ma rispettosa in italiano è considerata educata La stretta connessione che c'è tra il sapere acquisito da un individuo e il suo comportamento rende le due parole apparentemente sinonime in vari contesti.
Esistono tre tipi di educazione: la formale, la non formale e l'informale. La prima disciplina che studiò sistematicamente i problemi dell'educazione fu la pedagogia, che si concentrò sull'educazione infantile. In tempi moderni nacquero poi le scienze dell'educazione e della formazione, che trattarono anche l'educazione continua in età adulta, rendendo questa accezione di "formazione" un sinonimo di educazione.
Storia
L'evoluzione della cultura e della società umana sono strettamente legate al processo di acquisizione di conoscenza unitamente a quello di costruzione e trasmissione di saperi. Nelle società preletterate la trasmissione attraverso le diverse generazioni avveniva mediante la memorizzazione delle tradizioni orali e l'imitazione. L'invenzione della scrittura rese maggiormente possibile non solo la preservazione, ma anche la diffusione del sapere. Ciò contribuì a trasformare sensibilmente i processi educativi e diede l'opportunità di emergere alle prime esperienze di educazione formale. Forme di scolarizzazione di questo tipo esistevano nell'antico Egitto già in un periodo compreso tra il 3000 e il 500 a.C.
Il termine educazione è strettamente legato a quello di pedagogia, disciplina che, secondo la moderna accezione, si occupa del suo studio sistematico. Nella Grecia antica del 400 a.C., il sistema educativo denominato paideia ad Atene e agoghé a Sparta, coinvolgeva non solo le istituzioni scolastiche ma riguardava la partecipazione alla cultura greca nel suo complesso. Secondo la filosofia socratico-platonica, imparare altro non è che un "tirar fuori" una conoscenza, che già esiste nell'individuo e che deve essere "condotta fuori" tramite un processo adatto, e-ducere («trarre da» in latino). Col Metodo socratico della maieutica, esposto da Platone nel Teeteto, attraverso l'arte della dialettica, paragonata da Socrate a quella della levatrice di "far partorire", il filosofo permetteva all'allievo di "tirar fuori" pensieri personali, appartenenti a una conoscenza già da esso posseduta. Tale metodo si opponeva a quello di coloro che volevano invece, tramite la retorica e la persuasione, imporre le proprie vedute agli altri come facevano i Sofisti.
Nel 350 a.C. il filosofo greco Aristotele, nella sua Politica, sosteneva che "l'educazione deve essere un oggetto di controllo pubblico, non privato". Il modello greco della paideia venne in seguito ripreso e diffuso dai Romani, dai quali ricevette la sua forma umanistica occidentale più nota, e fatto proprio con vari adattamenti dai pensatori medievali e rinascimentali.«La forza educativa proveniente dal mondo greco ha caratterizzato l'Occidente a partire dai Romani; è poi più volte rinata con continue trasformazioni col sorgere di nuove culture, dapprima con il Cristianesimo, poi con l'Umanesimo e il Rinascimento» (Giovanni Reale, introduzione a Werner Jaeger, Paideia, Bompiani, 2003).
Nel 1631 il pedagogista ceco Comenio, nel suo Didactica magna ritiene che, al momento della nascita, la natura conferisca al bambino unicamente i "semi della scienza, della moralità e della religiosità", ma questi diventano di proprietà di ogni uomo soltanto attraverso l'educazione. Secondo il suo pensiero l'educazione è un'attività necessaria a stimolare questi "semi", che hanno quindi la potenzialità di guidare il processo di "umanizzazione": "l'uomo non può divenire tale fino a quando non è educato". Per il filosofo inglese John Locke (1632-1704), l'educazione si attua grazie all'intervento e alla sorveglianza interpersonale che si stabilisce tra il precettore e il bambino.
Il filosofo tedesco Immanuel Kant (1724-1804) apprezza il fatto che l'educazione sfrutti la natura umana a beneficio della società: "è piacevole pensare che l'umanità si svilupperà meglio per mezzo dell'istruzione e che potrà arrivare a dare forma e a convivere con la differenza. Questa prospettiva rivela una felicità futura per l'umanità."
Con il filosofo statunitense Emerson (1803-1882) e le scuole a lui ispirate, invece, l'educazione si prospetta anzitutto come autoeducazione e come autocoltivazione che dura per tutta la vita.
Dal 1910 si diffusero, dapprima negli Stati Uniti, le metodologie educative proposte dalla pedagogista italiana Maria Montessori che posero in evidenza la libertà del bambino, come base per la creatività già presente nella sua natura e dalla quale deve emergere la disciplina.
Nel 1919 il filosofo austriaco Rudolf Steiner propone una teoria educativa nota come "Educazione Steineriana" o "Waldorf" nella quale l'apprendimento è interdisciplinare e integra elementi di operatività artistici e concettualiRist and Schneider, Integrating Vocational and General Education: A Rudolf Steiner School, UNESCO Institute for Education, Hamburg 1979, ISBN 92-820-1024-4, p. 150. L'approccio enfatizza il ruolo dell'immaginazione nell'educazioneCarrie Y. Nordlund, "Art Experiences in Waldorf Education", Ph.D. Dissertation, University of Missouri-Columbia, May 2006Southworth, Cheryl Ridgeway, Geometry, fir trees and princes: Imaginative cognition in education, Ph.D. dissertation, The University of North Carolina at Chapel Hill, 1988, 294 pages; AAT 8823477 sviluppandosi in un percorso basato sulla libertà, creatività, moralità e responsabilità integrate nell'individuo.
Nel 1918 lo statunitense John Franklin Bobbitt nel volume The CurriculumBobbitt, John Franklin. The Curriculum. Boston: Houghton Mifflin, 1918. introduce nell'educazione il concetto di curriculum (o "curricolo") e lo spiega come «il corso degli atti e delle esperienze attraverso le quali un bambino diventa adulto». Il termine curriculum come "corso di esperienze formative" pervade anche l'opera di John Dewey (che era in disaccordo con Bobbitt su molti punti essenzialiAnche se l'idealistica concezione di "curriculum" del Bobbitt e di Dewey era diversa da quella più ristretta che si dà oggi al termine, esperti e ricercatori generalmente la condividono come significato sostanziale di curriculum)Jackson, Philip W. "Conceptions of Curriculum and Curriculum Specialists." In Handbook of Research on Curriculum: A Project of the American Educational Research Association, edited by Philip W. Jackson, 3-40. New York: Macmillan Pub. Co., 1992.Pinar, William F., William M. Reynolds, Patrick Slattery, and Peter M. Taubman. Understanding Curriculum: An Introduction to the Study of Historical and Contemporary Curriculum Discourses. New York: Peter Lang, 1995. e che poneva l'accento sul concetto di esperienza ed in particolare sull'esperienza sociale che nasce dall'interazione tra l'uomo e l'ambiente dal quale si sviluppa il pensiero dell'individuo
La ricerca-azione o (action research) teorizzata negli anni quaranta dallo psicologo tedesco Kurt Lewin e le teorie dellaction learning proposta dal britannico Reg Revans (Revans, R. 1983) negli anni cinquanta diedero un importante contributo nello spostamento dell'attenzione dalla teoria educativa alla prassi.
Il comportamentismoIl comportamentismo, a cura di Paolo Meazzini, tr. Adriano Corao e Mario Di Pietro, Firenze: Giunti-Barbera, 1984 e Milano: Fabbri, 2007. e le correnti comportamentisteWatson J.B. (1913) Psychology as a behaviorist view, Psychological review, 20, 2, 158-177. abstractLa tecnologia dell'insegnamento, trad. Lidia Magliano, introduzione di Cesare Scurati, Brescia: La Scuola, 1970 da un lato, introdussero il concetto che "le cose che fa un organismo, inclusi l'agire, il pensare e il percepire, siano da considerarsi comportamenti" mentre il cognitivismo a sua volta, pose tra l'altro l'accento sugli obiettivi. Si venne a delineare maggiormente l'idea di un processo di apprendimento evidenziato da una serie di comportamenti espliciti del discente al fine di dimostrare l'avvenuto raggiungimento di obiettivi specifici, eventualmente previsti da un "programma" predefinito.
I concetti di project management, l'epistemologia genetica (proposta negli anni cinquanta dallo svizzero Jean Piaget)Jean Piaget, L'epistemologia genetica, Laterza, 2000, ISBN 88-420-4142-4 nonché le correnti costruttivisteErnst von Glasersfeld, L'interpretazione Costruttivista dell'Epistemologia GeneticaJean Piaget, La costruzione del reale nel bambino, 1973, La Nuova Italia, Firenze ISBN 88-221-0672-5, (titolo originale: La construction du réel chez l'enfant, 1937).Maturana, H.R., Varela, F.J., 1985, Autopoiesi e cognizione. La realizzazione del vivente, Venezia, Marsilio [Autopoiesis and Cognition. The Realization of the Living, 1980]Maturana, H.R., Varela, F.J., 1987, L'albero della conoscenza, Milano, Garzanti [El árbol del conocimiento, 1984] insieme a quelle costruzioniste di Seymour Papert1972 - Learn Think to Children, UCLA (University of California Los Angeles). L. A. relation1993 - The Children's Machine: Rethinking School in the Age of the Computer. New York: Basic Books. I bambini e il computer, Rizzoli, Milano. 1994 contribuiscono a modificare ulteriormente il concetto di processo educativo. Questo, da atto fondamentalmente impegnato alla trasmissione di nozioni e semplici istruzioni, diventa un percorso complessivo, mirante a favorire la costruzione della conoscenza.
Gradualmente, nei processi di educazione formale, l'utilizzo del "programma" diventa una prassi importante. Il concetto di "programma" viene poi sostituito da quello di "progetto educativo" e in particolare dalla "progettazione educativa per competenze"Capperucci, Davide. Dalla programmazione educativa e didattica alla progettazione curricolare. Modelli teorici e proposte operative per la scuola delle competenze. Franco Angeli Edizioni (2011) si descrivono non solo i saperi da "trasmettere" ma anche i percorsi educativi da attuare per rendere possibile la formazione delle competenze che dovranno essere acquisite dai discenti. Intendendo per competenza la capacità di applicare determinate conoscenze in uno specifico contesto, al fine di raggiungere dei risultati previsti, mediante l'adozione di comportamenti adeguati.