Seguace di Guglielmo di Ockham, nella logica adotta la dottrina nominalista: solo le particolari entità esistenti sono reali, mentre gli universali sono dei concetti astratti che valgono solo come nomi, ma recupera il metodo di Aristotele per quanto riguarda la fisica; ciò gli consentirà di fornire importanti contributi, come la teoria dell'impeto.
Biografia Studiò all'università di Parigi e seguì nella logicaDa Buridano prendono nome due principi di logica modale: la formula di Buridano e la formula inversa di Buridano la dottrina nominalista pur apprezzando il realismo aristotelico. Insegnò filosofia nella stessa università nella quale fu eletto per due volte rettore nel 1328 e nel 1340.Enciclopedia Treccani alla voce corrispondente Dopo aver incominciato a studiare teologia si dedicò invece all'insegnamento delle arti liberali. Per i suoi cordiali rapporti con la curia romana fece una buona carriera ecclesiastica, che gli valse l'incarico di canonico ad Arras. Come accademico partecipò ai lavori di una commissione ecclesiastica incaricata di approfondire le concezioni occamiste relativamente all'ortodossia. L'analisi delle teorie occamiste si concluse con il divieto di lettura presso la facoltà delle arti di Parigi delle opere del Venerabilis Inceptor (venerabile principiante).Sulla biografia di Buridano gli studi principali sono quelli di Edmond Faral, "Jean Buridan: Maître és arts de l'Université de Paris", Histoire Littéraire de la France, vol. 28, 1949, pp. 462-605 e di Michael Bernd, Johannes Buridan. Studien su seinem Leben, seinen Werken und zur Rezeption seiner Theorien im Europa des späten Mittelalters, Freie Universität Berlin, 1985 (due volumi).
Dottrine fisiche Buridano fu uno dei sostenitori della teoria dell'impeto, secondo la quale un corpo in moto possiede un "impeto" che lo porta a proseguire il moto anche in assenza di forze esterne. Questa teoria, la cui origine è rintracciabile negli scritti di Giovanni Filopono, del VI secolo,Lewis Wolpert, La natura innaturale della scienza, Edizioni Dedalo, 1996, p.16 precorse in parte il principio d'inerzia che sarà enunciato nella prima età moderna.«Per questa dottrina del moto e dell'impetus, Buridano è stato indicato tra i precursori di Leonardo e di Galileo» (In Enciclopedia Treccani alla voce corrispondente)
Nelle Questioni sugli otto libri della Fisica di Aristotele Buridano confutò la teoria di Aristotele secondo cui la continuazione del moto del proietto è dovuta all'aria la quale, in qualche modo, gli trasmette l'azione motrice:
La teoria dell'impeto permise a Buridano di considerare superflue le "Intelligenze Motrici" che nella fisica medioevale d'ispirazione aristotelica risultavano necessarie per mantenere in moto i cieli, anche perché lo spazio esterno era da lui concepito vuoto e non pieno di materia trasparente come aveva pensato Aristotele:
Quanto alla forma della Terra, Giovanni Buridano fu uno dei pensatori medievali che ne sostenevano la sfericità e la rotazione sul proprio asse.Umberto Eco, Sulla letteratura, ed. BompianiAlessandro Ghisalberti, Giovanni Buridano dalla metafisica alla física, Vita e pensiero, 1975, pp.19-20
L'intelletto umano e la volontà Buridano si occupò dell'analisi della volontà umana, che ritenne seguisse le valutazioni dell'intelletto assicurando così la scelta giusta. Perciò egli riteneva che la volontà, dovendo decidere quale scegliere tra due beni considerati equivalenti dall'intelletto, si sarebbe trovata nella scelta in un imbarazzo tale da sospendere l'azione conseguente.
Un esempio della sua tesi, che tuttavia probabilmente non è dovuto a Buridano e che ne banalizza pesantemente il pensiero«... esso non si trova negli scritti di Buridano, né corrisponde alle sue idee relativamente alla libertà, dato che piuttosto egli oscilla tra il volontarismo e l'identificazione (aristotelico-averroistica) di intelletto e volontà. È probabile che la storia, derivata da un problema del De coelo (II, 295 b 31-34), sia nata nelle discussioni di scuola, ove è documentata.» (In Enciclopedia Treccani alla voce corrispondente), è il famoso apologo dell'asino che, posto tra due cumuli di fieno perfettamente ugualiEnciclopedia Garzanti di Filosofia alla voce "Giovanni Buridano"Secondo un'altra versione dell'apologo l'asino si trova «di fronte a due secchi, uno di acqua e uno di avena, posti alla stessa distanza da sé» (In Sapere.it) e alla stessa distanza, non sa scegliere quale iniziare a mangiare, morendo di fame nell'incertezza.
Opere: edizioni antiche
Summulae de Dialectica Parigi, 1487 (prima edizione edita da Thomas Bricot) Quaestiones super decem libros Ethicorum Aristotelis ad Nicomachum Parigi, 1489 Sophismata Parigi, 1489 Consequentiae Parigi, 1493 Perutile compendium totius logicae, com Io. Dorp expositione Venezia, 1499 (con il commento di John Dorp, ristampa anastatica: Frankfurt am Main, Minerva, 1965) Subtilissimae Quaestiones super octo Physicorum libros Aristotelis Parigi, 1509 In Metaphysicen Aristotelis Questiones argutissimae Parigi, 1518 (ristampa anastatica: Frankfurt am main, Minerva, 1965)
Note
Bibliografia Bibliografia delle opere di Buridano di Fabienne Pironet (fino al 2001) Bibliografia delle opere logiche e metafisiche di Buridano elenco delle opere edite e inedite Bibliografia degli studi sulle opere logiche e metafisiche aggiorna la bibliografia della Pironet al 2014 Marcello Landi, Un contributo allo studio della scienza nel Medio Evo. Il trattato Il cielo e il mondo di Giovanni Buridano e un confronto con alcune posizioni di Tommaso d'Aquino, in Divus Thomas 110/2 (2007) 151-185. Marshall Clagett, La scienza della meccanica nel Medioevo, Feltrinelli, Milano, 1972.
Altri progetti
Collegamenti esterni
Quaestiones et dubia in Aristotelis Politica, Paris, 1489, presso la Biblioteca Nazionale del Portogallo Quaestiones in Aristotelis Ethica Nicomachea, Paris, 1489, presso la Biblioteca Nazionale del Portogallo
Categoria:Matematici francesi del XIV secolo Buridano Categoria:Scrittori medievali in lingua latina Categoria:Rettori dell'Università di Parigi Categoria:Commentatori latini di Aristotele Categoria:Scienziati del clero cattolico