Il Concerto per pianoforte ed orchestra n. 2 in La maggiore, S.125, è una composizione di Franz Liszt. Le prime bozze furono scritte negli anni 1838-1839, all'apice della sua produzione per pianoforte, per poi rivedere il concerto in versione definitiva fra il 1848 e il 1849.
Storia Il secondo concerto del musicista ungherese fu composto, come già accadde per il primo, durante il periodo trascorso a Weimar. Dopo una prima stesura definitiva nel 1848-49, Liszt revisionò ancora tre volte il Concerto, nel 1853, nel 1857 e nel 1861. L'autore denominò la sua realizzazione Concert symphonique secondo quanto ideato da Henry Litolff per il Concerto n. 1.
La prima esecuzione avvenne a opera di Hans Bronsart von Schellendorff, allievo del compositore, che si esibì al pianoforte con la direzione dello stesso Liszt il 7 gennaio 1857 al Großherzögliches Hoftheater di Weimar.
Struttura e analisi Abbandonata la tradizionale partizione in tre movimenti, il Concerto in La maggiore si propone come un unico grande brano suddiviso però in sei movimenti che si susseguono senza soluzione di continuità: Adagio sostenuto assai Allegro agitato assai Allegro moderato Allegro deciso Marziale un poco meno Allegro Allegro animato-Stretto
Il Concerto si avvicina molto alla forma del poema sinfonico anche nello stile. Contenendo l'aspetto virtuositico, preponderante nel concerto precedente, Liszt si dimostra qui più attento alla composizione e al dialogo fra strumento solista e orchestra. I temi presenti sono meno vigorosi e incisivi rispetto al Concerto n. 1; il motivo principale, tipicamente lirico e romantico, attraversa tutta la composizione ed è di fondamento a tutto il brano..
Il movimento lento in apertura, Agagio sostenuto assai, in La maggiore, è l'unico movimento lento della composizione e si presenta come un corale eseguito principalmente dai legni; il pianoforte interviene con arpeggi e, dopo un passaggio a un Poco più mosso, dialoga con altri strumenti dell'orchestra per poi realizzare una breve cadenza. Il passaggio al secondo tema è in Re minore, più incisivo e con risvolti cromatici. Con un cambio di tempo viene introdotto il secondo movimento, Allegro agitato assai, dall'aspetto di scherzo, marcato e determinato. NellAllegro moderato successivo il pianoforte riprende una funzione predominante e si esprime in un momento di grande cantabilità espressiva. Dopo un'ulteriore cadenza dello strumento solista si passa allAllegro deciso in Re bemolle maggiore, brano vivace e vigoroso, seguito da un Marziale un poco meno allegro caratterizzato da un ritmo marcato e un discorso musicale più complesso. La concitazione serrata del movimento prosegue fino momento conclusivo dellAllegro animato dove l'indicazione Stretto, molto accelerando porta il pianoforte, con scenografici passaggi in glissando, a momenti di grande virtuosismo con l'accompagnamento importante dell'orchestra. Organico Pianoforte solista, due flauti, ottavino, due oboi, due clarinetti, due fagotti, quattro corni, due trombe, tre tromboni, tuba, timpani, piatti, archi
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Concerti di Franz Liszt Liszt