Bratislava (pronuncia slovacca: ) è la capitale e la città più grande della Slovacchia, con una popolazione di circa abitanti. La città era nota fino al 1919 come Presburgo (; o ) o Posonio ().

Rappresenta il centro economico, politico, scientifico e culturale della Slovacchia, e risulta essere in continua trasformazione in seguito alla crescita economica del Paese e al suo ingresso nell'area euro. Sede del Consiglio nazionale e della Presidenza della Repubblica, oltre ad ospitare un grande numero di università, centri di cultura, musei, teatri e gallerie d'arte. Vi hanno sede le principali attività economiche e finanziarie della Slovacchia.

La storia della città è legata alle nazionalità che vi hanno vissuto: slovacchi, cechi, tedeschi e magiari. Con la sconfitta inflitta dai turchi agli ungheresi a Mohács nel 1526 e la successiva occupazione ottomana di Buda nel 1541, la città fu capitale del Regno d'Ungheria dal 1536 (sotto la monarchia asburgica dal 1687) al 1784 e città d'incoronazione fino al 1835. Per secoli è stata la casa di personalità storiche slovacche, tedesche e ungheresi.

Geografia fisica

La città, posta nel sud-ovest della Slovacchia, si trova ai confini con Austria, Ungheria e Repubblica Ceca. È l'unica capitale del mondo a confinare direttamente con due Stati, Austria e Ungheria. Bratislava e Vienna sono anche le due capitali più vicine d'Europa, essendo distanti tra loro circa (eccetto il caso di Roma, che ingloba al suo interno la Città del Vaticano). Si estende su un colle dei Piccoli Carpazi (presso il Castello di Bratislava), alla confluenza dei fiumi Morava e Danubio.

Clima

Origini del nome La città prese il nome di Bratislava il 6 marzo 1919, in seguito ad un concorso pubblico indetto per scegliere un nome, slovacco, alternativo a o , derivati da (grafia successiva al 1996: ), nome tedesco della città, ancora oggi in uso soprattutto in Austria e Germania. Il nome Pressburg fu anche utilizzato nelle pubblicazioni in lingua inglese fino al 1919 ed è talvolta utilizzato anche oggi.

Nel corso della storia Bratislava ebbe nomi diversi; il primo, riportato negli Annales Iuvavenses del X secolo, fu Brezalauspurc, "Castello di Braslav", dal duca di Pannonia del IX secolo Braslav. Il nome tutt'oggi utilizzato in ungherese è . Altri nomi sono o sono stati: in greco Istropolis, che significa 'città sul Danubio', utilizzato anche in latino; (desueto, dalla fondazione della Cecoslovacchia è comunemente utilizzato Bratislava, anche in virtù del bilinguismo dello stato cecoslovacco fino alla sua dissoluzione); ; in italiano Presburgo o Posonio; in latino ; . Per alcuni mesi dopo la caduta dell'Austria-Ungheria la città portò il nome di "città di Wilson" (), in onore dell'allora presidente USA Woodrow Wilson, principale fautore della Cecoslovacchia.

Storia

Il primo insediamento nel territorio di Bratislava è datato al 5000 a.C., nell'era neolitica, con la Civiltà della Ceramica Lineare. Intorno al 200 a.C. la tribù celtica dei Boi fondò il primo insediamento significativo, una fortificazione, e stabilì anche una zecca che coniò monete d'argento conosciute come biatec. La regione cadde sotto l'influenza dei Romani dal I al IV secolo e fu parte del Limes Romanus, sistema difensivo di confine. Dal I al V secolo il confine dell'Impero romano coincise con il fiume Danubio. Una città romana chiamata Gerulata, con un castellum, era posizionata dove ora c'è Rusovce, nella zona sud di Bratislava. Qui stazionò sotto Domiziano lAla I Cannanefatium civium romanorum. A Devín fu costruita una fortezza; varie costruzioni di origine romana sono state scoperte in diverse parti della città. I Romani introdussero la coltivazione della vite e con essa la tradizione della viticoltura, giunta sino ai giorni nostri e tuttora presente. Alla città romana, che sorgeva presso l'attuale Bratislava, è dedicata la Gerulata, relazione ferroviaria tra Lökösháza e Bratislava.

Gli Slavi arrivarono dopo gli Avari, tra il V ed il VI secolo nel periodo della migrazione. La locale tribù slava si ribellò e stabilì l'Impero di Samo (623-658), la prima entità politica slava conosciuta. Nel IX secolo i castelli di Bratislava (Brezalauspurc) e di Devín (Dowina) furono importanti centri degli stati slavi dei principati di Nitra e della Grande Moravia. Il primo riscontro documentale della città risale al 907 e descrive una battaglia, durante la quale un'armata bavarese fu sconfitta dagli ungheresi. Essa è connessa alla caduta della Grande Moravia a seguito degli attacchi degli Ungheresi.

Nel X secolo Presburgo, più tardi Contea di Pozsony, divenne parte dell'Ungheria (chiamata Regno d'Ungheria dall'anno 1000) e divenne un centro chiave sulla frontiera del Regno dal punto di vista economico ed amministrativo. Per la posizione strategica la città fu oggetto di frequenti attacchi e fu teatro di battaglie, ma portò anche al suo sviluppo economico e a un importante status politico, dovuto ai privilegi concessi alla città nel 1291 dal re Andrea III. Bratislava fu dichiarata 'libera città regale' nel 1405 dal re Sigismondo di Lussemburgo, che nel 1436 le consentì di usare il suo stemma.

Nel XV secolo è ricco centro commerciale e culturale. Il re umanista Mattia Corvino nel 1467 vi fondò lUniversitas Istropolitana e lAccademia Istropolitana, centro di studi umanistici. 1536–1784: capitale dell'Ungheria (che a quel tempo era ridotta all'Alta Ungheria e a parte dell'Ungheria Occidentale); l'Ungheria fu retta dalla dinastia degli Asburgo dal 1526 al 1918.

Il Regno d'Ungheria fu sconfitto dall'Impero ottomano nella battaglia di Mohács nel 1526. Poi i Turchi assediarono e danneggiarono Presburgo, senza conquistarla. A causa dell'avanzata turca nel territorio ungherese la città fu designata capitale dell'Ungheria nel 1536, diventando parte della monarchia asburgica e dando inizio a una nuova era. La città divenne sede del re, dell'arcivescovo di Strigonio (1543), della nobiltà, delle principali organizzazioni e degli uffici. Dal 1536 al 1830 undici re e regine furono incoronati nella cattedrale di San Martino. Il XVII secolo fu segnato da disordini antiasburgici, lotte contro i Turchi, inondazioni e pestilenze.

A Presburgo fiorì nel XVIII secolo il regno di Maria Teresa d'Austria, che la trasformò nella più grande e importante città del territorio corrispondente all'unione dei territori dell'attuale Slovacchia e Ungheria. La popolazione triplicò; furono costruiti nuovi palazzi, monasteri e strade e la città fu centro socio-culturale della regione. La città iniziò a perdere la sua importanza con il regno del figlio di Maria Teresa Giuseppe II, specie quando i gioielli della corona furono trasferiti a Vienna, nel 1783, nel tentativo di rafforzare l'unione tra Austria e Ungheria. Molti uffici centrali furono trasferiti a Buda, seguiti da gran parte della nobiltà. Qui furono pubblicati i primi giornali in ungherese, Magyar hírmondó nel 1780, e in slovacco, Presspurske Nowiny nel 1783. Nel XVIII secolo la città divenne centro del movimento nazionale slovacco.

Dopo la caduta dell'Austria-Ungheria le autorità della città la proclamarono città libera con il nome di "città di Wilson" (Wilsonovo mesto in slovacco), in onore del presidente statunitense Woodrow Wilson, con l'intento di difendere la propria identità multietnicaSecondo il censimento del 1910 vivevano in città abitanti, di cui il 14,9% slovacco, il 40,5% ungherese e il 41,9% tedesco. Tuttavia nel distretto di Bratislava vivevano abitanti, di cui 22905 slovacchi, 6294 tedeschi e 4919 ungheresi. Cfr. e . (sul modello di analoghi progetti, come quello di Trieste, Fiume e Danzica). Fallito tale progetto con l'occupazione cecoslovacca della città (il 1º gennaio 1919 i quartieri della riva sinistra del Danubio, il 14 agosto quelli sulla destra), dal 1919 la città divenne parte della Cecoslovacchia. Il 14 marzo 1939 venne poi dichiarata la Repubblica slovacca con Bratislava come capitale. Nel 1945 la Cecoslovacchia venne ricostituita, gli abitanti tedeschi di Bratislava furono espulsi e pressoché tutti gli ungheresi furono evacuati in Ungheria, mentre gli ebrei erano scomparsi nella Shoah: la città, che ora includeva oltre al centro storico anche quartieri periferici che erano già abitati in prevalenza da slovacchi, divenne slovacca quasi per intero.Secondo il censimento del 1950 nel distretto di Bratislava Città vivevano abitanti, di cui 173898 slovacchi, 9296 cechi, 504 tedeschi e 135 ungheresi. Cfr. . Nel 1968 la Cecoslovacchia divenne una federazione e Bratislava divenne la capitale della Repubblica Socialista Slovacca.

Dopo la scissione della Cecoslovacchia, il 1º gennaio 1993 Bratislava divenne la capitale della Repubblica Slovacca.

Recentemente Bratislava è divenuta meta di una forte immigrazione dalle aree rurali della Slovacchia, con una perdita del tessuto sociale tipico slovacco a vantaggio di modelli più individualistici. Grazie al poderoso boom economico, si respira in città aria di cambiamento e Bratislava è divenuta una città elegante e anche una meta turistica importante.

Monumenti e luoghi d'interesse

La città ha un centro storico con un'architettura mista, influenzata da diversi popoli, ungheresi, cechi e austriaci.

Architetture militari

Il Castello di Bratislava (Bratislavský hrad) è l'edificio più noto e parte integrante dello skyline della città. È una costruzione massiccia, a pianta rettangolare, con quattro torri angolari; sito alla sommità di una collina, a , domina la Città Vecchia e il Danubio. Il sito su cui sorge il castello era abitato già nel periodo di transizione dall'Età della pietra all'Età del bronzo. e nel tempo è stato l'acropoli di una città celtica, una parte del limes romano, un importante insediamento fortificato slavo e un centro politico-religioso-militare della Grande Moravia.. Un castello in pietra non fu costruito prima del X secolo, quando l'area apparteneva al Regno d'Ungheria. Il castello fu trasformato in fortezza gotica in funzione anti-hussita sotto Sigismondo di Lussemburgo nel 1430, divenendo un castello rinascimentale nel 1562,. e fu ricostruito nel 1649 in stile barocco. Sotto la regina Maria Teresa d'Austria, il castello divenne dimora reale. Nel 1811 fu distrutto da un incendio; rimase un cumulo di rovine sino agli anni 1950Lacika, "Bratislava", p. 128 quando fu riedificato nel suo originario stile teresiano.

Il Castello di Devín (in slovacco: hrad Devín o Devínsky hrad, in ungherese: Dévény) sorge nell'omonimo quartiere, sulla cima di una roccia in cui il fiume Morava, che segna il confine tra Austria e Slovacchia, affluisce al Danubio. È uno dei siti archeologici slovacchi più importanti e ospita un museo dedicato alla sua storia. Per la sua posizione strategica il castello di Devín fu un importante baluardo di frontiera della Grande Moravia e dell'antico stato ungherese. Fu distrutto dalle truppe napoleoniche nel 1809. È un simbolo importante nella storia slovacca ed in quella slava.. È situato in un'area rurale distinta dalla città, tanto che il villaggio adiacente, una volta indipendente, oggi costituisce un quartiere periferico, sia pur isolato, di Bratislava.

Anticamente Bratislava era cinta da solide mura, oggi visibili in alcuni luoghi, come il duomo.

Architetture religiose