Atari, Inc. è stata una società statunitense produttrice di videogiochi, console domestiche e arcade. È stata fondata a Sunnyvale (California) il 27 giugno 1972 da Nolan Bushnell e Ted Dabney ed è considerata la società che più di ogni altra ha contribuito alla nascita dell'industria videoludica. Tra i suoi successi vanno annoverati PONG, Asteroids, Centipede e l'Atari 2600, tra le più vendute console della storia.
Cessò di esistere nel 1984 quando l'allora controllante Warner Communications, in seguito alla crisi dei videogiochi del 1983, ha smembrato la società cedendo la divisione computer e console a Jack Tramiel, ex-presidente di Commodore International, che l'ha ridenominata Atari Corporation, e conservando solo il reparto dedito alla progettazione di videogiochi arcade, che ha ribattezzato Atari Games.
Storia Le origini Nel 1966 Nolan Bushnell ebbe modo di vedere il videogioco Spacewar! all'Università dello Utah. Bushnell, vedendo le potenzialità commerciali di una versione arcade di quel gioco, si mise a lavorare insieme all'amico Ted Dabney sotto al nome di Syzygy Engineering a un clone del gioco, Computer Space, che vide la luce nel 1971. Computer Space, distribuito da Nutting Associates, è considerato il primo videogioco arcade della storia. Il gioco, però, non riscosse un buon successo commerciale a causa del suo gameplay, troppo complesso per il cliente medio dei locali in cui Nutting distribuiva i propri giochi, i bar. Bushnell e Dabney proposero quindi a Nutting di produrre una nuova versione dell'arcade più semplice da giocare, ma Nutting non accettò le richieste economiche di Bushnell.
Bushnell e Dabney decisero quindi di iniziare a lavorare per proprio conto e ingaggiarono un ingegnere, Al Alcorn, per lavorare a un altro videogioco. Nel frattempo fondarono anche una vera società, perché il nome Syzygy esisteva già in commercio, appartenendo a un'altra ditta che operava però in un differente settore, e non potevano registrarlo. Bushnell scrisse quindi alcune parole legate al gioco Go optando, alla fine, per Atari, che nel Go è un termine che indica una dichiarazione che un giocatore fa all'avversario quando esiste una situazione in cui una pietra o un gruppo di pietre è in imminente pericolo di presa. Atari fu ufficialmente fondata il 27 giugno 1972.
Da Computer Space al successo di Pong Bushnell voleva inaugurare la produzione della neonata società realizzando un gioco di guida ma, parlando con Alcorn, capì che questo sarebbe stato troppo difficile da realizzare per il giovane ingegnere. Bushnell si ricordò allora di aver partecipato, alcuni mesi prima, alla presentazione della console Magnavox Odyssey e di aver visto un gioco simile al tennis. Alcorn dichiarò che avrebbe potuto riprodurre quel gioco in versione arcade e Bushnell scelse per esso il nome di PONG. In seguito Atari fu citata da Magnavox perché il gioco era troppo simile al suo e Atari si accordò con la società per pagare a Magnavox una royalty.
Pong fu completato nel novembre del 1972. Consisteva di un monitor in bianco e nero di Walgreens, dell'hardware del gioco e di un meccanismo per l'inserimento delle monete preso da una lavatrice automatica, con un cartone del latte come raccoglitore per i soldi. Il gioco, assemblato all'interno di un cabinet verticale, fu posto in un bar di Sunnyvale (California) chiamato Andy Capp's, per saggiarne il gradimento. Bastò un giorno per capire che sarebbe stato un successo:
Quando l'indomani mattina Alcorn e Bushnell arrivarono al bar per riparare il gioco, si trovarono di fronte a una fila di gente in coda in attesa che il locale aprisse per poter entrare a giocare a Pong. Quando aprirono la macchina, rimasero sorpresi nel vedere che il problema era nato dal fatto che il cartone usato come contenitore era stracolmo per cui quando i clienti inserivano la moneta questa semplicemente veniva risputata fuori dal meccanismo senza attivare la partita.
Bushnell e Dabney si incontrarono con Nutting e con altre società per commercializzare il loro gioco ma, quando capirono che nessuno lo avrebbe distribuito, decisero di iniziare a venderlo in proprio. Atari, Inc. era nata ed era divenuta una società di sviluppo e produzione di giochi arcade.
La crisi del 1974 e la ripresa
In quel periodo i distributori di arcade erano gli stessi che distribuivano anche i flipper e le slot machine. Essi lavoravano in esclusiva: pretendevano cioè il gioco da distribuire in una data area solo per loro. Anche nel confronto dei nuovi videogiochi arcade la loro prassi non cambiava, e ciò limitava molto la diffusione dei giochi perché ogni distributore aveva una propria clientela. Per aggirare questo limite Bushnell creò una società fittizia al cui timone mise un suo amico e vicino di casa, Joe Keenan, con l'intenzione di far vendere a questa società dei cloni dei giochi prodotti da Atari in modo che lo stesso titolo potesse essere offerto a due distributori differenti. La società fu chiamata Kee Games e iniziò l'attività nel 1973. Ma Keenan si dimostrò anche molto intraprendente e capace, facendo produrre ai suoi ingegneri, molti dei quali arrivati direttamente da Atari, un titolo di enorme diffusione, Tank (1974), il cui successo fu tale che i distributori iniziarono a richiedere il gioco anche senza l'esclusiva.
Atari, invece, iniziava a versare in cattive acque. Le vendite di Pong, dopo un inizio scoppiettante, stavano calando a causa dei numerosi cloni che stavano comparendo sul mercato e che andavano a intaccare le vendite del titolo originale. A ciò si aggiungevano due problemi: il primo era la scarsa qualità delle linee di montaggio di Atari, che obbligavano a dover gettare quotidianamente diverse centinaia di dollari di materiale; il secondo era legato al prezzo di vendita del gioco Gran Trak 10, inferiore al suo costo di produzione.
Il problema del prezzo di Gran Trak 10 era nato dal fatto che, per sviluppare l'arcade, Bushnell aveva contattato un paio di ingegneri esterni ad Atari, Steve Mayer e Larry Edmonds, che avevano fondato a Grass Valley (California) una piccola società. Ma il gioco che avevano consegnato non era esaltante: esso presentava infatti dei problemi di natura progettuale per cui Alcorn dovette riprendere in mano il progetto e correggerli, con un aggravio di spese che portò Gran Trak 10 a costare 1 095$ a unità. Quando il gioco fu messo in vendita, però, nel prezzo finale non furono conteggiati gli interventi di Alcorn, per cui Gran Trak 10 fu messo in listino a 995$, ben 100$ in meno di quanto costasse realmente produrlo. Quando Atari si accorse del problema, era ormai troppo tardi: erano stati bruciati circa 500 000$, il guadagno dell'anno precedente, facendo rischiare la bancarotta.
Atari svelò i suoi legami con Kee Games, incorporandola ufficialmente a fine 1974 e iniziando a vendere con il proprio marchio il gioco Tank, salvandosi dal fallimento grazie al suo successo.: 1974: November 5: Kee Games Introduces Tank! - The importance of the game Tank! in the history of Atari cannot be understated. It was the game that saved Atari from bankruptcy in 1974 (L'importanza del gioco Tank! nella storia di Atari non può essere sottovalutata: fu il gioco che salvò Atari dalla bancarotta nel 1974). Atari continuò a commercializzare i propri giochi anche come Kee Games fino al 1978, quando il marchio fu ritirato dal mercato.
L'ingresso nel gruppo Warner e l'Atari 2600 Nel 1975 Bushnell iniziò a studiare la possibilità di produrre una console giochi capace di riprodurre tutti gli arcade fino ad allora pubblicati da Atari. Lo sviluppo della console fu affidato a una società esterna ad Atari, che incontrò inizialmente diverse difficoltà nella realizzazione di tale sistema. Fortunatamente, agli inizi del 1976 fu presentato il MOS 6502, una CPU che integrava prestazioni elevate a un costo molto contenuto. Grazie al 6502, il gruppo di sviluppo della console poté terminare il progetto e offrire l'Atari 2600, una delle console più di successo di tutti i tempi, con 30 milioni di unità vendute.
Con la 2600, Bushnell intuì di avere tra le mani un altro potenziale successo economico ma capì anche che imporre la console sul mercato sarebbe stato estremamente costoso. Nel 1976 Bushnell decise quindi di vendere Atari a Warner Communications per una cifra stimata tra i 28 e i 32 milioni di dollari, usando poi parte di quei soldi per acquistare la tenuta della famiglia Folgers, grandi produttori americani di caffè. Bushnell lasciò definitivamente la società nel 1979 per divergenze con Warner sulla conduzione dell'azienda.
Appena iniziarono le vendite della console, iniziò anche lo sviluppo dell'erede dell'Atari 2600, la cui vita commerciale era stata stimata dai suoi sviluppatori in circa tre anni. Fu subito deciso di creare il più potente sistema di gioco che potesse essere realizzato in quel lasso di tempo. Quando lo sviluppo era circa a metà, iniziò la rivoluzione degli home computer, per cui fu deciso che il nuovo sistema sarebbe stato dotato di una tastiera e di vari sistemi di input: il risultato fu la serie di computer Atari 400/800. Queste macchine riscossero un ottimo successo quando furono commercializzate, nel 1979.
Nel 1980 si affacciò sul mercato un nuovo concorrente nel mondo delle console fino ad allora monopolizzato dall'Atari 2600: si trattava dell'Intellivision, prodotto da Mattel. Questa console, nonostante presentasse un sistema grafico superiore a quello della 2600, non riuscì però a strapparle il dominio del mercato sia perché la 2600 aveva una maggior diffusione commerciale sia perché il suo parco giochi, all'epoca dell'arrivo dell'Intellivision, era ampiamente più ricco.
Atari ottenne i suoi più importanti successi proprio mentre faceva parte del gruppo Warner, nel periodo che va dal 1976 al 1981, vendendo milioni di console 2600 e di home computer: all'apice del suo successo Atari fatturò un terzo dell'intero gruppo Warner, risultando la società con la più strepitosa crescita fatta registrare fino ad allora negli Stati Uniti.
La crisi del 1983