La peste nera fu una pandemia generatasi quasi certamente nel sistema montuoso Tian Shan, in Asia centrale, sul finire degli anni trenta del XIV secolo e diffusasi in Europa a partire dal 1347, dando origine alla cosiddetta seconda pandemia di peste. La prima era stata la cosiddetta Peste di Giustiniano.

Recenti studi sul DNA di cadaveri risalenti proprio al periodo hanno definitivamente confermato che la patologia trecentesca fu assolutamente la peste. Voci discordi sono quindi destituite di qualsiasi fondamento. La Peste Nera, pertanto, è esattamente un'infezione (evidentemente di peste) diffusa dal batterio Yersinia pestis, che si trasmette generalmente dai ratti agli uomini per mezzo delle pulci. Isolato nel 1894, il batterio della peste è oggi facilmente curabile con gli antibiotici, purché il trattamento sia tempestivo e adeguato. Nel XIV secolo, tuttavia, non esisteva alcuna cura e la malattia risultava letale tra il 30% e il 60% dei casi nella forma bubbonica, arrivando alla quasi totalità nelle varianti setticemica e polmonare.

La peste nera si diffuse in fasi successive raggiungendo per primi vari centri orientali, fra cui Costantinopoli e Alessandria. Nel 1347 arrivò in Sicilia, a Messina, e da lì in vari porti italiani dai quali si propagò nell'interno. Nel 1348 aveva infettato la Svizzeratranne il Cantone dei Grigioni. e tutta la penisola italiana, risparmiando parzialmente il territorio di Milano; dalla Svizzera si allargò quindi alla Francia e alla Spagna. Nel 1349 raggiunse l'Inghilterra, la Scozia e l'Irlanda.. Infine nel 1353, dopo aver infettato tutta l'Europa, i focolai della malattia si ridussero fino a quasi scomparire, restando però occasionalmente endemici.. Secondo studi moderni, la peste nera uccise almeno un terzo della popolazione del continente., provocando verosimilmente quasi venti milioni di vittime..

Oltre alle devastanti conseguenze demografiche, la peste nera ebbe un forte impatto nella società del tempo. La popolazione in cerca di spiegazioni e rimedi arrivò talvolta a ritenere responsabili del contagio gli ebrei, dando luogo a persecuzioni e uccisioni; molti attribuirono l'epidemia alla volontà di Dio e di conseguenza nacquero o si affermarono diversi movimenti religiosi. Anche la cultura fu notevolmente influenzata: Giovanni Boccaccio utilizzò come narratori nel suo Decameron dieci giovani fiorentini fuggiti dalla loro città appestata; in pittura, il soggetto della "danza macabra" fu un tema ricorrente delle rappresentazioni artistiche del secolo successivo.

Terminata la grande epidemia, la peste continuò comunque a flagellare la popolazione europea, seppur con minor intensità, a cadenza quasi costante nei secoli successivi.

Precedenti storici e consapevolezza sociale delle epidemie

Gli uomini del XIV secolo erano ben consci del concetto di epidemia, senza tuttavia possedere conoscenze sulla prevenzione né metodi di cura: le grandi pestilenze del passato erano note già dalla Bibbia, dove in Deuteronomio si legge «accumulerò sopra di loro i malanni; le mie frecce esaurirò contro di loro. Saranno estenuati dalla fame, divorati dalla febbre e da peste dolorosa»..

Lo storico Tucidide, nella sua Guerra del Peloponneso, descrive la pestilenza che colpì Atene negli anni della guerra contro Sparta (431-404 a.C.) e la peste, si presume, contribuì a causarne la sconfitta... Oltre a Tucidide, molti altri scrittori antichi descrissero epidemie: Galeno, Ippocrate di Coo, Platone, Aristotele, Rufo di Efeso, tra gli altri.. Medici come Ippocrate e Galeno affermavano che la causa era da trovarsi nei "miasmi" dell'aria, veleni atmosferici che compromettevano l'equilibrio dell'organismo secondo la teoria umorale. Nessuno, tuttavia, mancando di nozioni di epidemiologia, riconobbe la contagiosità tra esseri umani.

Nel 541 d.C. Costantinopoli fu duramente colpita dalla cosiddetta "peste di Giustiniano", raccontata con dovizia di particolari dallo storico Procopio di Cesarea.. Dopo aver ucciso circa il 40% della popolazione della capitale bizantina, il morbo si propagò a ondate per tutta l'area mediterranea fino all'anno 750 circa e causò dai 50 ai 100 milioni di morti, arrivando pertanto a essere considerata la prima pandemia della storia.. Quando la pestilenza arrivò a Roma nel 590, la leggenda vuole che fosse stata fermata grazie a una processione penitenziale voluta da papa Gregorio I, durante la quale era apparso l'arcangelo Michele..

Neanche il mondo musulmano fu risparmiato: a partire dall'Egira, si conoscono almeno cinque pestilenze, ossia la "peste di Shirawayh" (627-628), la "peste di 'Amwas" (638-639), la "peste violenta" (688-689), la "peste delle vergini" (706) e la "peste dei notabili" (716-717)..

Gli uomini del XIV secolo erano consapevoli dell'esistenza di altre malattie epidemiche, come il vaiolo o il morbillo; tuttavia, poiché chi sopravviveva a tali condizioni risultava immune per il resto della vita, ritenevano che le epidemie riguardassero esclusivamente i bambini.. Inoltre non erano a conoscenza della possibilità di contagio tra uomini, considerando le condizioni che interessavano solamente i singoli e ignorando il concetto di trasmissibilità delle malattie.

Origine dell'espressione peste nera Il termine peste (dal latino pestis, "distruzione, rovina, epidemia") indicava nel Medioevo molte malattie caratterizzate da alta mortalità e diffusione, quali il colera, il morbillo o il vaiolo; l'espressione peste nera nacque dall'osservazione che nel Trecento si poté fare dei sintomi che essa provocava sulle persone, ovvero, fra gli altri, la comparsa di macchie scure e livide di origine emorragica che si manifestavano sulla cute e le mucose dei malati. I contemporanei solitamente si riferirono a tale pandemia come febris pestilentialis, infirmitas pestifera, morbus pestiferus, morbus pestilentialis, mortalitas pestis o semplicemente pestilentia.. Gli autori coevi al morbo utilizzavano anche i termini "grande peste". e "grande pestilenza"..

L'epidemia della metà del Trecento è nota anche con l'epiteto di Morte nera (dal latino mors nigra). Il termine venne utilizzato per la prima volta nel 1350 da Simon de Covino (o Couvin), astronomo belga autore del De judicio Solis in convivio Saturni, un componimento in cui ipotizzò che il morbo fosse l'esito di una congiunzione tra Saturno e Giove:.

L'epidemia del XIV secolo venne chiamata "morte nera" anche nella Rerum Danicarum Historia dello storico fiammingo Johannes Isacius Pontanus, edita nel 1631, anche se in tal caso l'espressione venne resa in latino con atra mors:. Già nel trattato del XII secolo De signis et sinthomatibus egritudinum del medico francese Gilles de Corbeil il termine atra mors era stato usato per riferirsi alla febbre pestilenziale (febris pestilentialis). L'espressione morte nera (Svarti Dauði in islandese e den sorte Dod in danese) si diffuse in Scandinavia e poi in Germania, dove venne gradualmente associata al morbo del XIV secolo.. Il termine venne impiegato per la prima volta in lingua inglese nel 1755. Nel 1832 l'espressione fu ripresa dal medico tedesco Justus Hecker. Il suo articolo sulla peste del 1347-1353, intitolato La morte nera, ebbe grande risonanza, anche perché pubblicato durante la grande epidemia di colera che imperversò in Europa tra il 1826 e il 1837. L'articolo fu tradotto in inglese nel 1833 e pubblicato numerose volte..

L'Europa alla vigilia della pandemia

Tra il X secolo e gli inizi del XIV si assistette in Europa a una lenta ma costante crescita della popolazione, che arrivò a raddoppiare in Francia e in Italia e addirittura a triplicare in Germania. Ciò fu favorito da una stabilizzazione delle strutture politiche che portò maggior sicurezza e da un periodo di clima mite, conosciuto come periodo caldo medievale.. L'economia prosperò: dopo secoli le vie di comunicazione tornarono a essere mantenute in efficienza e così gli scambi commerciali fiorirono, spingendosi fin verso il Mar Nero e l'Impero bizantino... All'inizio del Trecento molte città europee contavano oltre abitanti e alcune arrivarono ad averne anche dieci volte tanto; in Italia Milano aveva una popolazione di circa persone, Venezia e Firenze , Genova , mentre Verona, Brescia, Bologna, Pisa, Siena e Palermo si fermavano alla comunque ragguardevole cifra di circa cittadini...

Per far fronte alla sempre maggior richiesta di cereali, alimento base della dieta dell'epoca, si estesero i terreni coltivati e si introdussero migliorie nelle tecniche agricole, come la rotazione triennale, e nuovi attrezzi. Tuttavia, nei primi decenni del Trecento, complice anche un generale abbassamento delle temperature, passato poi alla storia come "piccola era glaciale", la produzione non riuscì più a soddisfare la domanda.. Tra il 1315 e il 1317 l'Europa fu investita da una grande carestia come non ne accadevano da tempo, che, in alcune città, in particolare del Nord, portò alla morte del 5-10% della popolazione. Altre carestie si succedettero negli anni seguenti; si ricordano quelle del 1338 e del 1343 che interessarono maggiormente l'Europa meridionale. Tra il 1325 e il 1340 le estati furono molto fresche e umide, comportando abbondanti piogge che mandarono in rovina molti raccolti e aumentarono l'estensione delle paludi esistenti. Già nel 1339 e nel 1340 vi furono epidemie, si suppone prevalentemente di infezioni intestinali, che provocarono nelle città italiane un deciso aumento della mortalità...

Ad aggravare ulteriormente la situazione, nel 1337 tra il Regno di Francia e il Regno d'Inghilterra scoppiò un conflitto destinato a durare oltre un secolo. I contadini, impauriti dalla guerra e non più in grado di sopravvivere con gli scarsi prodotti dei loro campi, si riversarono nelle città alla ricerca di sussistenza, andando a creare insediamenti sovrappopolati dalle condizioni igieniche assai precarie, con cumuli di rifiuti giacenti a marcire per strada e assenza di fognature, con rifiuti organici versati direttamente in strada da finestre e balconi. È questo il quadro nel quale, nell'ottobre 1347, la peste, comparsa nei porti del mar Mediterraneo, trovò le condizioni ideali per scatenare una pandemia..

Scoppio della peste e diffusione in Europa

Origine

Nel XIV secolo la peste bubbonica risultava essere una malattia endemica tra i roditori che vivevano tra la Mongolia e il deserto del Gobi; probabilmente furono le guerre tra la popolazione mongola e cinese a provocare le condizioni sanitarie perché si diffondesse su scala mondiale. L'area di origine della pandemia sembra esser stata quella regione dell'Asia centrale settentrionale tra l'area dell'Altaj e Tuva. o la vicina Cina dove ricerche moderne hanno stimato che morirono circa il 65% degli abitanti durante le epidemie che la flagellarono tra il 1331 e il 1353..

Tra il 1338 e il 1339 la pestilenza raggiunse le comunità nestoriane presso il lago Issyk-Kul, nell'odierno Kirghizistan. Le prime testimonianze scritte circa l'epidemia sono state rinvenute proprio presso questo lago, che costituiva una tappa obbligata sul cammino della Via della seta.La scoperta si deve ad archeologi sovietici che trovarono prove dell'epidemia tra questi popoli, tra cui due pietre tombali di vittime sulle quali vi erano incise le cause del decesso. In .La comparazione del DNA degli scheletri delle vittime della peste nera in Kirghizistan e di quello delle vittime dell'epidemia in Europa (Regno Unito, Francia, Germania, Svizzera e Russia) ha permesso di stabilire che il ceppo individuato in Kirghizistan è proprio quello da cui si originò l'epidemia. ("L'antico viaggio della peste, dal Kirghizistan all'Europa", Focus, n. 358, agosto 2022, pag. 10).