La detta anche Samurai Blu è la rappresentativa calcistica maschile del Giappone, ed è posta sotto l'egida della Federazione calcistica giapponese (JFA).
È la nazionale di calcio asiatica più titolata a livello continentale, avendo vinto quattro volte la Coppa d'Asia (1992, 2000, 2004 e 2011), e la più competitiva a livello mondiale, avendo superato la fase a gironi del campionato mondiale di calcio in quattro occasioni. Tale ascesa è arrivata a partire dagli anni Novanta, dopo che la nazionale nipponica è stata eclissata per decenni dai vicini sudcoreani. Vanta inoltre un secondo posto nella Confederations Cup, ottenuto nell'edizione del 2001. È inoltre l'unica nazionale non americana, assieme a quella del , ad aver partecipato alla Copa América, cui è stata invitata a partecipare nel 1999, nel 2011 (dalla quale si ritirò a causa del terremoto e maremoto del Tōhoku) e nel 2019.
Nella classifica mondiale della FIFA, istituita nell'agosto 1993, il Giappone ha ottenuto quale miglior piazzamento il 9º posto del marzo 1998, mentre il peggiore piazzamento è il 61º posto del giugno 2018. Occupa attualmente il 17° posto della graduatoria.
Storia
Prima degli anni novanta, complice il poco seguito popolare, il Giappone conduce una lunga esperienza calcistica di basso profilo, vedendo la fase finale del campionato del mondo come un miraggio.
Nel 1992 inizia l'era del calcio professionistico in Giappone con la nascita della J League, il campionato professionistico nazionale. I calciatori giapponesi, atleticamente più preparati, e anche più competitivi, portano la propria nazionale a un livello più alto e nel giro di pochi anni si vedono i primi risultati. Il Giappone si aggiudica già nel 1992 la vittoria della Coppa d'Asia disputata in casa, sconfiggendo per 1-0 in finale l'. Dopo aver sfiorato la qualificazione al campionato mondiale 1994 e aver partecipato alla Confederations Cup 1995, si ferma ai quarti di finale nella Coppa d'Asia 1996. La crescita del calcio giapponese viene confermata dalla qualificazione, la prima per i nipponici, alla fase finale di un mondiale, quello di , dove la squadra esce al primo turno perdendo tutte le partite, seppure di misura. Prima nazionale non americana a essere invitata alla Coppa America, nell'edizione del 1999 del torneo il Giappone esce al primo turno.
Nel 2000 la nazionale del Sol levante sale per la seconda volta sul tetto del continente, battendo in finale l'Arabia Saudita per 1-0. Il buon momento continua con una grande prestazione nella Confederations Cup 2001: nel girone ottiene due vittorie consecutive, poi blocca sullo 0-0 il e guadagna il primo posto nella classifica del gruppo. Superando l' in semifinale, accede alla finale contro la campione del mondo, da cui viene battuta per 1-0. Il Giappone è la seconda nazionale asiatica a classificarsi seconda alla Confederations Cup dopo l'Arabia Saudita. Nazionale ospitante del insieme alla e ammesso, pertanto, d'ufficio alla competizione, il Giappone riesce per la prima volta a qualificarsi alla fase a eliminazione diretta del torneo: agli ottavi di finale esce contro la , che arriverà poi terza. Anche nel 2003 il Giappone è invitato alla Confederations Cup, essendo la squadra campione d'Asia in carica: la partecipazione si chiude con l'eliminazione al primo turno.
Nel 2004 la selezione nipponica vince per la terza volta, la seconda consecutiva, la Coppa d'Asia, battendo in finale la padrona di casa per 3-1. Nella Confederations Cup 2005 esce al primo turno per differenza reti. Qualificatasi al , anche qui esce al primo turno.
Il ciclo di vittorie nella Coppa d'Asia si interrompe nel 2007, dove il Giappone chiude quarto. Ai Giochi olimpici di Pechino 2008 la squadra viene eliminata al primo turno: i nipponici patiscono tre sconfitte in tre partite.
Qualificatasi al , ai gironi la squadra vince due partite su tre, approdando agli ottavi di finale, dove viene eliminata ai rigori. Qualche mese dopo, sotto la guida del CT italiano Alberto Zaccheroni, prima vince in amichevole contro l', poi, e nel 2011 si aggiudica nuovamente la Coppa d'Asia, battendo per 1-0 in finale l'.
Nel 2012 il Giappone sconfigge la in amichevole a Parigi. Ottenuto non senza patemi l'accesso al , nel giugno 2013 il Giappone prende parte alla Confederations Cup, in Brasile, dove viene eliminato ai gironi. Dopo il mondiale brasiliano del 2014 in Brasile, dove la nazionale nipponica ottiene un solo punto nel girone, chiudendo all'ultimo posto nel raggruppamento, Zaccheroni si dimette.
Eliminata ai quarti di finale della Coppa d'Asia 2015 (peggiore prestazione giapponese nella coppa da diciannove anni a quella parte), la squadra si qualifica con anticipo al , dove supera il girone in modo rocambolesco, per la regola del fair play: in una situazione di assoluta parità con il (pari punti, pari differenza reti, pari gol segnati e parità nello scontro diretto), a decidere è il maggior numero di cartellini gialli e rossi comminati agli africani. Agli ottavi di finale la squadra mette in difficoltà il , poi classificatosi terzo e prevalso sui nipponici in rimonta, con un gol segnato in zona Cesarini.
Dopo il mondiale la panchina del Giappone viene affidata a Hajime Moriyasu, che in un primo momento continua a ricoprire il ruolo di CT della nazionale Under-23 nipponica. Egli conduce la squadra al secondo posto nella Coppa d'Asia 2019, persa in finale contro i padroni di casa del (1-3). Dopo l'eliminazione al primo turno della Coppa America 2019, il Giappone si qualifica autorevolmente al , dove supera il girone come primo classificato battendo e , per poi essere eliminato agli ottavi di finale, ai tiri di rigore, dalla poi classificatasi terza. Nella Coppa d'Asia 2023 il Giappone viene eliminato ai quarti di finale dall'. Qualificatasi anche al , la nazionale nipponica supera la prima fase come seconda classificata nel girone, poi viene eliminata dal ai sedicesimi di finale.
Calcio e cultura di massa giapponese
L'emergere del Giappone nel calcio, dopo che lo sport è stato eclissato per anni da sumo, wrestling e baseball, è in parte anche dovuto ai manga e agli anime, in cui ha fatto la propria comparsa il campo verde. Dagli anni ottanta numerosi sono stati i manga a tema calcistico. La serie più nota al mondo è Captain Tsubasa (conosciuto in Italia come Holly e Benji), in cui si narra la storia di Tsubasa Ōzora (Oliver "Holly" Hutton nella versione italiana), un bambino che sogna di vincere il mondiale di calcio con la maglia del Giappone.
Altrettanto famosa è anche la serie di videogiochi Inazuma Eleven, il cui primo titolo vede la Raimon Junior High, squadra capitanata dal protagonista Mamoru Endō (Mark Evans nella versione europea), partecipare al campionato nazionale Football Frontier, per diventare i più forti del Giappone. Il successo del primo gioco ha fatto sì che la serie ricevesse vari seguiti, oltre che degli adattamenti manga e anime.
L'eliminazione dei nipponici dai mondiali del 2018 dà avvio alla trama del manga Blue Lock: i migliori prospetti nei campionati liceali vengono reclutati in un'accademia, per formare i futuri giocatori della nazionale e aspirare alla vittoria del titolo iridato.
Palmarès (record) 1992, 2000, 2004, 2011
Colori e simboli Il colore della nazionale giapponese è l'azzurro: in particolare la divisa tradizionale casalinga è composta da una maglia azzurra, dei pantaloncini bianchi e dei calzettoni azzurri, mentre la tenuta da trasferta è l'esatto contrario. Nonostante i fornitori tecnici nell'arco degli anni, favoriti da un mercato di merchandising in Giappone piuttosto favorevole, si siano sbizzarriti nella composizione delle maglie, aggiungendo motivi ornamentali come delle fiamme sulle spalle nel 1998 (il completo portiere era verde con fiamme rosse e azzurre o nero con fiamme rosse e arancione) e nel 1996, le righe bianche e triangoli rossi nel 1993, 1994 e nel 1995 (il completo dei portieri invece era verde con le linee nere e i triangoli rossi o arancione e nero con disegni bizzarri), le curve rossobianche nel 1999 o delle curve bianche e celesti nel 2006, le tenute sono rimaste grosso modo sempre le stesse.
L'origine del colore azzurro delle maglie del Giappone risale da una superstizione, in quanto esse vennero utilizzate per la prima volta nel 1930, durante i IX Giochi dell'Estremo Oriente, dovuto al fatto che la rappresentativa giapponese era formata da atleti dell'Università Imperiale di Tokyo (il cui colore è l'azzurro) e successivamente, ai i Giochi olimpici di Berlino del 1936, in cui la nazionale nipponica trionfò contro la Svezia per 3-2, durante la prima vittoria del Giappone al suo esordio calcistico internazionale, nella quale indossò le casacche azzurre. Tra il 1988 e il 1991, sotto la guida dell'allenatore Kenzo Yokoyama, le tenute di gioco erano rosse e bianche, coincidendo con i colori della bandiera giapponese. Tuttavia, in seguito alle mancate qualificazioni al mondiale del 1990 e ai giochi olimpici del 1992, il rosso venne scartato.
Lo stemma è bianco con una striscia rossa con le lettere JFA con sotto un yatagarasu (corvo a tre zampe) stilizzato nero che regge un pallone rosso. La divisa delle qualificazioni è blu con delle linee dorate che percorrono dal basso verso l'alto e risvolti oro, con i pantaloncini bianchi e calzettoni blu, la seconda maglia è il contrario ma senza le linee, i portieri indossano un completo nero anche in alternativa giallo o grigio con sempre le linee sulla maglia. La attuale invece è blu con un rettangolo rosso nel collo e disegni di penne. I fornitori ufficiali delle divise sono stati:
Adidas (1980-1983, 1986), (1989, 1992, 1995, 1996) (1999-oggi); Puma (1993), (1985), (1996 per un breve periodo dopo sostituito da Adidas); Asics (1984-1988), (1990, 1994, 1998). Di recente il contratto con lo sponsor tecnico Adidas è stato rinnovato fino al 2022.
Divise Casa
Trasferta
Stadio
Lo stadio storico della nazionale giapponese è lo stadio nazionale nipponico, ovvero l'"Olimpico" di Tokyo, dove la squadra ha giocato quasi tutte le partite internazionali fino al 2002.
Dopo i mondiali co-ospitati con la Corea del Sud, i nuovi impianti costruiti o frutto di ristrutturazioni avveniristiche hanno cominciato a sostituire l'Olimpico, soprattutto l'assai più capiente International Stadium di Yokohama, divenuto l'impianto principale giapponese, o il Saitama Stadium.
Giocatori Calciatori della Nazionale giapponese
Rosa attuale
Elenco dei giocatori convocati da Hajime Moriyasu per le amichevoli contro l', e , rispettivamente del 24 e 28 settembre e 1º ottobre 2026. Lista dei convocati resa nota il 17 settembre 2026.
Presenze e reti aggiornate al 28 settembre 2026.
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Commissari tecnici
Record individuali
Statistiche aggiornate al 30 giugno 2026.
Il grassetto indica giocatori ancora in attività in nazionale.
Record di presenze
Pos.NomePresenzeRetiPeriodo1Yasuhito Endō152152002-20152Yūto Nagatomo14642008-3Maya Yoshida127122010-20264Masami Ihara12251988-19995Shinji Okazaki119502008-20196Yoshikatsu Kawaguchi11701997-20107Makoto Hasebe11422006-20188Yūji Nakazawa110171999-20109Shunsuke Nakamura101252000-201010Keisuke Honda98372008-2018
Record di reti
Pos.NomeRetiPresenzePeriodo1Kunishige Kamamoto75761964-19772Kazuyoshi Miura55891990-20003Shinji Okazaki501192008-20194Hiromi Hara37751978-1988Keisuke Honda982008-20186Shinji Kagawa31972008-20197Takuya Takagi27441992-19978Kazushi Kimura26541979-1986Takumi Minamino732014-10Yūya Ōsako25572013-2022Shunsuke Nakamura1012000-2010
+Capitani ai mondiali#GiocatoreMondialePresenze1 Masami Ihara19981162 Masashi Nakayama2002473 Tsuneyasu Miyamoto2006694 Makoto Hasebe2010315 Makoto Hasebe2014786 Makoto Hasebe20181107 Maya Yoshida20221228 Kō Itakura202640
Staff tecnico Dati aggiornati al 16 aprile 2026.
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