La parziale omonimia con la famiglia Castriota ha spesso fuorviato gli storici; in realtà non si parlò mai di una parentela tra le due famiglie. In ogni caso, è evidente che i Branai Castriota giocarono, consapevolmente o inconsapevolmente, sull'equivoco in un ambiente sociale in cui l'antichità e le glorie della stirpe erano molto importanti ai fini dell'affermazione sociale di una famiglia; essi furono accettati come discendenti, o parenti, di Giorgio Castriota, detto Scanderbeg, eroe prestigioso che nella memoria collettiva era impropriamente considerato un sovrano, salendo per ciò più di un gradino della scala sociale.

Biografia La famiglia Branai Castriota venne in Italia al seguito di Andronica, vedova di Scanderbeg nel 1468.

Giovanni, allevato alla corte di Napoli, ricevette una fine educazione umanistica (lettere latine e greche) oltre che in lingue straniere e, nonostante fosse il primogenito, venne indirizzato verso la carriera ecclesiastica. Nel 1486, all'età di 18 anni, per volere della regina Giovanna III, Signora di Mazara del Vallo in Sicilia, divenne vescovo di Mazara del Vallo. Durante il regno di Ferrante I di Napoli (1495-1496) fu anche cappellano maggiore della cappella reale, incarico che comprendeva anche competenze di natura giurisdizionale. Ma, nella sua diocesi, il giovane Giorgio non vi si fece mai vedere e ottenne di poter delegare ad altri l'esercizio delle funzioni episcopali fino a che egli stesso non avesse posseduto i requisiti canonici. Alla diocesi rinunciò solo nel 1503, quando da anni era chiaro che non era tagliato per la carriera ecclesiastica.Paolo Petta, p. 67

Giovanni, che con i suoi genitori, Branai e Maria Zardari, i suoi fratelli, Alfonso e Ferdinando, e le sue sorelle, Isabella, Giovanna e Camilla, viveva a Napoli fu coinvolto nella crisi della dinastia aragonese (seconda congiura dei baroni dal 1485 al 1486). Per la prestanza fisica divenne presto un valoroso condottiero. Il 7 settembre 1499 Giovanna III, scortata da Giovanni, lasciò Napoli e si recò in Spagna presso il fratello Ferdinando. La figlia Giovanna IV, nel marzo 1500 si trovava ancora a Napoli come si deduce da una lettera, scritta da Giovanna III alla figlia, datata 26 marzo 1500. L'ambasciatore Thomas Bradley che visitò le due regine nella loro residenza di Reyalls (Valencia) il 23 giugno 1505 osservò e segnalò il privilegio che era riservata a Branai e alla sua famiglia (moglie, due maschi e tre femmine) che assisteva all'udienza.James Gairdner, p. 223 La notizia sembra rispondere alla verità, perché nel marzo 1502 il maggiore dei maschi, Giovanni, si trovava a Palermo.Paolo Petta, p. 69 Nel Regno di Napoli era già in corso la guerra fra spagnoli e francesi e Giovanni raggiunse il Gran Capitano Gonzalo Fernández de Córdoba. Giovanni servì lealmente la corona d'Aragona nei più rilevanti fatti d'arme in Puglia e nel Salento. Dopo l'esilio in Francia del re Federico, organizzò la riconquista del Salento difendendo Gallipoli, unica città rimasta fedele agli Aragonesi.

Nel 1505 compare come "luogotenente generale delle serenissime regine Johanna mater et filia".Paolo Petta, p. 70 Dopo la morte del padre nel 1508 divenne 2º duca di Copertino, 2º barone di Galatone e in seguito creato primo duca di Ferrandina. La contea di Copertino comprendeva anche le terre di Leverano e Veglie. A Galatone fece costruire per i domenicani un convento e la chiesa di San Sebastiano e San Rocco e promosse a Copertino l'insediamento dei francescani, ordine particolarmente attivo nella lotta contro il rito bizantino, nel convento di Santa Maria di Casole.

Dopo il matrimonio nel 1513 con Giovanna Gaetani di Traetto visse a Mesagne ove morì il 2 agosto 1514. Venne seppellito nel Santuario della Misericordia. Gli succedette l'unica figlia Maria, nata nel 1513, sotto la tutela della regina e dello zio Alfonso, mentre la moglie Giovanna Gaetani si risposò con Giovan Bernardino Acquaviva, duca di Nardò.

I fratelli Alfonso e Ferrante Ferrante: fu il miglior guerriero della famiglia ed operò lontano dal Salento. Nel 1524 e 1525 fu capitano generale della cavalleria leggera al comando dell'avanguardia dell'esercito imperiale. Morì nella battaglia di Pavia il 24 febbraio del 1525. Alfonso: dopo la scomparsa dei fratelli Giovanni e Ferrante cercò di riunire nel suo casato tutti i feudi della famiglia Castriota Granai attraverso matrimoni tra i suoi figli ed i nipoti. Fece sposare il figlio Antonio con la nipote Maria, erede di Giovanni, e l'altro figlio Giovanni con la nipote Giovanna, erede di Ferrante. Per le altre figlie combinò matrimoni con le più importanti famiglie napoletane. Il suo talento politico gli fece raggiungere nel 1532 la nomina a consigliere regio, affiancando il viceré Pietro di Toledo.

La discendenza |→ Giovanni (* 1468 a Mesagne, † 2 agosto 1514 a Mesagne), Vescovo di Mazara del Vallo dal 1486 al 1503; 2º Conte di Copertino e 2º Barone di Galatone da agosto 1508al feudo apparteneva oltre Copertino anche Veglie e Leverano; 2º Duca di Ferrandina dal 1508; vicario della regina in Puglia e Basilicata (1467-1516) ∞ 5 luglio 1513 Giovanna Gaetani dell’Aquila d’Aragona († dopo 1541) , figlia di Onorato, 1º Duca di Traetto e di Lucrezia d’Aragona ∞ N.N.

| |→ Pirro (* 1498; † 1561), figlio naturale, barone di Parabita e governatore di Terra d'Otranto

| |→ Maria (* 1514; † estate 1544), II duchessa di Ferrandina, II contessa di Copertino, II baronessa di Galatone ∞ Antonio (* 1522; † 1549), conte di Copertino, cugino di 1º grado, figlio di Alfonso; la coppia non ebbe figli

|→ Alfonso governatore in Capitanata e in Calabria | |→ Antonio sposa la figlia di Giovanni, Maria

| |→ Giovanni sposa la figlia di Ferrante, Giovanna

| |→ Isabella sposa Acquaviva

| |→ Camilla sposa Caracciolo

| |→ Giovanna sposa Capece

|→ Ferrante governatore dell'Abruzzo

|→ Giovanna sposa il figlio di Alfonso Branai Castriota, Giovanni

|→ Ippolita sposa Becci

Da una nobildonna della famiglia Mele, Giovanni ebbe il figlio naturale Pirro: nato a Galatone nel 1498, rimasto orfano, fu aiutato dallo zio Alfonso che lo preferì al figlio Antonio. Allievo del Galateo per le lettere latine e greche, abile condottiero ed unico maschio a perpetuare la stirpe dei Castriota Granai. Divenne barone di Parabita e governatore di Terra d'Otranto.

Tra il 1522 ed il 1535 nella chiesa di San Sebastiano e San Rocco a Galatone, voluta dal padre Giovanni, il galatonese Pirro assieme alla sorellastra Maria e allo zio Alfonso dedicano al loro amato genitore il meraviglioso bassorilievo col corteo trionfale per celebrare le sue vittorie sui francesi. Un solenne ingresso in città di Giovanni Castriota Granai ispirato ai Trionfi di Cesare di Andrea Mantegna.

Note

Bibliografia Zacchino Vittorio, Primordio Luigi Galatone da Malacarne a oggi (1407-2007) ISBN 88-902071-9-1 Edit Santoro Galatina (Lecce) 2006.

Voci correlate Branai Castriota

Collegamenti esterni

Categoria:Branai Castriota Categoria:Vescovi di Mazara del Vallo