Biografia
I primi anni e la Rivoluzione del Brabante Nato nel castello di Latour, presso Virton, figlio di Jean-Baptiste-Alexandre-Antoine de Baillet, signore de La Tour, elevato a conte de La Tour il 6 maggio 1774 da Maria Teresa. Dopo gli studi al collegio dei Gesuiti di Lovanio, entrò nel 1755, a 18 anni, nell'esercito imperiale, con il grado di insegna del reggimento di SalmSalmPaul Roger, Charles de Chênedollé (op. cit..) citano un il battesimo delle armi contro i Turchi, ma non si comprenderebbe in quale guerra., nei cui ranghi partecipò alla Guerra dei sette anni e distinguendosi alla battaglia di Kolín il 18 giugno 1757, ove venne promesso capitano dei granatieri. Nel 1767 passò a maggiore, nel 1769 a tenente-colonnello, nel 1772 a colonnello, nel 1782 a maggiore generale. Con quest'ultimo grado venne trasferito nei Paesi Bassi austriaci, ove andavano addensandosi le condizioni che avrebbero portato, nel 1789 al trionfo della rivoluzione del Brabante. Egli era, d'altra parte, originario di quei luoghi, al pari della moglie, Maria Francesca Sofia contessa di Guerin de la Marche, sposata il 3 febbraio 1772Marie Françoise Sophie, comtesse de Guerin de la Marche, nata il 25 marzo 1751..
Qui ebbe un ruolo di rilievo nella campagna di repressione della rivoluzione del Brabante, agli ordini del generale d'Alton e, alla sconfitta di questo dopo la insurrezione di Gand e quella di Bruxelles, contribuì a raccogliere le truppe in fuga nella grande fortezza di Lussemburgo. Qui servì da maresciallo della dieta degli Stati della provincia del Lussemburgo, ovvero capo militare della provincia della quale era originario. I ribelli del Brabante poterono così dare efemerica esistenza agli Province Unite del Belgio. Dalla sicura fortezza di Lussemburgo, Baillet-Latour ebbe anzitutto la soddisfazione di ricevere, dall'ormai morente Giuseppe II la proprietà del reggimento di dragoni proprietà del duca d'Ursel (che si era compromesso con i ribelli). Nacquero, così, il reggimento Latour, spesso ricordato per i dragons de Latour. Poté condurre una campagna di contenimento, durata alcuni mesi, che gli permisero di contenere le truppe delle autoproclamate Province Unite del Belgio nei dintorni di Namur, vincendo alcuni piccoli scontri contro Vander Mersch prima e Schœnfeld dopo l'arresto del primo. Nel frattempo, il nuovo imperatore Leopoldo II trovò modo di liberare le truppe necessarie a garantire la riconquista, a prezzo delle ampie concessioni fatte a Federico Guglielmo II di Prussia alla conferenza di Reichenbach: gli imperiali poterono rientrare a Bruxelles, un anno dopo esserne stati cacciati. Terminata la campagna, nel 1790, l'Imperatore promosse Baillet-Latour tenente-felmaresciallo e gli concesse il gran cordone dell'Ordine di Maria Teresa. Le guerre rivoluzionarie francesi Baillet-Latour ebbe un ruolo di comando a fianco di Alberto di Sassonia-Teschen alla sconfitta di Jemappes del successivo 6 novembre, che costrinse gli imperiali ad evacuare una seconda volta i Paesi Bassi austriaci. L'anno che venne, allorché gli imperiali del principe di Coburgo e dell'arciduca Carlo vollero recuperare i Paesi Bassi austriaci, persi dopo Jemappes, pose i dragoni di Latour all'avanguardia, ben comprendendo l'opportunità che quei paesi venissero liberati da un reggimento arruolato proprio in quei luoghiLatour arringò le truppe: Messieurs de Latour ... Vous allez reconquérir votre patrie. Vous recommander de la bravoure, ce serait vous insulter, rif.: Paul Roger, Charles de Chênedollé, op. cit.. Ebbe quindi un ruolo alla grande vittoria di Neerwinden, e nella sconfitta di battaglia di Wattignies, che diede la stura ad una lunga serie di sconfitte che portarono gli imperiali a ripassare, infine, il Reno. Fu nel corso di questa campagna che i francesi distrussero il castello avito di Latour: avendo Jourdan minacciato di compiere quella rappresaglia, se Baillet-Latour avesse bombardato la piazzaforte di Landrecies, quest'ultimo rispose: il generale austriaco farà il proprio dovere, accada quel che accada alle proprietà del conte de LaTourLe général autrichien fera son devoir, adviendra ce qui voudra des propriétés du comte de LaTour, cfr.: Paul André Roger, op. cit...
Nel 1795, con la guerra ormai passata in Germania, Baillet-Latour venne posto al comando di un corpo d'armata delle truppe sull'alto Reno: qui seppe opporsi bene a Pichegru, l'11 novembre a Franckenthal, poi il 17 prendendo Spira e in seguito Mannheim. Conclusa la campagna con una tregua del gennaio 1796, i suoi grandi meriti indussero Francesco II a promuoverlo Feldzeugmeister e poi, a maggio, feldmaresciallo. La successiva campagna del 1796, fu segnata da due paralleli tentativi francesi: a nord attraverso il Reno Jourdan e Moreau, opposti agli imperiali von Wurmser; in Italia il giovane Bonaparte, opposto agli imperiali di Beaulieu e con funzioni quasi diversive. Il genio di Napoleone scompaginò le carte: avendo egli costretto Beaulieu a ripiegare sino a Mantova, al suo posto venne comandato von Wurmser, con una bella parte della sua armata del Reno. Mentre, a Vienna l'arciduca Carlo assumeva il comando generale in Germania ed organizzava un nuovo esercito di soccorso. Fu a quel punto che Baillet-Latour ebbe il comando dei resti dell'armata del Reno, con i quali non poté impedire al Moreau di passare il Reno, ma si limitò a controllarlo. Nel frattempo, Jourdan avanzava separatamente dal collega, occupava Francoforte e si spingeva sino alla lontanissima Ratisbona. Qui Jourdan venne pesantemente sconfitto dall'arciduca Carlo ad Amberg ed a Würzburg. Ciò che permetteva a Baillet-Latour di accelerare la ritirata del Moreau, aggredendolo a Geisenfeld, a Biberach, sino a costringendolo a riattraversare il Reno. Riunitesi le due armate imperiali presso Ettenheim, il 17 ottobre, prese parte all'assedio di Kehl. Dopo la resa di Wurmeser a Mantova, l'arciduca fu inviato in Italia e Baillet-Latour riebbe il comando dei nuovi resti di quell'Armata del Reno. Stabilì il quartier generale a Mannheim e si dedicò a riorganizzare le truppe rimastegli. Lì venne raggiunto dalle notizie dell'insuccesso del tentativo dell'arciduca, costretto ad accettare da Bonaparte l'armistizio di Judenburg dell'aprile 1797 e poi i preliminari di pace di Campoformio del 17 ottobre 1797. Baillet-Latour ebbe allora l'incarico di recarsi a Rastatt, incaricato di definire le disposizioni militari conseguenti agli scambi territoriali concordati in quel Congresso: l'Austria rinunciava ai Paesi Bassi austriaci ed al Ducato di Milano, ma acquisiva Venezia.
Gli ultimi ani e la morte A seguito della cessione dei Paesi Bassi austriaci, quella dei Latour fu una delle grandi famiglie che scelsero di continuare a servire l'Imperatore. Il quale non lo deluse, nominandolo, subito nel 1798, consigliere intimo e prima comandante militare del margraviato di Moravia e della Slesia austriaca. Successivamente passò a governatore dell'Alta Austria. Non prese parte attiva alla guerra della seconda coalizione. Nella pace seguente alla fine del conflitto, gli imperiali si dedicarono ad una prima profonda riorganizzazione e Latour lasciò il proprio incarico per assumere il comando in Italia. In questo contesto, nel 1804, ebbe l'incarico di Presidente del Consiglio Aulico e Presidente del Dipartimento della guerra.
Ripreso il conflitto, il 2 agosto 1805, l'esercito austriaco in Italia venne sconfitto a Caldiero e, in Germania, accerchiato e costretto alla resa ad Ulma. Infine, il 2 dicembre 1805, Napoleone diede battaglia ad Austerlitz, trionfando sulle forza della coalizione, tanto da costringere gli imperiali a cedere con la successiva pace di Presburgo al Regno d'Italia il Veneto, alla Baviera Tirolo e Vorarlberg. Questi disastri fiaccarono definitivamente la tempra di Baillet-Latour. Morì il 22 luglio 1806 a Vienna, poco dopo la moglie Maria. Secondo il suo volere, venne sepolto a Vienna.
Eredi miniatura|verticale=0.9|Il conte Theodor Baillet-Latour, figlio ed erede del feldmaresciallo Dalla moglie Maria ebbe sei figli, nell'ordine di nascita: Enrichetta Antonia (nata il 22 settembre 1772), Giuseppe (morto prematuramente), Carolina Giuseppina, Teodoro, Carlotta, Nicolasina. Di essi il più celebre fu l'erede del titolo, conte Theodor Baillet-Latour, divenne come lui tenente-feldmaresciallo e poi ministro della guerra nel 1848, nel corso della insurrezione viennese del 6 ottobre 1848, segnati dal suo assassinio da parte dei rivoltosi.
Onorificenze
Note
Bibliografia Paul Roger, Charles de Chênedollé, Mémoires et souvenirs sur la cour de Bruxelles et sur la société belge: depuis l'époque de Marie-Thérèse jusqu'à nos jours, Bruxelles, 1856. Englebert, G. (ed.) - Journal de campagne du général de Baillet Latour, 1787-1792, Brussel 1990. Paul André Roger, Biographie générale des belges morts ou vivants: hommes politiques, membres des assemblées délibérantes, ecclésiastiques, militaires, savants, artistes et gens de lettres, Bruxelles, 1849, . Jacques Albin Simon Collin de Plancy_Fastes militaires des Belges, ou Histoire des guerres, sièges, conquêtes, expéditions et faits d'armes, qui ont illustré la Belgique, Bruxelles, 1836, Ch Poplimont, La Belgique heraldique: recueil historique, chronologique,..., Tome I, Bruxelles, 1863, .
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