Il retrofuturismo o retro-futurismo è una corrente artistica contemporanea che trae ispirazione dal modo in cui il futuro è stato immaginato in passato. Le produzioni di riferimento risalgono a varie epoche, ma in particolare agli anni cinquanta e sessanta del Novecento.
Origine del termine
La paternità di questa parola viene attribuita a Lloyd John Dunn che, dal 1983, iniziò ad utilizzarla per alcune produzioni pubblicitarie relative a pezzi di gioielleria. Il termine apparve poi con una definizione più accentuata e relativa alla rappresentazione del futuro attraverso visioni tipiche del passato in una recensione apparsa sul The New Yorker del film del 1985 Brazil di Terry Gilliam in cui l'autrice, Pauline Kael definì l'opera con il termine "retro-futurist". Successivamente fu utilizzata da una rivista d'arte, Retrofuturism (1988-1993). Alcune pubblicazioni e siti internet fanno risalire l'origine del termine ad un presunto libro pubblicato dalla Pelican nel 1967 intitolato appunto Retrofuturism di T.R. Hinchcliffe, ma attualmente non risultano tracce di questo libro né informazioni sul suo autore che possano comprovarne l'esistenza. A volte questo termine viene erroneamente confuso con postmodernismo, che ha un significato molto diverso. L'unione dei termini "retro" e "futurismo" è nata dall'esigenza di poter identificare facilmente tutta una serie di opere caratterizzate da visioni avveniristiche (o "futuristiche", o meglio in italiano futuribili), cronologicamente spostate all'indietro.
Principalmente, oggi, questa parola richiama alla mente le creazioni artistiche in cui vi è una forte componente tecnologica e che immaginano una sorta di realtà parallela, mai concretizzata. Le ambientazioni retro-futuristiche si collocano solitamente in , al contrario della successiva corrente fantascientifica del Cyberpunk (che descrive tipicamente ambientazioni distopiche). Tuttavia, l'ottimismo e l'ingenuità di questi scenari vengono utilizzati a volte in senso ironico. Il riflesso di questa corrente è presente anche in altri campi, come quello della moda, dell'architettura, del design, del cinema e della letteratura.
Duplice interpretazione Il retro-futurismo fa riferimento a due tipi di produzioni che si sovrappongono e che possono essere indicate come: il futuro visto dal passato e il passato non realizzato nel futuro.
Il primo tipo di produzioni, quello del futuro visto dal passato, deriva direttamente dal domani ideato nella mente degli scrittori, artisti e registi che nell'ultimo secolo hanno tentato di disegnare un futuro tecnologico e utopistico.
Il secondo tipo di produzioni risulta leggermente meno aderente al concetto stesso di retro-futurismo, in quanto risulta contaminato dalla consapevolezza scientifica, tecnologica e sociale del presente. Appartengono a quest'ultimo correnti come quella dello steampunk, in cui la tecnologia avveniristica viene applicata ai tratti dell'epoca vittoriana.
Le due produzioni non si riferiscono a momenti storici precisi ma si snodano lungo un futuro immaginario.
Tematiche Questa corrente ha alla base un filo conduttore che prescinde dal periodo storico in cui sono state prodotte. Questo punto comune è il disagio con il presente, a cui il retro-futurismo offre un'alternativa ideale. In forte contrasto con immaginari scenari distopici, che disegnano un futuro afflitto dal degrado ambientale e da svariate catastrofi, il retro-futurismo suggerisce un'idea intrinsecamente positiva di progresso scientifico-tecnologico, dipingendo un domani vissuto in armonia con la tecnologia e con i comfort da essa derivati. Oltre alla componente puramente malinconica, il percorso alternativo che viene tracciato tende a stimolare il ricordo dei vecchi ideali.
Fonti di ispirazione Il mondo di domani Negli anni cinquanta e sessanta del Novecento si pensava al futuro in modo molto più ottimistico rispetto ai decenni successivi. L'ottimismo collettivo, generato dal boom economico che coinvolse sia l'America che l'Europa, e il fascino dei primi viaggi nello spazio spinsero gli individui a predisporsi in maniera positiva nei confronti della tecnologia e generarono in essi una marcata fede nel progresso scientifico. Le produzioni che ne sono derivate ci mostrano una prospettiva brillante per il futuro dell'umanità; paradisi tecnologici sulla Terra e nello spazio, destinati alla convivenza pacifica delle popolazioni.
Anche l'esplorazione dello spazio è un tema da sempre molto presente in questa corrente artistica. Uno dei più grandi visionari tecnologici, rappresentativi di questa corrente, fu probabilmente Norman Bel Geddes, un designer industriale vissuto nella prima metà del XX secolo. Bel Geddes progettò aeroporti galleggianti, maestosi grattacieli e svariati mezzi di locomozione, ma la sua opera più grande fu la realizzazione del padiglione per la mostra Futurama.Norman Bel Geddes: "Horizons (1932)", "Magic motorways (1940)"
Futurama (Fiera Mondiale di New York) Futurama, tenuta a New York nel 1939 durante la Fiera Mondiale di quell'anno, fu una mostra sponsorizzata dalla General Motors che aveva cercato di mostrare una visione del mondo in avanti di vent'anni (1960). In questa occasione furono presentati molti progetti, alcuni dei quali realizzati negli anni successivi.
I visitatori della mostra ricevevano una spilla con scritto "I have seen the future" e venivano trasportati a bordo di poltrone mobili lungo un percorso interattivo. Durante questo percorso i visitatori assistevano alla rappresentazione della città del futuro, fatta di autostrade tecnologiche, parcheggi sotterranei, grandi giardini e rampe di lancio per missili spaziali.
Uno dei modelli più ricchi di fascino era quello della Democraticy, nel quale si poteva ammirare l'immagine di un modo idealizzato composto da una megalopoli, piccole campagne ed un aeroporto circolare.
Sempre in quell'occasione fu sepolta una delle prime capsule del tempo, contenente oggetti e messaggi destinati alle popolazioni del futuro. I messaggi ne comprendevano anche uno di Albert Einstein, che diceva:
Oltre ai messaggi, erano presenti oggetti d'uso comune nella quotidianità, il tutto per un totale di circa 300 testimonianze della vita di quegli anni.
Una nuova edizione di Futurama fu presentata durante la Fiera di New York del 1964. In questa occasione la mostra, nuovamente sponsorizzata dalla General Motors, dipingeva il futuro di 60 anni dopo, quindi nel 2024. Dimostrò di essere la più importante mostra della Fiera Mondiale, totalizzando oltre 26 milioni di presenze nelle due stagioni di sei mesi.
Experimental Prototype Community of Tomorrow
Nel 1960 Walt Disney pianificò un'utopica città del futuro chiamata EPCOT (Experimental Prototype Community of Tomorrow), mai realizzata. L'idea alla base era quella di trovare una soluzione ai problemi delle città contemporanee di quei tempi. Venne immaginata una città in continuo movimento, il cui progetto non avrebbe avuto mai termine. In realtà l'iniziativa non puntava solo a edificare il luogo ideale per una comunità del domani, ma anche ad avere un cantiere sempre attivo in cui sperimentare nuove tecnologie. Disney tuttavia morì prima di poter portare a termine il suo progetto, che negli anni successivi fu utilizzato per un famoso parco tematico.
Fonti energetiche I progetti concepiti nelle mostre Futurama ed il progetto EPCOT non erano soltanto fantascienza. Rappresentano un'epoca in cui la fede nel progresso era tale da poter sognare qualsiasi tipo di applicazione. Alla base di tale convinzione c'era la sicurezza che il progresso sarebbe stato sostenuto da risorse inesauribili come il nucleare, che costituiva nell'immaginario collettivo la soluzione a gran parte dei problemi dell'uomo. Grazie all'energia atomica sarebbero state eliminate tutte le fonti di inquinamento e si sarebbe minimizzato il lavoro manuale. Inoltre l'energia nucleare sarebbe stata applicata anche nel settore dei trasporti, inclusi quelli aerei. Secondo il chimico Harrison Brown, le materie prime per l'industria sarebbero state ottenute dal mare, dall'aria e dalla luce solare. Dal mare si sarebbe ricavata l'acqua necessaria per l'agricoltura, opportunamente filtrata da appositi macchinari. Dall'aria si sarebbero estratti l'acido nitrico e l'ammoniaca, utili per produzioni alimentari. Infine la luce solare avrebbe costituito l'unica ed inesauribile fonte di energia elettrica, necessaria a tutti gli altri processi.
Trasporti
Non manca l'influenza di questa corrente nel mondo dei trasporti.
Uno dei più vecchi sistemi che presenta fonte di ispirazione retro-futuristica è il treno pneumatico di Alfred Ely Beach, un inventore americano. Verso la fine degli anni sessanta venivano immaginati sistemi di veicoli centralizzati, in cui i passeggeri avrebbero avuto la possibilità di viaggiare in capsule individuali e selezionare destinazioni a piacimento. Idealmente, un sistema del genere avrebbe dato alle persone quasi la stessa comodità che offre oggi un mezzo privato, ma senza la necessità di guidare e senza pericolo di traffico. I mezzi più futuribili sarebbero tuttavia stati quelli marini e sotterranei. Fra i più noti si ricorda il prototipo sostenuto da Robert F. Salter, il Vactrain. Questo progetto prevedeva la realizzazione di un treno a levitazione magnetica in tunnel sottovuoto, con cui sarebbe stato possibile collegare le due coste dell'Oceano Atlantico. Queste idee fantascientifiche si ritrovano già anni prima nella letteratura di Jules Verne.
Per quanto riguarda il trasporto privato, oltre ai prototipi di Bel Geddes, sono noti i modelli di Richard Buckminster Fuller. Nel 1933 Fuller iniziò la progettazione della Dymaxion Car, un'automobile dotata di tecnologie derivate dall'aeronautica. Questo mezzo, capace di trasportare fino ad 11 passeggeri ad oltre 200 chilometri all'ora, non era tuttavia immune da difetti. Venne acclamata come una grande rivoluzione, ma ben presto si rivelò scarsamente utilizzabile.
Anche la General Motors negli anni trenta era costantemente impegnata nella produzione di modelli futuribili. Fra i più famosi sono noti quelli della serie Firebird. La Firebird I fu una delle prime vetture ad avere come propulsore una turbina d'aereo adattata. Le serie successive introdussero svariate innovazioni, alcune delle quali oggi risultano d'uso comune. La Firebird III prevedeva l'uso di una chiave attivabile a distanza e un sistema di interfacciamento con la strada in grado di programmare un itinerario e portare il passeggero a destinazione automaticamente.
Nel 1955 la Ford presentò una vettura chiamata Lincoln Futura, esteticamente simile alla Firebird III, che successivamente venne utilizzata nella serie televisiva di Batman. Gli anni cinquanta abbondano di prototipi d'auto "futuribili", e anche i costruttori italiani contribuirono allo sviluppo di fantasiosi modelli. Mettendo da parte il design ed alcune applicazioni successivamente adottate, quello che rendeva davvero futuribili quei sogni era l'ambizione di una strada automatica in cui far viaggiare le auto senza l'ausilio dei guidatori. Alcuni progetti, avviati nel secolo scorso, risultano ancora in corso di sviluppo. Paul Moller ha ideato un'automobile volante a decollo verticale che si prospetta esser commercializzata nei prossimi anni.
Architettura e urbanistica Il Retro-futurismo è anche presente in diversi esempi di architettura. Alcuni stili, nati durante gli anni cinquanta, continuano ad essere attuali. Nella prima metà del ventesimo secolo, uno degli stili architettonici più vicino a questa corrente era lo Streamline Moderne, i cui tratti presentano curve ed elementi tipici del design nautico.
Nei successivi cinquanta anni si sviluppa e diffonde l'architettura Googie, nata nella California meridionale. Quest'ultima presenta tratti visibilmente futuristici e viene più volte ripresa dagli artisti che realizzano ambientazioni retro-futuristiche.