Il faro di Ancona si trova nel centro della città, a Monte Cappuccini, all'interno del Parco del Cardeto. A poca distanza si trova il vecchio faro, che è stato in funzione dal 1860 fino al 1972, anno in cui è stato sostituito da quello nuovo, che dal luogo in cui si trova è chiamato Faro di Monte Cappuccini.

Caratteristiche La sua base è a 104 metri s.l.m.; essendo alto 14 metri, la sua luce è situata a 118 metri. Utilizza lenti di Fresnel ad ottica rotante. Il suo segnale ("caratteristica") è stato mutato rispetto a quello del faro vecchio: in un ciclo di trenta secondi esso emette quattro lampi di 0,3 secondi intervallati da 4,7 secondi di buio; dopo il quarto lampo, segue un periodo di buio di 14,7 secondi. Il faro di Ancona è munito di un faro di riserva, con una portata di 18 miglia nautiche (33,336 km); entra in funzione in caso di sospensione dell'erogazione di elettricità dalla rete comune, essendo dotato di un generatore autonomo.

min|sinistra|upright=1.08|Caratteristica del faro di Ancona. I numeri indicano la durata, in secondi, dei vari periodi di luce e di buio. Le coordinate geografiche del faro di Ancona sono: Alla pagina del sito della Marina Militare, si indicano le coordinate , che però si riferiscono ad un punto situato sulle rupi e non al faro.. La portata luminosa nominaleÈ detta portata luminosa nominale la la massima distanza alla quale è visibile la luce di un faro in condizioni in cui la visibilità meteorologica è di almeno 10 miglia nautiche. è di 25 miglia nautiche, corrispondenti a 46,300 km (un terzo circa della distanza tra Ancona e Zara, di 148 km).

Per ciò che riguarda la portata luminosa del faro di Ancona (25 miglia nautiche), si deve ricordare che raramente è possibile che i lampi di un faro possano raggiungere distanze superiori alle 25-30 miglia nautiche. In Italia solo il faro di Arbatax (OG) ha una portata maggiore di quello di Ancona: 26 miglia nautiche; hanno invece portata pari a quella del faro di Ancona, ossia 25 miglia nautiche, altri tredici fari: il faro di Capo Mele (SV), la Lanterna di Genova, il faro di San Venerio (SP), il faro di Punta Carena (Capri, NA), il faro di Capo Palinuro (Centola, SA), il faro di Punta Sottile (Favignana, TP), il faro di San Vito lo Capo (PA), il faro di Cefalù (PA), il faro di Punta Omo Morto (Ustica, PA), il faro di Vieste (FG), il faro di Punta Penna (Vasto, CH), il faro di Monte San Bartolo (Pesaro) e il faro di Punta Maistra (Porto Tolle, RO).

Storia Si riporta di seguito il testo latino e la traduzione della targa posta all'esterno del vecchio faro.

Pio IX, pontefice massimo, principe ottimo ed indulgentissimo, innalzò la torre dalle fondamenta e ordinò di porvi sopra fuochi notturni, ardenti per nuovo artificio, allo scopo di dirigere la rotta delle navi, sotto la cura di Camillo Amici, prefetto delle opere pubbliche, e Lorenzo Randi, presidente della Provincia di Ancona, nell'anno 1860.

Tra il 1734 e il 1860, il faro della città fu la Lanterna, sul Molo Clementino, progettata da Luigi Vanvitelli su commissione di papa Clemente XII e poi realizzata con modifiche da Carlo MarchionniB. Besso, I battelli a vapore ed i fari, Treves, Milano, 1869.. La costruzione della lanterna va inserita nel periodo della rinascita settecentesca della città, ad opera di Clemente XII e Luigi Vanvitelli. Fu bombardata durante l'assedio del 1860 e oggi ne rimane solo il basamento.

miniatura|upright=1.7|Il molo clementino e, sullo sfondo, la lanterna, primo faro della città (Jakob Philipp Hackert - 1784). miniatura|upright=1.7|Bombardamento della Lanterna, durante l'assedio del 1860 Quando fu distrutta la Lanterna, però, il suo faro era già stato disattivato, perché pochi mesi prima era entrato in funzione il faro di Monte Cappuccini, oggi detto "faro vecchio"; i lavori per la sua costruzione erano iniziati l'8 agosto 1859, per volere di papa Pio IX e su progetto di Henry LepauteHenry Lepaute nacque a Parigi il13 maggio 1800 e morì a Le Mesnil-le-Roi il 7 novembre 1885. Fu un orologiaio francese e anche un ingegnere meccanico specializzato in fari. Discendente della famiglia di orologiai e allievo di Gustave Eiffel, fu l'orologiaio di Luigi Filippo e Napoleone III. beniabbandonati.cultura.gov.it, Faro di Monte Cappuccini www.isedicifortidiancona.com, Altri monumenti - Faro Vecchio; il papa aveva partecipato alla cerimonia di posa della prima pietra. Fu l'ultima opera pubblica compiuta ad Ancona sotto l'amministrazione pontificia: il 29 settembre, infatti la città entrava a far parte del Regno di Sardegna, che dopo pochi mesi diventò Regno d'Italia.

Il faro entrò in funzione il 10 luglio 1860 e il suo segnale era formato da un lampo bianco ogni 45 secondi, preceduto da quattro secondi di luce più tenue. Nel sistema di illuminazione erano utilizzate le lenti di Fresnel di 2º ordine, da poco inventate, che permettono una grande potenza luminosa, pur avendo un volume ridotto.

Nel 1965 fu autorizzata la costruzione di un nuovo faro, a circa 200 m a sud-est rispetto al vecchio, che entrò in funzione nel 1972 ed è tuttora in uso.

Dopo una chiusura di quasi quarant'anni, la ristrutturazione del 2000 aveva dato una nuova vita alla storica torre del faro vecchio, un simbolo dimenticato della città dorica; grazie all'opera dei volontari del circolo anconitano di Legambiente, nel giro di quattro anni il faro vecchio è stato visitato da migliaia di cittadini e turisti, diventando una delle principali mete turistiche dell'intera città. Ciononostante, a causa di un gradino rotto, dal 2005 non è più possibile visitare il faro vecchio. Dato che il monumento appartiene al demanio, il Comune di Ancona non può occuparsi direttamente della sistemazione della scala, per quanto l'intervento richiesto sia minimo e nonostante il faro di Ancona, nel 2003, sia stato inserito tra i monumenti da restaurare con i fondi del gioco del lotto e nonostante fosse possibile attingere ai fondi europei stanziati per il progetto "Hazard". Nel 2025, l'Agenzia del Demanio ha pubblicato un bando che offre il faro vecchio in concessione a investitori privati, enti del terzo settore e operatori vari, per poterlo riaprire e destinarlo a iniziative e attività civiche, sociali e culturali.

A poca distanza dalla torre del faro vecchio sorge l'edificio che ospitava la stazione radiotelegrafica della Regia Marina, che aveva un raggio d'azione di 300 km. Il 1° agosto 1904, la stazione iniziò a funzionare anche per il servizio pubblico; per questo motivo venne collegata via cavo con l'ufficio telegrafico. Sempre nello stesso anno, il 6 agosto, Guglielmo Marconi effettuò da questa stazione alcuni esperimenti sulla trasmissione delle onde radio.

Descrizione degli edifici Torre del faro vecchio miniatura|upright=1.50|Il faro vecchio e, sullo sfondo, il faro nuovo. Il vecchio faro, alto circa 20 m, ha la forma di una torre cilindrica in mattoni, con coronamento in beccatelli e base rettangolare. Una scala a chiocciola in pietra d'Istria conduce alla sommità avvolgendosi intorno al pozzo cilindrico del peso-motore. La lanterna è stata rimossa quando il faro fu dismesso Foto del faro vecchio quando aveva ancora la lanterna: Ancona - il faro.

Dal terrazzo, di forma anulare, si gode una vista spettacolare sulla città, sul Golfo di Ancona, sul porto e sul mare aperto. Si possono osservare anche le due lanterne che segnalano l'ingresso al porto: quella verde posta al molo sud e quella rossa su quello nord.

Il faro era circondato dall'alloggio del sorvegliante, di cui recentemente sono stati demoliti i settori destro e sinistro; al suolo, però, rimane però traccia del loro perimetro. Si è conservato l'edificio che fu la sede della stazione radiotelegrafica della Regia Marina, che ospitò le apparecchiature usate durante l'esperimento compiuto da Guglielmo Marconi nel 1901. Nel prato che si trova nella zona retrostante all'ingresso sorge una piccola struttura cilindrica in laterizio, coperta con una cupola, che protegge l'apertura di una cisterna per l'acqua potabile, che si attingeva attraverso un'apertura laterale.

Nei pressi del faro vecchio, si trova la Batteria del Semaforo, opera dell'architetto militare Giuseppe Morando; si tratta di una postazione per cannoni a difesa della città, risalente ai primi anni dopo la proclamazione del Regno d'Italia, periodo in cui Ancona era piazzaforte di prima classe del Regno d'Italia; è munita di due riservette sotterranee per le munizioni e faceva parte del fronte di difesa marittimo della cittàGlauco Luchetti, Ancona Piazzaforte del Regno d'Italia, Stato Maggiore dell'Esercito, 1993.. Il luogo è un punto panoramico sul porto, sul golfo, sul Duomo e sulla spiaggia sottostante la falesia di Monte Cappuccini.

Torre del faro nuovo Il nuovo faro ha un'altezza di 15 m e si trova a 104 m s.l.m. Il piano focale è a 118 m.

È una torre quadrata in cemento armato con i vertici diretti quasi esattamente verso i quattro punti cardinali. Il paramento esterno ha strisce verticali grigie e bianche. La cupola della lanterna è di metallo grigio. A fianco della torre sorge l'edificio che ospita l'abitazione del farista.

L'esperimento di Guglielmo Marconi

min|upright=1.2|L'antenna della stazione radiotelegrafica di Poldhu del 1902. Essa sostituisce quella originale di Marconi, distrutta da una tempesta nel 1901; fu progettata dall'ingegnere britannico Arthur Heming ed era costituita da quattro piloni in legno a traliccio alti sessanta metri, posizionati agli angoli di un quadrato di sessanta metri, che sostenevano i fili dell'antenna. Anche questa antenna fu demolita, nel 1912, e ricostruita con sei nuovi piloni, due di metallo e quattro di legno, per trasportare il segnale ancora più distante

Nei pressi del faro vecchio, nell'edificio che ospitava la stazione radiotelegrafica della Regia Marina, è stata posta una targa per ricordare l'esperimento che qui effettuò Guglielmo Marconi tra il 6 e l'8 agosto 1904, effettuato al fine di studiare l'influenza del Sole sulla trasmissione delle onde radio e in particolare delle onde corte, evidenziando che esse hanno una migliore propagazione durante la notteRelazione dell'esperimento. All'esperimento assistette il ministro delle poste e telegrafi Enrico Stelluti.

Marconi era giunto in città il 6 agosto con la nave militare "Sardegna" e si era recato subito alla stazione radiotelegrafica di Monte Cappuccini. In previsione dell'esperimento che sarebbe stato effettuato, all'esterno della stazione erano stati installati due tralicci metallici di circa venticinque metri, adeguatamente controventati; tra i due tralicci era teso un cavo d'acciaio con degli isolatori alle estremità. Sul cavo erano stati posti diversi fili conduttori che formavano un triangolo rovesciato, dal cui vertice partiva un unico filo, che entrava nell'edificio della stazione attraverso una finestra. Dopo aver controllato il funzionamento della stazione, Marconi ne sottolineò l'ottima ubicazione.