La Costa d'Oro brandeburghese, diventata poi Costa d'Oro prussiana (altrimenti detta anche Colonia di Groß Friedrichsburg dal nome del forte principale dell'insediamento) era una zona della regione africana della Costa d'Oro, colonizzata dal Brandeburgo dal 1682 al 1717 ed infine venduta alla Repubblica Olandese da re Federico Guglielmo I di Prussia. La colonia si estendeva su un'area costiera di circa 30 km presso Capo Three Points, in Africa occidentale, nell'attuale Ghana.

La scelta della posizione strategica Già dal XV secolo, i portoghesi iniziarono a fondare basi nell'Africa occidentale. Intorno al 1680 esistevano in Africa occidentale oltre a quelle portoghesi e olandesi, anche altre piccole colonie britanniche, svedesi e danesi. Per via delle guerre in Europa, diverse colonie cambiarono di sovranità negli anni.

I veri obiettivi degli europei nell'Africa occidentale erano l'acquisizione di oro, avorio, pepe e schiavi. Molte potenze erano interessate al commercio triangolare Africa - America centrale - Europa. Questi prodotti hanno dato il nome alle aree costiere dell'Africa occidentale, da cui lo stato della Costa d'Avorio che ancora oggi deve a questi scambi il suo nome.

La situazione della marina del Brandeburgo

Già nel 1675, allo scoppio della guerra tra la Svezia ed il Brandeburgo, l'elettore brandeburghese si era accorto che uno dei punti deboli del suo stato era quello di non possedere una marina militare. Solo quando l'olandese Benjamin Raule offrì i propri servigi all'elettore nel 1675, questa situazione cambiò. Con Raule il Brandeburgo prese a noleggio alcune navi con cui riuscì ad abbordare in breve tempo 21 navi svedesi, contribuendo significativamente alla vittoria finale. Nel 1676, Raule fu incaricato, coi soldi ricavati, di costituire la marina del Brandeburgo. Questa nuova marina, già dotata di 502 cannoni, partecipò con successo contro la Svezia agli assedi di Stettino (1677), Stralsund (1678) e alla conquista di Rügen (1678). Presso Pillau, la costa fortificata di Königsberg, dal 1680 furono fabbricate le fregate per la marina brandeburghese.

I sorprendenti successi ottenuti dalla flotta del Brandeburgo incoraggiarono l'elettore a intraprendere iniziative più audaci. L'elettore, che durante i suoi studi a Leida nei Paesi Bassi aveva avuto modo di vedere ciò che il commercio estero poteva apportare ad un piccolo paese come la Repubblica delle Sette Province Unite, iniziò a impiegare tutte le risorse possibili per i suoi piani all'estero con l'intento di costituire un impero coloniale.

All'inizio delle prime imprese d'oltremare del Brandenburgo-Prussia nel 1680, la marina brandeburghese disponeva in tutto di 28 navi. La flotta olandese, che era la più grande flotta dell'epoca, aveva 16.000 navi. Pertanto, la marina del Brandeburgo non era vista come una forza in grado di competere con le nazioni ormai affermate, ma comunque le ambizioni dell'elettore del Brandeburgo iniziarono a preoccupare le altre potenze europee. La Repubblica delle Sette Province Unite in particolare guardò con sospetto il nascere di una nuova possibile potenza navale, così come la Francia, che ebbe modo di lamentarsi sia con l'elettore Federico Guglielmo sia con l'imperatore Leopoldo I del Sacro Romano Impero. Il primo comunque dichiarò di non voler sviluppare una nuova potenza navale sul Baltico.

Storia Costa d'Oro brandeburghese La prima spedizione in Africa occidentale (1680-1681) Il 2 agosto 1679, l'ex corsaro e successivamente primo direttore generale della marina del Brandeburgo, l'olandese Benjamin Raule, propose all'elettore Federico Guglielmo un piano per stabilire delle basi commerciali lungo la costa dell'Africa occidentale, come avevano già fatto altri stati europei, tra cui Paesi Bassi, Francia e Inghilterra. A tale scopo, venne costituita una spedizione commerciale con a capo due navi: la fregata "Morian" con 16 cannoni, capitanata da Philipp Pietersen Blonck che era anche capo della spedizione, e la fregata "Bandiera del Brandeburgo" (già fregata "Carolus Secundus", assaltata agli spagnoli l'anno precedente), con 22 cannoni, al comando del capitano Joeris Bartelsen.Ulrich van der Heyden: Rote Adler an Afrikas Küste: die brandenburgisch-preussische Kolonie Grossfriedrichsburg in Westafrika. 2., veränderte Auflage. Berlin, Selignow, 2001. (Vorschau bei Google) Le navi appartenevano alla flotta privata di Raule, entrambi i capitani erano olandesi, mentre l'elettore si impegnava unicamente a fornire i soldati a bordo ed a permettere loro di utilizzare la bandiera brandeburghese. L'ordine comprendeva anche la compravendita di sei "mori" da destinare alla corte elettorale.

La spedizione partì il 17 settembre 1680 dal porto di Pillau. Nel gennaio del 1681, le navi raggiunsero la costa della Guinea prima e dell'Angola poi. Lì, tuttavia, una delle due navi andò persa, la "Bandiera del Brandeburgo", la quale venne conquistata dalla Compagnia olandese delle Indie occidentali la quale considerava tale spedizione un tentativo di commercio all'interno dei propri territori rivendicati. A proseguire rimase solo la "Morian", i cui due ufficiali sulla nave Jakob van der Bleke e Isaac van de Geer riuscirono, il 16 maggio 1681, ad approdare sulla Costa d'Oro, poco più ad ovest di Capo Three Points e li a firmare un accordo di amicizia e commerciale con i tre capi Ahanta Pregate, Sophonie e Apany. I capi assicurarono di non trovarsi sotto il dominio olandese e anzi riconobbero la sovranità dell'elettore di Brandeburgo.

Nel trattato, ai brandeburghesi fu permesso di stabilire un insediamento e di iniziare la costruzione di una fortezza sul territorio dell'Ahanta per proteggere il loro commercio e se stessi da eventuali nemici. La condizione era che i brandeburghesi dovessero iniziare entro otto-dieci mesi la costruzione del loro forte che sarebbe andato a vantaggio dell'intera comunità. Nonostante la nave conquistata dagli olandesi, nell'agosto del 1681 quando la spedizione ritornò a Potsdam fu un autentico successo.

La fondazione della compagnia commerciale brandeburghese in Africa (1682)

Col ritorno ed il bilancio positivo della spedizione, venne avviata la costituzione di una compagnia commerciale che collegasse stabilmente il Brandeburgo coi propri nuovi possedimenti in Africa. La costituzione della Brandenburgisch-Afrikanische Compagnie avvenne alla presenza dell'elettore, di Raule e dei mercanti di Emden il 17 marzo 1682 a Berlino. La società ebbe sede dapprima a Königsberg, venendo poi trasferita a Pillau ed infine, dal 22 aprile 1683, a Emden. Per la protezione dei possedimenti acquisiti fu anche regolato l'uso di navi da guerra e soldati della marina brandeburghese da poco fondata.

La nuova spedizione e la fondazione di Fort Groß Friedrichsburg (1682-1683)

Il 12 luglio 1682 dall'attuale città danese di Glückstadt, partì una nuova spedizione sotto il comando del maggiore Otto Friedrich von der Groeben con le fregate "Morian" (capitano Philipp Blonck) e "Principe elettore di Brandeburgo" (capitano Mattheus de Voss) alla volta della cosiddetta Costa d'Oro, con l'obiettivo di fondare in loco una vera e propria colonia per il Brandeburgo.

A bordo c'erano, tra gli altri, due ingegneri militari Walter e Leugreben, specializzati nella costruzione di fortezze, il guardiamarina di Selbig come capo militare e un sergente, due caporali, 40 soldati e numerosi lavoratori assunti per l'occasione. Il 27 dicembre 1682, Otto Friedrich von der Groeben, entrò per la prima volta con la sua nave in terra africana (durante la traversata morirono tre soldati e due marinai). Tuttavia, per evitare scontri con le navi olandesi, decisero di sbarcare più a nord-ovest tra le città di Taccrama e Axim, presso il villaggio di Poquesoe (oggi Princes Town). Il luogo si presentava già naturalmente ideale per la costruzione di un forte di difesa. Qui, il 1 gennaio 1683, con un cerimoniale militare, venne issata la bandiera del Brandeburgo. Otto von der Groeben scrisse nel suo diario dell'Africa:

Il forte prese il nome dall'elettore del Brandeburgo, dando così il nome poi a tutta la colonia. Gli africani portarono dei tronchi d'albero per la costruzione del forte, che vennero poi trasformati dai soldati in palizzate di difesa. Il 5 gennaio 1683, il contratto con Ahanta fu rinnovato. Gli altri due capi, che avevano firmato il primo contratto un anno prima, erano stati uccisi poco tempo prima nell'ambito di una guerra tribale.

Il nuovo trattato sottoscritto regolava quali obblighi gli africani avrebbero dovuto assumersi. Questi includevano, ad esempio, la protezione della fortezza di Groß Friedrichsburg, l'obbligo di commercio unicamente con navi e mercanti del Brandeburgo nonché la concessione del monopolio sugli insediamenti locali al Brandeburgo. I brandeburghesi a loro volta si impegnavano nella protezione militare dei locali dagli attacchi delle tribù vicine.

Iniziò così un vivace baratto: i brandeburghesi scambiavano coi locali armi leggere, munizioni, semplici prodotti in ferro e vetro con rubini, avorio, oro e schiavi.

Durante i lavori di costruzione, iniziò a dilagare una febbre che uccise i due ingegneri incaricati della costruzione della fortezza e fece ammalare molti altri costruttori tanto che la costruzione si arrestò poco dopo. Dopo la sua guarigione Groeben, decise di tornare ad Amburgo nel luglio o nell'agosto del 1683 a bordo della "Morian", mentre la "Principe elettore di Brandeburgo" navigò con un primo carico di schiavi verso l'isola di Saint Thomas. La "Principe elettore di Brandeburgo" raggiunse il porto di Emden nel novembre del 1683. Il nuovo comandante e capo della costruzione del forte divenne il capitano della "Morian", Philipp Pietersen Blonck.

La fondazione di ulteriori avamposti (1683-1695)

Tra il 1683 e il 1685, il Brandeburgo costruì ulteriori insediamenti e fortificazioni nella propria colonia. Tuttavia, Fort Groß Friedrichsburg rimase sempre l'insediamento più rilevante. Già nel 1684, disponeva di quattro possenti bastioni in mattoni, collegati da spesse mura, ed era equipaggiato con 32 cannoni di grosso calibro. L'imponente cancello era coronato da un campanile alto più di 10 metri. Nel cortile interno vennero costruiti diversi edifici a due piani, che servivano alla guarnigione (di circa 90 soldati) come caserma, magazzino per le mercanzie e carceri di schiavi.

I vicini erano da un lato gli olandesi con gli insediamenti di Axim, Butry e Sekondi e dall'altro il possedimento inglese di Dixcove. Il potenziale del Brandeburgo rimase quindi sempre limitato alla costa, con falliti tentativi di penetrazione nell'entroterra. I vari insediamenti, inoltre, vennero esposti a costanti attacchi da parte di altre tribù locali e degli olandesi. Anche le rotte commerciali navali erano costantemente minacciate. Numerose furono le navi del Brandeburgo ad essere dirottate. Il Brandeburgo dipendeva nei suoi successi commerciali in gran parte dalla cooperazione con intermediari locali, di cui il più noto era un certo Jan Conny, il quale divenne sempre più importante nel suo ruolo e che nel 1710 giunse in contrasto col governatore generale Lange che giunse a licenziarlo.