La storia di Parigi risale a 2.000 anni fa e la storia della capitale della Francia è strettamente connessa con quella dello stato francese stesso. Furono i Capetingi a stabilire a Parigi la capitale dei propri domini.
Toponomastica della città Il nome Parigi deriva quello dei galli Parisii, ovvero il popolo celtico ivi stanziato in origine. L'antico nome celtico della città, Lutecia, e di due sue zone, le Marais e la montagna di Sainte-Geneviève (nota in antichità come Lucotecia), indicano che nella zona vi fossero in origine delle paludi: in celtico la radice luto- significa appunto "palude", ma anche "fango"Xavier Delamarre, Dictionnaire de la langue gauloise, Errance 2003; Albert Dauzat-Charles Rostaing, Dictionnaire des noms de lieux en France, Larousse 1968.. Tuttavia, all’arrivo dei romani nel I secolo a.C. la zona non risultava paludosa, bensì molto fertile, ció si spiega poiché, fino a 10.000 anni fa, si verificavano inondazioni, da parte della Senna, nel vallone che dall'estremità orientale del Marais (canal Saint-Martin) prosegue ai grandi boulevard (Pont de l'Alma), esso altro non è che un lungo meandro abbandonato dal fiume, portando alla conferma dell’esistenza di aree paludose tra Montmartre e la montagna di Sainte-Geneviève circa 30-40.000 anni fa.
Il toponimo francese, Paris, deriva dalla locuzione latina Civitas Parisiorum, l’originario toponimo romano della città, che in seguito sarà cambiato in Lutetia Parisiorum, ovvero "la palude occupata dai Parisii".
Solo verso la seconda metà del IV secolo Lutetia prese gradualmente l'attuale nome di ParigiThe City of Antiquity , official history of Paris by The Paris Convention and Visitors Bureau.
Preistoria
Già al termine del Paleolitico medio, circa 40.000 anni fa, i primi abitanti dell'Île-de-France si stanziarono in queste zone, fatto confermato dal ritrovamento sulle sponde della Senna di oggetti in pietra lavorata. A quel tempo la zona oggi occupata dalla città risultava coperta da foreste e paludosa, a causa del differente posizionamento del letto della Senna, quest’ultima fu una condizione che mantenne fino a circa 10.000 anni fa, quando il letto del fiume assunse il corso attuale, comportando la scomparsa delle paludi.
Nel 2008 uno scavo archeologico in rue Henry-Farman, non lontano dalla chiesa di Saint-Merri, rivelò tracce della presenza di cacciatori-raccoglitori già stanziati nel cosiddetto Bassin Parisien dal Mesolitico medio, ovvero tra l'8000 e il 6500 a.C.
Per quanto riguarda il neolitico, nel settembre 1991 un'équipe di archeologi fece delle spettacolari scoperte: nella zona di Bercy furono infatti ritrovati resti di abitazioni, testimonianze certe del fatto che il territorio fosse abitato già nel periodo del cosiddetto "Chaséen", una cultura neolitica diffusasi in Francia tra il 4200 e il 3500 a.C. Furono rinvenute inoltre 3 grandi piroghe, considerate le più antiche imbarcazioni mai scoperte in tutta l'Europa e oggi conservate al Musée Carnavalet, un arco in legno, frecce, vasi, recipienti ed altri oggetti in pietra lavorata m.
I celti e la conquista romana
Tra il 250 e il 225 a.C. i celti Parisii, sottotribù dei galli Senoni, si insediarono nella regione parigina, sulle rive della Senna. All'inizio del II secolo a.C. essi costruirono, nell’attuale territorio della città, un oppidum, la cui ubicazione è ancor oggi controversa: storicamente si é ipotizzato si trovasse sull'Île de la Cité, dove i ponti di un'importante rotta commerciale attraversavano il fiume, inoltre, nel De Bello Gallico, Giulio Cesare registra un incontro con i capi dei Parisii nella loro città, e la descrive come posta su un'isola della Senna; altri storici, invece, citano l'assenza di tracce rilevanti di un primo insediamento gallico sull'isola e ritengono che l'oppidum fosse situato a Nanterre, nella periferia ovest di Parigi, dove sono state scoperte le vestigia di un grande insediamento celtico durante la costruzione di un'autostrada negli anni 80’.
L'insediamento era chiamato Lucotocia (secondo Strabone) o Leucotecia (secondo Tolomeo) e potrebbe aver preso il nome dal vocabolo celtico lugo o luco, ovvero palude. Esso aveva una posizione strategica e commerciale, attraverso i fiumi Senna e Rodano, tra la Britannia, la Gallia Narbonese e il Mar Mediterraneo. L'ubicazione e il pedaggio per attraversare il ponte e passare lungo il fiume resero prosperi i celti, tanto da poter coniare monete d'oro proprie.
Giulio Cesare e il suo esercito conquistarono la Gallia tra il 58 e il 50 a.C. con il pretesto di proteggere il territorio dai germani, ma con l'intento, in realtà, di conquistarlo e annetterlo alla Repubblica Romana. Nell'estate del 53 a.C. egli visitò la città e si rivolse ai delegati delle tribù galliche, riuniti davanti al tempio principale, per chiedere loro di contribuire con soldati e denaro alla sua campagna. Diffidenti nei confronti dei romani, i Parisii ascoltarono educatamente Cesare e si offrirono di fornire della cavalleria, ma presto formarono un'alleanza segreta con le altre tribù galliche, sotto la guida di Vercingetorige, e lanciarono una rivolta contro i romani nel gennaio del 52 a.C. Cesare rispose rapidamente, marciando con 6 legioni a nord verso Cenabum, dove era scoppiata la ribellione, e poi verso Gergovia, luogo di residenza di Vercingetorige.
Contemporaneamente inviò il suo vice, Tito Labieno, con 4 legioni, a sottomettere i Parisii e i Senoni. Giunti alle porte di Lucotecia il comandante dei Parisii, Camulogeno, bruciò il ponte che collegava l'oppidum alla riva sinistra della Senna, così i romani non poterono avvicinarsi alla città, per cui Labieno e i suoi uomini scesero a valle, costruirono un ponte di barche all’altezza di Melun e si avvicinarono alla città dalla riva destra. Camulogeno rispose allora bruciando il ponte della riva destra e l’oppidum, prima di ritirarsi sulla riva sinistra e accamparsi in quella che oggi è Saint-Germain-des-Prés. Allora Labieno ingannò i celti con uno stratagemma: nel cuore della notte inviò parte del suo esercito, facendo più rumore possibile, sopra Melun, lasciando i soldati più inesperti nell'accampamento della riva destra, quindi, con i suoi migliori soldati, attraversò tranquillamente la Senna fino alla riva sinistra e tese una trappola ai Parisii. Camulogene, credendo che i romani si stessero ritirando, divise le proprie forze: alcuni per catturare l'accampamento romano, che pensava fosse abbandonato, e altri per inseguire l'esercito romano, egli invece si imbatté nelle 2 migliori legioni romane nella piana di Grenelle, vicino al sito della moderna Torre Eiffel e dell'École Militaire. I Parisii combatterono coraggiosamente e disperatamente in quella che divenne nota come la battaglia di Lutetia, Camulogene fu ucciso e i suoi soldati furono abbattuti dai romani. Tuttavia, nonostante la sconfitta, i Parisii continuarono a resistere ai romani, inviando 8.000 uomini a combattere con Vercingetorige nell'ultima resistenza contro i romani, la battaglia di Alesia.
I romani
I romani ricostruirono la città come base militare per i soldati e gli ausiliari gallici, in modo da tenere d'occhio la provincia ribelle. La nuova città fu chiamata Lutetia Parisiorum o più semplicemente Lutetia. Il nome derivava probabilmente dalla parola latina luta, che significava fango o palude, esattamente come in lingua celtica: nel De Bello Gallico Cesare descrisse infatti una grande palude lungo la sponda destra della Senna. La Lutetia romana occupava l'Ile de la Cité e la sponda sinistra, che era più alta e meno soggetta alle inondazioni, ed era disposta, secondo il tradizionale disegno urbanistico romano, lungo 2 assi nord-sud ed est-ovest, ovvero il cardo e il decumano.
Sulla riva sinistra la principale via romana seguiva il tracciato dell'odierna Rue Saint-Jacques, attraversando la Senna e l'Île de la Cité tramite due ponti di legno: il " Petit Pont " e il "Grand Pont" (l'odierno Pont Notre-Dame). Il porto della città si trovava dove oggi si trova il sagrato di Notre Dame. Sulla sponda sinistra il cardo era attraversato da un decumano più piccolo, le odierne Rue Cujas, Rue Soufflot e Rue des Écoles. La città era centrata sul foro posto in cima alla Montagne de Sainte-Geneviève, tra il Boulevard Saint-Michel e la Rue Saint-Jacques, dove ora si trova la Rue Soufflot. L'edificio principale del foro era lungo 100 metri e conteneva un tempio, una basilica adibita a funzioni civiche e un portico quadrato che copriva le botteghe. Nelle vicinanze, sul pendio dell'altura, vi era un enorme anfiteatro costruito nel I secolo, che poteva ospitare da 10.000 a 15.000 spettatori, sebbene la popolazione della città fosse solo tra i 6.000 e gli 8.000. L'acqua potabile era fornita alla città da un acquedotto lungo 16 km, che partiva dal bacino di Rungis e Wissous, che forniva acqua anche alle famose terme di Cluny, costruite nei pressi del foro alla fine del II secolo o all'inizio del III secolo. Inoltre i romani costruirono nell'estremo occidentale dell'Île de la Cité il palazzo del prefetto, futuro palazzo reale.
Sotto il dominio romano la città fu completamente romanizzata e crebbe notevolmente, oltre all'architettura e all'urbanistica, i nuovi arrivati importarono anche la cucina: scavi moderni hanno trovato anfore di vino italico, olio d'oliva, crostacei e la popolare salsa romana del garum. Inoltre, a segnare l'importanza commerciale della città, era stato emesso, dalla corporazione dei marinai della città, un pilastro commemorativo, il pilastro dei nauti.
Tuttavia, nonostante la sua importanza commerciale, Lutetia era solo una città romana di medie dimensioni, notevolmente più piccola di Lugdunum o Agedincum, che era il capoluogo della provincia romana in cui si trovava Lutetia, la Gallia Lugdunense.
Il cristianesimo fu introdotto a Parigi a metà del III secolo, durante le persecuzioni di Valeriano: secondo la tradizione sarebbe stato portato da San Dionigi, vescovo dei Parisii, il quale, insieme a Rustico ed Eleuterio, fu arrestato dal prefetto romano Fescennio, che, quando il vescovo si rifiutò di rinunciare alla sua fede, lo fece decapitare sul Monte Mercurio. Secondo la tradizione egli raccolse la propria testa e la portò in un cimitero cristiano segreto a Vicus Cattulliacus, a circa 6 miglia di distanza. Una versione più realistica della leggenda narra che una devota cristiana, Catula, giunse di notte sul luogo dell'esecuzione e portò le sue spoglie nel cimitero. La collina dove fu giustiziato, il Monte Mercurio, divenne in seguito la Montagna dei Martiri (Mons Martyrum) e infine Montmartre. Sul luogo della tomba del santo fu poi costruita una chiesa, che in seguito divenne la Basilica di Saint-Denis. Nel 346 la città ebbe il suo primo vescovo riconosciuto, Vittorino, e nel 392 venne edificata la prima cattedrale.
Verso la fine del III secolo l'invasione delle tribù germaniche, iniziata con gli Alemanni nel 275, fece sì che molti residenti della riva sinistra lasciassero quella parte della città e si trasferissero al sicuro nell'Île de la Cité. Molti dei monumenti furono abbandonati e le loro pietre furono usate per costruire delle mura attorno all'isola, la prima cinta muraria di Parigi. Sull'isola furono costruiti una nuova basilica e delle nuove terme, le quali rovine sono state rinvenute sotto la piazza antistante la cattedrale di Notre Dame. A partire dal 305 il nome Lutetia fu sostituito su pietre miliari da Civitas Parisiorum, ovvero "Città dei Parisii", nel tempo divenne conosciuta semplicemente come "Parisius" in latino e "Paris" in franco.