L'Epitoma rei militaris (conosciuta anche come De re militari o con il titolo italiano di «L'arte della guerra») è un'opera in lingua latina scritta da Publio Vegezio Renato tra la fine del IV e gli inizi del V secolo.

Si tratta di un compendio di idee per riformare l'esercito romano e riportarlo all'antico splendore. Il primo libro fu composto inizialmente come un'opera a sé stante; dato il suo successo l'autore compose i restanti tre libri.

Contenuto LEpitoma rei militaris è, come dichiarato da Vegezio stesso, un compendio di opere sull'arte militare scritte da autori precedenti, tra cui Catone il Censore, Celso, Frontino e Paterno, nonché di costituzioni emanate in materia da Augusto, Traiano e Adriano.Epitoma rei militaris, I, 8 (). L'intento che l'epitome si propone è quello di porre rimedio alle difficoltà della macchina militare imperiale attraverso il recupero di schemi tattici e strategici tratti dal repertorio della gloriosa tradizione dell'antica Roma.

Si divide in quattro libri, che trattano rispettivamente di: selezione e addestramento delle nuove reclute (dove si lamenta della decadenza dell'esercito per mancanza di disciplina); organizzazione della legione; disposizioni per l'azione (tattica e strategia); attacco e difesa di luoghi fortificati e operazioni navali (secondo alcuni la seconda parte era in origine un separato trattato sul combattimento marittimo).

Il primo libro fu spontaneamente composto dall'autore come "un opuscolo sulla selezione e sull'addestramento delle reclute"Epitoma rei militaris, II, prol.: «libellum de dilectu atque exercitatione tironum» (). e dedicato all'imperatore regnante; questi approvò il libro, che nelle intenzioni iniziali di Vegezio avrebbe dovuto essere l'unico, e gli chiese di continuare l'opera, cosicché l'autore compose i restanti libri.

La data di redazione è incerta: fu scritta certamente dopo il 383 e prima del 450, anno a cui si riferisce la data consolare di una recensione di Flavio Eutropio, ricordata nei manoscritti.Charles, M.B. (2007) Vegetius in Context. Stuttgart. Controversa anche l'identificazione dell'imperatore, non specificato, a cui il testo si riferisce: Teodosio I,.. Valentiniano III. o, forse più verosimilmente, Teodosio II.

Successo postumo L'opera fu enormemente celebre nel Medioevo e ne sono sopravvissuti 324 manoscritti, di cui 243 in latino.. Uno dei primi volgarizzamenti conosciuti risale al XIV secolo (attribuita a Bono Giamboni), e fu in seguito tradotta anche in inglese, francese, catalano, spagnolo, ceco e yiddish, ancora in epoca precedente all'invenzione della stampa. La prima edizione tipografica fu l'incunabulo stampato a Utrecht nel 1473, e ancora nel XV secolo seguirono edizioni a Colonia, Parigi, Roma e Pisa.

Fu base dell'educazione militare fino a Carl Von Clausewitz e la conobbero Federico il Grande e Napoleone. Ha esercitato influenza anche in campo politico e letterario e fu apprezzata da Tommaso d'Aquino e da Niccolò Machiavelli.

Edizioni e traduzioni

Note

Bibliografia

Voci correlate Esercito romano Legione romana Dell'arte della guerra di Niccolò Machiavelli Si vis pacem, para bellum (citazione parafrasata dalla fine del prologo al III libro) De re militari (Valturio) di Roberto Valturio

Collegamenti esterni

Il testo in latino si trova sui seguenti siti: "Bibliotheca Augustana" della Fachhochschule - University of Applied Sciences di Ausburg. Vegetius da "The Latin Library" Traduzione in inglese di John Clarke (1767) sul sito Digital Attic.

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