Muisca è il nome associato a una civiltà di cultura chibcha che formava la confederazione muisca incontrata dagli spagnoli nell'attuale Colombia centrale, nel 1537. I Muisca comprendevano due confederazioni, la Hunza, il cui governatore era lo zaque, e la Bacatá, che come governatore aveva lo zipa. Le due divisioni si trovavano nella zona corrispondente all'attuale Cundinamarca e Boyacá, nell'area centrale della cordigliera orientale colombiana.

Il territorio dei Muisca si estendeva su un'area di circa (leggermente più grande della Svizzera), dalla zona settentrionale di Boyacá fino al Sumapaz Páramo, e dalle cime della cordigliera orientale fino alla Valle Magdalena. Confinava con i territori delle tribù Panche e Pijao.

Durante la conquista spagnola vi erano molti abitanti, il numero preciso è sconosciuto. Le lingue parlate erano chibcha, muysca e mosca, che appartengono alla famiglia linguistica chibcha-paezana.Familia lingüística Chibchano-Paezano, in Promotora española de lingüística. L'economia si basava sull'agricoltura, la metallurgia e la manifattura.

Storia dei Muisca

Fino al 1450 gli eventi sono riportati in un contesto mitologico, ma grazie al lavoro dei cronisti delle Indie Occidentali è possibile conoscere le ultime fasi della storia dei Muisca, prima che i conquistadores spagnoli giungessero presso il loro territorio, e lo annientassero.

Prima dei Muisca Gli scavi negli altopiani di Cundinamarca e Boyacá evidenziano che vi fu presenza di attività umana fin dal periodo arcaico, fino all'Olocene. La Colombia possiede anche uno dei siti archeologici più antichi nelle Americhe: El Abra, che risale a circa anni fa. Altre tracce archeologiche nella regione dell'altipiano cundiboyacense hanno portato alcuni studiosi a parlare di una cultura di El Abra: a Tibitó vi sono oggetti e artefatti di pietra che risalgono fino al 9740 a.C. Vi sono anche dei resti di scheletri umani risalenti al 5000 a.C.; le analisi svolte hanno dimostrato che le persone della cultura di El Abra facevano parte di una etnia diversa da quella dei Muisca.

L'era dei Muisca

Gli studiosi sono d'accordo sul fatto che il gruppo umano identificato come Muisca migrò dall'Altopiano Cundiboyacense nel periodo compreso tra il 5500 a.C. e il 1000 a.C. Come le altre culture del preclassico americano, i Muisca si trovavano in fase di transizione, con una società di cacciatori che si stava trasformando in società agraria. Dal 1500 a.C. nella regione arrivarono dei gruppi di gente dalle abitudini agricole dalle pianure. A Zipacón vi sono segni che indicano la presenza di agricoltura e oggetti in ceramica sull'insediamento più antico delle colline, risalente al 1270 a.C. Tra il 500 a.C. e l'800 a.C. ci fu una seconda onda migratoria nelle colline. Questo fu il gruppo che rimase nella zona fino all'arrivo degli spagnoli, e che lasciò tracce abbondanti riguardo alla loro cultura, oggetto di studi sin dal XVI secolo. È possibile che la gente muisca abbia integrato gli abitanti antichi. La loro lingua, il chibcha, era molto simile a quella parlata dalla gente della Sierra Nevada de Santa Marta (Cogui, Ijka, Malayo e Kankuamo) e della Sierra Nevada del Cocuy (la gente Tunebo).

Guerre Lo zipa saguamanchica fu in guerra costante contro le tribù delle regioni circostanti, come i Sutagos, i Fusagasugaes, e specialmente i Panches che crearono difficoltà anche agli zipa successori, Nemequene e Tisquesusa. Altre minacce giunsero dai Caribe e dallo zaque di Hunza, a causa della disputa sulla possessione delle miniere di sale, una risorsa preziosa per l'economia muisca.

La conquista spagnola

La rivalità tra zaque e zipa fornì una buona opportunità agli spagnoli di conquistare gran parte del loro territorio. Alcuni di loro, come Sebastián de Belalcázar, Gonzalo Jiménez de Quesada e Nikolaus Federmann, interessati alla strada per raggiungere l'El Dorado, scoprirono le ricche pianure di Cundinamarca e Boyacá. La presenza di questa nuova gente diede speranza a entrambi i governatori, che nel caso di vittoria in una guerra contro gli spagnoli avrebbero potuto consolidare un'unica confederazione.

Gli spagnoli uccisero gli ultimi governatori muisca Sagipa e Aquiminzaque. La reazione dei capi delle tribù non bastò a cambiare il destino della confederazione. Nel 1542 Gonzalo Suaréz Rendón riuscì a porre fine alla resistenza e i territori della confederazione vennero divisi tra Belalcazar, Federmann e Quesada. In seguito il re spagnolo elesse Quesada come unica persona in carica con il titolo adelantado de los cabildos de Santa Fe y Tunja.

Gli ultimi sovrani muisca Zipa di Bacatá: Meicuchuca (1450-1470) Saguamanchica (1470-1490) Nemequene (1490-1514) Tisquesusa (1514-1537) Sagipa (1537-1538) Zaque di Hunza: Michuá (fino al 1490) Quemuenchatocha (1490-1537) Aquiminzaque (1537-1541)

I Muisca nel regime coloniale

Quando la struttura dei Muisca sparì sotto la conquista spagnola, il territorio dello zipa e dello zaque venne incluso in una nuova divisione politica all'interno della colonia. Il territorio dei Muisca, situato in una pianura fertile delle Ande colombiane, venne scelto dagli spagnoli come centro della nuova regione chiamata Nuovo Regno di Granada. Le classi più importanti, i sacerdoti e la nobiltà dei Muisca vennero cancellate e rimasero solo le capitanias. I terreni migliori vennero assegnati agli spagnoli mentre gli indigeni vennero spostati e obbligati a lavorare la terra per loro nelle encomienda. L'era coloniale contribuì alla crescita di importanza di Santafé, l'antica Bacatá. La guerra di indipendenza della colonia portò alla sua separazione in quattro nazioni (Colombia con Panama, Venezuela ed Ecuador). Molte informazioni sulla cultura Muisca furono raccolte dagli amministratori spagnoli e da autori quali Pedro de Aguado e Lucas Fernández de Piedrahita.

XX secolo

Dopo l'indipendenza ottenuta nel 1810 il nuovo Stato creolo decise di dissolvere le riserve indigene. La riserva di Tocancipá venne sciolta nel 1940.Decreto del 14 agosto 1940 della Repubblica della Colombia. lasciandone una sola a Sesquilé, che venne ridotta al 10% dell'estensione iniziale. Nel 1948 lo Stato proibì la produzione di chicha, una bevanda alcolica a base di mais.Legge 34 del 1948, Repubblica della Colombia. Questo causò dei danni alla cultura e all'economia dei Muisca, in quanto persero una fonte di guadagno e un'importante tradizione. Il bando rimase attivo fino al 1991. Da allora i Muisca celebrano la "Festa del chicha, mais, vita e felicità" ogni anno nel Barrio La Perseverancia.

XXI secolo Nel 1989 è iniziato un processo di ricostruzione dei consigli indigeni, attuato dai discendenti dei Muisca. Ad oggi i consigli Muisca sono a Suba, Bosa, Cota, Chía e Sesquilé. Verso la fine del 2006 il censimento della popolazione muisca è stato riportato:

in 3 consigli, Cota, Chía e Sesquilé, vi sono 2318 persone di etnia muisca. nel distretto della Capitale vi sono 5186 persone registrate come appartenenti alla etnia muisca. nelle città di Suba e Bosa vi sono 1573 persone. nel rapporto non sono incluse le persone di etnia muisca nell'intero territorio della civiltà antica o all'esterno di esso. Nel censimento non sono incluse le persone di sangue misto.

Organizzazione politica e amministrativa

La gente muisca era organizzata in una unione di stati, nei quali ognuno aveva un proprio capo. La confederazione non era una monarchia, poiché non vi era un monarca assoluto, e non era un impero in quanto non dominava altri gruppi etnici o culture. I Muisca non sono quindi confrontabili, come organizzazione politica, alle altre civiltà americane come gli Aztechi o gli Inca.

Ogni tribù all'interno della confederazione era comandata dal proprio capo, detto anche cacique. La tribù aveva una propria autonomia ed era una cellula della confederazione. La maggior parte delle tribù apparteneva allo stesso gruppo etnico Muisca, condividendo la lingua e la cultura. L'esercito, formato dai güeches, era dipendente dallo zipa e dallo zaque.

La confederazione meridionale, comandata dallo zipa, aveva come capitale Bacatá (la Bogotà attuale). Questa politeia ospitava la maggior parte della popolazione e aveva maggiore potere economico. La confederazione settentrionale era comandata dallo zaque, e aveva come capitale Hunza (oggi conosciuta come Tunja). Entrambe le confederazioni avevano relazioni politiche comuni e affinità, ma vi erano comunque rivalità. All'interno vi erano quattro domini: Bacatá, Hunza, Duitama e Sogamoso.El lugar de la religión en la organización social muisca , Londoño, E., Museo del Oro. En Biblioteca Luís Ángel Arango. Le tribù erano suddivise in capitanías (comandate da un capitano) di due possibili tipi, la grande capitanía (sybyn) e minore capitanía (uta). Lo status di capitano veniva ereditato per via materna.Londoño E., op.cit.

Confederazione (zipa e zaque) Sacerdoti (iraca) Dominio (cacique) Capitanía (capitano) Sybyn Uta Territori dello zipa (divisi in quattro distretti): Distretto di Bacatá: Teusaquillo, Tenjo, Subachoque, Facatativá, Tabio, Cota, Chía, Usaquén, Engativá, Suba, Sopó, Usme e Zipacón. Distretto di Fusagasugá: Fusagasugá, Pasca e Tibacuy. Distretto di Zipaquirá: Nemocón, Susa, Lenguazaque, Ubaté, Simijaca e Chocontá. Distretto di Gachetá: Gachetá, Guatavita e Suesca. Territori dello zaque: Soratá, Ramiriquí, Machetá, Tenza, Tibirito, Lenguazaque e Turmequé. Territorio di Tundama: Cerinza, Ocabitá, Onzaga, Ibacucu, Sativa, Tibaná e altri. Territorio di Sugamuxi: Bosbanza, Toca, Sogamoso e altri. Domini autonomi: Guaneta, Charalá, Chipatá, Tinjacá e altri.

La legislazione muisca era consuetudinaria, cioè, le leggi venivano determinate da costumi già esistenti e approvate dallo zipa o zaque. Questo tipo di legislazione si adattava bene al sistema confederativo che aveva una amministrazione ben organizzata. Le risorse naturali non potevano essere privatizzate; il legname, i laghi, i fiumi, ecc. erano un bene comune.

Economia L'organizzazione amministrativa dei Muisca era considerata come una delle più potenti nelle Americhe del post-classico. Quando i conquistadores giunsero nel territorio della confederazione, trovarono uno Stato ricco che stuzzicò le loro ambizioni. I Muisca minavano e scavavano ottenendo i seguenti prodotti: smeraldi: anche ai giorni nostri la Colombia è il primo produttore al mondo di smeraldi. Gli smeraldi colombiani che vengono venduti nei mercati internazionali provengono dal territorio dove un tempo risiedeva questa civiltà. rame carbone: minerale e vegetale. Anche oggi le miniere di carbone ne producono in grande quantità, per esempio una miniera importante è quella di Zipaquirá. La Colombia ha una delle riserve maggiori di carbone sul pianeta.Ministerio de Minas y Energia , Proexport Colombia. sale: estratto dalle miniere di Nemocón, Zipaquirá e Tausa. oro: questo metallo prezioso veniva importato, in quantità molto abbondante al punto che divenne uno dei materiali preferiti dai Muisca per creare manufatti. Questi manufatti e la tradizione dello zipa che includeva offerte in oro alla dea Guatavita contribuirono a creare la leggenda di El Dorado.

Il mercato era un luogo importante per l'economia della confederazione a causa del baratto. In quella zona venivano scambiati beni di ogni tipo, dai prodotti di prima necessità ai prodotti di lusso. L'abbondanza di sale, smeraldi e carbone rese questi minerali una valuta de facto. La civiltà aveva sviluppato un sistema di irrigazione completo per far fronte al problema agricolo.

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