Per battaglia di Gela generalmente si indica il tentativo effettuato dalle divisioni "Livorno" ed Hermann Göring del Comando FF.AA. della Sicilia di rioccupare le spiagge di Gela dove stava sbarcando la 1ª Divisione fanteria statunitense impegnate nello sbarco in Sicilia. Il tentativo, sebbene le forze dell'Asse siano arrivate a poche centinaia di metri dalle spiagge, fu frustrato dalle artiglierie, dall'intervento di forze corazzate e dal supporto navale statunitensi.

Ordine di battaglia Forze statunitensi Le forze statunitensi comprendevanoF. Carloni, art. cit pag 17 truppe già sbarcate il 10 luglio della 1st Infantry Division 26th Combat Team (I/ e II/26th Regiment) 16th Combat Team (I/ e II/16th Regiment) 1st e 4th Ranger Bataillon I/39th Engineer Combat Regiment tre compagnie di mortai da 107 mm elementi del 505th Ragimental Combat Team (RCT) dell'82nd Airborne Division statunitense

Task Force 81 How della US Navy (incrociatori Boise e Savannah e 13 cacciatorpediniere).

Forze dell'Asse Gli organici della unità dell'Asse impiegate nella battaglia sono riportati di seguito.

4ª Divisione di fanteria "Livorno" 4ª Divisione fanteria "Livorno" George F. Nafziger - Italian order of battle Vol. 3, The Nafziger Collection, Inc. Psigah (Ohio-US), 1996, ISBN 1-58545-023-5 pg 7 33º Reggimento fanteria "Livorno" 34º Reggimento fanteria "Livorno" 28º Reggimento artiglieria "Monviso", su I Gruppo artiglieria (obici da 75/18 mod.35 T.M.) II Gruppo artiglieria (obici da 75/18 mod.35 T.M.) III Gruppo artiglieria (obici da 100/17 mod.16 T.M.) IV Gruppo artiglieria (obici da 100/17 mod.16 T.M.) IV Battaglione mortai da 81mm IV Battaglione misto genio, su 20ª Compagnia artieri 4ª Compagnia trasmettitori 7ª Compagnia chimica 15ª Sezione fotoelettricisti XI Battaglione guastatori di fanteria 12ª Sezione sanità, su 13ª Unità chirurgica 68ª Sezione sanità, su 20º Ospedale da campo 22º Ospedale da campo 63º Ospedale da campo 122º Ospedale da campo 8ª Sezione sussistenza 4ª Autosezione 56ª Squadra panettieri 10º Sezione Carabinieri Reali 11º Sezione Carabinieri Reali Il IV Battaglione anticarro (Semoventi L.40 da 47/32) era distaccato presso il Gruppo Tattico "Caminito", e non prese parte al combattimento.

Gruppo Mobile "E" 1ª Compagnia, CI Battaglione corazzato (carri R.35) (meno un plotone, distaccato al Gruppo Mobile "G") 2ª Compagnia, CII Battaglione anticarro motorizzato (cannoni da 47/32) 4ª Compagnia motorizzata, DI Battaglione fanteria costiera 155ª Compagnia mitraglieri motociclisti 9ª Batteria a Traino Meccanico, III Gruppo, 54º Reggimento di artiglieria divisionale "Napoli" (obici da 75/18) 1ª Sezione, 326ª Batteria artiglieria contraerea leggera, 26ª Divisione fanteria "Assietta" (mitragliere da 20/65 autocarrate)

1.Fallschirmpanzerdivision "Hermann Göring" 1ª Divisione corazzata paracadutisti "Hermann Göring" Samuel W. Mitcham, German Order of Battle Vol 3, Stackpole Books, Mwchanisburg (PA-USA), 2007, ISBN 0-8117-3438-2 pag 87-88 Panzerregiment Hermann Göring (Reggimento corazzato), in realtà solo circa un battaglione misto Panzergrenadier-Regiment Hermann Göring (Reggimento fanteria meccanizzata) in realtà solo due battaglioni motorizzati Panzerartillerie-Regiment Hermann Göring (Reggimento artiglieria campale) su 3 battaglioni Flak-Regiment Hermann Göring (Reggimento artiglieria contraerea) in realtà un battaglione misto Panzeraufklärungs-Abteilung Hermann Göring (Battaglione esplorante) in realtà una compagnia Panzerpionieren-Abteilung Hermann Göring (Battaglione genieri) su 3 compagnie Panzernachrichten-Abteilung Hermann Göring (Battaglione trasmissioni) Panzernachschub-Abteilung Hermann Göring (Battaglione logistico) La divisione era in corso di ricostituzione dopo la campagna di Tunisia, nella quale erano stati distrutti tutti gli elementi del suo Kampfgruppe Schmid e gli altri reparti inviati di rinforzo alla spicciolata. Al momento dello sbarco alleato in Sicilia, gli organici della divisione erano quindi ancora largamente incompleti, soprattutto nella componente di fanteria e carri armati, e l'addestramento non del tutto ultimato.

Le forze dell'Asse per l'occasione si erano organizzate in gruppi di combattimento (Kampfgruppe per i tedeschi), convenzionalmente indicati come "colonne". La linea di demarcazione delle zone di operazione fra la Livorno e la Hermann Göring era data dalla strada Gela-Caltagirone (SS 117); la Livorno avrebbe dovuto operare ad ovest della strada, mentre la Göring avrebbe dovuto operare ad est. La responsabilità della strada stessa era della Göring. La Livorno aveva creato due colonne, mentre la Göring ne aveva create tre. La composizione delle colonne (da ovest ad est, quindi iniziando con la Livorno) era (Livorno, comandata dal ten.col. Leonardi) I/34º e I/33º battaglione fanteria, III/28º gruppo di artiglieria, due compagnie di mortai da 81 (Livorno, comandata dal ten. col. Mona) III/34º battaglione fanteria, Gruppo Mobile EIl gruppo mobile aveva già perso diversi carri il giorno precedente nel tentativo di bloccare lo sbarco sulle spiagge, F. Pedriali, art. cit., pag 5, I/28º gruppo artiglieria) (Göring) un battaglione pionieri, un battaglione corazzato su PzKpfw III e IV (20 carri), un battaglione di artiglieria (Göring) una compagnia corazzata su PzKpfw VI (distaccata dalla 15.Panzergrenadier Division), un battaglione di artiglieria (Göring) un reggimento granatieri su due battaglioni, un battaglione di artiglieria.

Le colonne della Livorno avevano come basi di partenza Butera e Ponte Olivo, mentre le colonne della Göring avevano come basi di partenza (nell'ordine) Ponte Olivo, Niscemi e Ponte Dirillo.

Gli antefatti

Nella notte fra il 9 ed il 10 luglio erano stati lanciati sulla Sicilia orientale i paracadutisti dell'82nd Airborne Division; elementi del III/505th RCT erano riusciti ad attestarsi a difesa nella zona di Piano Lupo, circa 10 km ad est di Gela. Contemporaneamente di fronte a Gela erano stati sbarcati i rangers del 1st Ranger Bataillon (a est del pontile di Gela) e del 4th Ranger Bataillon (ad ovest del pontile di Gela), che avevano impostato la difesa delle spiaggeF. Carloni, art. cit. pag 20. All'alba del 10 luglio era iniziato lo sbarco a Gela della 1st Infantry Division, che aveva cominciato a prendere terra all'alba. Intorno alle 8.30 il Gruppo Mobile E1ª compagnia CI battaglione carri, 2ª compagnia CII battaglione controcarri con pezzi da 47/32, 4ª compagnia DI battaglione costiero; 155ª compagnia motociclisti, 9ª batteria III/54º "Napoli" con pezzi 75/18, una sezione della 326ª batteria "Assietta", con mitragliere da 20 mm, F. Carloni, art. cit. pag 24, temporaneamente alla dipendenze della XVIII Brigata CostieraF. Carloni, art. cit pag. 24, su carri Renault R35 di preda bellica aveva impegnato nell'abitato di Gela i due battaglioni di rangers, ma era stato bloccato e respinto, dato che la fanteria di appoggio era stata fermata dal tiro di sbarramento dei due incrociatori e dei due cacciatorpediniere dell'US Navy.

Data la situazione, il generale Guzzoni, comandante della 6ª Armata, schierata a difesa della Sicilia, decise di utilizzare le forze mobili più vicine alla zona di sbarco, cioè la divisione Livorno italiana e la divisione Hermann Göring tedesca (entrambe già impegnate in parte contro le truppe sbarcate) per tentare di interrompere lo sbarco e, se possibile, costringere al reimbarco la 1st Infantry Division.

L'avvicinamento I piani del XVI corpo di armata (sotto il cui comando operavano entrambe le divisioni dell'Asse) erano di far convergere le due divisioni contemporaneamente su Gela, con l'inizio degli attacchi al primo mattino dell'11 luglio. La colonna sinistra della Livorno, partita da Ponte Olivo alle 6.30, puntò direttamente sul centro della città, mentre le colonne della Göring puntarono sul cimitero di Farello, mentre la colonna centrale, rallentata dalle difficoltà di manovra dei carri Tigre sia entro Niscemi, sia sulle terrazze degli uliveti delle colline sovrastanti la piana ad est di Gela, aveva ritardato di ben due ore la tabella di marcia. Questo ritardo impedì la ricongiunzione delle forze sul campo di battaglia, manovra comunque sempre giudicata estremamente difficile«Il tentativo di riunire due eserciti sul campo di battaglia (che secondo Moltke è una delle cose più difficili della guerra) non gli era per questa volta riuscito», Raimondo Luraghi, Storia della Guerra Civile Americana, Einaudi Editore, Quarta Edizione, 1966, pag 567.

I combattimenti della Livorno

La colonna di sinistra della Livorno partì da Ponte Olivo alle 6.30, marciando ad ovest della SS 117, ed alle 8.00 raggiunse e superò gli avamposti del 26th Infantry Regiment, preparandosi all'investimento della città da nord. Tuttavia già alle 9.17 le artiglierie del SavannahTullio Marcon, Il tiro navale d'appoggio nella campagna di Sicilia, Parte 2ª, su Storia Militare N° 56 Mag 1998, pag 24, impegnarono gli attaccanti. Oltre al fuoco dell'incrociatore i fanti e gli artiglieri italiani dovevano subire le armi di reparto dei rangers ed il fuoco di 48 pezzi di artiglieria da campagna e di una compagnia di mortai. Sottoposti ad una tale concentrazione di fuoco i battaglioni della Livorno persero circa metà degli effettivi, fra cui il comandante del I/28º gruppo artiglieria, maggiore Artigiani. Alcune unità americane usarono come "scudo umano" dei prigionieri di guerra italiani, facendo così deporre le armi a numerose unità. Alle 11.50 i superstiti si ritirarono alla periferia di Gela, continuando ad essere bersagliati dai cannoni del Savannah, che sparò nel corso dell'azione ben 474 colpi, fino alle 12.31F. Pedriali, art. cit. pag 57.

La colonna destra della Livorno, partita alle 7.30 da Butera, poco dopo venne impegnata da una compagnia inviata dalla 3rd Infantry Division, sbarcata a Licata, a prendere contatto con le forze già sbarcate della 1st Infantry Division. Superato il contrasto nemico, verso le 11.00 venne bloccata definitivamente dalla ferrovia che correva parallela alla SS 115, difesa da reparto di rangers che utilizzava, oltre al proprio armamento, anche tre pezzi di artiglieria 77/28 catturati il giorno precedente agli italiani. Bloccata in questa posizione, la colonna fu attaccata e accerchiata da forze motocorazzate provenienti da Licata. La colonna tenne le posizioni fino alla mezzanotte, e solo a quel punto i superstiti si arresero.

I combattimenti della Hermann Göring