La sigla W463 identifica la prima a debuttare fra le due serie prodotte in contemporanea negli anni '90 e 2000 del Mercedes-Benz Classe G, un fuoristrada prodotto dall'azienda tedesca Mercedes-Benz e dall'austriaca Steyr-Daimler-Puch. L'altra serie prodotta parallelamente alla W463 era la W461. La W463 venne prodotta fra il 1989 ed il 2017.
Storia ed evoluzione Debutto La W463 venne lanciata nel settembre 1989 al Salone di Francoforte. Il suo obiettivo fu quello di sostituire la precedente serie W460 assieme alla più spartana versione W461 che invece avrebbe debuttato due anni e mezzo più tardi. Entrambe le serie dovevano quindi raccogliere l'eredità della W460, proponendosi come modelli alternativi l'uno all'altro. Infatti, lo scenario che si parò dinanzi agli occhi dei vertici Daimler-Benz durante la prima metà degli anni '80, quando la carriera della W460 era nel pieno, fu quantomeno inaspettato: concepita come mezzo da lavoro o per utilizzi militari, la W460 finì invece per raccogliere la maggior parte dei consensi anche e soprattutto da parte dell'utente privato, pur avendo una grossa schiera di consensi anche per coloro che necessitvano di un mezzo del genere anche per scopi professionali. Per questo motivo, al termine della carriera della W460, si scelse di sdoppiare la gamma del modello successivo, proponendo due modelli, entrambi appartenenti alla Classe G ed entrambi realizzati sulla medesima base meccanica della serie W460, ma con vocazioni differenti.
Caratteristiche L'impronta lussuosa della W463 rispetto alla W461 si vedeva soprattutto nel frontale, in cui la calandra era stavolta verniciata in tinta con la carrozzeria, e non più in plastica nera come nel precedente modello ed anche nella W461. Inoltre erano presenti inserti cromati sulle fiancate e fari posteriori di maggiori dimensioni. Sempre lateralmente, i codolini passaruota divennero di serie su tutta la gamma, mentre in precedenza erano optional. Nell'abitacolo le differenze rispetto ai due modelli più spartani si facevano ancor più evidenti: nella W463 i rivestimenti e la plancia erano ripresi dalla serie W124, mentre nella W460 e nella W461 erano ripresi da un furgone Mercedes-Benz di alcuni anni prima. Inoltre, la selleria poteva anche essere ordinata con i rivestimenti in pelle, mentre la plancia era rifinita con vera radica in legno, questi ultimi due dettagli che forse più di tutto il resto sottolineavano la vocazione da auto di lusso della W463. Fra i nuovi comandi della plancia, quello per il blocco del differenziale si attuava mediante un tasto anziché mediante una leva, sistema ormai considerato antiquato per un'auto di lusso. Per il resto, la W463 conservo i tratti stilistici della W460, la scocca era pressoché identica, con le sue forme squadrate.
E proprio a proposito di scocca, vale la pena parlare della parte tecnica della W463, che nonostante la stretta parentela con la W460 propose comunque una significativa novità. Ferme restando la struttura a telaio separato con scocca in acciaio, le sospensioni ad assale rigido con barra Panhard e molle elicoidali e l'impianto frenante misto, la W463 propose stavolta la trazione integrale permanente.
Al suo debutto, la W463 fu proposta in quattro motorizzazioni, due a benzina e due a gasolio:
230 GE: motore proveniente dalla precedente gamma della W460, era costituita dall'unità M102E23 da 2299 cm³ con potenza massima di 126 CV; 300 GE: questa motorizzazione è una delle due novità motoristiche della gamma d'esordio, era il motore M103E30 con cilindrata di 2960 cm³ e potenza massima di 170 CV; 250 GD: motore diesel aspirato derivato dall'unità OM602D25, sempre con cilindrata di 2497 cm³, ma in questo caso portata da 84 a 94 CV; 300 GD: seconda novità motoristica al debutto della W463, si trattava dell'unità OM603D30, con cilindrata di 2996 cm³ e con potenza massima di 113 CV.
A queste motorizzazioni ne va aggiunta un'altra, riservata solo al mercato italiano e montata sotto il cofano della 200 GE. Si trattava dello stesso motore utilizzato anche nella W460, con potenza massima di 116 CV, che scendeva a 113 CV se equipaggiato con marmitta catalitica.
Tutta la gamma era prevista di serie con un cambio manuale a 5 marce, ma era disponibile in alternativa un cambio automatico a 4 rapporti, tranne che per la 250 GD, disponibile solo con il cambio manuale.
Evoluzione del modello La produzione della W463 avvenne ancora una volta nella fabbrica Steyr-Daimler-Puch di Graz, in Austria, ed ancora una volta venne proposta anche con il marchio Puch, riservato solo ad alcuni mercati. La sua produzione si articolò in due fasi fondamentali: la prima, che si snoda dal 1989 alla fine del 2017, vede le prime W463 sottoposte a continui aggiornamenti, specialmente sul piano degli allestimenti, che divennero via via sempre più ricchi, ma anche sul piano della gamma motori, sempre più potente ed esclusiva, fino a raggiungere potenze più da supercar che non da fuoristrada duro e puro; la seconda importante fase va dall'inizio del 2018 in poi, ed è quella che vede la nascita di una nuova Classe G con contenuti tecnici assolutamente inediti per il modello in sé, pur mantenendo intatta la scocca originaria di quasi quarant'anni prima.
La prima fase (1989-2017) I primi anni
I primi aggiornamenti alla gamma della W463 si ebbero nel 1992, quando debuttò la 350 GD Turbo, prima Classe G ad essere equipaggiata con un motore turbodiesel, in questo caso della cilindrata di 3449 cm³ e con potenza massima di 136 CV. Nel 1993 la 250 GD venne tolta di listino, mentre la 300 GE venne spodestata dal trono di top di gamma con l'arrivo della 500 GE V8, prima vettura della Classe G (anche se ancora non si chiamava ufficialmente così) a montare un motore V8, in questo caso un'unità a benzina della cilindrata di 4973 cm³ ed in grado di erogare fino a 241 CV di potenza massima. Il fatto stesso di trovarsi di fronte ad un fuoristrada equipaggiato con un simile propulsore distaccò definitivamente la W463 dal concetto di mezzo da lavoro per avvicinarla maggiormente ad un concetto di auto di lusso, che avrebbe poi trovato la sua sintesi definitiva alcuni anni dopo con l'avvento dei primi SUV marchiati Mercedes-Benz, anche se la W463 avrebbe continuato imperterrita a rimanere a listino e a raccogliere consensi. La 500 GE V8, in particolare, era caratterizzata da un allestimento interno molto ricco, con radica di legno e selleria in pelle bicolore. Fu prevista solo in una tiratura limitata a 500 esemplari (di cui 300 solo in Germania), per cui nel 1994 essa già scomparve dal listino. Data la sua tiratura limitata, il 500 GE V8 fu anche l'unico modello della gamma a non essere soggetto alla piccola rivoluzione nei criteri di nomenclatura dei modelli Mercedes-Benz, un cambiamento avvenuto proprio nel 1993 (tranne che nel caso della W461, la quale resistette per altri tre anni). E così, la 230 GE divenne G 230, mentre la 300 GE divenne invece G 300 e le 300 GD e GD Turbo cambiarono rispettivamente in G 300 Diesel e G 300 Turbodiesel, senza ricevere particolari aggiornamenti tecnici. Questo cambiamento sancì fra l'altro la nascita ufficiale della Classe G, anche se in generale tale espressione viene spesso utilizzata anche per i modelli precedenti. Sempre nel 1993 vi fu l'arrivo di due versioni ad alte prestazioni, entrambe prodotte in pochi esemplari e che furono le prime della Classe G ad essere sottoposte alle cure della AMG di Affalterbach, la piccola Casa specializzata in elaborazioni su base Mercedes-Benz, che anni dopo sarebbe divenuta una vera e propria divisione sportiva della Daimler-Benz. Queste due versioni furono la G36 AMG e la 500 GE V8 6.0: l'esiguità della loro produzione le relega in pratica al ruolo di fuoriserie, trattate quindi nel paragrafo dedicato.
Il 1994, oltre all'uscita di listino della 500 GE V8, vide anche altre novità di peso: innanzitutto la G 230 venne tolta di produzione poiché l'acquisizione dello status di auto di lusso mise la W463 nelle condizioni di non potersi più permettere motorizzazioni a 4 cilindri per questioni di immagine. Anche la G 300 Diesel scomparve dalla gamma W463. Contemporaneamente, la G 300 venne sostituita dalla G 320, spinta dal nuovo motore M104E32 da 3199 cm³ in grado di erogare una potenza massima di 210 CV.
Il 1995 vide l'estensione del cambio automatico a 4 marce a tutta la gamma: fino a quel momento era previsto di serie solo per la G 320 e per le versioni a tiratura limitata. Nel 1996 la G 350 Turbodiesel venne sostituita dalla G 300 TD, equipaggiata con un nuovo motore turbodiesel ad iniezione indiretta da 3 litri di cubatura e con potenza massima di 177 CV. Anche i motori diesel stavano crescendo notevolmente sul piano prestazionale per preservare l'immagine della W463, ormai un oggetto che via via stava diventando sempre più appannaggio di pochi. Nello stesso anno, le versioni con carrozzeria torpedo telonata (indicate anche come cabriolet da varie fonti) ricevettero un dispositivo elettroidraulico per l'apertura e la chiusura della capote. Sempre nel 1996 il cambio automatico a 4 marce venne rimpiazzato da un nuovo cambio automatico, stavolta a 5 rapporti più 5 ridotte. Unica eccezione la G 300 Turbodiesel, che montò ancora il vecchio automatico a 4 rapporti.
Nella seconda metà del 1997, la G320 ricevette un nuovo motore, non più a 6 cilindri in linea, ma di tipo V6, sempre da 3,2 litri, ma con potenza leggermente aumentata, da 210 a 215 CV. L'anno seguente, la G 500 entrò in listino divenendo la nuova top di gamma, con il suo motore da 5 litri e 296 CV di potenza massima. La dotazione della G 500 incluse stavolta anche il climatizzatore, il navigatore e uno dei primi sistemi di assistenza al parcheggio. Esternamente si riconosceva per i nuovi cerchi da 18 pollici, gli indicatori di direzione di color bianco e la griglia frontale cromata. La sua velocità massima fu limitata a 195 km/h, già sufficienti per il genere di vettura, che peraltro fu la prima Classe G a raggiungere tale punta velocistica. Nel 1999, in occasione del ventennale della Classe G, la G 500 venne proposta in un'edizione speciale denominata G 500 Classic e prodotta in 500 esemplari. Tale edizione limitata si distinse per la particolare verniciatura viola cangiante. Ma nello stesso anno, la G 500 cessò di essere la versione di punta perché venne introdotta la G55 AMG, una versione realizzata nuovamente con la partecipazione della AMG, ma che venne invece regolarmente posta a listino e destinata ad una produzione più ampia. La G55 AMG era equipaggiata con un motore V8 da 5.4 litri in grado di erogare una potenza massima di 354 CV.
La gamma della Classe G, a quel punto fu composta come segue:
G 320, con motore V6 da 3199 cm³ e potenza massima di 215 CV; G 500, con motore V8 da 4966 cm³ e potenza massima di 296 CV; G 55 AMG, con motore V8 da 5439 cm³ e potenza massima di 354 CV; G 300 Turbodiesel, con motore da 2996 cm³ e potenza massima di 177 CV.
Il nuovo millennio
Il nuovo millennio si aprì con la nascita della Magna Steyr, dopo l'acquisizione della Steyr-Daimler-Puch da parte della società canadese Magna International. Non vi furono grosse ripercussioni per quanto riguardò la gamma W463: nel 2000 vide la luce la G 400 CDI, equipaggiata con un V8 a gasolio da 3996 cm³ in grado di erogare fino a 250 CV. Fu in quel periodo il più potente motore automobilistico a gasolio, ma soprattutto fu la prima Classe G dotata di un motore ad iniezione diretta common rail. Nello stesso periodo, la W463 venne sottoposta ad un aggiornamento che interessò in particolar modo gli allestimenti interni, che divennero più ricchi, specialmente nelle versioni di punta.
L'anno successivo, la G 300 Turbodiesel fu sostituita dalla G 270 CDI, spinta da un 5 cilindri da 2685 cm³ con potenza massima di 156 CV, inferiore alla potenza del modello precedente ma con un maggior apporto di coppia motrice (400 Nm contro 330).