Biografia
A partire dal 1979, Asdrubali ha incentrato la sua ricerca sull'idea di vuoto come nucleo originario del suo lavoro. Nel corso degli anni questa ricerca è venuta concretizzandosi nell'immagine di uno spazio frontale a-dimensionale.Bruno Corà, Frontalità spaziale ricavata dal vuoto, in Bruno Corà Spazio Frontale, Milano, Giampaolo Prearo Editore, 2005.
Nel 1984 in contrapposizione al clima dominante di quegli anni (transavanguardia e post-moderno) prende parte al movimento Astrazione Povera teorizzato dal critico Filiberto Menna.F. Menna (a cura di), “Il meno è il più. Per un'astrazione povera”, Mazzotta Editore, Milano, 1986. Sempre in quegli anni espone per la prima volta alla galleria La salita di RomaD. Lancioni (a cura di), Gian Tomaso Liverani: un disegno dell'arte : la Galleria La salita dal 1957 al 1998, Torino, Umberto Allemandi Editore & C., 1998. e alla galleria Artra di MilanoF. Menna, “La costruzione del vuoto” in Aggancio, Milano, Nuova Prearo Editore, 1987. SBN =IT\ICCU\VEA\0030980.
Da allora viene invitato a numerose mostre nazionali ed internazionali. Nel 1985 partecipa alla Quadriennale di Roma.G. M. Accame, G. Cortenova, M. Meneguzzo, in XI Quadriennale di Roma, catalogo della mostra, EUR, Palazzo dei Congressi, Roma, 16 giugno - 16 ottobre 1986, Milano, Fabbri Editori, 1986, Nello stesso anno prende parte alla mostra AnniottantaC. Gentili (a cura di), Anniottanta, Milano, Mazzotta, 1985. tenutasi nel 1985 a Bologna, Imola, Ravenna e Rimini, che fu un tentativo di avviare una mappatura dell'arte di quel periodo dal quale emersero tratti distintivi come il “Citazionismo”, il “Decorativismo”, i “Nuovi-nuovi”, gli “Anacronisti”, gli “Astrattomagici”, gli artisti del “Pastificio Cerere” e dell'“Astrazione Povera”. Nel 1988, invitato da Giovanni Carandente, espone alla Biennale di Venezia "Eroica verde", lavoro che segna definitivamente l'uscita dal gruppo dell'Astrazione PoveraCatalogo dell'arte moderna vol.45. Gli artisti italiani dal primo Novecento ad oggi, anno 2010. Nel 1988 è invitato da Veit Loers alla mostra Schlaf der Vernunft, al Museum Fridericianum Kassel, con John Armleder, Gianni Colombo, Gerwald Rockenschaub, Richard Deacon, Günther Förg, Jeff Koons, Thomas Schütte, Haim Steinbach. Nello stesso anno, Flavio Caroli lo invita a partecipare alla Australian Biennale di Sydney e alla National Gallery of Victoria, MelbourneAustralian Biennale 1988. From the Southern Cross. A view of world art c. 1940 – 1988, catalogo della mostra, Art Gallery of New South Wales and Pier 2/3, Walsh Bay, Sydney, 18 maggio - 3 luglio 1988; National Gallery of Victoria, Melbourne, 4 agosto - 18 settembre 1988. Nel 1989 espone a Mosca alla Casa Centrale dell'Artista e poi a Leningrado nella Sala Centrale delle Esposizioni alla mostra Orientamenti dell'Arte Italiana.S. Lux e N. Lupi (a cura di), 1947 - 1989. Orientamenti dell'Arte Italiana, catalogo della mostra, Casa Centrale dell'Artista, Mosca, 28 giugno - 28 luglio; Sala Centrale delle Esposizioni, Leningrado, 18 agosto - 17 settembre 1989. Nel 1990 espone presso il National Taiwan Museum of Fine Art, in occasione della mostra Italian Contemporary ArtsF. Caroli, “Le ricche miniere dell'arte italiana”, in Italian Contemporary Art, catalogo della mostra, Taiwan Museum of Art, 24 giugno - 26 agosto 1990.. Nel 1990 espone al Museu de Arte Moderna de Sao Paulo, BrasileD. Guzzi e A. Beuttenmüller, Sincronias, catalogo della mostra, Museu de Arte, São Paulo, novembre 1990 - 15 gennaio 1991; Ambasciata d'Italia, Brasilia, gennaio 1991; Museu Municipal de Arte Moderna, Rio de Janeiro, 20 gennaio - 15 marzo 1991, Salerno, Edizioni La Seggiola, 1991.
Nel 1992 realizza il Tromboloide, un'opera senzaverso, che segna un momento importante del suo lavoro, nella definizione di uno spazio sempre più compatto e atomico.L. Mango, “Tromboloidi”, ‘Apeiron’, a. II, n. 4, dicembre 1992. Nel 1993 partecipa alla mostra La Fabbrica Estetica al Grand Palais di Parigi.M. Morganti, “Seize artistes participent a une exposition de design”, in La fabbrica estetica, catalogo della mostra, Grand Palais, Parigi, 19 maggio - 25 luglio 1993. Nel 1996 è invitato da Giovanna Bonasegale alla mostra Lavori in Corso alla Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma (attuale MACRO).G. Bonasegale, Arte Contemporanea. Lavori in corso. Dieci mostre collettive di artisti contemporanei. Galleria Comunale d'arte moderna e contemporanea , catalogo della mostra, Galleria Comunale d'Arte Moderna, ex stabilimento Birra Peroni, Roma, 30 settembre - 30 novembre 1997, Roma, Edizioni De Luca, 1997. Tra il 1997 e il 2000 espone in una serie di mostre sull'arte italiana, tra le quali: al Museum Rabalderhaus, Schwaz, alla DuMont Kunsthalle, Colonia, alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna,D. Eccher, D. Auregli, Arte italiana. Ultimi quarant'anni. Pittura aniconica, Milano, Skira Editore, 1998. SBN =IT\ICCU\LO1\0484556. alla Städtische Galerie, Rosenheim.E. Zorn, G. Bonasegale, G. Bonomi , L. Mango, D. Ronte , Zwischen Figur und Körper / Il corpofigura dell'immagine, catalogo della mostra, Städtische Galerie, Rosenheim, 4 luglio - 3 settembre 2000. Nel 2000 espone con l'artista Enrico Castellani alla galleria Arte Studio Invernizi di Milano.
Nel 2001 gli viene dedicata una retrospettiva all'Institut Mathildenhohe di Darmstadt.K. Wolbert, Gianni Asdrubali: Dynamische Texturen im Raum: Institut Mathildenhohe, Darmstadt, 1 juli-2 september 2001, Institut Mathildenhohe Darmstadt, Edizioni G. Prearo, 2001. Nel 2003 e nel 2005 partecipa a due mostre al MACRO, Collezione Macro, Museo d'Arte Contemporanea di Roma. Nel periodo compreso tra il 2003 e il 2010 collabora con l'artista e designer Pamela Ferri nell'ambito del gruppo di ricerca Zamuva, costituito per indagare nuove forme di spazialità e collocato in un'area di ricerca tra arte e scienza. Nel 2005 viene pubblicata da Giampaolo Prearo Editore la ricerca Spazio Frontale, presentata presso la sede genovese della Galleria Artra, con testo critico di Bruno Corà e progetto e ricerca di Pamela Ferri. Tra il 2006 e il 2009 la ricerca sullo Spazio Frontale viene documentata e presentata, anche attraverso la collaborazione con il gruppo Formulas, in contesti dedicati ai rapporti tra matematica, arte e spazio, tra cui diverse edizioni del Festival della Scienza di Genova, in sedi quali il Palazzo Ducale e i Magazzini del Cotone, e il Festival della Matematica di Roma presso l'Auditorium Parco della Musica. Nel 2010 il progetto Zudynamic viene presentato nell'ambito degli Abitare Talks al Triennale Design Museum di Milano, con una presentazione dedicata al passaggio dal “vuoto frontale” di Asdrubali (Frontal emptyness) alle “superfici spaziali” di Ferri (Spatial surfaces).
Nel 2011 è invitato ad esporre alla 54ª Biennale di Venezia, Padiglione Italia. Nel 2013, una serie di grandi opere in ceramica sono state realizzate dall'artista nella Bottega Gatti di Faenza, alcune delle quali esposte nel 2014 alla Biennale d'Arte Ceramica Contemporanea (BAC) presso le Scuderie Aldobrandini di Frascati. Nello stesso anno, al Museo della Ceramica di Montelupo, in occasione dell'iniziativa Materia Prima promossa dal comune e ideata da Marco Tonelli, una grande opera monumentale di 14 x 4 m viene installata sugli argini del fiume Pesa. Attraverso la ceramica Asdrubali compie il reale destino delle sue opere, vere e proprie installazioni ambientali che attivano lo spazio in cui sono collocate. Sempre in ceramica è l'opera acquisita dal Museo Internazionale della Ceramica (MIC) di Faenza in occasione della Settimana del contemporaneo nel 2016. Nel 2018, il Museo Carlo Bilotti di Roma gli dedica una grande mostra in cui sono esposte alcune delle opere più significative del suo lavoro, mentre il MACRO lo ospita per un intervento pittorico dal vivo.
Gianni Asdrubali nei musei MACRO, Museo di Arte Contemporanea, Roma MAGA, Museo Arte, Gallarate MIC, Museo Internazionale della Ceramica, Faenza Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea, San Gimignano GAM, Museo G. Carandente, Palazzo Collicola, Spoleto Collezione Farnesina, Ministero Affari Esteri, Roma
Note
Bibliografia Filiberto Menna, Il meno è il più. Per un'astrazione povera, Milano, Mazzotta, 1986. Filiberto Menna, “La costruzione del vuoto”; G. M. Accame, “Dialogo su una figura astratta” (intervista con G. Asdrubali), in Aggancio, Milano, Nuova Prearo Editore, 1987| SBN = VEA0030980.
Lorenzo Mango,“Parabola della Superficie”; F. Menna, “Pieno”; E. Bozzi, ’La pittura inizia là dove io non dipingo’ in Gianni Asdrubali, Roma, Antonio Rotundo Editore, 1988. G. Carandente, “Aperto 88”; D. Cameron, “Quando una porta non è una porta?… Quando è aperta”, in Il luogo degli artisti, catalogo della mostra, “XLIII Esposizione Internazionale d'Arte, La Biennale di Venezia”, Milano, Fabbri Editori, 1988. Danilo Eccher, Dede Auregli, Arte italiana. Ultimi quarant'anni. Pittura aniconica, Milano, Skira Editore, 1998.
Antonio Del Guercio, Storia dell'Arte Italiana nel XX secolo, Tascabili Economici Newton, 1996.
Beatrice Buscaroli Fabbri, Alberto Fiz, Generazione astratta : Sala d'Arte Gastone Millo, Piazza della Repubblica, Muggia (Trieste), 29 ottobre - 19 novembre 1999, Verona, 1999.
Klaus Wolbert, Gianni Asdrubali: Dynamische Texturen im Raum: Institut Mathildenhohe, Darmstadt, 1 juli-2 september 2001, Institut Mathildenhohe Darmstadt, Edizioni G. Prearo, 2001. Bruno Corà, Frontalità spaziale ricavata dal vuoto, pubblicazione Spazio Frontale, Giampaolo Preparo Editore, 2005. P. Daverio, Gianni Asdrubali : grande stoide, Firenze, Galleria d'arte Santo Ficara, 2006
Catalogo dell'arte moderna vol.45. Gli artisti italiani dal primo Novecento ad oggi, Milano, Mondadori, 2009.
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