L'espressione latina Filioque significa "e dal Figlio". Pascal Marson, Conoscere le religioni e le loro feste (Paoline 2001 ISBN 978-88-315-2191-8), p. 97 Nel contesto della frase qui ex Patre Filioque procedit ("che procede dal Padre e dal Figlio"), essa esprime la dottrina della Chiesa cattolica per la quale lo Spirito Santo proviene (procede) dal Padre e dal Figlio congiuntamente, provenienza che secondo la stessa dottrina può essere descritta anche come qui ex Patre per Filium procedit ("che procede dal Padre per mezzo del Figlio"). Tommaso d'Aquino, La somma teologica. Testo latino e italiano, Volume 3 (Studio Domenicano 1985 ISBN 978-88-7094-067-1), p. 199 Carlo Boyer, Chiesa cattolica romana e Chiesa ortodossa (Università Gregoriana Editrice 1977 ISBN 978-88-7652-269-7), p. 10
A tale dottrina si dà il nome di filioquismo, mentre alla dottrina contraria, secondo la quale lo Spirito Santo procede unicamente dal Padre, si dà il nome di monopatrismo o monarchia del Padre. Andrea Pacini, Lo Spirito Santo nella Trinità (Città Nuova 2004 ISBN 978-88-311-3273-2), p. 99 Giuseppe Ferraro, "L'origine dello Spirito Santo nella Trinità secondo le tradizioni greca e latina" nella Civiltà Cattolica (anno 147 (1996), vol. I, quaderno 3495), p. 230 Lucas Francisco Mateo-Seco, Teología Trinitaria: Dios Espíritu Santo (Rialp 2005 ISBN 978-84-321-3527-9), p. 144 Lucas Francisco Mateo-Seco, "The Paternity of the Father and the Procession of the Holy Spirit: Some Historical Remarks on the Ecumenical Problem" in Giulio Maspero, Robert J. Vozniak, Rethinking Trinitarian Theology: Disputed Questions and Contemporary Issues in Trinitarian Theology (Bloomsbury 2012 ISBN 978-0-567-56092-6), p. 102 Santiago del Cura Elena, "¡Muestranos al Padre!: Cometido de Teo-logía" in Dios Padre de Jescristo (Universidad de Deusto 2009 ISBN 978-84-9830-926-3), p. 62 Nicola Ciola, Cristología y Trinidad (Secretariado Trinitario 2005 ISBN 978-84-88643-02-5), p. 92 John Pantaleimon Manoussakis, For the Unity of All: Contributions to the Theological Dialogue between East and West (Wipf and Stock 2015 ISBN 978-1-4982-0043-1), p. 17 Il termine monopatrismo è talora visto con accezione negativa se legato ad una triadologia focalizzata più sull'essere non generato (ἀγέννητος in greco) del Padre che sulla Sua paternità, implicando una corsia preferenziale verso le relazioni di origine che le relazioni personali, il che può essere un ostacolo verso soluzioni teologiche di compromesso.
La cosiddetta questione del Filioque fu uno dei motivi principali che contribuì al grande scisma del 1054, contrapponendo la cristianità occidentale e quella orientale, in quest'ultima incluse, oltre alla chiesa ortodossa in senso stretto, le cosiddette chiese ortodosse orientali appartenenti alla tradizione miafisita, sebbene in misura minore.
Dottrina
La dottrina secondo la quale lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio fa parte della tradizione latina sin dal III-IV secolo. Ne danno testimonianza Tertulliano (160 circa – 220 circa), Novaziano (220 circa – 258), Ilario di Poitiers (315 circa – 367), Ambrogio da Milano (338 circa – 397), Girolamo (347–420), Agostino d'Ippona (354–430) Giovanni Marchesi, "La questione del «Filioque» oggi" in La Civiltà Cattolica, n. 3180 (18 dicembre 1982), pp. 538–540 Frank Leslie Cross, Elizabeth A. Livingstone (a cura di), The Oxford Dictionary of the Christian Church (Oxford University Press 2005 ISBN 978-0-19-280290-3), p. 508 e Fulgenzio di Ruspe (VI secolo). Tra questi, a fondamento del filioquismo occidentale v'è senza dubbio Agostino, il quale, nel De Trinitate, affronta il tema della Trinità approfonditamente e sistematicamente, trattando unità e distinzione in Dio ed elaborando le cosiddette triadi mentali, facendo ricorso all'analogia psicologica (soprattutto quella della triade mente/memoria-conoscenza/intelletto-amore/volontà) che avrebbe contraddistinto la teologia occidentale; tuttavia, l'analogia psicologica si ritrova anche in oriente.
Tale dottrina (che doveva più tardi essere espressa anche nel Simbolo atanasiano, probabilmente dell'anno 500 circa) è stata confessata dogmaticamente dal papa Leone I nel 447, quattro anni prima del Concilio di Calcedonia, nel quale ha avuto un ruolo decisivo il suo Tomus ad Flavianum. Nella sua Epistola XV egli infatti ha condannato la negazione da parte dei Priscilliani della distinzione tra le tre Persone della Trinità: il Padre che ha generato, il Figlio che è stato generato e lo Spirito proceduto da entrambi.Primo itaque capitulo demonstratur quam impie sentiant de Trinitate divina, qui et Patris, et Filii, et Spiritus sancti unam atque eamdem asserunt esse personam, quamquam idem Deus nunc Pater, nunc Filius, nunc Spiritus sanctus nominetur; nec alius sit qui genuit, alius qui genitus est, alius qui ex utroque procedit ().
Così, quando il patriarca Paolo II di Costantinopoli, sostenitore del monotelismo, motivo per il quale il papa Teodoro I (642–649) l'aveva scomunicato nel 647, ha lanciato accuse contro Teodoro o papa Martino I (649–653) per avere espresso la tradizione latina, Massimo il Confessore ha scritto che "i romani si sono appellati alle testimonianze unanimi dei Padri latini, come pure a quella di Cirillo di Alessandria nel sacro studio che egli fece sul vangelo di san Giovanni".Συμφώνους παρήγαγον χρήσεις τῶν Ῥωμαίων Πατέρων· ἔτι γε μὴν τοῦ Κυρίλλου Ἀλεξανδρείας ἐκ τῆς πονηθείσης αὐτῷ εἰς τὸν εὐαγγελιστὴν ἅγιον Ἰωάννην ἱερᾶς πραγματείας ()
Infatti, anche Cirillo di Alessandria dichiara: "Lo Spirito procede dal Padre e dal Figlio; è evidente che esso è di sostanza divina, procedendo sostanzialmente in essa e da essa."Πρόεισι δὲ καὶ ἐκ Πατρὸς καὶ Υἱοῦ. πρόδηλον ὅτι τῆς θείας ἐστὶν οὐσίας, οὐσιαδῶς ἐν αὐτῇ καὶ ἐξ αὐτῆς προϊόν (Cirillo d'Alessandria, Thesaurus, PG 75, 585A)
Uno studio sulla questione aggiunge: «San Cirillo testimonia con ciò di una dottrina trinitaria comune a tutta la scuola d'Alessandria da sant'Atanasio, il quale scriveva: "Come il Figlio dice "tutto quello che il Padre possiede è mio" (Gv 16,15), così troveremo che, per mezzo del Figlio, tutto ciò è anche nello Spirito» (Lettere a Serapione, III, 1, 33, PG 26, 625B). Epifanio di Salamina (Ancoratus, VIII, PG 43, 29C) e Didimo il Cieco (Trattato dello Spirito Santo, CLIII, PG 34, 1064A) coordinano il Padre e il Figlio con la stessa proposizione ἐκ nella comunicazione allo Spirito Santo della divinità consustanziale."
È da notare che in simili affermazioni dei Padri greci, secondo i quali lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio, si usa il verbo πρόειμι, il cui significato, come pure quello del verbo latino procedo, è più generico di quello del verbo προέρχομαι, che "può caratterizzare soltanto una relazione d'origine al principio senza principio della Trinità: il Padre", e che perciò non è mai usato in relazione alla provenienza dello Spirito Santo dal Figlio.
È il verbo προέρχομαι che viene usato per la processione dello Spirito Santo dal Padre nel testo originale greco del Credo niceno-costantinopolitano. Così la Chiesa cattolica, che dichiara corretto aggiungere "e dal Figlio" alla professione di fede in congiunzione con il verbo procedo, esclude tale aggiunta in combinazione con il verbo προέρχομαι. Perciò la versione greca del Messale romano in uso in Grecia non contiene il Filioque. Andrea Pacini, Lo Spirito Santo nella Trinità. Il Filioque nella prospettiva teologica di Sergej Bulgakov (Città Nuova 2004 ISBN 978-88-311-3273-2), p. 116 Similmente i papi Pio XI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno personalmente omesso tale frase in celebrazioni pubbliche in lingua greca. Matthew Levering, "Rationalism or Revelation: St Thomas Aquinas and the Filioque" in Jeffrey W. Barbeau, Beth Felker Jones (a cura di), Spirit of God: Christian Renewal in the Community of Faith (InterVarsity Press 2015 ISBN 978-0-8308-9775-9), p. 60 John Panteleimon Manoussakis, For the Unity of All: Contributions to the Theological Dialogue Between East and West (Wipf and Stock 2015 ISBN 978-1-4982-0043-1), p. 15
Infatti, come dichiara il Pontificio consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani, nella dottrina della Chiesa cattolica, "soltanto il Padre è il principio senza principio (ἀρχὴ ἄναρχος) delle due altre persone trinitarie, l'unica fonte (πηγή) e del Figlio e dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo trae dunque la sua origine soltanto dal Padre (ἐκ μόνου τοῦ Πατρός) in modo principiale, proprio e immediato."
I Padri Greci a fondamento della monarchia del Padre
I padri Cappadoci tra triadologia e terminologia Il fondamento patristico-teologico da parte orientale per il ripudio del Filioque ha alla base la triadologia dei Padri Cappadoci (IV secolo), Basilio Magno, il fratello minore Gregorio di Nissa e l'amico di entrambi Gregorio di Nazianzo. Essi, che possono essere considerati il seme del trinitarismo cristiano, svilupparono una teologia trinitaria fondata sulla "monarchia" del Padre, in quanto Egli rappresenta l'unità e l'origine della Trinità e della vita divina. Nelle loro opere, il Padre è definito con termini causali quale causa (αἰτία), origine (ἀρχή), radice (ῥίζα) e fonte (πηγή) delle altre Persone Divine. Gregorio di Nazianzo è il campione della "monarchia" del Padre tra i Cappadoci al punto da farne una vera dottrina sistematica, ma anche Basilio e Gregorio di Nissa sanno essere talora espliciti allo stesso modo, specie il Nisseno. I passi controversi che, nel corso dei secoli, potrebbero o sono stati adoperati nella controversia per avallare una concezione filioquista pure embrionale, non possono essere considerati una prova indubbia che i Cappadoci fossero filioquisti, e ancor meno nel senso poi impostosi in ambito occidentale-cattolico. Dal punto di vista terminologico, essi non hanno mai adoperato i termini di origine causale al Figlio; su questo v'è unanimità. A tal proposito, i termini tecnici in greco per indicare la processione dello Spirito Santo dal Padre, ἐκπόρευμαι e ἐκπόρευσις, sono l'equivalente per l'origine dello Spirito Santo del γέννησις del Figlio. ἐκπόρευσις venne elaborato proprio da Gregorio di Nazianzo per distinguere lo Spirito, che non è generato come il Figlio, nella sua origine dal Padre; egli adopera anche il sostantivo προϊὸν per indicare una provenienza generica dal Padre;Lo Spirito Santo è veramente Spirito, proveniente (προϊὸν) dal Padre, non come Figlio (οὐχ ὑϊκῶς), né come generato (γεννητῶς), ma come procedente (ἐκπορευτῶς).
Gregorio di Nazianzo, Orazione 29; PG 36, 348 B. il suo verbo corrispondente, προϊέναι ("mandare avanti", "far andare avanti"), difatti, è associato a una nozione generica di processione, venendo utilizzato anche da Massimo il Confessore nella Lettera a Marino, testo considerato fondamentale nei tentativi di raccordo tra occidente e oriente sulla controversia del Filioque, per indicare la consustanzialità trinitaria nelle processioni divine. In latino, il termine processio ("processione") può indicare, in senso generico, sia entrambe le processioni immanenti ed economiche, che, specificatamente, la processione immanente dello Spirito Santo dal Padre; nella teologia occidentale, poi, si sarebbe imposto anche il termine "spirazione" come termine tecnico per indicare l'origine dal Padre e dal Figlio, persino a livello conciliare (Lione, Firenze).