Luigi Filippo d'Orléans era il figlio primogenito di Luigi Filippo II, duca d'Orléans, conosciuto con il nome di Philippe Égalité (Filippo Uguaglianza), cugino del re ghigliottinato Luigi XVI e poi lui stesso vittima della Rivoluzione francese alla quale aveva aderito, e di Luisa Maria Adelaide di Borbone-Penthièvre.

Apparteneva ai Borbone-Orléans, ramo cadetto dei Borbone di Francia, attraverso il capostipite Filippo I, figlio secondogenito di Luigi XIII e fratello minore di Luigi XIV. Luigi Filippo fu l'ultimo monarca a regnare sulla Francia con il titolo di re (l'ultimo regnante, Napoleone III, fu imperatore) e l'ultimo dei re Borbone in Francia, seppur appartenente al ramo secondario.

Biografia Prima della Rivoluzione (1773-1789) Infanzia

Luigi Filippo d'Orléans nacque al Palais-Royal, la residenza della famiglia Orléans a Parigi, da Luigi Filippo, duca di Chartres, che divenne Luigi Filippo II, duca di Orléans (noto anche con il soprannome di "Philippe Égalité" durante la Rivoluzione francese), e Luisa Maria Adelaide di Borbone. Come membro della famiglia reale, gli venne riconosciuto il titolo di Prince du Sang.

Luigi Filippo era il fratello maggiore di tre maschi e una femmina, una famiglia che ebbe fortune erratiche con l'inizio della Rivoluzione francese e la successiva restaurazione borbonica. La casata degli Orléans era infatti concorrenziale per natura a quella principale dei Borbone, alla quale appartenevano i monarchi di Francia, e per questo essi erano visti sempre con un'ombra di sospetto. Il padre di Luigi Filippo era stato tacitamente estromesso dalla corte reale e gli Orléans si erano rivolti allo studio della letteratura e delle scienze, emergendo come figure di spicco nell'illuminismo francese.

Educazione

Luigi Filippo ebbe per tutrice Madame de Genlis a partire dal 1782. Ella gli instillò i fondamenti del pensiero liberale, facendogli leggere Voltaire. Quando il nonno di Luigi Filippo morì nel 1785, suo padre gli succedette come duca di Orléans e Luigi Filippo succedette al padre nel titolo di duca di Chartres.

Nel 1788, con i prodromi della rivoluzione, il giovane Luigi Filippo mostrò da subito simpatie liberali. Dall'ottobre del 1788 all'ottobre del 1789 il Palais-Royal fu un noto luogo di riunione per i cospiratori rivoluzionari.

Anni della Rivoluzione (1789–1793)

Luigi Filippo crebbe in un periodo tra i più concitati che cambiarono l'Europa e seguì suo padre nel supporto alla rivoluzione. Nel suo diario riporta come egli stesso avesse preso delle iniziative nel club giacobino, mossa che ricevette l'appoggio di suo padre.

Servizio militare

Nel 1785 Luigi Filippo aveva ottenuto la nomina ereditaria a colonnello del 14º reggimento dei dragoni.

A giugno del 1791 ebbe la prima opportunità di venire coinvolto negli affari di stato della Francia. Nel 1791, con la guerra all'orizzonte, tutti i colonnelli proprietari di reggimento ricevettero l'ordine di riunirsi ai loro soldati. Luigi Filippo aveva dato prova di essere un ufficiale modello, mostrando il suo coraggio in due occasioni. La prima, tre giorni dopo la fuga a Varennes di Luigi XVI, in un piccolo scontro tra due sacerdoti locali, di cui uno aveva idee costituzionali, e la folla circostante. Il giovane colonnello irruppe tra le persone e riuscì a dividere i due sacerdoti. In quello stesso giorno, nei pressi di un fiume, salvò la vita a un sacerdote che era in procinto di essere ucciso da un contadino armato di carabina. Il giorno successivo Luigi Filippo si gettò in un fiume per salvare un ingegnere locale. Per la sua azione ricevette la corona civica dalla municipalità locale.

Il suo reggimento venne spostato a nord, nelle Fiandre, sul finire del 1791, dopo la Dichiarazione di Pillnitz.

Luigi Filippo prestò servizio sotto un caro amico di suo padre, il duca di Biron, assieme ad altri ufficiali che poi ottennero segni di distinzione sotto Napoleone. Tra questi vi erano il colonnello Louis Alexandre Berthier e il tenente colonnello Alexandre de Beauharnais (marito di Joséphine de Beauharnais, futura consorte di Napoleone). Luigi Filippo vide il suo battesimo del fuoco nelle guerre rivoluzionare a Boussu e Quaragnon ed alcuni giorni dopo combatté a Quiévrain, presso Jemappes, dove fu impiegato per guidare un'unità di soldati in ritirata. Biron scrisse al ministro della guerra de Grave, pregandolo che il giovane colonnello, promosso poco dopo generale di brigata, venisse assegnato ad una brigata di cavalleria nell'armata di Lückner a nord.

Nell'Armata del Nord Luigi Filippo prestò servizio con quattro futuri marescialli di Francia: Macdonald, Mortier (che poi sarà ucciso in un attentato compiuto ai danni di Luigi Filippo stesso, dal quale lui uscirà invece illeso), Davout e Oudinot. Dumouriez venne nominato al comando dell'armata del nord nell'agosto del 1792. Luigi Filippo comandò una divisione sotto di lui nella battaglia di Valmy.

A Valmy Luigi Filippo ottenne l'ordine di piazzare una batteria d'artiglieria sulla cresta della collina. La battaglia di Valmy si dimostrò inconcludente, ma l'esercito austro-prussiano, a corto di rifornimenti, venne costretto a riattraversare il Reno. Ancora una volta, Luigi Filippo dopo la battaglia ottenne grandi riconoscimenti da Dumouriez; venne quindi richiamato a Parigi per dar conto dello svolgimento della battaglia al governo francese. Nel contempo ebbe anche un incontro con l'allora ministro della giustizia, Danton.

Mentre era a Parigi venne promosso tenente generale. A ottobre tornò nell'Armata del Nord, con la quale Dumouriez aveva iniziato a marciare verso il Belgio. Luigi Filippo ottenne nuovamente il comando di una divisione. Dumouriez scelse di attaccare le forze austriache da una posizione forte sulle alture di Cuesmes e Jemappes, a ovest del fiume Mons. La divisione di Luigi Filippo subì pesanti perdite, dal momento che venne attaccata da un bosco e fu costretta a ritirarsi in disordine. Luigi Filippo condusse un nuovo gruppo di unità, chiamato "il battaglione del Mons", e riuscì infine a schiacciare le forze nemiche.

Gli eventi a Parigi minarono però la carriera di Luigi Filippo. L'incompetenza di Jean-Nicolas Pache, il nuovo ministro della guerra girondino, lasciò l'Armata del Nord senza rifornimenti e presto centinaia di uomini disertarono dall'esercito. Luigi Filippo venne deluso dalle politiche più radicali della repubblica. Dopo che la Convenzione Nazionale ebbe deciso di porre a morte il già deposto sovrano, il padre di Luigi Filippo - da allora conosciuto con il soprannome di Philippe Égalité – votò a favore di quell'atto e Luigi Filippo iniziò a considerare la possibilità di abbandonare la Francia.

La volontà di Luigi Filippo era quella di rimanere in Francia a compiere il suo dovere nell'esercito, ma si trovò implicato in un complotto con Dumouriez per allearsi con gli austriaci per marciare su Parigi e restaurare la costituzione del 1791. Dumouriez incontrò Luigi Filippo il 22 marzo 1793.

Con il governo francese caduto ormai nel regime del Terrore, egli decise di lasciare definitivamente la Francia per salvare la propria vita. Il 4 aprile Dumouriez e Luigi Filippo lasciarono la Francia diretti verso il campo austriaco. Vennero intercettati dal tenente colonnello Louis Nicolas Davout, che aveva servito a Jemappes con Luigi Filippo. Quando Dumouriez ordinò al colonnello di tornare al campo, molti dei suoi soldati inveirono contro il generale, ora dichiarato traditore dalla Convenzione Nazionale. Il giorno successivo Dumouriez tentò nuovamente di guidare i soldati contro la Convenzione, ma anche l'artiglieria si era ormai schierata con la repubblica, non lasciando altra scelta a lui ed a Luigi Filippo che andare in esilio.

Così, all'età di diciannove anni, Luigi Filippo lasciò la Francia, andando in esilio, dove rimase per i successivi ventuno anni.

Esilio (1793–1815)

Le reazioni a Parigi al coinvolgimento di Luigi Filippo nel tradimento di Dumouriez segnarono inevitabilmente l'inizio della sfortuna della famiglia Orléans. Philippe Égalité parlò alla Convenzione Nazionale, condannando il figlio per le sue azioni, giurando che mai lo avrebbe seguito, come aveva fatto Bruto nell'antica Roma con suo figlio. Vennero però scoperte delle lettere scritte da Luigi Filippo a suo padre, che vennero lette alla Convenzione. Philippe Égalité venne posto sotto continua sorveglianza. Poco dopo i girondini fecero pressione per arrestarlo insieme ai fratelli minori di Luigi Filippo, Luigi Carlo e Antonio Filippo; quest'ultimo aveva servito nell'Armata d'Italia. I tre vennero imprigionati a Fort Saint-Jean a Marsiglia.

Nel frattempo, Luigi Filippo venne costretto a vivere nell'ombra, evitando sia i rivoluzionari repubblicani sia i legittimisti francesi dei centri di émigré, in varie parti d'Europa e nell'esercito austriaco. Dapprima si diresse sotto falso nome verso la Svizzera, dove si incontrò con la contessa di Genlis e sua sorella Adelaide a Sciaffusa. Da qui i due si spostarono verso Zurigo, dove però venne individuato; le autorità svizzere decretarono che, per salvaguardare la neutralità del loro paese, Luigi Filippo doveva abbandonare la città. I due si recarono dunque a Zugo, dove però Luigi Filippo venne nuovamente scoperto da un gruppo di émigrés.

Successivamente il principe, seguito dal suo fedele valletto Badouin, si portò tra le alture delle Alpi e quindi a Basilea, dove vendette tutto ciò che possedeva ad eccezione dei suoi cavalli. Viaggiando alla stregua di vagabondi, ai due venne persino negata ospitalità in un monastero, poiché i monaci li credevano dei girovaghi. Un'altra volta si svegliò, dopo aver dormito in una capanna, con un moschetto puntato contro di lui da un contadino locale che li credeva dei ladri.

Durante questo periodo non rimase nello stesso posto per più di 48 ore. Finalmente, nell'ottobre del 1793, Luigi Filippo venne nominato insegnante di geografia, storia, matematica e lingue moderne in una scuola diretta da monsieur Jost a Reichenau, un villaggio dell'alto Reno. Il suo salario era di franchi ed insegnò sotto il nome di Monsieur Chabos. Vi rimase per un mese, fino a quando seppe che suo padre a Parigi era stato ghigliottinato il 6 novembre 1793, dopo un processo del Tribunale Rivoluzionario.

Viaggi all'estero

A questo punto Luigi Filippo decise di separarsi dalla sorella sedicenne, comprendendo che se così non avesse fatto non avrebbe avuto pace nemmeno lei. Adelaide andò a vivere con la prozia Maria Fortunata d'Este, principessa di Conti, a Friburgo, poi in Baviera e in Ungheria e infine in esilio in Spagna con la madre.

Luigi Filippo invece viaggiò molto. Visitò la Scandinavia nel 1795 e quindi si portò in Finlandia. Per circa un anno rimase a Muonio (nella valle del fiume Tornio), un remoto villaggio al limitare settentrionale del golfo di Botnia, vivendo nel rettorato sotto il nome di Müller, ospite del locale vicario luterano.

Luigi Filippo visitò anche gli Stati Uniti per quattro anni, abitando a Filadelfia (dove i suoi fratelli Antonio e Luigi Carlo erano in esilio), New York (dove fu ospite della famiglia Somerindyck a Broadway, nella 75ª strada, con altri principi esiliati) e a Boston. A Boston insegnò per qualche tempo francese e visse in una casa situata ove oggi sorge l'Union Oyster House, il più antico ristorante della città. Durante questo periodo negli Stati Uniti Luigi Filippo incontrò diversi politici americani e persone dell'alta società americana, come George Clinton, John Jay, Alexander Hamilton e George Washington.