Questo elenco mostra l'etimologia dei toponimi dei capoluoghi di provincia italiani, divisi in ordine alfabetico.

A Agrigento: dal nome greco antico, Àkragas (da àkros, sommo, estremo), che diede origine al nome latino datole dagli antichi Romani (Agrigentum, derivato dalla corruzione fonetica dell'accusativo del nome greco Akraganton) che la conquistarono nel 210 a.C.

Alessandria: da papa Alessandro III, protettore delle città che volevano rendersi autonome dal Sacro Romano Impero di nazione Germanica attraverso la Lega Lombarda: questa fece fondare la città ufficialmente nel 1168 circa, cioè un anno dopo la sua costituzione.

Ancona: dal greco antico αγκών (ankón, gomito), così chiamata da Dionisio di Siracusa, fondatore della città nel 390 a.C. circa, poiché sita su un promontorio a forma di gomito piegato; il nome latino era infatti dorica Ancon, citato da Giovenale.

Aosta: dal nome con cui la fondarono gli antichi Romani, Augusta Prætoria Salassorum: la prima parte viene dal nome del primo imperatore romano Augusto a cui fu dedicata la città; la seconda viene dalla Guardia Pretoriana, ovvero le guardie del corpo dell'imperatore; la terza dalla popolazione ligure o ligure-gallica dei Salassi.

L'Aquila: da una zona chiamata ad locum Acculae o Aquiliae (dal latino aqua, acqua per le sorgenti abbondanti nel territorio) tra Amiternum (l'attuale San Vittorino) e Forcona (l'attuale Civita di Bagno) da cui il nome di un villaggio (Acculi o Acquili) posto nell'attuale Borgo Rivera e castello fondatore della città nel XIII secolo: con il passare degli anni, a causa dell'assonanza di questo toponimo col nome del rapace che figurava sulle insegne imperiali di Federico II del Sacro Romano Impero, il nome si trasformò in Aquila fino al 1863, e Aquila degli Abruzzi fino al 1939, quando assunse l'attuale nome.

Arezzo: dal nome latino Arretium, dal greco antico Arretion, che sembra derivi da una radice etrusca (Arra) collegata al nome etrusco Arnth, e latinizzato poi in Arruns (per le persone), Arrenius (come nome di famiglia) e Arrone (nome di fiume).

Ascoli Piceno: dal nome latino tardo Asclo Piceno o Asculus, per un più antico nome latino classico (con il quale venne menzionata da Cesare e dallItinerarium Antonini) Asculum Picenum o Asclum, dal greco antico Askoulon, Asklon (tò Pikenón) (citata con questo nome da Strabone) o Askphlos, che deriva forse dalla base aus, fonte; la seconda parte deriva dall'etnonimo Picenus, dal nome della popolazione italica dei Piceni, il cui nome viene forse da Picus o Picumnus, di etimo incerto.

Asti: dal nome con cui la fondarono gli antichi Romani, Hasta/Asta (Pompeia), la quale prima parte qualcuno fa derivare, secondo la teoria più fondata, dal nome ligure della città: ast, altura, anche se, secondo il canonico Giacomo Dacquino, il nome deriva invece dall'indoeuropeo owi(s), pecora, ad indicare il luogo della pastorizia, ma questa ipotesi è da scartare poiché vi è un toponimo simile anche nell'attuale regione Toscana; la seconda parte si rifà ad una leggenda che vuole che Gneo Pompeo Strabone o suo figlio Gneo Pompeo Magno siano passati dalle parti della città, che venne fondata con il loro beneplacito, ma non vi è alcun riscontro storico che avvalori tale racconto.

Avellino: da Abellinum, nome di un insediamento irpino e successivamente romano, ubicato però nei pressi dell'attuale comune di Atripalda. L'etimologia è da rintracciare nella radice indoeuropea ab(e)l, mela, per l'abbondanza di meleti nella zona, così come anche per Abella, l'attuale cittadina di Avella.

B Bari: Dal nome latino Barium che si riferisce a baur o bur, ovvero “casa, riparo”.

Barletta: Il primo nome è stato Bardulos, dal greco Várdoulos, Βάρδουλος, trasformato poi in Barduli: tale toponimo derivava dal nome della popolazione transadriatica che, intorno al IV secolo a.C., approdò sulle coste barlettane, i Bardei. Durante il primo Medioevo diventò Baruli, e in volgare era anche detta Varolum o Varletum, da cui deriverebbe il nome della città in dialetto barlettano, ossia Varrett. A partire dall'XI secolo si inizia ad utilizzare l'attuale denominazione.

Belluno: Il nome della città deriva dal latino bellum che significa “guerra”; esso deriva verosimilmente dai frequenti scontri armati con i quali i Veneti e i Romani dovevano difendersi dalle tribù dei Reti che prima della conquista Romana vivevano sulle impervie montagne a Nord della città. Un'altra possibile etimologia potrebbe essere celtica, dalle parole Bel- (luce) e -dunum/-dunon (città fortificata).

Benevento: Secondo una teoria poco solida il primo nome della città fu, in lingua osca, Malies o Malocis, poi mutato in Maloenton (oppure Maloenta o Malowent). Tale teoria si fonda sul ritrovamento di una moneta bronzea del IV secolo a.C. nella metà del XVIII secolo (non in suolo beneventano ma comunque in Campania) riportante la scritta Malies. Comunque il nome della città cambiò, forse attraverso il dialetto italico, in Malventum/Maleventum. Nel 268 a.C. divenne colonia romana e, poiché qui nella battaglia del 275 a.C. sconfissero Pirro, ribattezzarono la città con il nome augurale di Beneventum (avendo inteso la radice mal-/male- col significato latino, lo stesso dell'italiano, che nel significato originale non aveva però nulla a che fare con il “male”).

Bergamo: Etimologia incerta, forse dal greco Πέργαμον (Pérgamon) che significa “cittadella, rocca” in riferimento ad abitazioni fortificate in cima ad un colle. Un'altra ipotesi contempla una derivazione germanica in quanto nel tedesco moderno Berg significa “montagna” e Heim “casa” (in svedese Hem), tuttavia non esistono documenti che attestino insediamenti germanici prima della conquista romana.

Biella: Dal latino Bugella, che probabilmente deriva da bu-cellae, dove cellae significa luogo di dimora e il prefisso bu indicherebbe qualcosa di importanza minore, forse in riferimento a Vercelli (vd. etimologia di Vercelli).

Bologna: Etimologia incerta. Si ritiene che derivi dal celtico bona (“luogo fortificato”), il quale trova riscontro in altri toponimi come Lillebonne, Boulogne-sur-Mer o Boulogne-sur-Seine in Francia, Ratisbona in Germania, o ancora l'antico nome di Vienna, Vindobona. Anticamente era nota col nome di Felsina, latinizzazione dell'etrusco Velzna che probabilmente significa “terra fertile”. Secondo altre opinioni però anche Velzna significherebbe “luogo fortificato”.

Bolzano/Bozen: L'ipotesi più diffusa è quella che indica l'attuale territorio di Bolzano come un antico possedimento di un celta di nome Bautius (o Baudius), da cui derivò Praedium Bautianum o Baudianum, ovvero “podere di Bautius/Baudius”, poi tramutatosi in Bauzanum e quindi nell'italiano Bolzano, nel tedesco Bozen e nel ladino Bulsan o Balsan. Un'altra ipotesi lo vuole derivante da Castellum Balteanum, ossia “accampamento in terreno paludoso”, dall'indoeuropeo balt (la stessa radice da cui deriva la parola Baltico).

Brescia: Dal celtico brik / brig che significa “sommità”, in riferimento al colle Cidneo dove attualmente sorge il castello cittadino. Latinizzato in Brixia.

Brindisi: Il toponimo latino Brundisium, attraverso il greco Brentesion, ricalca il vocabolo messapico brention, ovvero “testa di cervo”. Il nome della città sembra quindi riferirsi alla forma del porto.

C Cagliari: Etimologia incerta. Chiamata Krly dai fenicio-punici, Càralis dai latini. Nel XVI secolo l'umanista sardo Roderigo Hunno Baeza affermò che il nome derivasse dal greco κάρα (kara) che significa “testa”, poiché la città era il principale centro dell'isola. Il semitista Guglielmo Genesius fece derivare il nome dal fenicio Kar Baalis, che significa “città di Dio”. Accanto alle altre numerose ipotesi è quella di Francesco Artizzu il quale notò che la radice kar nel linguaggio dei popoli mediterranei significava “pietra” e il suffisso al/ar dava valore collettivo, e si sarebbe formato così Karali che significherebbe “luogo di comunità sulla roccia” o “località rocciosa”.

Caltanissetta: Deriva dall'arabo Qal'at an-nisā, traducibile come "castello delle donne". L'etnonimo "nisseno" deriva dall'incerta tradizione secondo la quale "Nissa" sarebbe stato il nome medievale della città prima dell'arrivo degli arabi.

Campobasso: Si tratta dell'unione di due termini, ma il termine “basso” non avrebbe il significato che ha in italiano bensì si riferirebbe a una persona (Bassus o Bassius), diventando in latino campus Bassi, ovvero “campo di Basso”.

Carbonia: Il nome semplicemente sta ad indicare il luogo o la terra del carbone, a testimonianza della sua vocazione e attività mineraria del passato.

Carrara: Etimologia incerta. Secondo alcuni deriverebbe dal ligure Kar (“pietra”), quindi “luogo delle pietre”. Secondo san Girolamo deriverebbe dalle parole Car (“città sui carri”) e lara (“luna”), quindi “città della luna sui carri”. Per il geografo Emanuele Repetti deriverebbe dal francese Carriere (“cava”), derivato a sua volta dal latino Carrariae.

Caserta: Deriva dal latino casa irta, in riferimento alla sua posizione elevata (in italiano “erta”).

Catania: Etimologia incerta. Secondo Plutarco il nome deriverebbe dal greco katane (“grattugia”), per l'associazione con le asperità del territorio lavico su cui sorge, o dal protolatino katina (“catino, bacinella”) per la conformazione naturale a conca delle colline intorno alla città. Secondo altre interpretazioni il nome deriverebbe dall'apposizione del prefisso greco katà- ("presso") ad Aitnè, il nome greco dell'Etna (con il significato quindi di "nei pressi di" o "appoggiata all'Etna").

Catanzaro: Deriva dai termini greci Kato (“sotto”) e Antsari (“terrazza”), in quanto la zona circostante la città era terrazzata con molti giardini. In latino era Catanciarium.

Cesena: Dal latino Caesena, la cui origine è incerta. Diversi studiosi ritengono derivi dal torrente Cesuola che attraversa la città, altre fonti ipotizzano che il prefisso caes- rimandi al termine desueto cesina (cioè “terra disboscata”), cui si è aggiunto il suffisso -ena, di origine etrusca.

Chieti: Anticamente nota come Teate, le origini del nome affondano nella leggenda, secondo cui la città fu fondata da Achille, che la chiamò Teate in onore della madre, la ninfa Teti. Tutt'oggi i suoi abitanti vengono chiamati teatini.

Como: Il nome deriva dalla radice celtica Koimo, che significa “abitato”. La popolazione originale dei Comenses chiamava la propria città Comm, latinizzato poi in Comum.

Cosenza: Il primo nome della città fu Consentia, dato dai Bretti alla loro capitale nel 356 a.C., e che deriva dal “consenso” che diedero le altre città del Bruzio affinché diventasse la loro capitale.

Cremona: Etimologia incerta. È diffusa la credenza che il termine sia di origine preromana (gallica o celtica) e legata alla variante prelatina carm del termine “carra”, cioè sasso, roccia, e dal comune suffisso pure prelatino -ona.

Crotone: La leggenda narra che il nome derivi da Kroton, figlio di Eaco, che morì ucciso per errore dal suo amico Eracle. Questi, per rimediare all'errore e onorare l'amico, lo fece seppellire con solenne cerimonia sulle sponde del torrente Esaro e poi vicino alla tomba fece sorgere la città a cui diede il suo nome.

Cuneo: Dal latino cuneus (“cuneo”), inteso come altopiano a forma triangolare.

E Enna: Deriva dall'antico toponimo Henna di origine preindoeuropea, assolutamente incomprensibile dal punto di vista etimologico.

F Fermo: Forse derivante dall'aggettivo latino firmus, con il senso di “fedele” oppure “dai certi confini”. Altre ipotesi indicano una provenienza dal sabino Perwom ovvero dall'etrusco Permu, con il significato di “storto”, da porre in relazione con la pianta iniziale della città.

Ferrara: