Una cornice designa un telaio di legno o d'altra materia posto a scopo ornamentale che racchiude quadri, specchi, fotografie, ecc.

Le cornici sono generalmente fatte da quattro o più lati di legno tenuti insieme agli angoli da incastri e colla. La forma delle cornici, più spesso rettangolare, può essere anche esagonale, ottagonale o ovale. Tutte le cornici per quadri hanno una caratteristica comune: sono fatte in maniera da poter ricevere sul retro il telaio di un dipinto.

Storia

Origini Si pensa che le prime cornici siano quelle che circondavano i Ritratti del Fayyum. Le cornici in stucco potrebbero essere state utilizzate per appendere i ritratti nella casa del proprietario fino al momento della morte, a quel punto il ritratto sarebbe stato posizionato sopra la mummia. Un'altra teoria è che i ritratti siano stati dipinti vicino alla morte e siano stati portati in giro per la città in un corteo funebre prima che il corpo fosse portato all'imbalsamatore.

Originariamente, in Europa, la cornice non era un oggetto a sé stante: le cornici erano, infatti, ricavate dalla stessa tavola di legno del dipinto, situato su di una parte ribassata. Si può ipotizzare che il perimetro rialzato fosse utile al pittore come appoggio per non rovinare il quadro nell'atto di dipingere.

Le prime cornici in legno intagliato apparvero in piccoli dipinti su tavola del XII e XIII secolo. Secondo una serie storica pubblicata su Picture Frame Magazine:

Più tardi si sviluppò un metodo più efficiente e meno costoso che utilizzava strisce di modanatura smussate. Queste strisce erano attaccate a un pannello di legno piatto che produceva un risultato simile al pannello intagliato. Questo tipo di cornice è noto come cornice impegnata.

Quattrocento

Per tutto il XIV e il XV secolo, la maggior parte delle cornici europee fu commissionata dalla Chiesa, in gran parte per pale d'altare. Le cornici erano ornate con elementi architettonici che imitavano gli esterni delle grandi cattedrali. Il Rinascimento italiano vide anche l'ascesa dei mecenati, che si estendevano oltre la Chiesa. Nobili facoltosi, come gli esponenti della famiglia Medici, potevano portare cornici nella loro tenuta commissionando dipinti allegorici, devozionali e ritratti. Nacque così il telaio portatile o mobile. L'Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano (1423) è la prima pala d'altare realizzata con tavola e cornice in due pezzi separati.

Il Quattrocento vide la nascita della "tabula quadrata". Inoltre, si prese ad eseguire la cornice in un momento differente e con tecniche indipendenti dall'opera. A tal proposito, se l'Annunciazione tra i santi Ansano e Margherita di Simone Martini è stata considerata un passaggio intermedio fondamentale, l'Annunciazione di Cortona di Beato Angelico, conservata nel Museo Diocesano di Cortona, è stata indicata come esempio di tavola quadrata "moderna".

Il portico frontale, infatti, pur evocando la suddivisione a trittico, non interrompe il flusso dell'azione.Sempre nel Quattrocento, si diffuse l'uso della cornice "a tabernacolo". Ciò dimostra come il rapporto tra architetti e intagliatori fosse molto forte. Artisti quali Alberti e Brunelleschi contribuirono, con il loro operato, alla definizione della forma della cornice del XV secolo, come si può evincere, per Alberti, dal tempietto del Santo Sepolcro nella cappella Rucellai a Firenze o, per Brunelleschi, dalla Basilica di San Lorenzo.L'evoluzione della cornice "a tabernacolo", la sua semplificazione, comportò la trasformazione in "cornice a cassetta", con i quattro lati omogenei, elementi architettonici meno imponenti e nessuna traccia delle colonne.

Età moderna Tra la fine del XV e l'inizio del secolo XVI, sotto il regno di Francesco I, il primo monarca rinascimentale di Francia dal 1515 al 1547, l'arte divenne protagonista della vita quotidiana e fiorì insieme alle cornici. Le cornici erano progettate dai costruttori di mobili piuttosto che dall'artista, dallo scultore o dall'architetto, come in passato.

Dal 1610 al 1643, sotto il regno di Luigi XIII di Francia, i profili divennero più sottili dei loro predecessori italiani e apparvero disegni continui come ovoli e dardi, nastri, flussi di foglie e pronunciati disegni angolari in bassorilievo. Ciò aprì la strada al design barocco nelle cornici dei quadri. Sul finire del Seicento, a Firenze, venne abbandonato il fasto degli ornati cinquecenteschi, a favore dello stile romano di Pietro da Cortona, nella città toscana dal 1637 al 1647, per la decorazione di Palazzo Pitti.

Dal barocco, passando per il rococò, si approdò allo stile neoclassico. Sebbene fioriscano, in questo periodo, mascheroni con effigi di divinità o eroi classici, legati da ramificazioni vegetali, le cornici si spogliarono dello sfarzo barocco, a favore di linearità ed equilibrio.

Età contemporanea In età contemporanea, la cornice arrivò ad essere un contorno quasi impercettibile, sino a scomparire.

Con la nascita della fotografia, si iniziarono ad usare le cornici anche per le foto oltre che per i quadri.

Quando nacque la fotografia digitale, si diffusero le cornici digitali (dette anche portafoto digitali), la versione digitale di una tradizionale cornice portafoto. Costituita da una cornice in legno o plastica e un display LCD, generalmente integra un lettore di memorie, e degli altoparlanti, poiché alcuni possono leggere anche file multimediali quali MP3 e filmati video.

Le cornici per quadri erano molto sviluppate nei paesi ortodossi (ad esempio Russia e Serbia) e usate per coprire le icone nelle chiese. Le prime cornici americane, conosciute come American Empire Style Frames, sono molto semplici e utilitaristiche.

Descrizione

Gli ornati delle cornici per quadri possono essere realizzati mediante il taglio e la sagomatura del legno con strumenti quali la sega a nastro e il traforo meccanico. Tali lavorazioni consentono di ottenere motivi decorativi complessi, costituiti da intrecci di foglie, volute e altri elementi ornamentali. In alcuni casi, l'effetto di profondità è ottenuto mediante la sovrapposizione di più strati di legno, che conferiscono all'ornato differenti livelli di rilievo. Una volta sagomato, il motivo decorativo viene rifinito mediante l'impiego di sgorbie e scalpelli, con i quali l'artigiano esegue l'intaglio e l'incisione dei dettagliChris Pye, Woodcarving: Tools, Materials & Equipment, Guild of Master Craftsman Publications, Lewes, 2003, pp. 10-45..

L'intaglio della cornice è un'arte che richiede sensibilità manuale, precisione, coordinazione tra occhio e mano e un raffinato senso delle proporzioni. Prima di procedere all'esecuzione dell'intaglio, è generalmente necessario predisporre un disegno preparatorio, che consente di definire l'equilibrio dell'insieme ornamentale e di agevolare notevolmente il lavoro esecutivoChris Pye, The Woodcarver's Workbook, Guild of Master Craftsman Publications, Lewes, 1995, pp. 18-25..

Le cornici per quadri sono generalmente costituite da quattro elementi lignei assemblati agli angoli mediante incastri e colla. Sebbene la forma più comune sia quella rettangolare, esistono anche cornici quadrate, ovali, esagonali e ottagonali. Tutte condividono una caratteristica fondamentale: sono progettate per accogliere sul retro il supporto dell'opera pittoricaPaul Mitchell, Lynn Roberts, A History of European Picture Frames, Merrell Publishers, London, 1996, pp. 12-18..

Nei dipinti su tela, il telaio presenta normalmente uno spessore compreso tra 1,5 e 2,5 centimetri; nelle opere di grandi dimensioni tale misura può essere superiore. La parte posteriore della cornice destinata ad accogliere il telaio prende il nome di "battuta", poiché il supporto del dipinto vi si inserisce fino a poggiarvisi. Per le tele, la battuta ha generalmente una profondità di circa 3 centimetri, mentre nelle cornici destinate a dipinti su tavola può raggiungere e superare i 5 centimetriPaul Mitchell, Lynn Roberts, The Art of the Picture Frame, Merrell Holberton, London, 1996, pp. 20-24..

Le tavole dipinte antiche sono spesso composte da più assi lignee unite tra loro e rinforzate sul retro mediante traverse o montanti, elementi necessari a garantire la stabilità della struttura. La presenza di tali rinforzi richiede una battuta più profonda rispetto a quella necessaria per i dipinti su telaPaul Mitchell, Lynn Roberts, The Art of the Picture Frame, cit., pp. 20-31..

Le cornici per specchi, comunemente denominate specchiere, presentano una struttura analoga a quella delle cornici per quadri. La differenza principale riguarda la battuta, che è generalmente meno profonda e raramente supera 1,5 centimetri, poiché lo spessore dello specchio è normalmente inferiore a quello dei supporti pittoriciThe Structural Conservation of Panel Paintings, Los Angeles, Getty Conservation Institute, 1998, pp. 1-15..

Le cornici ovali, esagonali e ottagonali non sempre mantengono la medesima forma anche nel loro profilo esterno. In molti casi viene utilizzata una centina, ossia un elemento intermedio, spesso piano e successivamente decorato mediante intaglio, doratura o altre lavorazioni, che delimita l'apertura destinata al dipinto. La centina può avere una forma interna ovale, esagonale oppure ottagonale, mentre il suo perimetro esterno rimane quadrato o rettangolareThe Art of the Picture Frame, pp. 150-170..

In tal modo è possibile inserire un dipinto di forma non rettangolare all'interno di una struttura esterna regolare, facilitandone sia l'inquadramento estetico sia l'inserimento nell'arredo. La centina rappresenta quindi una soluzione tecnica e decorativa che consente di armonizzare forme differenti mantenendo la linearità della cornice esternaPaul Mitchell, Lynn Roberts, A History of European Picture Frames, pp. 145-155..

Funzione della cornice Definito "il più mobile dei mobili", la cornice, sino al XIX secolo, ha goduto di uno statuto autonomo rispetto a quello dell'opera pittorica, assoggettandosi alle mode o al gusto del collezionista. Negli abbinamenti tra il quadro e la cornice, infatti, si sono privilegiate la ricchezza delle decorazioni e delle dorature, a detrimento del rapporto ai modelli, all'artista, al luogo e all'origine del dipinto, alla sua struttura artistica e ai suoi colori.

In realtà, per altre ragioni e a dispetto dell'assoggettamento alle mode e al gusto, è ipotizzabile che essa abbia sempre intrattenuto un rapporto ancillare con l'opera d'arte. Tra i pensatori che si sono interrogati sulla cornice, un posto di primo piano occupa il filosofo e sociologo tedesco George Simmel, per il quale la funzione della cornice consta nell'escludere l'opera d'arte dall'ambiente circostante contribuendo a porla a quella distanza per cui essa diviene fruibile.

Alla funzione di ornamento, infatti, se ne aggiunge una seconda: quella di protezione dell'immagine da tutto ciò che la circonda. Questa considerazione all'apparenza ovvia, mette in luce la sua differenza dall'affresco: la cornice fa di un dipinto un quadro, emancipandolo dal luogo della sua manifestazione.

Note

Bibliografia

Jackson Albert, Day David, Manual completo de la madera la carpinteria y la ebanisteria, Ediciones del Prado, Madrid, De la edicion espanola. George Simmel, La cornice del quadro. Un saggio estetico, in Maddalena Mazzocut-Mis (a cura di), I percorsi delle forme, i testi e le teorie, Milano, Bruno Mondadori, 1997.

Voci correlate

Conservazione e restauro delle cornici dei dipinti George Simmel Passepartout (arte) Salvator Rosa (cornice) Targhetta

Altri progetti

Collegamenti esterni Seminario di Filosofia dell'immagine

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