Il Moschetto Automatico Beretta Mod. 18/30 o MAB 18/30 era una carabina semiautomatica italiana derivata dal Beretta MAB 18, prodotta dalla Fabbrica d'Armi Pietro Beretta nel periodo interbellico.

L’arma nacque come versione destinata ai servizi di pubblica sicurezza e di polizia del precedente MAB 18, dal quale differiva principalmente per il funzionamento in sola modalità semiautomatica. Fu adottata dalla Milizia Nazionale Forestale e successivamente dal Corpo forestale dello Stato, rimanendo in servizio per diversi decenni anche in funzioni cerimoniali.

Una versione prodotta su licenza in Argentina dalla HAFDASA fu commercializzata con la denominazione Ballester-Rigaud C1.

Tecnica Il MAB 18/30 conservava l’impostazione generale del MAB 18, inclusa la struttura con caricatore inserito lateralmente e il funzionamento a massa battente.

A differenza del modello originario, tuttavia, il MAB 18/30 operava esclusivamente in modalità semiautomatica. Il sistema di sparo utilizzava un otturatore non vincolato con chiusura labile e percussore flottante, soluzione tipica delle armi camerate per cartucce di pistola dell’epoca.

L’arma era camerata per la cartuccia 9 mm Glisenti, standard del Regio Esercito italiano nel periodo tra le due guerre. Il raffreddamento avveniva ad aria e l’alimentazione tramite caricatore amovibile.

Rispetto al MAB 18 automatico, il 18/30 offriva una maggiore controllabilità nel tiro singolo e un minore consumo di munizioni, caratteristiche considerate vantaggiose per impieghi di polizia.

L’arma era dotata di una baionetta ripiegabile integrata, sistemata sotto l’astina e richiudibile nel corpo dell’arma, soluzione che rifletteva ancora una concezione d’impiego in parte militare e di autodifesa ravvicinata. Tale elemento, più simbolico che realmente determinante sul piano operativo, evidenzia la transizione del progetto da arma automatica d’assalto a strumento di servizio per pattuglia, mantenendo tuttavia alcune caratteristiche tipiche delle armi regolamentari dell’epoca.

Storia e impiego Il Moschetto Automatico Beretta Mod. 18/30 deriva direttamente dal Beretta MAB 18, sviluppato negli ultimi anni della Prima guerra mondiale come una delle prime armi automatiche italiane camerate per munizioni da pistola. Il modello originario era concepito per impiego militare, ma la sua impostazione relativamente semplice e compatta lo rese presto oggetto di valutazioni per utilizzi non strettamente bellici.

Nel periodo tra le due guerre, le esigenze delle forze di pubblica sicurezza e dei reparti specializzati portarono alla realizzazione di una variante modificata, destinata a ridurre la cadenza di fuoco e a privilegiare il tiro controllato. Nacque così il MAB 18/30, che rispetto al modello precedente venne semplificato e reso operativo esclusivamente in modalità semiautomatica. Questa scelta rifletteva una tendenza diffusa in diversi paesi europei dell’epoca: adattare armi automatiche nate per il combattimento di trincea a ruoli di pattuglia, vigilanza e controllo del territorio.

L’arma fu adottata in particolare dalla Milizia Nazionale Forestale, dove trovò impiego nei servizi di sorveglianza delle aree rurali e montane, spesso in contesti isolati in cui era necessario un armamento compatto ma affidabile. La sua destinazione d’uso privilegiata non era il combattimento prolungato, ma la gestione di situazioni di sicurezza pubblica, controllo del territorio e supporto operativo ai reparti forestali.

Dopo la Seconda guerra mondiale, gli esemplari ancora in servizio vennero progressivamente assorbiti dal Corpo forestale dello Stato. In questo contesto l’arma continuò a essere utilizzata per molti anni, ma con un ruolo sempre più marginale, legato principalmente a scorte di magazzino e impieghi residuali.

Nel corso della seconda metà del XX secolo, il MAB 18/30 venne gradualmente sostituito da armi più moderne e standardizzate, ma alcuni esemplari rimasero a lungo nei depositi e vennero occasionalmente impiegati in attività cerimoniali o di rappresentanza. La sua lunga permanenza nei servizi forestali è dovuta più alla robustezza meccanica e alla semplicità costruttiva che a una reale continuità di impiego operativo in senso stretto.

Valutazione tecnica Il MAB 18/30 rappresenta una fase intermedia nell’evoluzione delle armi portatili italiane camerate per munizioni da pistola, collocandosi tra le prime pistole mitragliatrici sviluppate durante la Prima guerra mondiale e le soluzioni più mature del periodo successivo, culminate nel Beretta MAB 38.

Dal punto di vista meccanico, l’arma mantiene il sistema a massa battente tipico della famiglia Beretta dell’epoca, soluzione che garantisce semplicità costruttiva e robustezza ma che comporta limiti intrinseci nella gestione del rinculo e nella precisione nelle versioni originariamente automatiche da cui deriva. La principale caratteristica distintiva del modello 18/30 è la riconfigurazione funzionale rispetto al predecessore, con il passaggio alla sola modalità semiautomatica, che ne trasforma la natura operativa da pistola mitragliatrice destinata al fuoco di saturazione a arma compatta per tiro controllato, più adatta a compiti di pattuglia e sicurezza interna. L’alimentazione avviene tramite caricatore amovibile inserito verticalmente dal basso, soluzione coerente con la progettazione Beretta e funzionale a garantire una migliore linearità di alimentazione e un bilanciamento più neutro rispetto a schemi precedenti di derivazione bellica, contribuendo a una maggiore stabilità in fase di puntamento pur senza risolvere completamente le limitazioni di impostazione generale dell’arma.

Il munizionamento in 9 mm Glisenti, pur adeguato agli standard italiani dell’epoca, presenta prestazioni inferiori rispetto al 9×19 mm Parabellum, limitando gittata efficace ed energia terminale e confinando l’arma a impieghi ravvicinati. In confronto al MAB 38, il 18/30 risulta meno evoluto sotto il profilo ergonomico, balistico e industriale, soprattutto per l’assenza di un progetto ottimizzato per il fuoco automatico controllato e per la successiva standardizzazione produttiva, ma riveste comunque un ruolo significativo come soluzione di transizione che evidenzia la necessità, poi pienamente soddisfatta dal MAB 38, di coniugare compattezza, controllabilità e maggiore efficacia operativa in un’arma destinata non solo al contesto militare ma anche a quello della sicurezza interna.

Voci correlate Beretta MAB 18 STA 1924 Fabbrica d'Armi Pietro Beretta

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Categoria:Armi da fuoco leggere italiane della seconda guerra mondiale MAB 18/30 Categoria:Fucili semiautomatici