La battaglia di Brody-Dubno (conosciuta nella storiografia anche come battaglia di Brody, battaglia di Dubno o battaglia di Luck-Dubno) fu un grande scontro di carri armati tra le forze corazzate tedesche e sovietiche durante i primi giorni dell'operazione Barbarossa, nella seconda guerra mondiale.

Si trattò della battaglia più dura e combattuta nelle prime settimane dell'invasione tedesca e di una delle più grandi e violente battaglie tra mezzi corazzati della guerra sul fronte orientale, in termini di forze impiegate e di perdite paragonabile alla stessa battaglia di Kursk del 1943J.Erickson, The road to Stalongrad, pp. 164-165.. La battaglia, aspra e molto violenta, si combatté nelle regioni occidentali dell'Ucraina (aree di Brody, Dubno, Rovno e Luck) tra le esperte e efficienti Panzer-Division del Gruppo d'armate Sud (quattro divisioni corazzate), supportate da un potente appoggio della Luftwaffe, e i numerosi corpi meccanizzati sovietici (sette corpi meccanizzati, di cui almeno cinque parteciparono alla battaglia), dotati di grandi quantità di carri armati leggeri e medi, ma scarsamente organizzati e inesperti.

Nonostante il notevole valore dimostrato e la determinazione dei carristi sovietici, che mise in serie difficoltà le Panzertruppen veterane della Wehrmacht, i confusi e disordinati contrattacchi delle forze corazzate dell'Armata Rossa fallirono dopo quattro giorni di drammatici scontri tra carri, e riuscirono solo a rallentare l'avanzata tedesca senza poter bloccare la marcia su Žitomir e Kiev. Dopo aver subito pesanti perdite per l'azione nemica ma anche per avarie e carenze logistiche, i corpi meccanizzati sovietici, ormai decimati, dovettero abbandonare i contrattacchi e ripiegare verso est, mentre le Panzer-Division, pur indebolite, proseguirono in avanti, anche se dovettero riconoscere la pericolosità dell'avversario e il carattere profondamente diverso della lotta all'est, molto più difficile e costosa per la Wehrmacht, contro un nemico coraggioso, dotato di molti mezzi meccanici e deciso a combattereS. J. Zaloga, T-34/76 medium tank, pp. 13-17.. Operazione Barbarossa

Durante la lunga e piuttosto confusa fase di elaborazione teorica della strategia complessiva tedesca per l'invasione dell'Unione Sovietica (operazione Barbarossa) si erano confrontate pianificazioni frutto degli studi sia dell'OKH che dell'OKW, principalmente con gli apporti dei generali Erich Marcks, Bernhard von Lossberg e Friedrich Paulus. Mentre alcuni studi ipotizzavano una spinta offensiva principale nel settore settentrionale, per isolare e conquistare completamente l'area baltica e la regione di Leningrado in collegamento con i finlandesi, prima di una marcia su Mosca da nord, altri progetti prevedevano una classica avanzata diretta su Mosca lungo la strada maestra Minsk-Smolensk-MoscaC. Bellamy, Guerra assoluta, pp. 149..

La pianificazione adottata, frutto anche delle interferenze di Adolf Hitler e dei suoi dubbi sull'opportunità di una marcia diretta su Mosca, non definiva nel dettaglio tutta l'operazione, ma si limitava a progettare un'avanzata principale al centro (con l'impiego di due Panzergruppen - Panzergruppe 2 e Panzergruppe 3 con quasi 2000 carri armati in totaleE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. III, p. 125.) fino a Smolensk, mentre prevedeva importanti concentramenti anche a nord (con l'impiego del Panzergruppe 4 con oltre 600 carri armatiE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. III, p. 126.) e soprattutto a sud dove Adolf Hitler prevedeva di conquistare le ricche regioni cerealicole e gli importanti obiettivi minerari e industriali ucrainiC. Bellamy, Guerra assoluta, pp. 149-153..

L'OKH non condivideva completamente questa impostazione ma per il momento si accontentò di organizzare le prime fasi della campagna, evidenziando comunque come la spinta principale dovesse essere esercita nel settore centrale dell'immenso fronte orientaleE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. III, pp. 109-111.. Compito del potente Gruppo d'armate Sud al comando del prestigioso feldmaresciallo Gerd von Rundstedt restava quello di invadere l'Ucraina e di organizzare una grande manovra di accerchiamento puntando direttamente su Kiev per poi discendere lungo il Dniepr e accerchiare tutte le forze nemiche schiacciandole contro la costa del Mar Nero, in collaborazione con un secondo raggruppamento tedesco-rumeno schierato in Romania (Operazione Münich)R. Kirchubel, Operation Barbarossa 1941 (1), pp. 8-9.

Per effettuare una manovra così complessa il Gruppo d'armate Sud disponeva però di un solo raggruppamento corazzato, il Panzergruppe 1 al comando dell'esperto generale Ewald von Kleist. Il Panzergruppe era peraltro il più potente dei quattro schierati sul fronte orientale insieme a Panzergruppe 2 del generale Heinz Guderian che dipendeva dal Gruppo d'armate Centro, ed era costituito da cinque delle migliori e più esperte Panzer-Division, organizzate in tre Panzerkorps (3°, 48° e 14°), equipaggiate con un gran numero di Panzer III e Panzer IV più moderni e rafforzate da tre divisioni motorizzate e dai reparti Waffen-SS "Wiking" e "Leibstandarte Adolf Hitler"F. DeLannoy, Panzers en Ukraine, pp. 5-7.. Nel complesso il raggruppamento corazzato del generale von Kleist allineava 880 carri armati, tra cui 447 Panzer III (principalmente del modello con cannone anticarro da 5 cm/42, in grado di dominare i carri leggeri sovietici ed efficace anche contro i moderni carri medi T-34R. Michulec, Armor battles on the Eastern Front (1), pp. 3-4; l'autore evidenzia come il cannone tedesco 5cm/L42 avesse capacità simili al 76,2 mm F32 del carro sovietico, come la corazzatura inclinata frontale del T-34 fosse di solo 5mm più spessa di quella verticale del Panzer III, e come a 500-1000 metri di distanza il T-34 disponesse solo di un lieve margine di superiorità complessiva.) e 168 Panzer IVF. DeLannoy, Panzers en Ukraine, p. 7..

I progetti del comando del Gruppo d'armate Sud e del Panzergruppe 1 prevedevano piuttosto ottimisticamente di poter avanzare rapidamente in profondità con due Panzerkorps (il 3º e il 48º con quattro Panzer-Division) affiancati, puntando direttamente su Luc'k, Žitomir e quindi Kiev, sbaragliando le difese nemiche e le eventuali riserve presenti sul postoF. DeLannoy, Panzers en Ukraine, p. 13.. La presenza di un forte schieramento sovietico venne individuata ma la consistenza delle forze meccanizzate dell'Armata Rossa nel settore venne molto sottovalutata.

Nella realtà Stalin e il comando dell'Armata Rossa stavano costituendo forze imponenti proprio nel settore ucraino nella previsione di un possibile attacco tedesco in questa regione ricca di materie prime e di stabilimenti industriali. Secondo i piani del generale Georgij Žukov del 15 maggio, inoltre, dal settore dell'Ucraina occidentale sarebbero potute partire operazioni offensive preventive con numerose forze meccanizzate per anticipare i piani tedeschiC. Bellamy, Guerra assoluta, pp. 130-133.. Nelle ultime settimane erano quindi in movimento numerosi corpi meccanizzati inviati a rafforzare le cospicue forze già presenti. Alla data del 22 giugno quindi il generale Michail Kirponos, comandante del "Distretto militare speciale Sud-Occidentale", che sarebbe stato trasformato in guerra in "Fronte Sud-Occidentale", disponeva di forze poderose, anche se ancora parzialmente in movimento e non completamente schierate ed equipaggiate, numericamente molto superiori a quelle nemiche. In particolare erano presenti nel settore meridionale sette corpi meccanizzati con una disponibilità teorica di oltre 3800 carri armati di vario tipoOltre ai sette corpi meccanizzati presenti nel settore del Fronte Sud-occidentale - 22°, 4°, 15°, 8°, 9°, 19°, 24° - erano schierati più a sud altri tre corpi - 16°, 2° e 18° - che portavano il numero di carri armati complessivamente disponibili a , in: R. Kirchubel, Operation Barbarossa 1941 (1), p. 29..

In realtà questi raggruppamenti meccanizzati, costituiti ciascuno da due divisioni corazzate e una divisione meccanizzata con in teoria 1031 carri armati per ogni corpo meccanizzato, erano stati organizzati solo da pochi mesi, a seguito della precipitosa decisione di Stalin e dei suoi generali di ricostituire le forze corazzate autonome dopo le clamorose vittorie tedesche, e presentavano, tranne alcune eccezioni, gravi carenze di equipaggiamento (essendo costituiti in gran maggioranza da carri armati leggeri con solo piccole percentuali dei nuovi mezzi medi e pesanti superiori tecnicamente ai carri tedeschi), erano ancora poco addestrati, con quadri di comando giovani ed inespertiS. J. Zaloga, T-34/76 medium tank, p. 9.. Inoltre i corpi meccanizzati presentavano gravi carenze logistiche, mancavano di idonee attrezzature di manutenzione e riparazione, la quantità di munizioni anticarro disponibili era insufficiente, e non erano in grado di mettersi rapidamente in movimento dalle loro posizioni di schieramento, in alcuni casi lontani anche molte centinaia di chilometri dalla linea del fronte combattenteS. J. Zaloga, T-34/76 medium tank, pp. 9-15..

L'attacco del 22 giugno 1941 colse totalmente di sorpresa la dirigenza politica e militare sovietica, ancora convinta di una possibile guerra solo nel 1942; i primi ordini diramati nella mattinata risultarono contraddittori e poco efficaci e aumentarono ancora la confusione nei comandi subordinati sulla linea del fronte. Solo alle 21:15 il Comando supremo di Mosca diramò il fatale ordine n. 3 che imponeva di contrattaccare in massa impegnando in forze i corpi meccanizzati per schiacciare le punte offensive tedesche e passare immediatamente alla controffensiva in territorio nemicoC. Bellamy, Guerra assoluta, pp. 227-228.. Privi di informazioni precise sulla consistenza e la formidabile potenza delle masse corazzate della Wehrmacht gli alti comandi dell'Armata Rossa, il maresciallo Semën Konstantinovič Timošenko, Stalin e il generale Georgij Žukov, ritennero di riuscire ad impedire la catastrofe sulle frontiere impegnando in massa i corpi meccanizzati, ancora non concentrati e molto disorganizzati, in una controffensiva generale, secondo le linee guida del piano n. 41 preparato il 15 maggio 1941. I contrattacchi tentati disperatamente nei giorni seguenti dai generali sovietici sul fronte terminarono però con rovinose sconfitte e non poterono impedire il disastroso crollo delle linee sovieticheJ. Erickson, The road to Stalingrad, pp. 131-134..

Solo nel settore meridionale, particolarmente munito e dotato di riserve molto più potenti, il generale Kirponos, più avveduto e coadiuvato personalmente dal generale Žukov che si era immediatamente recato a Kiev già nella serata del 22 giugno, riuscì in qualche modo a concentrare una parte delle poderose forze meccanizzate a sua disposizione ed a organizzare contrattacchi in parte disordinati e confusi, ma che riuscirono a mettere in difficoltà i panzer tedeschi e che avrebbero provocato le più grandi battaglie di carri della prima fase della cosiddetta "Grande Guerra Patriottica"J. Erickson, The road to Stalingrad, pp. 163-165..

Battaglia in Ucraina Avanzata del Panzergruppe 1