Il Polo Museale - Sapienza Cultura (PMSC) è un gruppo di 18 strutture museali facenti riferimento alla Sapienza Università di Roma. La maggior parte di essi è situata all'interno della città universitaria di Roma o nelle sue vicinanze.

Storia Il Polo Museale - Sapienza Cultura coordina e promuove un sistema integrato di musei universitari che conservano un patrimonio di collezioni in grado di illustrare diversi campi della conoscenza, in rapporto a discipline sia scientifiche sia umanistiche.

Descrizione Museo di Anatomia Comparata

Il Museo ospita uno scheletro di una balenottera di 20 metri e di un capodoglio sito a mezz'aria sulla volta d'ingresso. Completano l'esposizione, tra gli altri oggetti da citare, degli strumenti per la ricerca anatomica, dei composti istologici e dei cimeli dello zoologo Battista Grassi.

Museo di Anatomia Patologica

Questo museo è sito nel Policlinico Umberto I e comprende circa reperti tra reperti autoptici ed organi prelevati da operazioni chirurgiche. Questi reperti sono conservati sotto vetro ed un cartellino ne espone la patologia del reperto esposto.

Storia Originariamente la collezione iniziata da Ettore Marchiafava alla fine dell'800 si trovava all'interno dell'Ospedale di Santo Spirito e successivamente portata all'attuale sede del Policlinico Umberto I. Successivamente fu distrutta quasi completamente durante il bombardamento di San Lorenzo nel marzo 1944. La ricostruzione fu iniziata nel 1950 mediante richiesta di Antonio Ascenzi. In seguito la collezione fu arricchita da documenti che strada facendo si modificavano o che fecero un'improvvisa comparsa come l'AIDS.

Descrizione Il museo consta di campioni anatomopatologia tuttavia la branca più completa è quella di patologia cardiovascolare che consta di circa 900 campioni.

Museo delle Antichità Etrusche e Italiche

Questo museo ricostruisce le antiche popolazioni italiche attraverso calchi, plastici e grafici. Storia Il museo fu progettato nel 1955 da Massimo Pallottino come complemento di due musei già esistenti all'interno dell'università La Sapienza, quello dei Gessi e quello delle origini. Tuttavia l'attuale collezione del museo è frutto di molte acquisizioni fatte a partire dal 1962. Nel 2004 il museo delle origini dona al museo delle antichità etrusche e italiche dei reperti rinvenuto durante degli scavi archeologici in cavernette falisce realizzati tra la fine dell'800 ed il primo trentennio del 900 da Angelo Pasqui, Raniero Mengarelli e Ugo Rellini nella zona di Corchiano Falerii. Del 2005 è l'acquisizione della collezione Gorga dal museo Pigorini.

Struttura Il museo si divide in due sezioni: La collezione Gorga con ceramiche etrusche ed italiche risalenti ad un periodo tra l'età arcaica e tardo ellenica, e bronzi etrusco-italici e romani. La collezione Rellini con materiali falisci, capenati e relativi al versante adriatico Il museo occupa due piani ed occupa una superficie complessiva di 570 m² compresi tra il pianterreno ed il seminterrato nel palazzo di lettere e filosofia, facoltà di scienze umanistiche.

Museo di Antropologia "Giuseppe Sergi"

Il Museo, attualmente chiuso al pubblico, conserva diversi reperti significativi per lo studio dell’evoluzione umana; tra questi, si distinguono i crani di una femmina e un maschio arcaici di Homo neanderthalensis (Saccopastore 1 e 2) vissuti circa 250.000 anni fa e rinvenuti rispettivamente nel 1929 e nel 1935, presso la cava di ghiaia di proprietà del duca Mario Grazioli, in località Sacco Pastore a Roma.

Storia Le origini del Museo risalgono al 1884, quando la cattedra di Antropologia fisica di Sapienza (al tempo, Regia Università degli studi di Roma La Sapienza) fu affidata a Giuseppe Sergi (1841–1936). Il nucleo originale, perlopiù costituito da crani acquisiti in quegli anni dal professor Sergi, era collocato presso la Regia Scuola di Applicazione per Ingegneri, nei locali del convento annesso alla basilica di San Pietro in Vincoli. Nel 1887 l'Istituto e il museo furono trasferiti al piano terra del palazzo del Collegio Romano, dove rimasero fino al 1938; in quell'anno furono definitivamente collocati al secondo piano dell'edificio di Antropologia e Psicologia della Città Universitaria, all'epoca appena costruita. Tra il 1929 ed il 1935 il Museo si arricchì dei suoi reperti più importanti: i già menzionati crani di Sacco Pastore. Nel dicembre 1982, in occasione della mostra "L'Uomo di Saccopastore e il suo ambiente: i Neandertaliani nel Lazio", fu allestita un'ala espositiva, poi divenuta permanente, dedicata alla divulgazione dell'antropologia. Nel 1984 il Museo fu intitolato a Giuseppe Sergi. Si susseguirono nella direzione del Museo, a partire da Giuseppe Sergi, prima il figlio, Sergio Sergi (1878–1972), e poi Giuseppe Genna (1896–1988), Venerando Correnti (1909–1991), Massimo Cresta (1928–2003), Pietro Passarello (1932–), Gabriella Spedini (1934–), Giorgio Manzi (1958–), Giovanni Destro-Bisol (1959–) e Fabio Di Vincenzo (1973–), attuale direttore.

Descrizione Il Museo è suddiviso in tre aree, di cui solo la prima, quella espositiva, è normalmente aperta al pubblico. Questa è a sua volta articolata in tre sezioni: due laterali, di cui una dedicata all'evoluzione umana e una alla storia dell'antropologia fisica a Sapienza, e una centrale, più ampia, che permette l'interazione del pubblico con le guide. Le tre sezioni convergono al fondo in un’area dedicata alla ricostruzione del sito del Pleistocene medio di Casal de’ Pazzi, nella bassa valle dell’Aniene, non lontano da Sacco Pastore.

Quanto alle restanti due aree, dedicate alla ricerca scientifica e alla conservazione, esse ospitano migliaia di beni bioantropologici, primatologici ed etnografici. Di particolare interesse sono:

i due crani di H. neanderthalensis rinvenuti in località Sacco Pastore (Saccopastore 1 e 2); il cranio e resti di postcranio del cosiddetto "uomo pre-neolitico della Maiella" o Fonterossi 1 (scheletro di una femmina adulta di circa cinquant'anni d'età, datato al 4670-4510 a.C.), scavato nel 1913 vicino alla località di Lama dei Peligni, in Abruzzo; la vasta e suggestiva "cranioteca" contenente migliaia di crani provenienti da tutto il mondo; le numerose serie scheletriche di varie epoche preistoriche e storiche; la collezione di circa 600 maschere facciali e busti in gesso; le raccolte di scheletri in vario grado di completezza di primati non umani; lo strumentario antropologico in uso presso l'Istituto tra '800 e '900, con gli originali ideati e creati da Sergio Sergi (successore del padre Giuseppe nella direzione dell'Istituto); il primo laboratorio di psico-fisiologia allestito da Giuseppe Sergi (1885 e segg.).

Museo di Arte Classica

Detto comunemente Museo dei Gessi o Gipsoteca. Il museo è suddiviso in 56 sale che espongono oltre 1000 copie in gesso di opere che spaziano dall'età classica al tardo ellenismo. È situato nell'edificio che ospita la Facoltà di Lettere e Filosofia.

Storia Il museo fu fondato da Emanuel Löwy nel 1892. L'idea di Löwy era quella di creare dei calchi in gesso di sculture ellenistiche originali e da copie romane a scopo didattico per le sue attività di professore. Tuttavia la prima sede fu al pianterreno di un palazzo al rione Testaccio al centro storico di Roma. In seguito, nel 1925 il museo fu spostato all'Istituto di San Michele e nel 1935 fu spostato nella sua attuale sede alla città universitaria.

Descrizione In taluni casi il museo mette a confronto i calchi di più repliche di uno stesso originale andato smarrito. Oltre ai calchi di statue, il museo conserva una raccolta di impronte gemmarie. NellOdeion del museo si svolgono le lezioni universitarie, convegni e conferenze; l'atrio ospita mostre temporanee.

Museo Laboratorio di Arte Contemporanea (MLAC)

Nato come osservatorio e centro di ricerche sull'arte figurativa e l'arte contemporanea, attualmente è diretto da Giuseppe Di Giacomo, ordinario di Estetica presso la Sapienza Università di Roma. Il Museo ha come obiettivo la promozione, la tutela, lo studio e la valorizzazione dell'arte contemporanea nella molteplicità delle sue forme. Il Museo si rivolge non soltanto agli studenti, agli studiosi e agli specialisti, ma anche agli stessi artisti, come pure a un pubblico più vasto, in un'ottica di apertura sempre più produttiva e strutturata verso l'esterno (come in particolare mostrano le diverse forme di collaborazione che il Museo sta definendo con alcune tra le principali istituzioni culturali a livello sia nazionale che internazionale con sede a Roma), in conformità con il progetto culturale del Polo Museale Sapienza. Di qui il carattere innanzitutto laboratoriale del Museo, che si offre come spazio interdisciplinare aperto destinato al confronto, alla sperimentazione e al dibattito.

Storia e descrizione Il nuovo museo è stato realizzato da Simonetta Lux nel 2003, sulle orme del museo preesistente, mantenendo lo stesso nome dal 1985 e con lo scopo, oltre che di promuovere la ricerca e la didattica, di creare un rapporto produttivo con l'artista e l'opera d'arte. Il centro di ricerca svolge: ricerca scientifica storico-critica esposizioni ed attività creative attività produttiva. Il museo, inoltre, ospita corsi di formazione per laureati e master con specializzazione in cura critica, installazione museale, curatore d'arte contemporanea (I e II livello). Il museo consta anche di un archivio di musica.

Museo di Arte e Giacimenti Minerari (Rocce Ornamentali)

Si è formato tramite una donazione dell'Associazione Assomarmi. In seguito si arricchì con lastre, pannelli illustrativi e foto. Anticamente era sito in un corridoio della sezione materie prime della Facoltà di Ingegneria prima di avere una sede fissa. La collezione è suddivisa per regioni e illustra la produzione di rocce ornamentali dell'Italia. Storia Il museo si forma nel 1984 tramite la donazione dell'associazione Assomarmi composta di cento lastre di rocce ornamentali. Originariamente si trovava nel dipartimento di ingegneria chimica, dei materiali delle materie prime e metallurgia a Via Eudossiana 18 a Roma, in seguito, ad ottobre 2000, il museo fu trasferito nel polo decentrato di Latina nella facoltà di ingegneria, qui il museo consta di una sede propria. La collezione, nel corso degli anni, si è arricchita fino ad arrivare alle attuali 150 lastre provenienti da molte regioni italiane. Completano la visita foto, cartografie e illustrazioni. La nomenclatura tiene conto del nome commerciale, il più conosciuto. Recentemente il museo si è arricchito di 90 campioni circa di minerali provenienti non solo dall'Italia ma anche da altre parti del mondo classificati in base all'aspetto e della genesi in base alla letteratura geologica, inoltre il museo si è arricchito di altre 120 rocce.

Museo di Chimica

Fu inaugurato nel 1992. Conserva vari strumenti di laboratorio, dei coloranti sintetici conservati in bottigliette antiche e il materiale pionieristico dell'istituto universitario di via Panisperna.

Descrizione Il museo è sito al pianoterra del dipartimento di chimica vicino all'edificio Cannizzaro. Il museo ha una superficie di suddivisa su due sale, la prima espone materiale storico, mentre la seconda ad esperienze innovative. Tra l'altro vi sono dei documenti di Stanislao Cannizzaro del 1872. Tra le opere minori sono da citare dei crioscopi, degli ebullioscopi e alcune attrezzature per la misurazione della radioattività oltre a dei termometri e ad attrezzi più recenti.

Museo Erbario di Roma

Vi sono conservati oltre un milione di esemplari vegetali. Il museo è suddiviso in cinque sezioni. Esemplari vegetali vivi sono invece esposti all'Orto botanico di Largo Cristina di Svezia 24 sempre a Roma.

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