È stata la consorte reale spagnola in carica per più anni.

Biografia Gioventù e fidanzamento

Sofia di Grecia e Danimarca nacque nel 1938 a Villa Psichiko, figlia primogenita del principe ereditario Paolo e di Federica di Hannover. Avrebbe dovuto chiamarsi "Olga", ma alla fine le venne dato il nome della nonna paterna, Sofia di Prussia, a sua volta nipote della Regina Vittoria.

Venne battezzata nella fede greco-ortodossa il 9 gennaio 1939, al palazzo reale di Atene. Ebbe come madrine Alessandrina di Meclemburgo-Schwerin, Elena del Montenegro, Elisabetta del Regno Unito, Irene di Grecia e come padrino Giorgio II. Dall'aprile del 1941, a causa dell'invasione italiana della Grecia, trascorse la sua infanzia in esilio, prima in Egitto e poi in Sudafrica, per tornare in patria nel 1946.

Frequentò l'El Nasr Girls' College ad Alessandria. Dal 1951 al 1955 studiò alla Schule Schloss Salem, dove espanse le sue conoscenze linguistiche, per poi lavorare ad Atene come infermiera infantile per due anni presso l'Ospedale Mitera.Morant Deusa, p. 398. In questo stesso periodo studiò belle arti, archeologia, musica e puericultura. Assieme alla sorella Irene e alla professoressa Arvanitopolou, condusse ricerche archeologiche sul territorio della tenuta di Tatoi, su cui furono pubblicati due libri in Grecia nel 1959 e nel 1960.

Nel 1960 fu un membro di riserva nella squadra di vela della Grecia alle Olimpiadi di Roma, facendo parte della classe Dragone. Proseguì gli studi al Fitzwilliam College dell'Università di Cambridge e, dopo il matrimonio, studiò discipline umanistiche all'Università autonoma di Madrid dal 1973 al 1977. Parla fluentemente in greco, francese, inglese, spagnolo e tedesco.

Durante l'adolescenza dei figli, la madre di Sofia si impegnò nel cercare per loro dei potenziali coniugi che fossero dello stesso rango, rifiutando l'idea di matrimoni ineguali.Dimitrakis, p. 92Vickers, p. 355. Cercò, senza successo, di fidanzare Sofia a Harald di Norvegia.Mateos Sáinz de Medrano, pp. 132-133, 144-148.

Sofia e Juan Carlos si conobbero nell'estate del 1954 a bordo del panfilo Agamennon, durante la crociera dei re organizzata dalla regina Federica.

Il 13 settembre 1961 fu annunciato il fidanzamento ufficiale nella villa di Losanna della regina Vittoria Eugenia. La coppia incontrò la stampa svizzera e 21 colpi di cannone furono sparati dal Licabetto per annunciare l'unione ai greci.

Matrimonio

Il 14 maggio del 1962 si sposarono ad Atene con rito cattolico nella Cattedrale di San Dionigi l'Areopagita, rito civile nel palazzo reale e rito greco-ortodosso presso la Cattedrale metropolitana.

Il matrimonio fu un evento grandioso nell'Atene postbellica, che per l'occasione arrivò a ospitare oltre 150 membri delle famiglie reali d'Europa. Le damigelle della sposa furono Alexandra di Kent, Anna d'Orléans, Anna Maria e Benedetta di Danimarca, la sorella Irene e Irene di Orange-Nassau, la cognata Pilar di Borbone-Spagna e Tatiana Radziwiłł. Sua madre le fece avere una dote molto ricca, minando il rapporto tra la casa reale e il Parlamento.Van der Kiste, p. 182.Mateos, p. 133Palmer e Grecia, p. 101

Con il matrimonio, Sofia abbracciò la religione del marito, rinunciando a far parte della successione al trono greco e cambiando la grafia del suo nome dal greco "Sophia" allo spagnolo "Sofía". Nello stesso anno divenne la prima donna a ricevere la Gran Croce dell'Ordine di Carlo III.

Nel 1971 divenne presidente onoraria del Comitato Spagnolo dell'UNICEF.

Regina di Spagna Anni settanta

Nel 1975 salì al trono spagnolo al fianco del marito, acquisendo da allora popolarità per il ruolo avuto nella democratizzazione della Spagna, dopo la trentennale dittatura di Francisco Franco.

Nel 1976 fece la sua prima apparizione pubblica senza il re, in compagnia di funzionari e consiglieri del Governo, partecipando a una celebrazione per la vigilia dello Shabbat alla sinagoga di Madrid. Vi prese parte su invito della comunità ebraica della città e fu accolta dal rabbino capo Felipe Halioua. Segnò la prima visita nella storia moderna di un membro della famiglia reale spagnola a un luogo di culto ebraico. L'evento venne anche interpretato come un mezzo per dare alla Spagna un'immagine più liberale.

Nel 1977 istituì per scopi umanitari la Fundación Reina Sofía, della quale è presidente esecutiva. Anni ottanta e novanta

Nel 1987 divenne presidente onoraria dell'allora Fundación de Ayuda contra la Drogadicción (istituita nell'anno precedente per prevenire il consumo di droga), incarico che mantenne fino al 2015, quando le successe la nuora Letizia. Nel 1999, durante una visita di Stato in Spagna della coppia presidenziale francese, mostrò il lavoro della fondazione la première dame Bernadette Chirac.

Nel 1993, a un pranzo organizzato da Fabiola del Belgio al Palazzo Reale di Bruxelles, incontrò l'economista Muhammad Yunus, recatosi nel paese in occasione di una premiazione. La regina mostrò un vivo interesse per i progetti di Yunus, per poi invitarlo al palazzo della Zarzuela a Madrid. Nel novembre 1996 si recò con lui in Bangladesh, visitando i villaggi del paese e le case di donne in condizioni di povertà in un soggiorno durato quattro giorni. Da allora è impegnata nel promuovere il microcredito, partecipando dal 1997 alle edizioni del Microcredit Summit, tra cui quella del 2011 che ha avuto sede a Valladolid.

Nel 1996 inaugurò i viaggi all'estero per rafforzare la cooperazione internazionale tra le attività della sua fondazione. Da allora si è recata in oltre 30 paesi per visitare le scuole primarie ed entrare in contatto con i progetti sul microcredito e di ricerca biomedica.

Anni duemila

Nell'ambito delle malattie neurodegenerative è stata impegnata dagli anni 2000 con la sua fondazione, presentando nel dicembre 2002 il Progetto Alzheimer per poi inaugurare nel marzo 2007 il Centro Alzheimer de la Fundación Reina Sofía.

Nel 2003 il Consiglio di Amministrazione dello Spanish Institute di New York le propose di intitolarle l'istituto, in riconoscimento alle sue attività. La regina accettò e da allora ne è patrona, con il compito di promuovere la cultura spagnola e l'unità delle Americhe. Dal 2008 fino al 2011 prese parte agli incontri del Gruppo Bilderberg. In quest'ultimo anno sostenne pubblicamente Muhammad Yunus, licenziato dalla Grameen Bank da lui fondata, e presiedette nel mese di settembre il Vertice Mondiale sui progressi nella ricerca sull'Alzheimer nel Palacio de Congresos di Madrid.

Nel luglio 2012 intraprese il suo terzo viaggio cooperativo nelle Filippine, dopo quelli del 2002 e del 2003, al fine di visitare i progetti finanziati in parte dall'Agenzia spagnola per la cooperazione internazionale allo sviluppo (AECID). Manifestò anche il suo apprezzamento al presidente Benigno Aquino III per il reinserimento parziale dello spagnolo nel sistema educativo filippino, affermando che "apre opportunità di benessere per le generazioni future del paese in un mondo globalizzato".

Nel 2014, prima di tre settimane dall'abdicazione del marito, partecipò alla sua quinta riunione nel Gruppo Bilderberg. A giugno dello stesso anno venne insignita del Path to Peace Award dalla Path to Peace Foundation. Controversie

Nel 2008 fecero discutere alcune sue dichiarazioni pubblicate dalla giornalista Pilar Urbano nel libro La Reina muy de cerca, frutto di diverse interviste con la regina. Sofia affermò di rispettare gli orientamenti sessuali delle persone e di essere favorevole al matrimonio tra individui dello stesso sesso, ma che una tale unione "non dovrebbe essere chiamata matrimonio".

Espresse anche dichiarazioni conservatrici in materia di educazione religiosa, eutanasia e omosessualità, suscitando critiche tra gli spagnoli d'ideologia liberale e sembrando ad alcuni venire in qualche misura meno alla discrezione mostrata fino ad allora. In breve tempo la casa reale si scusò per le affermazioni pubblicate e un portavoce comunicò il rammarico della regina per le offese e il disagio causato, sottintendendo però l'inesattezza di quanto riportato. Pilar Urbano rispose che le bozze del libro erano state approvate dall'ufficio della regina stessa.

Il presidente della Federazione Statale di Lebsiche, Gay, Transessuali e Bisessuali (FELGTB), Antonio Poveda, accettò le scuse della sovrana a nome della sua organizzazione, dichiarando che dei sentimenti negativi continuassero tuttavia a esistere nella comunità gay. Invece, il professore di sociologia Juan Díez-Nicolás affermò di non credere che "molte persone si sarebbero sorprese nell'apprendere le opinioni della regina".

Abdicazione del marito e vita privata

Nel settembre 2017 inaugurò con il presidente portoghese Marcelo Rebelo de Sousa il Vertice Mondiale sulla Ricerca e la cura dell'Alzheimer, presso la Fondazione Champalimaud di Lisbona.

Il 14 ottobre 2018 si recò in Vaticano per partecipare alla canonizzazione di papa Paolo VI, Óscar Romero e di altri cinque beati in piazza San Pietro. Per l'occasione esercitò il privilegio del bianco, di cui gode essendo la moglie cattolica di un ex sovrano cattolico.

Segue la dieta pescetariana. Come lei stessa ha dichiarato, questa scelta non è dettata da "motivi ambientalistici, etici o dietetici", ma da una rinuncia che fece in omaggio a suo padre quando questi morì, in quanto era particolarmente legata a lui. Si è dichiarata contraria alle corride e alla caccia.

Opere En Decelia: fragmentos cerámicos de Decelia y miscelánea arqueológica [1959–1960] (2013). ISBN 9788494103308

Discendenza

Sofia di Grecia e Juan Carlos I di Spagna ebbero due figlie e un figlio: Infanta Elena (1963), con l'ex marito Jaime de Marichalar (1963) ha avuto due figli; Infanta Cristina (1965), con l'ex marito Iñaki Urdangarin (1968) ha avuto quattro figli; Re Filippo VI (1968), con la moglie Letizia Ortiz (1972) ha avuto due figlie.

Titoli e trattamento 2 novembre 1938 - 14 maggio 1962: Sua Altezza Reale, la principessa Sofia di Grecia e Danimarca 14 maggio 1962 - 21 luglio 1969: Sua Altezza Reale, la principessa delle Asturie 21 luglio 1969 - 22 novembre 1975: Sua Altezza Reale, la principessa di Spagna 22 novembre 1975 - 19 giugno 2014: Sua Maestà, la regina di Spagna 19 giugno 2014 - attuale: Sua Maestà, la regina Sofia di Spagna

Ascendenza

Parentele Poiché i suoi genitori erano cugini di secondo grado, Sofia discende da Guglielmo I di Germania, Cristiano IX di Danimarca e Vittoria del Regno Unito sia per linea paterna che materna.

Onorificenze Onorificenze spagnole

Onorificenze greche

Onorificenze straniere

Onorificenze accademiche

Note

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

Sofia Sofia Sofia Categoria:Cavalieri di gran croce OMRI Categoria:Cavalieri dell'Ordine dell'Elefante Categoria:Dame dell'Ordine dei Serafini Categoria:Cavalieri del Toson d'oro Sofia Categoria:Collari dell'Ordine di Carlo III Categoria:Gran croce della Legion d'onore