La guerra franco-prussiana si concluse il 27 gennaio 1871 con la firma dell'armistizio. La sottoscrizione dell'accordo di pace (Trattato di Francoforte) il 10 maggio 1871 pose una fine definitiva al conflitto, da cui derivarono importanti conseguenze.
La Francia distrutta Il popolo francese tra desiderio di pace e di rivincita
La Francia uscì sfinita da un conflitto che nella sua parte conclusiva si era tramutato in una lotta del popolo per la difesa del proprio territorio e della propria sovranità ed aveva per questo cessato, da tempo, di assumere i connotati di una guerra "dell'Imperatore". La vittoria delle forze conservatrici alle elezioni svoltesi nel periodo dell'armistizio apparve un messaggio chiaro di rinuncia alla lotta da parte della popolazione e della volontà di ritornare alla pace.Badsey 2003, p. 81 ss.Brogan1963, p. 191
L'amarezza provata da molti francesi per la sconfitta, che diffuse un forte senso di umiliazione, anche a causa del trattamento mortificatorio riservato alla Francia da parte dei nemici prussiani, alimentò episodi di risentimento, specie all'interno delle componenti patriottiche e nazionaliste. Tale sentimento di frustrazione nazionalistica sarà conosciuto con il nome di revanscismo, termine etimologicamente legato alla parola francese "revanche" che significa "rivincita". Questa tendenza, attraversata da sfumature di natura politica, germinata negli animi dei patrioti francesi, assieme all'annessione tedesca dell'Alsazia e della Lorena (decisa dal trattato di Francoforte) che divennero il "pomo della discordia" attorno al quale si costruirà un'accesa rivalità franco-tedesca, costituiranno elementi cruciali delle ragioni degli eventi che condurranno all'esplosione del primo conflitto mondiale.Banti 1997, p. 142
Proclamazione dell'impero tedesco
La sconfitta francese, oltre a causare il dissolvimento dell'intero esercito imperiale, provocò uno sconvolgimento politico radicale nel paese. Il crollo dell'Impero di Napoleone III avviò la fase della terza Repubblica, che venne proclamata a Parigi il 4 settembre 1870. Negli ultimi atti della guerra gli stati tedeschi proclamarono la loro unificazione e venne decretata la costituzione dell'Impero tedesco.
L'unificazione delle terre germaniche era stata però virtualmente sancita con la partecipazione al conflitto degli stati tedeschi meridionali. Durante la guerra e anche prima di essa, già la Confederazione della Germania del Nord, l'unione federale dei ventidue stati tedeschi a nord del Meno sorta nel 1866, si era mossa come uno stato a sé stante e aveva assunto le particolarità di una versione in scala ridotta dell'Impero germanico nato parallelamente al tramonto dell'egemonia francese. La convergenza di tutti gli stati germanici sull'accordo intorno alla creazione del Deutsches Reich era stata ottenuta dopo non poche difficoltà, soprattutto per le opposizioni di Baviera e Württemberg.Wawro 2003, p. 302 I principi tedeschi offrirono a Guglielmo I la corona di "Imperatore tedesco" (non "di Germania", per non suscitare attriti con i sovrani degli altri stati tedeschi), dopo che già il 18 dicembre 1870 una deputazione del parlamento tedesco del nord aveva offerto l'ornamento regale a Guglielmo.Schulze 2000, p. 95
Per dimostrare l'ampiezza della vittoria e quindi la gravità della débâcle francese, la cerimonia della solenne proclamazione ebbe luogo all'interno di uno dei simboli storici della Francia, luogo rievocatore dell'antica supremazia dei monarchi dellAncien Régime, nella galleria degli specchi della reggia di Versailles, il 18 gennaio 1871. Ciò costituì una forte umiliazione per la Francia e corroborò il significato del trasferimento del ruolo di principale attore europeo da una Francia neo-repubblicana prostrata al nascente Reich pangermanistico. La sconfitta della Francia, come l'unificazione della Germania e la conseguente annessione di Roma al Regno d'Italia (20 settembre 1870), rivoluzionarono infatti l'equilibrio della politica europea e ridisegnarono le mappe territoriali.
L'armistizio e le elezioni dell'Assemblea nazionale
L'armistizio entrato in vigore il 28 gennaio, si prolungò fino al 19 febbraio per consentire lo svolgimento delle elezioni per un nuovo governo che avrebbe dovuto accettare le clausole del trattato di pace. Qualora queste non fossero state avallate dal nuovo esecutivo, il conflitto sarebbe potuto riesplodere. In particolare, l'azione di Bismarck si concentrò, all'indomani della resa di Parigi, sull'elemento prioritario delle richieste prussiane, ovvero la cessione dell'Alsazia-Lorena. Il cancelliere sostenne che fosse sopra di ogni altra domanda la "protezione strategica del nostro confine a sud-ovest".Herre 1994, pp. 270-273 Bismarck minacciò la prosecuzione del conflitto "se necessario, per altri dieci anni" qualora la Francia non si fosse piegata ad accettare il trasferimento delle province. L'Alsazia e la Lorena sotto lo stivale prussiano avrebbero rappresentato, nei suoi pensieri, il baluardo a protezione del Reich nella prospettiva di una prossima nuova esplosione del conflitto contro la Francia (eventualità che Bismarck sostenne si sarebbe di nuovo realizzata e che il suo programma politico, successivo alla fine della guerra e teso a proteggere le acquisizioni prussiane, avrebbe cercato di scongiurare).
Le elezioni si svolsero l'8 febbraio e l'Assemblea nazionale fu riunita a Bordeaux. Dalle votazioni uscì pienamente vincente il blocco monarchico-cattolico; del tutto minoritaria risultò la componente repubblicana e radicale. Il politico conservatore Adolphe Thiers, già coinvolto nelle operazioni di negoziazione dell'armistizio, il 17 febbraio 1871 fu eletto a capo dell'esecutivo dall'Assemblea nazionale e il 1º marzo fece ratificare (dopo un'accettazione preventiva a Versailles il 26 febbraio) dalla stessa Assemblea gli accordi preliminari che il 10 maggio portarono alla firma della pace di Francoforte che imponeva la cessione di Alsazia e Lorena e la permanenza nell'est della Francia di truppe di occupazione fino al completo pagamento di 5 miliardi di franchi (l'equivalente di circa 1 miliardo di dollari attuali) come indennità di guerra. La Germania avrebbe ricevuto inoltre 1.000 milioni di franchi entro i successivi 12 mesi e il saldo entro tre anni. Dalle cessioni territoriali venivano escluse le terre coloniali francesi, che non rientrarono nelle mire di Bismarck. Lo stesso giorno della ratifica del trattato l'esercito prussiano sfilò sotto l'arco di Trionfo di Parigi alla presenza del Kaiser.
La Comune di Parigi
L'accordo capestro di Francoforte mise il parlamento francese nella condizione di approvare misure rigorose sul piano economico. Esse erano dirette a colpire soprattutto la popolazione di Parigi che, a causa di quei provvedimento, rischiava in massa la bancarotta economica o lo sfratto.Brogan 1965, p. 73 Il popolo della capitale francese fu scosso da un moto di indignazione e la guardia nazionale di Parigi (alla quale si imponeva la soppressione dello stipendio), formata da socialisti, anarchici e proudhoniani, si ribellò. Essa, che costituiva l'unica forza validamente organizzata con il resto dell'esercito sostanzialmente disarmato, si unì ai rivoluzionari nella proclamazione della Comune di Parigi, che fu annunciata nell'Hôtel de Ville il 28 marzo con la promessa del ritorno agli spiriti rivoluzionari del 1792-1794, gli anni del predominio della sinistra democratica radicale durante la rivoluzione. Con la vittoria delle forze di sinistra al Consiglio della Comune, fu avviata una stagione di riforme politiche e sociali d'ispirazione anarchica e socialista (omologazione del livello di stipendio tra impiegati e operai, soppressione della separazione dei poteri).Testa 2004, p. 78
L'esperimento comunardo sarebbe durato poco più di un mese e avrebbe conosciuto presto il proprio soffocamento, senza aver suscitato entusiasmo nel resto del paese ed essendo rimasto un fenomeno praticamente isolato. Il 2 aprile le armate francesi provenienti da Versailles mossero il primo attacco alla città presso Neuilly, mentre il giorno successivo un attacco comunardo fu disperso.Badsey 2003, p. 86 Il 6 aprile il generale Mac-Mahon, ritornato da una breve prigionia in Germania, sostituì Vinoy come governatore militare e fu incaricato di riprendere la capitale. La fine della parabola rivoluzionaria coincise con la riconquista di Parigi da parte dalle truppe francesi, supportate dai prussiani. Il 28 maggio 1871, dopo una settimana di violenza e dura repressione (passata alla storia come settimana di sangue), le forze franco-prussiane posero termine alla rivolta lasciando una divisione insanabile in seno alla politica francese.Brogan 1963, p. 198
L'esercito francese, che registrò negli scontri la perdita di 873 militari, massacrò circa 25.000 comunardi. La Comune parigina, che per reagire alle esecuzioni sommarie dell'esercito di Mac-Mahon aveva istituito un Comitato di Salute pubblica sul modello di quello del 1793 e deciso l'arresto di ostaggi ritenuti ostili alla rivoluzione, fucilò per rappresaglia 85 ostaggi.B. Noël, Dictionnaire de la Commune, II, 1978, pp. 132-133.
Nella sua opera La guerra civile in Francia, Karl Marx indicherà la Comune come esempio di ciò che è auspicabile e, nel contempo, di ciò che va evitato. Egli aveva vanamente messo in guardia i francesi, nel momento in cui cadde l'impero, che il loro scopo sarebbe dovuto consistere nella costruzione del futuro e non nella riesumazione del passato.Brogan 1963, p. 194
Risvolti internazionali Il sistema bismarckiano delle alleanze
Sul fronte delle ripercussioni all'estero della vittoria tedesca il rafforzamento della Germania apparve come un fattore fortemente destabilizzante per gli equilibri europei. Nel 1871, in un discorso tenuto alla Camera dei Comuni, il primo ministro britannico Benjamin Disraeli affermò: "questa guerra rappresenta una rivoluzione tedesca, un grande evento politico dopo la rivoluzione francese del secolo scorso".Wawro 2003, p. 305 Inoltre pose l'accento su come la violenta affermazione della Prussia avrebbe potuto avere ripercussioni su una struttura europea già precaria, uscita scossa dagli eventi del 1848 e della guerra di Crimea. La Germania bismarckiana era diventata "un fattore scomodo dell'equilibrio, molto più difficile da maneggiare della Prussia, dell'Austria e della Germania di un tempo".Sturmer 1988, pp. 250-254 e pp. 275-279
Per Bismarck si pose il problema di come compensare le sue conquiste territoriali in relazione agli interessi delle altre potenze europee (il cancelliere prima della guerra aveva già fornito il proprio appoggio alla nuova militarizzazione del Mar Nero da parte della Russia che costituiva una violazione di fatto dei termini della pace di Parigi), ma più in generale, di quale atteggiamento assumere nei rapporti con gli altri Stati del vecchio continente. Oltre la strada degli indennizzi a fronte dei territori ottenuti, si aprirono altre alternative, come quelle di una pericolosa lotta per l'egemonia - che implicava la corsa agli armamenti e il ricorso alla minaccia della guerra preventiva - oppure di un comportamento difensivo che puntasse a garantire la pace tramite la creazione di una rete di alleanze che potesse escludere il pericolo dell'isolamento.