La Repubblica Ceca (, ) o Cechia è uno Stato indipendente senza sbocco al mare dell'Europa centrale, membro dell'Unione europea. La sua capitale è Praga.
In senso orario da nord, confina con Polonia, Slovacchia, Austria e Germania. Il Paese è formato da tre grandi regioni storiche: a ovest la Boemia, a est la Moravia e, nella parte centro-settentrionale, la Slesia ceca, parte della più ampia regione che si estende anche in Germania e Polonia.
Tra il 1918 e il 1992 fu unito alla Slovacchia a formare lo Stato di Cecoslovacchia, a sua volta nato per indipendenza dall'impero austro-ungarico. I due Paesi si scissero il e, dal giorno successivo, sono mutualmente indipendenti. Oltre che dell'Unione europea, la Repubblica Ceca fa parte dell'ONU e della NATO e, nel rapporto 2019 del Global Peace Index, era ritenuto tra i più sicuri Paesi del mondo.
Storia
Dalle invasioni barbariche alla Grande Moravia
Nel I secolo a.C. la Boemia fu terra di conquiste da parte delle tribù germaniche, probabilmente i Suebi e Quadi e nello specifico le tribù dei Marcomanni. Ciò indusse le popolazioni dei Boi a spostarsi nei territori della moderna Svizzera e nel sudest della Gallia, mentre le popolazioni che restarono vennero ben presto assorbite dai Marcomanni. Nel VI secolo d.C. il territorio boemo e moravo da essi occupato fu colonizzato da popolazioni slave.
Nel VII secolo la Moravia fu il cuore del primo regno slavo, il Regno di Samo, che si estendeva dal fiume Váh fino ai Tatra. Alla fine dell'VIII secolo si costituì il Principato di Moravia, che nell'833, con la conquista del Principato di Nitra (l'odierna Slovacchia e parti dell'Ungheria settentrionale), divenne lo Stato della Grande Moravia. Con Svatopluk I il regno raggiunse la sua massima espansione: occupava il territorio delle odierne Repubblica Ceca e Slovacchia, la parte occidentale dell'odierna Ungheria (Pannonia), oltre alla Lusazia (nell'odierna Germania) e alla Slesia e al bacino dell'alta Vistola (nella Polonia Meridionale).
Dopo la morte di Svatopluk, nell'895, i principi moravi lasciarono il regno per diventare vassalli di Arnulfo di Carinzia, e lo Stato moravo cessò di esistere dopo le invasioni dei Magiari negli anni 906-7. A seguito della sconfitta di questi ultimi da parte dell'imperatore Ottone I di Sassonia nella battaglia di Lechfeld del 955, Boleslao I Přemyslide, re di Boemia e alleato di Ottone, ricevette la Moravia. Boleslao I di Polonia annesse la Moravia nel 999 e la governò fino al 1019, quando il principe přemyslide Bretislao la riconquistò. Alla morte del padre nel 1035, Bretislao divenne anche regnante di Boemia. Nel 1054 Bretislao decretò che le terre boeme e morave sarebbero state ereditate assieme per primogenitura, anche se dispose che il suo figlio minore dovesse governare parte della Moravia come vassallo del fratello maggiore.
Il Regno di Boemia
Il Regno di Boemia (in ceco: České království; in tedesco: Königreich Böhmen; in latino: Regnum Bohemiae) fu uno Stato collocato nella regione della Boemia, in Europa centrale, nei territori attualmente corrispondenti alla Repubblica Ceca.
Il Re di Boemia fu, per la maggior parte della storia del regno, anche un principe-elettore del Sacro Romano Impero sino alla dissoluzione di quest'ultimo nel 1806, e molti re di Boemia furono anche imperatori essi stessi. La capitale, Praga, era de facto il centro del Sacro Romano Impero sul finire del XIV secolo, e nuovamente acquisì vigore tra il finire del XVI secolo e l'inizio del XVII secolo.
Dal 1526, il regno venne continuativamente governato dalla casa d'Asburgo prima e dagli Asburgo-Lorena poi. Dopo la dissoluzione del Sacro Romano Impero essa divenne parte dell'Impero austriaco come dominio diretto e dal 1867 entrò ufficialmente a far parte dell'Impero austro-ungarico.
La Boemia rimase sempre formalmente un regno separato dal resto dei territori dell'Impero, limitandosi a essere inclusa come "terra della corona dell'Impero austriaco". Negli ultimi anni di esistenza dell'Impero austro-ungarico, la Boemia era la terra più avanzata ed economicamente prospera dei domini imperiali.
La lingua ceca, definita ufficialmente boemo sino al XIX secolo, era la lingua ufficiale parlata in loco e utilizzata dal governo a partire dal 1627, sebbene il tedesco fosse largamente utilizzato per l'amministrazione e per diverse aree abitate in prevalenza da germanofoni. Infatti in quell'anno il tedesco venne ufficialmente equiparato al ceco come lingua che riuscì a prevalere nell'uso corrente.
La corte reale utilizzò il ceco, il latino e il tedesco come lingue ufficiali, a seconda del periodo storico. A seguito della sconfitta delle Potenze Centrali nella prima guerra mondiale, l'Impero austro-ungarico si dissolse e la Boemia divenne parte della neonata Repubblica Cecoslovacca.
La dinastia dei Přemyslidi
Dopo essersi liberati dalla dominazione degli Avari nel VII secolo, gli abitanti della Boemia vennero governati, a partire dal IX secolo dalla dinastia dei Přemyslidi che continuò a regnare fino al 1306. Il primo sovrano a fare uso del titolo di Re di Boemia fu il duca Vratislav II nel 1085, seguito da Vladislao II nel 1158, tuttavia i loro eredi continuarono a fare uso del titolo nobiliare di duchi. Il titolo di re divenne definitivamente ereditario a partire dal 1198 sotto il regno di Ottocaro I.
Per tutta l'era přemyslide, i principi giovani spesso governarono tutta o parte della Moravia da Olomouc, Brno o Znojmo, con diversi gradi di autonomia rispetto al regnante di Boemia. La Moravia raggiunse il massimo dell'autonomia nel 1182, quando l'imperatore Federico I elevò la Moravia allo status di margraviato (o marca), direttamente soggetto all'imperatore e indipendente dalla Boemia. Questo status ebbe vita breve: nel 1197 Vladislao III di Boemia risolse la disputa sulla successione tra lui e il fratello Ottocaro abdicando dal trono boemo e accettando il margraviato di Moravia come vassallo della Boemia.
Lussemburgo, Asburgo e la guerra hussita
La dinastia přemyslide si estinse nel 1306 e nel 1310 Giovanni di Lussemburgo divenne re di Boemia, appartenente a una dinastia "straniera". Nel 1378 alla morte dell'imperatore Carlo IV, re di Boemia con il nome di Carlo I, salì al trono il figlio Venceslao IV, osteggiato dalla nobiltà e dal fratello Sigismondo. Venceslao nel 1419, poco dopo l'atto che avrebbe innescato la miccia rivoluzionaria hussita. Fu il fratello a rivendicare la corona e a tentare di riportare all'obbedienza i rivoltosi, capeggiando contro di essi ben cinque crociate dagli esiti disastrosi. Solo nel 1436 riuscì, tramite l'accettazione dei Compactata, a insediarsi sul trono. Tuttavia morì l'anno successivo senza eredi e dopo una breve parentesi con Alberto II d'Asburgo, il trono boemo restò di nuovo vacante 1439. In questo vuoto di potere salirono alla ribalta alcune famiglie nobiliari tra cui i signori di Kunštát e Poděbrady, legati tra l'altro all'utraquismo.
Giorgio di Poděbrady iniziò la sua carriera nell'amministrazione come prefetto della regione di Mladá Boleslav. Riuscì a entrare nell'organismo di governo della Boemia e nel 1448, in seguito a un tentativo cattolico di annullare i Compactata da lui sventato, nel 1453 prese il posto di governatore del regno fino alla salita al trono di Ladislao il Postumo, che morì senza lasciare eredi.
A quel punto gli ordini del regno ne approfittarono per eleggere un monarca nazionale e la scelta cadde su Giorgio che nel 1458 fu incoronato re di Boemia e margravio di Moravia a dispetto delle vicine dinastie, Asburgo e Jagelloni. Nel 1466 papa Paolo II scomunicò Giorgio e vietò a tutti i cattolici di continuare a servirlo e nel 1469 Mattia Corvino, re d'Ungheria, conquistò la Moravia. Questa venne riunita alla Boemia nel 1490 quando Vladislao Jagellone, che era succeduto a Giorgio come re di Boemia nel 1471, succedette anche a Matteo come re d'Ungheria. Nel 1526 Luigi, il figlio di Vladislao, morì in battaglia e Ferdinando I d'Asburgo venne eletto re di Boemia. La Moravia rimase assieme alla Boemia come possedimento asburgico fino al termine della prima guerra mondiale.
Boemia e Moravia nell'Impero asburgico
Nel XIX secolo Boemia e Moravia si trovavano alla periferia nord dell'Impero asburgico, ai confini della nuova potenza prussiana. A seguito dell'accordo bipartito con l'Ungheria del 1867 (Ausgleich), Boemia e Moravia restarono nella parte austriaca della duplice monarchia (Cisleitania), mentre la Slovacchia passò sotto il controllo diretto di Budapest (Transleitania).
A seguito della primavera dei popoli si diffusero nell'Impero asburgico movimenti nazionali. Tra questi l'austroslavismo si prefiggeva il conseguimento dei propri obiettivi nazionali e nazionalistici all'interno dell'Impero asburgico anche attraverso la sua collaborazione. Le finalità di questo movimento erano varie e andavano dall'autodeterminazione dei cechi fino al trialismo sloveno e croato. L'austroslavismo venne proposto per la prima volta attorno alla metà dell'Ottocento dai liberali cechi, tra cui Karel Havlíček Borovský, come opposizione al concetto di panslavismo ed in seguito venne completato da František Palacký.
Verso fine Ottocento prese piede in Boemia e Moravia il movimento panslavista detto dei Sokol che reclamava pari diritti per i sudditi slavi della monarchia come per tedeschi e ungheresi, tanto che un congresso panslavo si era tenuto a Praga nel luglio 1908. Durante la crisi diplomatica dell'inverno seguente, i cechi presero senza esitazioni le parti dei serbi e il giorno del 60º anniversario dell'ascesa di Francesco Giuseppe al trono a Praga dovette essere dichiarata la legge marziale. Il conflitto nazionale si riversò sulla monarchia: le attività parlamentari furono tutte bloccate dall'ostruzionismo dei parlamentari cechi.
Anche il Partito Socialdemocratico d'Austria non riuscì a controllare gli antagonismi fra le diverse nazionalità al suo interno. Nel 1899, al congresso del partito a Brünn i socialdemocratici avevano presentato un programma di riforma nazionale basato su federalismo democratico che accordava il diritto delle decisioni nazionali a unità territoriali formate in base alla nazionalità. Karl Renner e Otto Bauer, che più tardi divennero leader del socialismo austro-tedesco, abbozzarono vari programmi per la soluzione del problema delle nazionalità in alcuni libri pubblicati tra il 1900 e il 1910. Tuttavia questi sforzi non riuscirono a impedire ai socialisti di dividersi anche lungo linee nazionali, tanto che nel 1910 i socialisti cechi si dichiararono indipendenti dal Partito Socialdemocratico d'Austria.
Storia della Cecoslovacchia