Biografia Nacque a Parma nel 1895 da Marino Vincenzi ma risiedette a Reggio Emilia. A causa del suo dichiarato comunismo e antifascismo fu arrestato diverse volte e più volte condannato a varie pene detentive e di confino con l'accusa di aver ricostituito il Partito Comunista Italiano.Commissione di Reggio Emilia, ordinanza del 29.11.1926 contro Sante Vincenzi (“Attività antifascista”). In: Adriano Dal Pont, Simonetta Carolini, L'Italia al confino 1926-1943. Le ordinanze di assegnazione al confino emesse dalle Commissioni provinciali dal novembre 1926 al luglio 1943, Milano 1983 (ANPPIA/La Pietra), vol. III, p. 1015Sentenza n. 128 del 14.9.1931 contro Sante Vincenzi e altri (“Organizzazione comunista mantovana. Tentativo di ricostruire la Confederazione generale del lavoro. – Appartenenza ad associazione dissolta”). In: Adriano Dal Pont, Simonetta Carolini, L'Italia dissidente e antifascista. Le ordinanze, le Sentenze istruttorie e le Sentenze in Camera di consiglio emesse dal Tribunale speciale fascista contro gli imputati di antifascismo dall'anno 1927 al 1943, Milano 1980 (ANPPIA/La Pietra), vol. I, p. 536Sentenza n. 131 del 18.9.1931 contro Sante Vincenzi e altri (“Costituzione del PCd'I, propaganda sovversiva”). In: Adriano Dal Pont, Simonetta Carolini, L'Italia dissidente e antifascista. Le ordinanze, le Sentenze istruttorie e le Sentenze in Camera di consiglio emesse dal Tribunale speciale fascista contro gli imputati di antifascismo dall'anno 1927 al 1943, Milano 1980 (ANPPIA/La Pietra), vol. I, p. 537
Dal 1937, anno in cui ricevette l'ultima condanna al confino,Commissione di Reggio Emilia, ordinanza del 27.1.1937 contro Sante Vincenzi (“Organizzazione comunista”). In: Adriano Dal Pont, Simonetta Carolini, L'Italia al confino 1926-1943. Le ordinanze di assegnazione al confino emesse dalle Commissioni provinciali dal novembre 1926 al luglio 1943, Milano 1983 (ANPPIA/La Pietra), vol. III, p. 1022-1023 riacquistò la libertà dopo la caduta del Fascismo nell'agosto del 1943.
Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 Vincenzi entrò nella Resistenza, operando nel Comando unico militare dell'Emilia-Romagna (CUMER). Con il nome di battaglia di "Mario" svolse il compito di ufficiale di collegamento tra le brigate della divisione Garibaldi "Bologna".
Tra febbraio e marzo del 1945 fu inviato in missione nel Sud dell'Italia presso il CLN nazionale.
Il 20 aprile 1945, alla vigilia dell'insurrezione, fu catturato dai fascisti, insieme a Giuseppe Bentivogli, in piazza Trento e Trieste a Bologna, ed entrambi furono torturati e fucilati nella stessa notte.
I corpi di Vincenzi e di Bentivogli furono ritrovati il giorno dopo nell'attuale via Caravaggio. La loro morte fu annunciata il 21 aprile 1945 con un manifesto del Partito Socialista Italiano di Bologna e il 23 aprile con un altro manifesto della Camera del lavoro della provincia di Bologna.
Nello stesso anno gli fu conferita la medaglia d'oro al valor militare alla memoria.
Onorificenze
Riconoscimenti e dediche Alla memoria di Sante Vincenzi sono state intitolate vie nelle città di Parma, Reggio Emilia e Bologna.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Medaglie d'oro al valor militare Categoria:Partigiani italiani Categoria:Persone giustiziate per fucilazione Categoria:Vittime di dittature nazifasciste