Il Teatro Piccolo di Carlo Ludovico Bompiani e Adriana Muratori è la continuazione ideale della "Baracca delle Favole" che vide la luce nel 1927 per la geniale collaborazione di Trilussa con Guglielmo Guasta, rimasta muta negli anni del dominio fascista per l'impossibilità di pronunciare ancora la sua arguta e caustica parola.
Storia La "Baracca delle Favole" risorse nel 1946 (dopo la morte di Trilussa) con il nome di "Baracca delle Fate" ad opera del Guasta e di Carlo Ludovico Bompiani con intenti artistici ed educativi oltre che satirici: il Teatro molto più grande e perfezionato del primo; i burattini nuovi, vari e originali; i costumi artistici e ricchi; gli scenari ispirati da armonioso e sapiente senso d'arte.
Provenienti da questa precedente esperienza, Carlo Ludovico Bompiani e Adriana Muratori alla fine degli anni '40 allestirono il "Teatro Piccolo". Sue caratteristiche salienti furono il palcoscenico molto ampio con scene girevoli a volume per cambiamenti a vista e per effetti di carrellata cinematografica, effetti di luce sulle scene e nel cielo, burattini molto grandi e numerosi in ogni lavoro.
Per ovviare alla difficoltà di assicurarsi una buona recitazione ed una perfetta sincronizzazione tra voci, suoni e movimenti, fu introdotta la colonna sonora, registrata con valenti attori di prosa. Partecipavano alle rappresentazioni quattordici giovani, che furono istruiti e specializzati, ciascuno nell'esecuzione delle proprie caratteristiche prestazioni, da Carlo Ludovico Bompiani e Adriana Muratori stessi.
Alcune particolari caratteristiche rimasero affidate all'estro degli stessi autori. . Scene, burattini e costumi erano naturalmente di Carlo Ludovico Bompiani.
Il Teatro Piccolo tenne le sue rappresentazioni a Roma nelle stagioni 1950 – 51 e 1951 – 52 in un grande salone della Gioventù Italiana al Foro Italico, sotto gli auspici di quell'Ente e nella stagione 1953 – 54 nel Teatro Bellarmino di via Panama.
Nella prima stagione furono eseguite un gran numero di rappresentazioni della fiaba musicale L'Acqua che Canta di Adriana Muratori e Marcello Ciorciolini con musiche originali di Ste.
Nella seconda stagione fu rappresentata La Perla dei Mari degli stessi autori con musiche di Grieg e canzoni originali di Ste e la mistica scena de La Notte Santa di Gozzano accompagnata da musiche di Bach.
Nella terza stagione fu messo in scena Il Giardino Proibito di Francesco Milizia, ispirato a Il Gigante Egoista di Oscar Wilde, accompagnato da musiche di Wagner e Buon Natale, fiaba moderna di Marcello Ciorciolini.
Nel 1951 e 1953 furono girati cortometraggi per la Thetis Film.
Dal 1954, malgrado il vivo consenso del pubblico che permise di tenere in cartellone un lavoro per l'intera stagione, e malgrado gli incoraggiamenti degli educatori, il teatro chiuse i battenti per la mancanza della sede stabile necessaria alla complessa e voluminosa organizzazione.
Nel marzo 1967 alcuni dei burattini furono esposti in una mostra allestita presso il Museo Teatrale della Scala di Milano.
Bibliografia
13 febbraio 1946 – Il Pettirosso 23 febbraio 1946 – Politeama 15 maggio 1946 – La Tribuna del Popolo 16 maggio 1946 – Il Tempo 16 maggio 1946 – Il Momento 16 maggio 1946 – Il Buonsenso 16 maggio 1946 – Risorgimento Liberale 17 maggio 1946 – La Tribuna 17 maggio 1946 – Il Quotidiano 17 maggio 1946 – Il Tempo 19 maggio 1946 – Risorgimento Liberale 19 maggio 1946 – l'Unità 19 maggio 1946 – Il Momento 19 maggio 1946 – Il Buonsenso 19 maggio 1946 – Il Messaggero 21 maggio 1946 – Il Tempo 21 maggio 1946 – La Tribuna del Popolo 23 maggio 1946 – Il Buonsenso 25 maggio 1946 – Il Buonsenso 25 maggio 1946 – Avanti! 31 maggio 1946 – Il Buonsenso 1º giugno 1946 – La Tribuna del Popolo 13 giugno 1946 – Argento Vivo Supplemento settimanale de La Tribuna del Popolo 1º agosto 1946 – Il Buonsenso 10 luglio 1947 – Otto Settimanale di Varietà 13 ottobre 1950 – Il Corriere degli Italiani a New York 1º marzo 1951 – Il Paese 5 luglio 1951 – Paese Sera
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